Parigi sotto attacco!

Aperto da Monsieur Opale, 13 Nov 2015, 22:59

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GGW

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Citazione di: Monsieur Opale il 19 Nov 2015, 21:49
pare ricomincino

Hillary Clinton parla di truppe di terra in Siria e Iraq

http://www.lapresse.it/mondo/nord-america/isis-hillary-clinton-non-contenerlo-ma-distruggerlo-truppe-di-terra-in-siria-1.797498


in campagna elettorale puoi dire davvero di tutto,vedi Obama e la sua promessa incredibile cazzat.a assurda di combattere le lobby USA.La Clinton,per me molto piu' intelligente e furba del marito sa benissimo che i Repubblicani non hanno un grande nome da spendere contro di lei alle presidenziali e quindi raccatta voti tra gli elettori repubblicani. (IMHO)

laziAle82

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Citazione di: paolo71 il 19 Nov 2015, 21:43
...partita la classica caccia ai servizi segreti colpevoli, nazioni canaglia, capi stato sceriffi, venditori di armi occidentali e chi più ne ha più ne metta...
ma possibile che non ci si fermi un attimo a cercare di capire veramente cosa spinge un ventenne con passaporto europeo, strafatto di coca con un kalashnikov in mano e una cintura al tritolo anziche in pelle, a macellare altre persone?
Cosa lo spinge a quest' inferno?

A me interessa capire questo, ai miei figli spiegare tutto ciò è al limite del disumano, questi concetti vanno oltre la politica, è questa la vita che si attendono? a Roma come a Parigi, a Geresalemme, come a Beirut, a Istambul come ad Hannover?...

tremendo tutto ciò...

lo ripeto ancora qua dentro...io sono ancora choccato da venerdì notte...


Magari parti dal fatto che stai sbagliando orizzonte questi ragazzi sono europei e nella maggior parte dei vasi integrati. Per me sbagliamo a vederli come reietti perché non lo sono..  La donna che si è fatta saltare in aria era francese è perfettamente integrata. Ottimi voti scolastici ed un lavoro come manager di una ditta fino a poco tempo fa..

carib

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Citazione di: anderz il 19 Nov 2015, 21:36
Breivik e Columbine sarebbero fenomeni equivalenti ad atti terroristici portati avanti da un gruppo armato capace di instaurarsi come stato? Ho capito bene?
Il nesso IMHO ci può stare. Tuttavia non va ricercato nell'obiettivo delirante (quello che chiami "fenomeno"), ma nel delirio psicotico di chi ha sparato. Cioè non in quello che chiami "atto teroristico" ma nelle persone. Esseri umani disumanizzati che a un certo punto della loro vita "crollano" e decidono lucidamente di "ripulire" una determinata società dalle scorie che - secondo il loro delirio - essa stessa produce. Ed elimina persone come fossero oggetti, come fossero realtà non umane.

"Ci sparavano come fossimo uccelli" ha raccontato un superstite del Bataclan.
Breivik sparava come un automa a quei poveri ragazzi come fossero bersagli di un tiro a segno. E poi ... bowling a Columbine. Birilli.

carib

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Citazione di: laziAle82 il 19 Nov 2015, 22:00

Magari parti dal fatto che stai sbagliando orizzonte questi ragazzi sono europei e nella maggior parte dei vasi integrati. Per me sbagliamo a vederli come reietti perché non lo sono..  La donna che si è fatta saltare in aria era francese è perfettamente integrata. Ottimi voti scolastici ed un lavoro come manager di una ditta fino a poco tempo fa..
Secondo me le domande di paolo71 sono più che legittime. Il problema grave è che se le pongono davvero in pochi.

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laziAle82

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Citazione di: carib il 19 Nov 2015, 22:03
Secondo me le domande di paolo71 sono più che legittime. Il problema grave è che se le pongono davvero in pochi.

Non ho detto che le domande fossero sbagliate, anzi! Mi scuso se ho dato questa impressione. Sono le stesse che mi faccio anche io. Ho detto che partono da un orizzonte errato: non stiamo parlando di persone rifiutate dalla società, non in tutti i casi perlomeno..

