Citazione di: AguilaRoja il 20 Set 2015, 14:06
Ma veramente non capisci?
Si sta dicendo che il contro insulto alimenta il pregiudizio e ti mette, immediatamente, dalla parte del torto (insieme al giornalistone francese eh).
Il contro insulto è inevitabile e chi scrive quell'articolo o qualsiasi altro pezzo diffamante lo sa, lo mette in conto e in modo premeditato lo usa a proprio favore.
E' impossibile mettere un freno alla valanga incontrollabile di Internet.
Succederebbe lo stesso se uno scrivesse che tutti i fan di Ligabue sono fascisti o che i vegetariani sono pedofili.
Fra i fan di Liga e i vegetariani sicuramente qualcuno perderebbe la testa e insulterebbe l'estensore dell'articolo che, voilà, passerebbe dalla parte della ragione.
Il meccanismo è anche piuttosto banale.
I giornalisti dovrebbero essere più giudiziosi e più che altro non ostentare una malafede evidente.
Sbaglia chi lo insulta su twitter perché cade nella trappola. Ma su un milione di persone qualcuno ci cade. Bastava uno per certificare l'etichetta del Laziale=fascista=violento, figuriamoci decine.
L'articolo del Fatto è persino più viscido e disonesto ma Padellaro lo conosciamo: prima romanista poi tutto il resto. Basta ricordarselo sempre, che ognuno si faccia la sua personale lista dei cattivi.
Cosa fare? Ben poco. Nel senso che prima di tutto bisognerebbe offrire argomenti diversi e i migliori sono quelli che partono dal campo, dai risultati, le prodezze dei giocatori.
Poi, se fossi la Lazio, ne sceglierei uno di questi viscidi estensori a comando e lo perseguiterei in sede legale. Uno solo, ripetendo a ogni più sospinto che il signor Tal dei Tali è stato querelato. Dedicarsi a una battaglia, vincerla per creare un precedente. Mettere nel mirino un giornalista, un direttore, una testata e farlo nero.
Che poi la Lazio sia carente sotto il profilo della comunicazione è cosa risaputa per molti e io sono d'accordo.
Manca una figura carismatica e cattiva che 24 ore su 24 non lasci passare neppure l'acqua, un professionista stimato e temuto da affiancare a un uomo in società alla Zoff che parli di faccende tecniche acquisendo rispetto e simpatia.
Servirebbe inoltre un approccio più attivo, dinamico e soprattutto fazioso alle nuove realtà come i social network.
Se tutto questo entrasse a regime, i lati negativi diventerebbero più marginali, il laziale cattivo sarebbe di nicchia e non attrarrebbe più come invece fa adesso.
Le iniziative della Lazio mi sembrano un po' statiche, buone per un mondo che non c'è più, e incapaci di reggere il confronto con realtà che lanciano il messaggio H24, propongono, rispondono, denunciano.
Se la società si muovesse in questo modo allora il popolo laziale di twitter e compagnia andrebbe a rimorchio.
Manca l'aggregazione, la guida. Noi siamo anarchici e sbandati, non un esercito in divisa con punti di riferimento.
Ed è una strategia perdente.