Zanz qui però si fa confusione.
Non è confutato il teorema: c'è necessità di sicurezza.
A partire da quest'assunto però il tifoso "normale" (cioè praticamente tutti) si interroga: le misure adottate vanno nella direzione dell'aumento della sicurezza? La risposta è, senza tema di smentita: NO. Laddove la sicurezza si traducesse in un aumento di controlli, ci potrebbe anche stare. Lo fanno per me. Quando però il risultato è di una ressa indescrivibile, di tifoserie mischiate allo stesso ingresso, con conseguente (poveri cristi, li capisco) azzeramento o quasi dei controlli stessi (io, ma come tutti, avremmo potuto portare qualsiasi cosa all'interno), allora il risultato è disastroso. Nessun aumento di sicurezza, enorme aumento di ostacoli.
Quando si è scelto di aprire solo alcuni settori, e si sa che quei settori sono esauriti, elementari norme di buonsenso dovrebbero spingere ad aprire ogni varco possibile per facilitare l'ingresso, valendosi anche del risparmio di risorse umane nei settori rimasti chiusi. Invece è accaduto esattamente l'opposto.
Quando si sceglie di chiudere intere aree di parcheggio, il tifoso si domanda: è fatto per la mia sicurezza? La risposta è - evidentemente - NO. Dato che - immagino coloro che sono preposti a ciò lo sappiano benissimo - le occasioni di scontri, agguati ed incidenti ormai si verificano solo all'esterno, il costringere migliaia di persone a camminare all'esterno per un periodo molto più lungo (dato che si devono cercare un parcheggio in capo al mondo) aumenta i rischi di disordini di vario tipo.
Ci troviamo di fronte ad una situazione kafkiana: a fronte di possibili problemi di sicurezza all'interno dello stadio, negli ultimi anni praticamente inesistenti, si è scelto di predisporre un dissuasivo percorso ad ostacoli per tutti i tifosi all'esterno. Tra l'altro, accampare la scusa della sicurezza è puerile. Qual miglior luogo per un eventuale terrorista (se è questo di cui si parla) per provocare maggiori danni possibili se non l'interminabile assembramento all'obelisco per entrare, in cui i tifosi (PRIMA dei controlli) sono ammassati in uno spazio ridottissimo?
A meno che - e questo è il mio sospetto - i disagi siano provocati ad arte. E che lo scopo non sia quello di garantire la sicurezza, quanto di dissuadere la gente dall'andare allo stadio. Un padre di famiglia, magari con bambini, di fronte alla prospettiva di parcheggiare a due chilometri, camminare sotto la pioggia con i bambini (dopo aver trovato un traffico infernale perché magari è un giorno lavorativo), fare un'ora (letterale) di fila ai controlli, poi raggiungere l'ingesso dello stadio e fare un'altra mezz'ora di fila ai tornelli perché è aperto un cancello su due, arrivare finalmente all campo e non riuscire neanche a raggiungere i propri posti (per l'acquisto dei quali ha dovuto percorrere un iter burocratico niente male) perché altre migliaia di persone sono nella sua stessa condizione, cosa potrebbe pensare per la prossima volta?
Meglio, molto meglio la tv, al caldo del proprio salotto, potendola accendere ed accomodarsi un attimo prima del fischio d'inizio.
Per me le disposizioni sono freddamente calcolate per svuotare gli stadi. Già riuscite per le curve, con un astuto provvedimento (e l'inconsapevole complicità delle stesse curve, che hanno reagito in modo a mio parere idiota autoesiliandosi), ora si passa agli altri settori. Dato che qui non si tratta di combattere il temibile ultras, ma il resto della tifoseria, cui magari basta poco per mandare tutti a quel paese), ecco il percorso di guerra.
Per me il pubblico di mercoledì è stato un piccolo miracolo. E non vorrei sentire per nessun motivo (ve prego!!!) che i provvedimenti sono stati adottati per noi. Per me, certamente, NO.
(PS tutto questo senza parlare che allo stadio, esclusa Tevere, immaginare la partita è un atto di fede, che i bagni sono peggio di quelli di Ouagadougou, che al bar un bicchiere d'acqua costa due euro, etc etc etc)