Parigi sotto attacco!

Aperto da Monsieur Opale, 13 Nov 2015, 22:59

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Monsieur Opale

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Citazione di: Zanzalf il 11 Gen 2016, 18:30
Le violenze di piazza Tahir sono una delle espressioni di quella nuova identità. Disprezzo per le donne libere ... in nome di xxxxx.

Xxxxx è alla base anche delle azioni degli attentatori francesi. Nuova identità.

e non solo, se in Egitto ha una funzione tutta interna (ritorno a presunti valori dove la donna è bla..bla.bla..)
una roba così a Colonia assume connotati diversi, l'obiettivo non è mica quello di ricacciare nell'ombra donne appena affacciate alla libertà...

carib

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Chissà come mai in Italia c'è un femminicidio ogni 36 ore  :roll:

anderz

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io francamente non vedo altri obiettivi che toccare una donna, sarò strano io, eh.

happyeagle

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Citazione di: anderz il 11 Gen 2016, 18:01
@Thorin:
ti prometto che appena ho 5 minuti ti rispondo, sti giorni è un casino.

Intanto in Siria si continua a morire, una scuola sarebbe stata colpita da raid governativi/russi.
http://www.theguardian.com/world/2016/jan/11/syria-monitor-says-children-dead-after-russian-airstrike-hits-school

Questo famoso osservatorio siriano non è proprio il massimo come fonte:
http://anonhq.com/truth-behind-oft-quoted-syrian-observatory-human-rights/
i media occidentali non stanno facendo una bella figura sulla Siria.

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anderz

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Citazione di: happyeagle il 11 Gen 2016, 18:42
Questo famoso osservatorio siriano non è proprio il massimo come fonte:
http://anonhq.com/truth-behind-oft-quoted-syrian-observatory-human-rights/
i media occidentali non stanno facendo una bella figura sulla Siria.

nemmeno molte di quelle che posti tu, tipo globalresearch

@Zanzi
che è mo xxxxxx?

Thorin

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Citazione di: carib il 11 Gen 2016, 18:35
Chissà come mai in Italia c'è un femminicidio ogni 36 ore  :roll:

Per completezza di informazione, puoi postare la stessa statistica riguardante gli altri paesi europei, quelli arabi, e quelli asiatici?
Magari esce fuori che siamo al 164° posto in classifica...

Tarallo

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Citazione di: anderz il 11 Gen 2016, 18:39
io francamente non vedo altri obiettivi che toccare una donna, sarò strano io, eh.
Erano arrapati e si sono organizzati.
In più erano volgari, violenti e disgustosi. Vanno puniti duramente.

carib

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Citazione di: Thorin il 11 Gen 2016, 18:46
Per completezza di informazione, puoi postare la stessa statistica riguardante gli altri paesi europei, quelli arabi, e quelli asiatici?
Magari esce fuori che siamo al 164° posto in classifica...
Ah quindi è una questione di numeri. Buono a sapersi

La mentalità del "se l'è cercata" non appartiene al popolo italico
la mentalità del " o con me o con nessun altro" appartiene solo alle civiltà inferiori

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carib

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Prima di guardare altrove, suggerisco di farsi un'idea di cosa accade nel nostro Paese

La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia

[Fonte: Istat]

La violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso. 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.

Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita (31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.

I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%).

Il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni. Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014)

Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). Critica anche la situazione delle donne con problemi di salute o disabilità: ha subìto violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi. Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi).

Emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all'indagine precedente: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all'11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza.

È in calo sia la violenza fisica sia la sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all'11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner.

In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale.

Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza. Più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell'ordine (dal 6,7% all'11,8%). Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner.

Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell'ordine. Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9% al 28,5%.

Si segnalano però anche elementi negativi. Non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi.

3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l'ha subìto dall'ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall'ex partner.

Per informazioni
Criminalità, violenza contro le donne, giustizia
Maria Giuseppina Muratore
tel. 06 4673.7456
muratore@istat.it

carib

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In risposta a chi parla di "tribù islamiche scatenate": I "nostri" parà. (semicit.)

