Citazione di: anderz il 18 Nov 2015, 20:04
C'è da dire che non condivido questo pacifismo ad oltranza, (anche se non lo è, se si legge con attenzione l'ultima parte), però lo capisco e lo rispetto. Chiaro che la sola guerra aerea sia essenzialmente controproducente, ma non attuare una strategia militare ampia per la distruzione dello strato islamico è anche peggio. Il motto dell'isis, vado a memoria, è "espansione e consolidamento"; perché mettendo radici nel tessuto sociale e diventando istituzione nei territori conquistati mirano ad un indottrinamento totale della popolazione e ad attrarre più adepti dall'estero. Il Califfato dell'umma sunnita, quello è l'obiettivo.
ma guarda che nemmeno io escludo a prescindere l'utilizzo delle armi, anche per questo mi fa imbestialire essere descritto tipo freakkettone che pensa di risolvere i conflitti porgendo rose. Manco per idea.
Il punto però è intendersi su cosa significa utilizzo delle armi e per quale obiettivo.
Se utilizzo delle armi significa bombardare causando perdite civili a migliaia per poi costruire business sui territori acquisiti sono fermamente contrario.
Se utilizzo delle armi significa che da domani forniamo le armi, appoggio logistico e addestramento al YPG, ai peshmerga e alle forze democratiche che si oppongono al'IS (e che per ovvi motivi saranno ben più attenti di noi a minimizzare perdite civili, oltre ad avere tutt'altro consenso su territorio) sono pronto a sostenere questa politica militare oggi stesso.
Il problema è: l'Occidente è disposto a fare questo? Assolutamente no, per motivi già ampiamente citati nelle pagine precedenti di questo topic.
E allora francamente di assecondare i loro sporchi interessi con la scusa della democrazia non ci penso proprio.
Per altro mi sembra speculare alla strategia dell'IS che con la scusa dell'Islam e della guerra di religione si gioca la sua lotta di egemonia politica.
Si vuole favorire la democrazia e combattere il fondamentalismo? Si faccia davvero e io sarò il primo favorevole.
Ma non ci prendiamo in giro perché la storiella degli occidentali democratici amanti della libertà (che però con i terroristi fanno affari fino all'altroieri) ormai ha stufato ampiamente.
E se, giustamente, pretendiamo che gli arabi sconfessino i loro [...], noi dobbiamo fare lo stesso con i nostri.
Le cui mani sono sporche di sangue arabo quanto le mani di daesh di quello parigino.