"Operazione Fuorigioco"

Aperto da Checco_Puricelli, 26 Gen 2016, 09:11

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Babu1975

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EagleBass

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a de laurentiis gli hanno conteggiato anche .04 centesimi.
io, quando ci sarà la multa, gliela pagherei tutta in centesimi.

GiPoda

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Stavo vedendo che tra gli indagati c è anche Lombardi Stronati, probabilmente in veste di ex presidente del Siena.
Ricordo che nel 2008 (quindi fuori indagine...), tra Siena e Rioma si realizzò una fitta serie di scambi che vide l arrivo a Roma del 32enne Loria e in cambio il Siena ottenne dai giallorossi la seconda metà di un promettente (allora) Galoppa, mezzo Curci e il prestito di Barusso.
Ma sicuramente è più anomalo il prestito di Pasqualino settebellezze Foggia...


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arturo

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Homportamenti, ha fatto una falsa partenza,  occorreva rabbonire il popolo stercorario.

Valon92

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"La S.S. Lazio spa, in riferimento alle notizie di stampa odierne, relative all'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Napoli, per completezza ed esattezza di informazione al pubblico, precisa quanto segue.

1) L'indagine riguarda 64 persone legate al mondo del calcio (dirigenti, calciatori e procuratori) e 26 club calcistici.
2) I fatti addebitati alla Lazio, e per essa al suo Presidente ed al consigliere delegato Moschini, riguardano i rapporti con il procuratore Alessandro Moggi, che ha assistito la società nel 2011, in occasione del trasferimento del calciatore Foggia alla Sampdoria e nel 2012 in occasione del trasferimento del calciatore Scullial Genoa.
3) L'accusa sostiene che i compensi erogati dalla Lazio al sig. Alessandro Moggi per i due trasferimenti per i quali aveva ricevuto formale incarico, sarebbero stati illegittimamente detratti dalla società come costi sostenuti, perché, ritiene che, pur essendo stati fatturati e pagati tramite bonifici bancari, le prestazioni oggetto di fattura sarebbero state rese dal Moggi a favore del calciatore e non della società.
4) L'ammontare delle imposte che sarebbero state evase attraverso la detrazione di tali costi è di euro 28.000,00, ripartiti nelle due annualità 2011 (euro 16.000,00) e 2012 (euro 12.000,00).
5) La S.S. Lazio spa è certa di poter dimostrare agli inquirenti, nei quali ripone la massima fiducia, la piena regolarità del suo operato, per avere il procuratore Alessandro Moggi agito su incarico della Società, formalmente conferito, ed essere stato retribuito attraverso bonifici bancari".


Maestro83

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Citazione di: simcar il 26 Gen 2016, 13:58
Ho letto che Di Battista è Laziale, almeno una battuta sui bilanci me l'aspettavo...

Ha detto che Lotito se ne deve andare, più laziale di così...

Chuppy

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Citazione di: Valon92 il 26 Gen 2016, 18:13
"La S.S. Lazio spa, in riferimento alle notizie di stampa odierne, relative all'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Napoli, per completezza ed esattezza di informazione al pubblico, precisa quanto segue.

1) L'indagine riguarda 64 persone legate al mondo del calcio (dirigenti, calciatori e procuratori) e 26 club calcistici.
2) I fatti addebitati alla Lazio, e per essa al suo Presidente ed al consigliere delegato Moschini, riguardano i rapporti con il procuratore Alessandro Moggi, che ha assistito la società nel 2011, in occasione del trasferimento del calciatore Foggia alla Sampdoria e nel 2012 in occasione del trasferimento del calciatore Scullial Genoa.
3) L'accusa sostiene che i compensi erogati dalla Lazio al sig. Alessandro Moggi per i due trasferimenti per i quali aveva ricevuto formale incarico, sarebbero stati illegittimamente detratti dalla società come costi sostenuti, perché, ritiene che, pur essendo stati fatturati e pagati tramite bonifici bancari, le prestazioni oggetto di fattura sarebbero state rese dal Moggi a favore del calciatore e non della società.
4) L'ammontare delle imposte che sarebbero state evase attraverso la detrazione di tali costi è di euro 28.000,00, ripartiti nelle due annualità 2011 (euro 16.000,00) e 2012 (euro 12.000,00).
5) La S.S. Lazio spa è certa di poter dimostrare agli inquirenti, nei quali ripone la massima fiducia, la piena regolarità del suo operato, per avere il procuratore Alessandro Moggi agito su incarico della Società, formalmente conferito, ed essere stato retribuito attraverso bonifici bancari".

foto, titoloni, prime pagine per 28.000 euro???

che paese di asroma l'italia....