" Violentata con una bomba. Io c' ero "
" Stragi, pestaggi. Gli ufficiali davano l' esempio. E i tedeschi ci chiedevano in prestito le armi " . Su " Panorama " nuove foto choc e le testimonianze di due soldati italiani. " Gli ordini: nel dubbio, sparare su donne e bambini "

Pagina 3 (13 giugno 1997) - Corriere della Sera -

  "Violentata con una bomba. Io c'ero" "Stragi, pestaggi. Gli ufficiali davano l'esempio. E i tedeschi ci chiedevano in prestito le armi" Su "Panorama" nuove foto choc e le testimonianze di due soldati italiani. "Gli ordini: nel dubbio, sparare su donne e bambini" Dalla Somalia altro orrore. Orrore italiano: torture, violenze, abusi compiuti dalle truppe della missione Ibis. E come per le fotografie scattate dall'ex para' Michele Patruno, anche questo nuovo verminaio viene alla luce sulle pagine di Panorama, nel numero di oggi. Sono immagini scattate da due giovani impegnati in Somalia e hanno raccontato al settimanale i fatti colti dalle loro macchine fotografiche. Descrivono un clima di cameratismo perverso, in cui era diffuso il ricorso a forme di rappresaglia come quelle gia' illustrate da Patruno (sulle quali sono in corso indagini) e come quelle che ora vengono alla luce. Denuncia uno: "Quando gli ufficiali volevano divertirsi, tutta la banda gli andava dietro". E affiorano le responsabilita' dei tedeschi: alcuni avrebbero fatto fuoco sui somali benche' il loro mandato non consentisse di sparare. Lo stupro. Il primo episodio, corredato da quattro scatti, e' raccontato da un giovane para'. E' la fine di novembre 1993, lo scenario il posto di blocco Demonio, sulla strada tra Mogadiscio e Balad. Una sera due blindati con una decina di para' della Folgore si fermano al check point: i militari di guardia stanno vociando, raccolti intorno a una ragazza somala. I para' (il testimone e' con loro) scendono dai blindati: "Andiamo a divertirci anche noi". La ragazza era terrorizzata. Racconta il testimone, che ha chiesto di mantenere l'anonimato e viene indicato come "Stefano": "Abbiamo cominciato a dare pizzicotti e a toccare". Poi e' comparsa una bomba illuminante. La ragazza e' stata legata a un mezzo blindato e qualcuno "ha spalmato sulla bomba della marmellata. Per farla entrare meglio. Ed e' entrata. Esattamente...". La ragazza "urlava e si dimenava". Durante lo stupro i militari "ridevano. C'era tanto casino. Piu' che un gioco sessuale era un far qualcosa. Un sentirsi grandi. Era stare nel gruppo... Eravamo para', bersaglieri e carristi". Domanda dell'intervistatore: "Durante le sevizie ha fatto qualcosa? Ha partecipato ad altri fatti del genere?" Risposta: "Ho fotografato. Questo episodio". Domanda: "Ha partecipato o e' stato testimone di altri fatti del genere?". Risposta: "Si', ma non li ho fotografati. Poi erano di diverso genere, non su donne...". L'ex para' descrive cosi' quello che provo' durante lo stupro: "Dentro di me forse c'era un po' di rammarico per non poter fare niente. Il rammarico per non poterli fermare. Quando gli ufficiali volevano divertirsi, tutta la banda gli andava dietro. E quella sera e' stato cosi". "Stefano" racconta di non aver mai raccontato nulla di quello che accadde ai familiari e alla fidanzata ("non capirebbero"), di continuare a pensare "giorno e notte" a quello che accadde: "Sono ricordi che portero' sempre con me. Quelle sevizie come tante altre cose brutte, molto brutte". E mentre lo stupro veniva portato a termine "si pensava piu' che altro che quelli (i somali, ndr) uccidevano dei nostri compagni". E la bomba spalmata di marmellata "e' probabile" che sia stata una ritorsione. "Non si poteva stare in quell'ambiente senza essere esaltati... Dovevi seguire il gruppo... L'unico modo per essere sicuri di tornare a casa. Il guaio e' che poi, quando e' finita, ci pensi... Io non sono orgoglioso di me". Il massacro della jeep. Il secondo testimone rintracciato da Panorama, un palermitano ventitreenne, era di leva nel 78o reggimento fanteria Lupi di Toscana. "Avevo paura", ma ha deciso di parlare dopo aver letto l'intervista di Patruno e quando ha cominciato a temere che "si voleva insabbiare tutto, sostenendo che quelli" fossero soltanto "casi isolati". In Somalia tra agosto '93 e febbraio '94, Benedetto Bertini racconta diversi episodi. Di uno Panorama pubblica due immagini, dove si vedono somali morti. Scenario dell'episodio, un villaggio al confine con l'Etiopia. "Eravamo in colonna. Ricevemmo un messaggio radio: "Se sentite spari non allarmatevi, siamo noi che facciamo il tiro al bersaglio sui somali". Erano commilitoni che inseguivano una jeep". Bertini vide poi l'auto ribaltata, "4 o 5 somali morti e a poca distanza altri due, fatti proprio a pezzi: uno con il busto completamente girato, maciullati. I commilitoni ci dissero che avevano "calcato un po' troppo la mano". La jeep dei somali ("non erano armati") era stata centrata da una bomba da fucile. Con gli italiani c'erano i tedeschi, ma a sparare furono gli italiani. Perche' le foto? "Tutti avevano una macchina fotografica". L'addestramento. Dice Bertini: "I graduati ci dicevano che non dovevamo trattare i somali come esseri umani, non dovevamo dar loro da bere o da mangiare, non dovevamo avere pieta'. La consegna era: "Nel dubbio spara", anche se erano donne e bambini". Le violenze? Nascono dalle "condizioni ambientali", dallo "stress". "Cominci a cambiare, a sentirti un Rambo, a convincerti che la vita umana (quella dei somali) non ha valore". I pestaggi. Durante i rastrellamenti nelle abitazioni, se i somali protestavano "venivano picchiati e, se si trovavano armi, era il finimondo, a volte ci scappava il morto". Quando in una capanna fu trovata una doppietta che "non era un fucile da guerra", i militari italiani ne arrestarono i proprietari, un diciassettenne e un vecchio. Li portarono all'accampamento, vennero legati mani e piedi. Calci, pugni, sputi. "Rividi i somali dopo l'interrogatorio dei para' del Tuscania: il ragazzo era gonfio di botte, aveva costole e braccia rotte, non poteva camminare. Pure il vecchio aveva le braccia rotte". E ancora: "Un certo sottotenente Pucciarelli (ma non sono sicuro che sia il nome esatto)" fermo' un vecchio. Sto seminando, spiego'. Il sottotenente "gli sferro' un calcio nello stomaco che lo sollevo' da terra. Poi continuo' a colpirlo e lo lascio' in una pozza di sangue, massacrato". Bertini riferisce "di un incursore del Col Moschin che andava in giro armato di una mazza chiodata da lui costruita: la dava in testa ai somali... Seppi che fu rimpatriato". Con i tedeschi. All'inizio del '94 fu ucciso a Balad il tenente Luzzi. Ufficiali e soldati che lo conoscevano, a Jalalaxi, decisero di vendicarlo, "anche se i somali di Jalalaxi non c'entravano niente con la morte di Luzzi". Gli ufficiali dissero che "ci sarebbero stati "fuochi d'artificio" contro "quei [...] di somali"... Via radio, per giustificarsi, dicevano di vedere somali armati, ma non era vero". All'attacco parteciparono anche i tedeschi. Che tuttavia, in base al loro mandato, non potevano sparare. "Avevano le munizioni controllate... Ci chiesero di usare le nostre armi". Vennero scagliate bombe a mano. Ci furono morti? "Chiaro".