Monsieur Opale

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...sta vicenda fa anche pensare all'odio, quell'odio che una volta le generazioni vivevano e praticavano su sponde, allora, ideologiche






laziAle82

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Io credo che in alcuni, chiarimente non in tutti, ci siano delle latenti condizioni patologiche..

carib

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Citazione di: laziAle82 il 19 Nov 2015, 22:05
Non ho detto che le domande fossero sbagliate, anzi! Mi scuso se ho dato questa impressione. Sono le stesse che mi faccio anche io. Ho detto che partono da un orizzonte errato: non stiamo parlando di persone rifiutate dalla società, non in tutti i casi perlomeno..
ma nemmeno p71 sta parlando di "persone rifiutate dalla società" :))

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laziAle82

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Citazione di: carib il 19 Nov 2015, 22:27
ma nemmeno p71 sta parlando di "persone rifiutate dalla società" :))

allora mi scuso doppiamente per aver malcompreso il senso del post.. :)

carib

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Citazione di: laziAle82 il 19 Nov 2015, 22:28
allora mi scuso doppiamente per aver malcompreso il senso del post.. :)
cmq, sicuro che mo' arriva e mi smentisce  :=))

paolo71

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Citazione di: laziAle82 il 19 Nov 2015, 22:00

Magari parti dal fatto che stai sbagliando orizzonte questi ragazzi sono europei e nella maggior parte dei vasi integrati. Per me sbagliamo a vederli come reietti perché non lo sono..  La donna che si è fatta saltare in aria era francese è perfettamente integrata. Ottimi voti scolastici ed un lavoro come manager di una ditta fino a poco tempo fa..

hai capito l' opposto di quello che ho scritto.

anderz

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Citazione di: carib il 19 Nov 2015, 22:00
Il nesso IMHO ci può stare. Tuttavia non va ricercato nell'obiettivo delirante (quello che chiami "fenomeno"), ma nel delirio psicotico di chi ha sparato. Cioè non in quello che chiami "atto teroristico" ma nelle persone. Esseri umani disumanizzati che a un certo punto della loro vita "crollano" e decidono lucidamente di "ripulire" una determinata società dalle scorie che - secondo il loro delirio - essa stessa produce. Ed elimina persone come fossero oggetti, come fossero realtà non umane.

"Ci sparavano come fossimo uccelli" ha raccontato un superstite del Bataclan.
Breivik sparava come un automa a quei poveri ragazzi come fossero bersagli di un tiro a segno. E poi ... bowling a Columbine. Birilli.

OK carib, va bene il delirio, ma qui siamo di fronte ad individui reclutati e reclutatori, parte di un meccanismo più ampio. Breivik e i ragazzi di Columbine fecero tutto da soli, sono episodi singoli che iniziano e finiscono con l'atto criminale; la strage di Parigi è già la seconda in un anno, le persone coinvolte sono 15-20.

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anderz

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19 novembre 2015

Come l'ISIS guadagna dal petrolio

Lo vende prima di raffinarlo, oppure lo raffina in rudimentali impianti locali per smerciarlo nei mercati in Siria e in Iraq (incassando 1,5 milioni di dollari al giorno)