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silvia84

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sono una capra in economia ma.. praticamente stanno dicendo che sto Moggi avrebbe lavorato per conto del calciatore mentre la Lazio dice che ha lavorato per conto loro? Ma com'è possibile avere un dubbio simile da parte di chi indaga?

Brixton

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Praticamente stiamo parlando dello zero virgola zero qualcosa del fatturato...


Precisione

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Inchiesta Gdf, doping amministrativo: in tante rischiano la penalizzazione (Bianchi-Pinci/ Repubblica)

In caso di accertamento di responsabilità, potrebbero essere tolti dei punti in classifica, ma non in questo campionato

"A livello sportivo gli sviluppi sono nelle mani del procuratore federale Palazzi. Aprire subito un'indagine sportiva servirà a fermare la prescrizione, che nel caso specifico è di 6 anni. Molti fatti sono del 2012 e dunque tempo ce n'è, altri però sono antecedenti. L'ipotesi di reato sportivo potrebbe essere quella di illecito amministrativo, o doping amministrativo: una responsabilità che, se accertata, può portare anche a una penalizzazione per le squadre. Ovviamente impossibile che accada in questo campionato, considerati i tempi indispensabili per un procedimento simile. Gli agenti possono incorrere (è già accaduto 4 anni fa) in una sospensione della licenza, anche per 36 mesi. Per i calciatori invece difficile andare oltre un'ammenda.

Già, ma come funzionava il sistema? In realtà in modo molto semplice. Secondo l'indagine della finanza, i procuratori fatturavano in maniera fittizia alle sole società simulando che l'intermediazione fosse solo nell'interesse del club. Di fatto i calciatori beneficiavano di un benefit, risparmiando l'intermediazione. In pratica poteva capitare che il costo dell'intermediazione fosse persino superiore allo stipendio del calciatore. In questo caso sono stati isolati casi specifici - il contratto di Nocerino è uno di questi - su cui i pm De Simone, Capuano e Ranieri, coordinati dall'aggiunto Piscitelli, indagano. Un sistema che rimanda al deferimento di Lotito e della Lazio per i casi Zarate e Cruz: il club biancoceleste in quel caso  dichiarava meno di 4 milioni di euro lordi di stipendi per i due argentini (e su quelli pagava le tasse), mentre in realtà per ogni anno di contratto versava altri 4 mln sotto forma di commissioni versate all'estero a due società offshore".

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gentlemen

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Citazione di: Chuppy il 26 Gen 2016, 18:27
foto, titoloni, prime pagine per 28.000 euro???

che paese di asroma l'italia....
E' la magistratura italiana, da sempre molto sensibile alle prime pagine.
Una vergogna, la storia darà ragione a Berlusconi.

12maggio1974

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neogrigio

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Citazione di: Precisione il 26 Gen 2016, 19:27
Inchiesta Gdf, doping amministrativo: in tante rischiano la penalizzazione (Bianchi-Pinci/ Repubblica)

In caso di accertamento di responsabilità, potrebbero essere tolti dei punti in classifica, ma non in questo campionato

"A livello sportivo gli sviluppi sono nelle mani del procuratore federale Palazzi. Aprire subito un'indagine sportiva servirà a fermare la prescrizione, che nel caso specifico è di 6 anni. Molti fatti sono del 2012 e dunque tempo ce n'è, altri però sono antecedenti. L'ipotesi di reato sportivo potrebbe essere quella di illecito amministrativo, o doping amministrativo: una responsabilità che, se accertata, può portare anche a una penalizzazione per le squadre. Ovviamente impossibile che accada in questo campionato, considerati i tempi indispensabili per un procedimento simile. Gli agenti possono incorrere (è già accaduto 4 anni fa) in una sospensione della licenza, anche per 36 mesi. Per i calciatori invece difficile andare oltre un'ammenda.

