Citazione di: carib il 31 Ago 2015, 14:28
L'intero anno passato è stato giocato in emergenza (infortuni, squalifiche, arbitri). Pioli ha dimostrato ampiamente di saperla gestire.
Ma la partita con il Chievo è diversa da tutte le altre che Pioli ha dovuto preparare da quando è alla Lazio. Tutta la squadra si è unita, almeno da gennaio scorso, per raggiungere la CL. Tutti hanno dato il 150pc per conquistare il diritto a disputarla (tranne IMHO Lotito che doveva immediatamente comprare una punta di peso in seguito agli infortuni di Dio e Djo). Fallito il traguardo dopo la fantastica illusione di Roma, la testa di TUTTI si è svuotata - questo è evidente -.
E Pioli - purtroppo - non è stato capace di trasmettere nuovi stimoli in tre giorni.
Intervento molto intelligente.
Lo scorso anno, partita dopo partita, gli stimoli del gruppo crescevano man mano in modo naturale.
A Pioli è bastato assecondare il trend per garantirsi quella striscia di risultati positivi che ci hanno portato lassù.
Non che Pioli non ci abbia messo del suo, ma lo scorso anno le condizioni che s'erano create hanno reso il suo compito più agevole.
Adesso la situazione, dopo la botta di Leverkusen, era molto difficile.
Difficile creare nuovi stimoli in così poco tempo.
È un po' il lato negativo delle squadre molto giovani, anche se i più a pezzi sembrano i Candreva, i Radu, i Lulic.
Anche da questo si vede il livello di una squadra.
Da come i giocatori reagiscono alle situazioni avverse in poco tempo, da soli, pure senza che arrivi Freud ad aiutarli.
Per arrivare a questo, piaccia o no, ci vuole tempo.
Non c'è mercato (da Lazio attuale) che renda possibile tutto ciò.