Mideast Iraq Islamic State
Un'approfondita inchiesta sullo sfruttamento del petrolio da parte dell'ISIS in Siria e Iraqè stata pubblicata ad ottobre dal Financial Times. Il petrolio è la prima fonte di entrate per l'ISIS – si parla di circa 1,5 milioni di dollari al giorno – e per diverso tempo molti analisti si sono chiesti come i miliziani dello Stato Islamico avessero ottenuto la tecnologia per estrarlo e raffinarlo, e soprattutto chi fossero i compratori. La questione è ancora più attuale oggi, visto che governi, analisti e osservatori discutono di come si possa sconfiggere l'ISIS, visto che le soluzioni messe in pratica finora sembrano non essere state efficaci.
L'estrazione
La zona con le maggiori riserve petrolifere attualmente sotto il controllo dell'ISIS è la provincia siriana di Deir Ezzor, sottratta ormai molti mesi fa dal controllo del governo siriano di Bashar al Assad. La produzione di greggio in questa zona, scrive il Financial Times, si attesta tra i 34mila e i 40mila barili al giorno. I prezzi sono variabili e dipendono dalla qualità del petrolio: vanno dai 45 dollari al barile del giacimento di al Omar – che produce tra i 9mila e i 13mila barili di greggio al giorno – fino ai 30 dollari al barile del giacimento di al Kharata – che produce però solo mille barili al giorno. Nonostante il petrolio sia la fonte principale di guadagno dell'ISIS, la produzione di petrolio prima della guerra era molto più alta di quella attuale. L'ISIS ha provato a reclutare personale specializzato per sfruttare al meglio i giacimenti, ma non ha ancora la tecnologia necessaria per mantenere gli impianti efficienti.

La vendita di greggio e la raffinazione
L'ISIS non esporta il petrolio: nel senso che solitamente la vendita da cui trae del profitto non avviene fuori dai territori che controlla. I compratori del petrolio estratto dall'ISIS sono solitamente commercianti indipendenti siriani o iracheni inseriti in un sistema molto organizzato: si presentano con un'autocisterna direttamente al giacimento, facendo una coda lunga diversi chilometri e che può durare anche settimane. Quello che succede dopo dipende dai compratori, scrive il Financial Times. Semplificando, ci sono tre possibilità. Primo, il greggio può essere portato nella raffineria più vicina: succede soprattutto quando il compratore ha un contratto con delle raffinerie. In questo caso il compratore scarica il greggio all'impianto di raffinazione e torna a prenderne altro. Secondo, il greggio viene portato nelle zone del nord della Siria controllate dai ribelli, oppure a est verso l'Iraq. Terzo, i compratori possono vendere il greggio a un mercato di petrolio locale: il più grande si trova vicino ad al Qaim, sul confine tra Siria ed Iraq. La maggior parte dei compratori di greggio, scrive il Financial Times, guadagnano circa 10 dollari dalla vendita di ciascun barile.
Il processo di raffinazione, comunque, non è sempre facile per l'ISIS: può trasformare il greggio in petrolio oppure in mazout, un tipo di combustibile usato per i generatori (e dunque piuttosto richiesto, visto che molte aree della Siria non hanno praticamente elettricità). Da quando gli aerei della coalizione che combatte l'ISIS hanno cominciato a colpire le raffinerie prefabbricate – "mobili", le definisce il Financial Times – l'ISIS si è rivolto ad alcuni proprietari di raffinerie, spesso costruite da locali e molto rudimentali. Negli ultimi mesi, ha scritto il Financial Times, sembra che l'ISIS abbia ricominciato a raffinare direttamente il greggio grazie all'acquisto di cinque raffinerie.

I mercati del petrolio
Il Financial Times ha scritto che l'ISIS ha messo in piedi diversi mercati di petrolio raffinato, spesso vicino alle raffinerie. Qui il petrolio viene comprato da commercianti o da intermediari che lo portano ad altri mercati sul territorio iracheno o siriano. Metà del petrolio va all'Iraq, mentre l'altra metà è consumato in Siria, sia nei territori controllati dall'ISIS che in quelli controllati dai ribelli nel nord. Per esempio nell'est di Aleppo, l'ISIS ha un mercato piuttosto grande, mentre a Mosul, in Iraq, il carburante è venduto in piccole stazioni con solo due pompe e che normalmente prendono il nome dalla parte della Siria da cui proviene il petrolio (in questo modo i clienti possono valutarne anche la qualità e il prezzo).
Nelle aree controllate dai ribelli – i gruppi che si oppongono al regime di Assad, ma anche all'ISIS – vengono venduti due tipi di carburante: uno più costoso e proveniente dalle zone controllate dall'ISIS, e uno più economico raffinato localmente. Gli abitanti di queste zone usano il primo per i loro veicoli e il secondo per i generatori. L'importanza del petrolio proveniente dalle aree controllate dall'ISIS, scrive il Financial Times, è uno dei motivi per cui gli Stati Uniti sono stati finora riluttanti a bombardare le rotte da cui passa il petrolio. Il loro timore è quello che bloccando le forniture di carburante, la popolazione locale si ponga in maniera ancora più ostile nei confronti dei paesi della coalizione. Oltre che essere un problema per gli Stati Uniti, lo è ovviamente per gli stessi ribelli. Un comandante ribelle siriano di Aleppo che compra il carburante prodotto nelle zone controllate dell'ISIS ha detto al Financial Times: «È una situazione che ti fa ridere e piangere allo stesso tempo. Ma non abbiamo altra scelta, siamo degli uomini poveri della rivoluzione. C'è qualcun altro che si offre di darci il carburante?»

