Il bilancio è ovviamente e palesemente negativo. 6 sconfitte, 6 vittorie. Seconda peggior difesa del campionato. 4 punti meno del Sassuolo. Nono posto in classifica. Derby perso (ci sarebbe da commentare ma non è la sede). Imbarcate con Napoli, Chievo e Milan. Fuori dal preliminare, Supercoppa persa senza in pratica essere giocata.
Un gioco che non è nemmeno lontano parente di quello dello scorso anno. Troppo divario fra riserve e titolari ed è un problema perché molti titolari non sono e credo non potessero essere all'altezza dell'anno scorso.Non voglio e non devo convincere nessuno del fatto che la squadra è stata devastata dalla campagna acquisti inesistente. Non ho scritto per due mesi, non me va più di tornare sugli errori evidenti compiuti.
A questo si aggiunge l'incaponimento di Pioli, l'incapacità di saper leggere le partite, la sfiducia che sembra aver contagiato la squadra (solitamente succede alle squadre di Zeman...).
Ogni bilancio che si rispetti deve anche proporre e non solo certificare.
Il bilancio è negativo per la subalternità che anche noi tifosi abbiamo ormai assimilato. Come se fossimo condannati a quello che stiamo vivendo. Non sto dicendo che è colpa dei tifosi, sto dicendo che ci siamo rassegnati, non c'è più niente che ci smuove.
Guardiamo ste carte in mano e abbiamo sta maledetta doppia coppia e non chiediamo nemmeno una carta per tentare il full. Gli altri al tavolo, rischiano, chiedono carte, bluffano, fanno parola, tentano la scala a incastro.
Noi piatti. Piatti.
Chiedere la carta costa troppo. Aspettiamo che gli altri passino per vincere una mano.
E ci considerano anche quelli che barano. Lotito nella stanza dei bottoni ma gli altri vincono le partite con favori arbitrali. La Lazio è all'ultimo posto per favori ricevuti. Quindi, cornuti e mazziati. Una situazione grottesca. E non riusciamo nemmeno a far passare un messaggio diverso. Il nostro addetto alla comunicazione si fa le s.eghe con ginfizz nell'epoca in cui esiste il porno su internet.
Siamo nella stessa città in cui da ogni punto di vista ci stanno surclassando. E qualche laziale che sta lì con la calcolatrice ad augurarsi magari - perché no - che una vittoria dello scudetto possa rappresentare per loro il contraccolpo economico che li spinga nel dirupo.
Capite come siamo messi?
Serve un cambio totale, un rischio che almeno ci risvegli dal torpore.
La Lazio è la prima squadra di Roma e Roma è la capitale d'Italia. Noi dobbiamo giocare per lo scudetto ogni anno.
Con scelte coraggiose, dispendiose, serie.
Se non si è in grado di fare questo - e non me ne importa nulla della media dei nostri posto in 115 anno di storia - evidentemente il bilancio è negativo non per questa stagione ma per tutte le ultime stagioni.
Un club solido è un club che rimane per anni nelle prime posizioni non gioca a fare l'altalena come i bambini al parco.
Se non c'è la possibilità che si cerchino altre soluzioni che si passi la mano.
Fare la corsa sulla riomma non vuol dire essere campanilisti, vuol dire invece cercare di superare il tuo avversario storico, quello che ti ha rubato la Cl per un punto, vuol dire avere rispetto per l'amore dei tuoi tifosi.
Quindi bilancio negativissimo e necessità di una svolta totale. Se i soldi non ci sono, te ne vai.
Se i soldi ce li hai, domani mattina vai a prendere Simeone, a gennaio prendi tre top player e cominci a fare sul serio.
Rimischi le carte, tiri fuori il portafoglio e aggredisci il tavolo.