Torno sulla valutazione generale del tecnico.
Io sono grato a Pioli per avermi fatto vivere, inaspettatamente, una stagione esaltante quanto le migliori stagioni cragnottiane (che sono state 10, di cui solo 4 coronate da trofei, per chi farà i dovuti distinguo).
Mi sono sentito così vicino alla Lazio che una stagione come quella scorsa la ricorderò per tutta la vita. Peccato non ci sia stata quella Coppa Italia a fissarla negli annali (ci tenevo più del terzo posto).
Detto questo, io non posso cancellare le mie perplessità sul tecnico, basate essenzialmente su due aspetti:
1)La Lazio perde troppe partite: l'incapacità di gestire le partite è un limite, sul quale comunque Pioli può lavorare (e forse lo sta già facendo).
2)La Lazio stacca la spina. Napoli, Chievo, Empoli, Sassuolo, Palermo, Milan, Derby, Sampdoria, Carpi: al di là dei risultati (alcuni condizionati dagli arbitri), in queste partite non siamo scesi in campo. Zero idee, pochissime occasioni, squadra senza nerbo, confusa e allo sbando tatticamente e, pare, mentalmente. Ecco, quando si verificano questi episodi (ne bastano un paio in una stagione, qui parliamo di una partita sì e una no), vuol dire che il tecnico è arrivato al capolinea. Valeva per Eriksson, per Delio Rossi, per me vale per Pioli. Ci sta perdere, anche male (e infatti non cito Bayer e Juventus), ma non ci sta scendere in campo per fare presenza. Una Lazio brutta come quelle che ho citato faccio fatica a ricordarla, laddove con Zeman almeno si seguiva un canovaccio, sebbene sbagliato, mentre con Caso e Ballardini si avevano evidenti limiti tecnici, ma si provava comunque a giocare. A fare qualcosa.
La partita di Firenze, come quella con l'Inter, secondo me servoe più a mostrare le vere potenzialità di questo gruppo che non a dare fiducia a questo progetto tecnico.
I limiti ci sono e sono evidenti, e anche se le responsabilità sono in gran parte dei calciatori, il Mister è il primo che deve rispondere. Io, che lo giuro, amo Pioli come pochi tecnici prima di lui, mi auguro che si riprenda e ci regali un'altra travolgente cavalcata (anche se ci credo poco), perché sarebbe triste salutarlo con l'amaro in bocca.
Ma a bocce ferme, comunque vada questo campionato, il dubbio sul'opportunità di prendere un Mister in grado di tentare un salto di qualità me lo farei venire, perché pensare di regalare una decina (almeno) di partite l'anno agli avversari secondo me non è una cosa che possiamo permetterci.
Se vogliamo crescere.