Il traffico di petrolio
Considerato che l'ISIS sembra interessato a fare profitti solo nella prima fase della lavorazione del petrolio – dall'estrazione alla vendita interna – il traffico verso l'esterno è considerato un'attività piuttosto proficua da diversi siriani ed iracheni, anche se negli ultimi mesi il numero delle persone coinvolte in questo commercio è diminuito a causa dell'abbassamento del prezzo del petrolio. Diversi uomini d'affari, diciamo così, comprano il petrolio dai mercati dell'ISIS o delle zone controllate dai ribelli e lo portano fuori dai confini del Califfato Islamico: il trasporto avviene in oleodotti o in taniche spostate in diversi modi – soprattutto a piedi, ma anche in barca verso la Turchia, e a cavallo o con gli asini nelle zone di montagna. Di recente le rotte di smercio del petrolio sono cambiate: in Siria gli affari si sono spostati nelle aree controllate dai ribelli nel nord-est, mentre in Iraq i traffici verso il Kurdistan iracheno sono stati bloccati e la nuova rotta passa dalla provincia di Anbar verso la Giordania.
Lo scorso anno il giornalista di Buzzfeed Mike Giglio aveva raccontato una delle possibili vie del petrolio citate dal Financial Times: quella degli oleodotti dalla Siria alla Turchia.
«Dopo che l'ISIS ha estratto il greggio dalla Siria, un intermediario lo trasporta fino al confine siriano, in corrispondenza della città turca di Besaslan. Poi il greggio viene pompato all'interno di tubi sotterranei che raggiungono Besaslan: qui alcuni commercianti locali riempiono dei fusti di greggio e li consegnano a uomini d'affari locali che li vendono segretamente ai distributori di benzina o ad altre stazioni di rifornimento illegali.»

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sembra pure che nell'attacco stavano sotto effetto di droghe...

paolo71

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Citazione di: Tornado il 20 Nov 2015, 08:37
sembra pure che nell'attacco stavano sotto effetto di droghe...

Potresti togliere il sembra.
Sono sicuramente drogati alla enne.

Come si diceva all' inizio smarcarsi dal petrolio ormai puramente un'energia vecchia ed obsoleta e passare alla green economy potrebbe essere uno pdei primi passi da fare per vincere sta guerra.

NandoViola

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Citazione di: paolo71 il 20 Nov 2015, 08:51
Come si diceva all' inizio smarcarsi dal petrolio ormai puramente un'energia vecchia ed obsoleta e passare alla green economy potrebbe essere uno pdei primi passi da fare per vincere sta guerra.
totalmente in disaccordo, getteresti il medio oriente nell'indigenza più di quanto già non lo sia.
bisogna trovare il modo di far crescere le primavere, dare il potere alle nuove generazioni, a quelle che studiano nelle università di teheran, il cairo etc e che parlano inglese meglio di morrison.
non basta rovesciare dittature e califfati, non basta far scoppiare le guerre, serve immaginare e governare i dopoguerra.
non ci sarà pace per nessuno, medio-oriente ed occidente, sino a quando non ci sarà una redistribuzione della ricchezza e sino a quando sistemeremo i problemi con il modello gaza.
li trattiamo come bestie e contestualmente li lasciamo in balìa di stati al cui vertice vi sono sceicchi con il conto in banca maggiore del pil di tutta l'africa o di bande di estremisti obnubilate dal fanatismo islamico.
quale pace vi potrà mai essere? mala tempora...

