due premesse:
1. avanti con stefano pioli, senza se e senza ma. perché per perdere finali e preliminari, ai preliminari e alle finali bisogna arrivarci e lui la Lazio a quei livelli è stato capace di portarcela. si tratta di riuscire a fare il passo finale, non di cancellare i passi precedenti
2. per quanto mi riguarda, della prestazione pessima di ieri sera vorrei che pioli spiegasse, quando vuole, con tranquillità ma con chiarezza, il perché delle condizioni di forma inaccettabili di parolo, di lulic, di felipe e di cataldi (relegato per questo in panchina: non è lui certo che trasforma un centrocampo, da lui però può venire un contributo importante per tenerlo almeno in piedi il centrocampo) e più in generale perché i tedeschi andassero a velocità doppia dei nostri. un mese e mezzo di preparazione non è sufficiente per rendere competitiva, dal punto di vista fisico, una squadra di serie A?
detto questo, di pioli ribadisco un concetto che mi è già capitato di avanzare: e cioè che nella forza della sua proposta tecnico-tattica - cioè battere l'avversario attraverso il gioco e soltanto attraverso il gioco - c'è esattamente anche il suo punto debole. se e quando non è in grado di "dominare" l'avversario attraverso il gioco (nelle geometrie e nella corsa), la Lazio di pioli semplicemente perde
sembra ovvio, sembra una banalità, ma non è così. perché nel calcio si può vincere imponendo il proprio gioco, ma anche limitandosi a neutralizzare il gioco avversario. per dire, la juve di antonio conte era costruita per imporre il proprio gioco e infatti in Italia, senza avversari alla sua altezza, ha superato i cento punti, mentre in Europa, contro squadre almeno forti quanto lei, non ha mai fatto gran che strada (per battere il bayern giocando ci vogliono messi, neymar, iniesta ecc. e questi la juve di conte non li aveva). la juve di allegri invece fa meno punti in Italia mentre va più avanti in Europa perché non è attraverso il gioco (non sempre, almeno) che essa batte gli avversari
ecco, pioli, fatte le debite proporzioni tra patrimonio tecnico della juve e patrimonio tecnico della Lazio, ripropone gli stessi "limiti", o se preferite le stesse caratteristiche di conte: o gioca meglio e schiaccia l'avversario,, oppure è notte fonda. prestazioni e risultati in stile udinese di colantuono allo j. stadium per noi sono tabù. quando incontriamo avversari attrezzati almeno quanto noi e che col cavolo che se la giocano a viso aperto (la juve di allegri ad esempio o l'aesse del franzoso) o che corrono molto più di noi (i tedeschi di ieri, ad esempio), per noi diventa tutto difficile. molto difficile. spesso impossibile
dopo aver impiegato un anno a instillare nozioni di gioco straordinarie, sarebbe il caso, forse, che pioli si impegnasse almeno un po a educare la Lazio a vincere, o almeno a pareggiare, anche attraverso il non gioco
sempre forza Lazio