R. E.




Thorin

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Citazione di: carib il 11 Gen 2016, 18:53
Ah quindi è una questione di numeri. Buono a sapersi

La mentalità del "se l'è cercata" non appartiene al popolo italico
la mentalità del " o con me o con nessun altro" appartiene solo alle civiltà inferiori
Ma scusa tiri fuori una statistica, cioè numeri, poi ti lamenti se si parla di numeri? Non ti capisco.

Vuoi sapere per me qual'è un numero accettabile? Zero.

Quindi carib decidi te: o facciamo statistica, ma la facciamo seriamente, ovvero con anni e nazioni diverse, oppure non la facciamo, basta che me lo dici :)

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Citazione di: anderz il 11 Gen 2016, 18:43
nemmeno molte di quelle che posti tu, tipo globalresearch

quelli di globalresearch almeno sono indipendenti, sto tizio del SOHR oltre a prendere fondi dalla UE probabilmente è a busta paga di qualche agenzia di servizi:   
http://www.globalresearch.ca/professional-news-gathering-the-syrian-observatory-for-human-rights-is-a-tool-of-western-propaganda/5495347
dopo tutte le rivelazioni di Assange con wikileaks e di Snowden sui retroscena di fatti accaduti e la pubblicazione delle email della Clinton sarebbe meglio andarci con i piedi di piombo prima di prendere come verità rivelate i resoconti dalle zone di guerra.    Anche sui fatti di Madaya c'è stata più propaganda che verità, tra foto del campo di Yarmook, bambine al momento in Libano e corpi di rifugiati scattate in Europa nel 2009.
Guarda caso questa offensiva mediatica si è intensificata in previsione della prossima conferenza tra governo ed opposizione che si deve fare a New York.

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carib

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Thorin, tu hai invocato la statistica per vedere chi è davvero più virtuoso e ti ho accontentato.
Io ho solo citato un dato agghiacciante al volo per ricordare a loro signori dal commento facile (Battista, Molinari: curiosamente entrambi di religione ebraica...) che forse il problema non sono le "tribù islamiche scatenate".