italicbold

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Citazione di: paolo71 il 19 Nov 2015, 21:43
...partita la classica caccia ai servizi segreti colpevoli, nazioni canaglia, capi stato sceriffi, venditori di armi occidentali e chi più ne ha più ne metta...
ma possibile che non ci si fermi un attimo a cercare di capire veramente cosa spinge un ventenne con passaporto europeo, strafatto di coca con un kalashnikov in mano e una cintura al tritolo anziche in pelle, a macellare altre persone?
Cosa lo spinge a quest' inferno?

A me interessa capire questo, ai miei figli spiegare tutto ciò è al limite del disumano, questi concetti vanno oltre la politica, è questa la vita che si attendono? a Roma come a Parigi, a Geresalemme, come a Beirut, a Istambul come ad Hannover?...

tremendo tutto ciò...

lo ripeto ancora qua dentro...io sono ancora choccato da venerdì notte...

Noi invece siamo contenti come a Carnevale. Mia figlia ha smesso di cercare la sua indipendenza come fa ogni bambina di 12 anni e vuole che la vada a prendere a scuola. Perché a meno di 4 km dalla mia porta di casa, mercoledì' mattina c'era la guerra.
E allora, se permetti, io le domande me le pongo tutte, ma proprio tutte.
Perché sono tutte legittime. Vanno poste tutte, tutte insieme.
A meno di 4 km da casa mia, fino a mercoledì' mattina c'era un arsenale degno di un film di Schwarzenegger.
Arrivato dal Belgio, assieme a una quindicina di persone, anche loro armate fino ai denti e con la ferma decisione di fare un massacro in pieno centro di Parigi. Dove potevo esserci anch'io. Magari anche solo per una passeggiata.
E allora io, sapendo che, in questa patria delle libertà, se passo col rosso c'é sempre una telecamera pronta a comunicare questa fondamentale informazione alle forze di polizia, solertissime a intervenire per salvare il mondo da me che passo col rosso, sapendo che se provo a scaricare illegalmente un DIVX c' tutto un reggimento di agenti delle forze di polizia pronte a saltarmi addosso per salvaguardare la sicurezza nazionale dal rischio di veder circolare una copia pirata dell'ultimo film di Muccino (é un esempio, manco se me lo regalano...), sapendo che se sbaglio a scrivere il cognome di mia moglie sulla prenotazione dei biglietti aerei per tornare a Natale a Roma c'é tutto un aeroporto in subbuglio che vuole impedirei a mia moglie di salire sull'aereo fintantoché non sia risolta la drammatica questione del perché sul passaporto non ha ancora il cognome del marito, ecco, sapendo tutto questo mi chiedo, e continuo a chiedermi, come cazzo hanno fatto a organizzare tutto questo senza che nessuno abbia avuto il minimo sentore o indizio.
Perché come é già accaduto per i fatti del 2012 a Tolosa o di gennaio, poi scopri che tutti, ma proprio tutti i componenti di questi crimini barbari sono cittadini europei e schedati come soggetti pericolosi già da qualche anno e a nessuno, ma proprio a nessuno, é venuto in mente di tenere sotto controllo le famiglie e i luoghi dove questi mentecatti avrebbero potuto trovare appoggio.


anderz

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Intanto 170 ostaggi in un hotel frequentato da occidentali a Bamako, Mali.

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laziAle82

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Citazione di: anderz il 20 Nov 2015, 11:20
Intanto 170 ostaggi in un hotel frequentato da occidentali a Bamako, Mali.

Si, credo che leMonde stia proponendo una copertura delle news live..


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