Già, ma come funzionava il sistema? In realtà in modo molto semplice. Secondo l'indagine della finanza, i procuratori fatturavano in maniera fittizia alle sole società simulando che l'intermediazione fosse solo nell'interesse del club. Di fatto i calciatori beneficiavano di un benefit, risparmiando l'intermediazione. In pratica poteva capitare che il costo dell'intermediazione fosse persino superiore allo stipendio del calciatore. In questo caso sono stati isolati casi specifici - il contratto di Nocerino è uno di questi - su cui i pm De Simone, Capuano e Ranieri, coordinati dall'aggiunto Piscitelli, indagano. Un sistema che rimanda al deferimento di Lotito e della Lazio per i casi Zarate e Cruz: il club biancoceleste in quel caso  dichiarava meno di 4 milioni di euro lordi di stipendi per i due argentini (e su quelli pagava le tasse), mentre in realtà per ogni anno di contratto versava altri 4 mln sotto forma di commissioni versate all'estero a due società offshore".
e com'è finita per i casi Zarate e Cruz?

RubinCarter

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Citazione di: RubinCarter il 30 Apr 2010, 11:04
O forse la Lazio , alleggerisce le spese che il calciatore deve al procuratore come "benefit".

E non lo fa solo la Lazio.



lunedì 19 aprile 2010
Commissione tributaria di Roma: il compenso del procuratore è reddito imponibile per il calciatore
Lo scorso gennaio è stata emessa dai giudici tributari una sentenza devastante per il mondo del calcio riguardante le triangolazioni tra agenti, giocatori e società



