Citazione di: Barabba Terzo il 16 Ott 2015, 13:41
Dici che il punto di vista esterno giustifica e prende in simpatia una massa becera che se la prende con una piccola minoranza solo perché quella minoranza è percepita come fascista, quindi "cattiva"?
Secondo me questo è sì un aspetto del problema, ma non lo risolve interamente.
Ad esempio, siamo abbastanza bastian contrari come cultura per prendere in simpatia anche dei "cattivi", se questi sono in schiacciante minoranza. Oltre al fatto che io non credo assolutamente che la maggioranza dell'Italia sia convintamente e militantemente "di sinistra" e "antifascista".
Quindi c'è comunque un qualcosa che non mi torna in tutto questo e nel modo in cui il rapporto roma-Lazio viene percepito all'esterno.
Comunque che l'assioma laziale=fascista sia la più grossa disgrazia mai capitataci ci sono pochi dubbi.
Ma in quanto a narrazione c'è ben poco da fare. Ci sono stratificazioni di decenni, non è una cosa che si risolve in un anno o due.
Soprattutto quando l'apparato culturale dominante copre, trucca e imbelletta la controparte (perché qui il gioco è tutto dialettico, nel senso proprio del termine).
Laziali e romanisti fanno esattamente le stesse cose (anzi i romanisti fanno peggio, tant'è che, fuori dai confini dorati di questo paese, sono considerati la tifoseria più pericolosa d'Europa), ma mentre i laziali godono del fatto che in giro si sappia cosa fanno, un enorme e abnorme apparato culturale copre e minimizza quello che fanno gli altri.
C'è una sproporzione inarginabile che parte innanzitutto da chi fa il tuo mestiere, purtroppo.
Bravo. Sono due questioni che si sfiorano marginalmente.
L'equazione laziale=fascista è molto più viva e presente in Europa che in Italia, tant'è vero che, nonostante la disgregazione della curva nord, siamo ancora un punto di riferimento per molte tifoserie dell'Europa dell'Est, e non solo. Paradossalmente riscuotiamo molte più simpatie noi dei nostri dirimpettai. Feeling tra gruppi ultras che si riverberano sui semplici appassionati di calcio. Il ragazzo polacco o ungherese che viene a Roma per l'erasmus molto probabilmente simpatizzerà Lazio e non roma.
Cattivi, ma rispettati e temuti. Sempre che sia motivo di vanto essere rispettati per le "discutibili" manifestazioni politiche di una consistente frangia di tifoseria.
La battuta di Jax, ennesimo episodio di una martellante campagna di denigrazioni e umilazioni, invece affonda le radici in un terreno sapientemente concimato da altri.
Quando l'as roma, da semplice e genuina passione, è stata trasformata in un fenomeno culturale di aggregazione che esula dai confini sportivi. Giornalismo, spettacolo, marketing si sono piegati e dedicati a quest'opera di esaltazione, di rinvigorimento, di viagra collettivo che vede nei successi di Cragnotti e nell'ascesa di totti la sua genesi. Ora metteteci pure la nuova proprietà che, mi duole ammetterlo, sta lavorando bene sia nella comunicazione sia nelle pubbliche relazioni.
E noi in vent'anni non siamo riusciti a costruire uno straccio di narrazione antagonista, anzi protagonista, dibattuti tra isteria da forum e pseudo complesso di superiorità.