Anche perché:
Lensen: «Hoedt è grande, così cresceremo i talenti futuri» (Corriere dello Sport)
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Lensen, direttore dell'Academy, ha firmato fino al 2019: «Porto la mentalità offensiva»
di Daniele Rindone
Il mago olandese, Joop Lensen, vive a Formello da qualche settimana, ha firmato un contratto sino al 2019 come direttore dell'Academy "Roberto Lovati": in pratica è il nuovo responsabile del settore giovanile della Lazio. Alberto Bollini allena il Lecce, il generale Coletta si occupa dei più piccoli, è coinvolto nel progetto. D'ora in poi si seguirà un indirizzo filosofico, organizzativo e tattico unico.
L'intervista. Lensen ha concesso un'intervista al sito olandese
volkskrant.nl, ha svelato tanti retroscena. Un anno dopo (o quasi) l'Academy della Lazio è sempre disegnata su carta: mancano le autorizzazioni del Comune di Formello, nei mesi scorsi s'è partiti con il rifacimento di un campo che in origine era dedicato al tennis. Qualcosa si muove da un punto di vista strutturale, per ora poco. I primi investimenti sono previsti a bilancio, la società spera di ottenere il via libera al più presto per costruire le strutture che formeranno i campioni del futuro. La filosofia che ispira il progetto non è cambiata, alimenta il lavoro di Lensen, entrerà nel vivo in estate.
Lo studio. Il mago olandese è tra i creatori della scuola Ajax, per anni ha lavorato per la Royal Ducht Football Association, a dicembre era stato avvistato a Formello, al campo Gentili e in via del Baiardo (al centro sportivo del Tor di Quinto, lì si era appoggiata una squadra giovanile della Lazio). Nei mesi scorsi ha fatto la spola, ormai ha trovato dimora nel centro sportivo laziale. Ha completato la fase di studio e le consultazioni con i tecnici del vivaio, è pronto ad operare fattivamente. Lensen ha portato una nuova idea di settore giovanile, era stata annunciata il 26 maggio scorso durante la presentazione del progetto Academy voluto da Lotito e Tare.
Le parole. Il mago olandese ha parlato di tutto, anche di Wesley Hoedt, il difensore centrale dell'Az Alkmaar acquistato dalla Lazio a gennaio per luglio: «Quando ha giocato contro l'Ajax (il 5 febbraio scorso, ndr) sembrava che avesse già 500 presenze in Eredivisie. Sa calciare con entrambi i piedi, ha una buona visione di gioco. Sono certo che riuscirà ad affermarsi anche in Italia e che nel giro di un anno e mezzo sarà in Nazionale. Non ho il minimo dubbio...». Lensen non ha parlato solo di mercato (è stato tra gli sponsor di De Vrij e Hoedt), ha spiegato il suo progetto laziale. Ha studiato i sistemi di allenamento utilizzati dai tecnici delle giovanili italiane e della Lazio: «Qui le sedute sono molto fisiche – ha spiegato ai giornalisti olandesi accolti a Formello – mentre le indicazioni dei tecnici sono più che altro orientate a livello mentale. "Andiamo, andiamo", "dai, dai, dai". E ogni allenatore ha il proprio sistema di gioco. Non c'è molta sintonia»
. La rivoluzione olandese è in atto, punterà al calcio totale, globale. I principi tattici saranno unici. La Lazio di Pioli già li incarna. Lensen non è stato tenero con il nostro calcio, è fedele alla filosofia olandese, pretende che si lavori di più con il pallone: «Dovremo andare tutti nella stessa direzione, verso una mentalità offensiva. Se non sei in possesso del pallone devi recuperarlo nel modo più veloce possibile. Solo quando ci riuscirai potrai essere padrone del gioco. Sì, mi rendo conto che queste parole sembrino il classico romanzo olandese. Ma gli italiani con il loro approccio cosa hanno raggiunto negli ultimi anni? Prendiamo come esempio la Juventus, la squadra più importante. E' un club con 90 giovani sotto contratto, gli costano ogni anno fior di milioni. Nonostante questo nessuno è uscito dal loro settore giovanile. Ogni squadra ha un allenatore, un assistente, un preparatore atletico e uno dei portieri. Ciascuno di loro si concentra solo sul proprio compito. Faccio un esempio: se devo migliorare fisicamente i calciatori allora gli farò saltare degli ostacoli, li farò correre nei cerchi e cose di questo genere. Quando vedo tutto questo penso: ma dove è il pallone?». L'ha detto al diesse Tare, c'è scritto nell'articolo rimbalzato dall'Olanda. La Lazio si fida di Lensen, aspetta le sue mosse, aspetta di vedere i frutti della sua semina.Tutto questo solo per dire che evidentemente non è che nella Lazio si stiano facendo le cose così, alla cazzo di cane. Magari una strategia dietro c'è ed anche dei professionisti in grado di portarla a compimento.
P. S.: l'articolo è del primo Aprile 2015