La sentenza n. 1/01/10, depositata il 18 gennaio 2010, della sezione prima della Commissione Tributaria Provinciale di Roma segna un...goal importante infavore del Fisco nelle controversie tributarie inerenti alle triangolazioni tra procuratori, calciatori e società di calcio, spesso più perverse di quelle cantate da Renato Zero. La questione è stata recentemente oggetto di svariati rilievi che l'Agenzia delle Entrate ha effettuato nei confronti di società di calcio (ci risultano in particolare i casi della Lazio e della Juventus, peraltro già apparsi sulla stampa).
L'Agenzia delle Entrate ha sostenuto in tali contestazioni che i compensi dovuti al procuratore del giocatore, trattandosi di prestazioni effettuate dallo stesso nell'interesse del calciatore, se pagati dalla società da cui il giocatore dipende, costituiscono compensi in natura e quindi, in quanto tali, concorrono a formare il reddito imponibile del calciatore e sono assoggettabili (o, meglio, avrebbero dovuto essere assoggettati) a ritenuta d'acconto IRPEF.
I giudici tributari ritengono, infatti, che a beneficiare dell'attività del procuratore sia esclusivamente il calciatore e, per tale ragione, poiché è la società a sostenere la spesa, il compenso dei procuratori deve considerarsi come un vero e proprio fringe benefit (compenso in natura) pagato dalla società a favore del giocatore che concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente dello stesso, come statuisce l'art. 51, comma 3, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (Testo Unico delle Imposte sul Reddito).
In realtà, la Commissione ha precisato che, in via astratta, non può ritenersi che un procuratore non possa esercitare la propria attività in favore di una società sportiva, ma ciò non può avvenire contestualmente alla prestazione di un'attività di "mediazione" (o, meglio, di assistenza contrattuale nel momento della stipula di un contratto di lavoro presso una società sportiva) in quanto ciò contrasterebbe con il Regolamento dell'esercizio dell'attività di agente dei calciatori che, all'articolo 3, vieta che l'agente possa svolgere attività di consulenza alla società, qualora determini una situazione di conflitto di interessi con l'attività di agente di calciatore.
La Commissione ha rilevato che la circostanza secondo cui il procuratore abbia effettuato prestazioni in favore della società risulta nel caso di specie contraddetta dai fatti e quindi non provata, lasciando implicitamente desumere, da un lato, che tale prova debba essere fornita dalla società sportiva, dall'altro che se invece fosse stata raggiunta la prova di tale attività in favore della società, la conclusione avrebbe potuto essere diversa.
Va peraltro rilevato che la Commissione non affronta il tema di "quale attività" poi il procuratore avrebbe nel caso di specie svolto in favore della società. Trattandosi di stipula o rinnovo di un contratto di lavoro, tale attività consisterebbe verosimilmente nella mediazione inerente ad un rapporto di lavoro (dipendente, come è il rapporto di lavoro dei giocatori di calcio) e quindi in un'attività vietata dalla legge o, meglio, consentita, a determinate condizioni, solo a specifici operatori tra i quali, in linea generale, i procuratori non rientrano.
La società calcistica, pertanto, avrebbe dovuto effettuare la ritenuta a titolo di acconto sul compenso in natura, ritenuta che ovviamente graverebbe sui compensi monetari spettanti al calciatore, come prescrive l'art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.
Nel caso esaminato dai giudici tributari, come presumibilmente negli altri casi "sotto tiro" da parte dell'Amministrazione Finanziaria infatti, il calciatore professionista aveva dichiarato solo il suo compenso, senza considerare anche il compenso del procuratore. I giudici inoltre rammentano che, qualora il datore di lavoro non effettui la ritenuta o la effettui, ma non la versi all'Erario, l'Ente impositore può chiedere l'adempimento dell'obbligazione tributaria anche al lavoratore. La Commissione, riprendendo le statuizioni in merito della Corte di Cassazione, ha rammentato che, in applicazione del principio di solidarietà nell'obbligazione tributaria tra datore di lavoro e lavoratore (sostituto e sostituito d'imposta), la mancata effettuazione della ritenuta da parte della società datore di lavoro non esime il lavoratore dal dover dichiarare il reddito in natura e pagare le relative imposte. Il caso esaminato dalla sentenza commentata, a desumere da quanto emerge dalla sua lettura, non è isolato, ma costituisce un comportamento reiterato posto in essere dalla società in questione (la A.S. Roma s.p.a.) per cui è opportuno restare in attesa della trattazione in sede giudiziaria di altri casi, magari riferiti a nomi più eclatanti di quello oggetto della controversia e, conseguentemente, ad importi ben più significativi.
Pur rilevando che una singola sentenza, pur tecnicamente ben strutturata a parere di chi scrive e riccamente motivata ed articolata sotto il profilo di diritto, non può di per sé fare stato e ritenersi come un orientamento consolidato in giurisprudenza, c'è da chiedersi ora come si comporteranno la società interessata e le altre società che sono state già raggiunte da verifiche fiscali o avvisi di accertamento, visto che il baldanzoso convincimento di "avere ragione" sulla fondatezza dei propri comportamenti manifestato, ad esempio, dalla S.S. Lazio nella relazione del Consiglio di Sorveglianza all'esercizio chiuso al 30 giugno 2009, dovrebbe essere, quanto meno, rimeditato.
Infatti, la circostanza che ora gli organi di giustizia tributaria confermano la validità degli accertamenti effettuati dall'Agenzia delle Entrate comporta:
• una possibile passività fiscale da imputare al bilancio delle società sotto forma di accantonamento, pari, quanto meno, alle sanzioni irrogabili per la mancata effettuazione delle ritenute IRPEF; infatti, se è vero che l'obbligo d'imposta, secondo quanto affermato dalla giurisprudenza, grava anche sul giocatore, è altrettanto vero che la mancata effettuazione delle ritenute costituisce violazione autonomamente sanzionabile in capo alla società, anche, ricorrendone i limiti quantitativi, sotto l'aspetto penale;
• il pagamento dei contributi previdenziali sugli importi erogati "in natura";
• una falsa rappresentazione in bilancio, in quanto i compensi pagati ai procuratori verosimilmente non sono affluiti sotto la voce "costo del lavoro" (con conseguenze anche ai fini IRAP);
• problematiche anche in materia di IVA, sostanziali e sanzionatorie (non affrontate dalla Commissione Tributaria nella sentenza commentata, verosimilmente in quanto l'accertamento impugnato riguardava solo l'IRPEF), conseguenti alla indetraibilità dell'imposta pagata dalla società al procuratore sulle fatture da questo emesse nei confronti della società stessa.
Tutto ciò aggravato dalla pluralità e dalla reiterazione nel tempo di questi comportamenti e, di conseguenza, dagli importi coinvolti che saranno probabilmente, in molti casi, tutt'altro che indifferenti.
C'è da chiedersi ora come si atteggeranno le società, se cioè persisteranno nei loro comportamenti, ritenendosi sempre nel giusto ed aspettando il possibile colpo di mannaia finale della Cassazione, o se li modificheranno radicalmente, con buona pace dei "poveri" calciatori, che si troveranno costretti a pagare i propri consulenti, come tutti i comuni mortali.
C'è da chiedersi poi come si comporteranno gli organi di controllo delle società (Collegi sindacali, Consigli di Sorveglianza, società di revisione, CONSOB per le società quotate) di fronte a tali situazioni ed ai possibili riflessi sui bilanci e sugli interessi degli azionisti e dei terzi.
In definitiva, la sentenza della Commissione Tributaria può rappresentare, diversamente di quanto osservatori distratti potrebbero ritenere, un tizzone lanciato in una polveriera che potrebbe essere in grado di incidere sui comportamenti futuri e, per il passato, creare nuove passività per le società (e per i giocatori) interessati. Osserveremo se si tratta di un fuoco di paglia o di un incendio devastante. I sintomi, oggi, sono tutti per la seconda ipotesi.
Un consiglio poi agli amici giornalisti: quando nelle cronache di calcio mercato cercate di sapere quale è l'ammontare dei contratti sottoscritti dalle stelle del calcio, non esitate a farvi precisare se tali importi comprendono o meno i compensi pagati ai "loro" procuratori.
Un nuovo fronte di contestazioni fiscali riguarda poi le somme pagate dalle società di calcio per lo sfruttamento dei diritti dell'immagine degli sportivi professionisti, magari a società off shore o, comunque, partecipate in modo ambiguo e non trasparente, a seguito di un'altra importante e recentissima sentenza, questa volta emessa dalla Corte di Cassazione nei confronti di una...non meglio precisata società di calcio facente parte del gruppo Fininvest. Ma questo è un altro capitolo di un libro che si sta appena cominciando a scrivere.
A cura dell'avvocato Roberto Betti – consigliere Federsupporter