Monsieur Opale

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mah, io mi tiro fuori da sta discussione, credo di essermi spiegato malissimo
il mio intento non è mai stato quello del "noi no" e "loro si"




anderz

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Citazione di: happyeagle il 11 Gen 2016, 19:06


quelli di globalresearch almeno sono indipendenti, sto tizio del SOHR oltre a prendere fondi dalla UE probabilmente è a busta paga di qualche agenzia di servizi:   
http://www.globalresearch.ca/professional-news-gathering-the-syrian-observatory-for-human-rights-is-a-tool-of-western-propaganda/5495347
dopo tutte le rivelazioni di Assange con wikileaks e di Snowden sui retroscena di fatti accaduti e la pubblicazione delle email della Clinton sarebbe meglio andarci con i piedi di piombo prima di prendere come verità rivelate i resoconti dalle zone di guerra.    Anche sui fatti di Madaya c'è stata più propaganda che verità, tra foto del campo di Yarmook, bambine al momento in Libano e corpi di rifugiati scattate in Europa nel 2009.
Guarda caso questa offensiva mediatica si è intensificata in previsione della prossima conferenza tra governo ed opposizione che si deve fare a New York.

Sono indipendenti sì, dalla ricerca seria. Ma poi globalresearch è solo una delle tante fonti totalmente prive di credibilità. Io in genere diffido sempre da chi ha come priorità la dimostrazione di una tesi rispetto ai fatti.
Non ho usato il condizionale a casaccio quando ho postato l'articolo del guardian, per Madaya invece le testimonianze convergono e sembrano essere corpose.

Thorin

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Citazione di: carib il 11 Gen 2016, 19:10
Thorin, tu hai invocato la statistica per vedere chi è davvero più virtuoso e ti ho accontentato.
Io ho solo citato un dato agghiacciante al volo per ricordare a loro signori dal commento facile (Battista, Molinari: curiosamente entrambi di religione ebraica...) che forse il problema non sono le "tribù islamiche scatenate".
Carib, non capisco.
Tu tiri fuori un dato (in italia un femminicidio ogni 36 ore) che messo lì da solo non vuol dire niente, so' tante, so' poche, rispetto a quali realtà?
Ti chiedo la cortesia di circostanziare il dato perchè mi risulta che nella "classifica" siamo il 164esimo paese per violenze sulle donne e scrivi che non è un problema di numeri, poi metti un articolo che continua a parlare solo dell'Italia e mi dici che m'hai accontentato, ma gli altri paesi, dove sono?
Vabbè.

carib

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Citazione di: Thorin il 11 Gen 2016, 19:27
Carib, non capisco.
Tu tiri fuori un dato (in italia un femminicidio ogni 36 ore) che messo lì da solo non vuol dire niente, so' tante, so' poche, rispetto a quali realtà?
Ti chiedo la cortesia di circostanziare il dato perchè mi risulta che nella "classifica" siamo il 164esimo paese per violenze sulle donne e scrivi che non è un problema di numeri, poi metti un articolo che continua a parlare solo dell'Italia e mi dici che m'hai accontentato, ma gli altri paesi, dove sono?
Vabbè.
Il motivo per cui ho tirato fuori quel dato l'ho scritto e l'hai pure quotato.  ;)

Posso dire che non occorre fare il confronto con altre realtà per affermare che quella italiana è agghiacciante?

@MO: Il punto è il falso moralismo dei vari Battista&co. Finalizzato ad alimentare uno scontro di civiltà, fondato sul razzismo e la discriminazione.

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Come si fa a parlare di numeri o addirittura a confrontare dati su questi argomenti tra diversi paesi?
Credo che anche ci fosse un solo caso all'anno sarebbe qualcosa di terribile ed inqualificabile.

A Colonia temo sia stato qualcosa di organizzato che esprime tutta la repressione sessuale nei paesi di origine di queste persone. Penso e voglio credere che il terrorismo, i fatti di Parigi non c'entrino nulla, anche perché l'immagine che si ha in Italia della Germania di paese all'avanguardia nell'accoglienza cadrebbe. O semplicemente non si sono resi conto del numero di persone arrivate (magari sovrastimando le loro capacità) e la macchina si è inceppata.
Di sicuro dal 31 dicembre ad oggi le autorità tedesche hanno fatto molti errori sia operativi che di comunicazione.

carib

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E anche Repubblica, puntualissima, si accoda: Lo sfregio all'Occidente sul corpo delle donne.

Vado a cercare gli editoriali dal titolo: Lo sfregio alla Somalia sul corpo delle donne; Lo sfregio all'Italia sul corpo delle donne etc

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