Citazione di: TomYorke il 15 Dic 2015, 10:39
Nel primo tempo la Lazio cerca anche di fare qualcosa. In modo molto confuso, poca razionalità ma ci prova.
Poi l'occasione più nitida, mi pare minuto 30 del p.t., ce l'ha la Samp, e allora la paura comincia a regnare sovrana.
Nel secondo tempo Felipe fa un paio di spunti che solo lui in questa squadra può fare.
Passiamo, in modo abbastanza immeritato, in vantaggio.
La Samp ha dieci minuti per cercare il pareggio, e in dieci minuti crea TRE occasioni da gol.
In difesa purtroppo, i giocatori presi non sono all'altezza della situazione.
Pioli ha un certo modo di giocare, 4-4-3, pressing alto e difesa alta.
La società gli ha fatto una campagna acquisti che rende impossibile fare quel tipo di gioco.
Il mister è in confusione anche perchè è stato costretto ad abbandonare la strada intrapresa la scorsa stagione.
Ieri i terzini erano Konko (che fino alla cappellata finale aveva anche giocato bene) e Radu, titolari 4 anni fa.
Perché è impossibile fare quel tipo di gioco? È impossibile per una squadra psicologicamente e tatticamente sulle gambe.
Ieri la Samp stava peggio della Lazio, imbarazzante direi. Una Lazio normale, non dico quella al top dello scorso anno, minimo, al 93°, stava avanti con un paio dei gol di scarto. Per cui, magari, la topica sulla punizione diventava ininfluente.
La domanda è, con quale modulo standard gioca la Lazio in un momento in cui ha bisogno di certezze viste le difficoltà che sta incontrando?
Sfido chiunque a dare una risposta.
Non c'è risposta. Uno, nessuno e centomila. Non lo sappiamo noi ma non lo sanno neanche i giocatori.
Te pare possibile a certi livelli?
Ieri in fase di costruzione non sapevano che cazzo fare, improvvisavano a casaccio oppure palla a Candreva e speriamo bene.
Al netto degli errori della società, non si capisce il perché ieri non si potesse continuare col 433 con Felipe esterno e Djordjevic fuori.
Avresti controllato meglio la Samp come nel primo tempo con un pizzico di imprevedibilita' in piu'. Dopo aver cambiato modulo di nuovo e fino al gol di Matri, praticamente non siamo mai stati pericolosi. 35 minuti di possesso palla sterile.
In alcuni frangenti, mentre la Samp manovrava, nel secondo tempo, tra Biglia e Parolo (unici schermi davanti alla difesa di due centrali lenti) c'erano quindici/venti metri di campo. Il burro fatto squadra praticamente, visto che Candreva e Felipe da un certo punto in poi in copertura sugli esterni offrivano poco. Difatti sia Biglia che Parolo erano risucchiati verso l'esterno per tamponare i buchi e raddoppiare.
Lo stesso errore fatto col Sassuolo e a Bergamo arretrando Savic nel centrocampo a due. Identica scelta e medesimo risultato.
Dopo il nostro gol è stato sufficente per la Samp alzare un po' il ritmo ed il baricentro che ha affondato per quattro volte al centro in scioltezza.
Potevi anche vincerla ma questo non avrebbe cambiato la sostanza di quanto visto in campo.
Io rimango convinto che questa rosa, in una situazione normale, vale dal terzo al settimo posto anche in ragione dell'andamento delle altre.
Hai già lasciato sul campo almeno sei/sette punti per scelte del tecnico perlomeno discutibili.Aggiungili alla nostra misera classifica e vedi che aveva un aspetto diverso, sicuramente un po' sotto le aspettative ma con la possibilità di giocarti ancora le tue carte.
Ma dall'inizio della stagione non c'è nulla di normale e sembra che ci si sia infilati in un calvario senza speranza.
Il fatto che ormai in ogni partita sega uno dell'undici iniziale del primo tempo durante la pausa dice già da se che lui stesso sconfessa le sue scelte da solo, oltre a mortificare chi esce. Spesso questo cambio è accompagnato dalla variazione dell'assetto tattico.
Magari, questa insicurezza di chi sta al timone, automaticamente (e forse inconsapevolmente) si ripercuote alla squadra che appare psicologicamente fragile, poco attenta, ansiosa, confusionaria e dove quasi tutti i giocatori sembrano aver iniziato ad aver paura della loro ombra.
In un momento così difficile (già dal dopo Bergamo dove, peraltro, siamo andati da secondi in classifica fino all'autogol di Basta) in cui la cosa migliore era ricostruire la tua identità di gioco su alcune certezze. L'impressione invece è che, da quel momento, la confusione e l'approssimazione regnino sovrane soprattutto nella testa del tecnico che è andato definitivamente in bambola.
Da qui le topiche e le prestazioni sottotono dei singoli calciatori e lo scollamento dello spogliatoio al suo interno.
È una mia analisi, magari non è la verità circa la situazione attuale ma non credo di esserci andato troppo lontano.