Sta storia dell'estero sta a diventa' stucchevole.
Io sono nato e sono cresciuto circondato dalle merde, ero li' nel 1983, quando la mai squadra perdeva 5-1 a Milano e loro festeggiavano a testaccio. Io avevo promesso a un mio amico romanista (allora ne avevo, adesso, a differenza di voi duri e puri romani li ho volontariamente persi tutti perche' li odio) che lo avrei raggiunto li', per vedere l'effetto che faceva. All'ascolto del risultato della Lazio sono salito in vespa e arrivato a casa in 3 minuti. Sono uscito tre giorni dopo e ho dormito sei ore in tutto.
Fatela finita.
Ho anche un cervello, dei principi, e una dignita', e quello che scrivo nasce da cio'.
Accettatelo, e' possibile.
E' possibile odiare le merde con tutto il cuore, lasciare amici di vent'anni per una lite sull'anno dei 4 derby come ho fatto io (lui diceva che erano piu' forti perché sono finiti davanti a noi, non ci siamo piu' parlati), e allo stesso tempo (anzi, a maggior ragione) rispettare i valori dello sport, la dignita' di chi gioca solo per vincere, di chi odia qualunque pastetta e quindi ha il diritto poi di criticare quelle altrui, di chi non vuole compromessi con i propri valori.
Fatela finita co sta storia, in amicizia.