Le prime 12 giornate ci dicono che gli equilibri di potenza del campionato siano cambiati e che rispetto all'anno scorso il mercato estivo ci abbia portato a doverci contendere i posti in Europa con più avversari e molto più competitivi sul piano tecnico e tattico(Fiorentina e Inter su tutte). La Lazio d'altronde sta facendo "il suo", un solo punto in meno rispetto alla passata stagione, ma sono gli avversari che stanno facendo di più, molto di più. Certo, a differenza della passata stagione, la sensazione è che la prospettiva non sia delle migliori.
Mi sembra pacifico ammettere dopo 1/3 di campionato giocato che non sia assolutamente veritiera il proclama di Lotito, ribadita poi più volte in modo non professionale anche dall'allenatore, secondo cui "la Lazio se la gioca alla pari con tutte". Il campo ci sta dicendo che la Lazio non regge il confronto con tutte, anzi appena il livello di difficoltà si alza la squadra soccombe con una facilità irrisoria.
Credo che la situazione venutasi a creare abbia scoraggiato e gettato in depressione i giocatori, che dopo lo scorso campionato si credevano una Big e invece si riscoprono più deboli rispetto alle concorrenti. All'ambiente e al gruppo stesso è stato detto che fossero competitivi per vincere la Supercoppa, passare il preliminare di Champions e riconfermarsi in campionato. Tutti questi obiettivi sono stati falliti. Adesso la squadra scende in campo con un peso non indifferente sulle spalle, ha quasi l'obbligo di vincere e appena prende uno schiaffo dall'avversario si scioglie completamente. Questa è una pressione che può sopportare solo un gruppo composto da giocatori di grandissimo spessore(i cosiddetti campioni), gli altri lo soffrono terribilmente e infatti la maggior parte dei nostri giocatori sono irriconoscibili. ESATTAMENTE come i giocatori della roma, quando un'anno fa Garcia se n'è uscito con la famosa frase "siamo più forti della Juventus, vinceremo lo scudetto". Da li a pochi giorni è arrivata la batosta del Bayern e poi si è innescato quel meccanismo di cui parlavo e sono spariti dal campo. Lo stesso è avvenuto con il Milan negli ultimi due anni, a un gruppo di buoni giocatori è stato accollato un peso che non poteva essere sopportato e tutti hanno reso di meno rispetto all'effettivo valore.
In questo momento, oltre al problema tecnico(i centrali difensivi non all'altezza), c'è un grosso problema mentale CHE VA RISOLTO. Questi sono giocatori che rendono se giocano liberi mentalmente e se su di loro non ci sono grandi aspettative.
A questo punto però, non so se Pioli agli occhi del gruppo abbia lo spessore necessario per fare un tale dietrofront e togliere questo peso ai giocatori, perché lui stesso gli ha accollato una responsabilità di risultati da raggiungere e adesso è difficile che vada a convincerli dell'esatto opposto. Non credo che i giocatori lo possano recepire e metabolizzare con disinvoltura un tale comportamento, perderebbe sicuramente la fiducia del gruppo.
Chiaramente questo lo dovrebbe sapere meglio chi si trova all'interno della società e intervenire in un modo adeguato, non solo con i centrali di difesa. Il problema palesato mi sembra molto più importante.
Ci troviamo in una situazione di impasse che, oltre a penalizzarci in classifica, potrebbe svalutare e in modo significativo anche il valore di mercato dei nostri giocatori, che sono fondamentali in una politica societaria volta all'autofinanziamento.