ralphmalph

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skizzo87

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Comunque raga é veramente un era nuova visto che é uscito un comunicato sul sito.

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olympia

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Ho sentito che l 'inchiesta è partita in seguito ad intercettazioni telefoniche tra Lavezzi e non ricordo chi. Mi chiedo se in uno stato di diritto sia lecito intercettare telefonate di un cittadino qualsiasi. Poi mi chiedo, chi decide chi intercettare e chi no ? E per quale fine ? Il fatto che certe inchieste siano pilotate per colpire solo qualcuno ,mentre altri sono spudoratamente protetti, è la cosa che più mi fa rabbia. Non è possibile che noi che compriamo al massimo 2 giocatori e ne vendiamo altrettanti all 'anno, oltre piccole operazioni minori, ci troviamo nell 'occhio del ciclone, mentre quelli che in 5 anni sono riusciti a far girare  decine di operazioni, a decine e decine di milioni per volta,  sono sempre immacolati. Perché non esiste un magistrato che si è mai fatto venire l 'idea di controllare tutte queste operazioni e di intercettare le telefonate di certi direttori sportivi ? Ci si accanisce per pochi spicci, ma i pesci grossi rimangono sempre immacolati. E la stampa schifosa è complice di tutto ciò.  :asrm

Tyler87

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Citazione di: olympia il 26 Gen 2016, 22:00
Ho sentito che l 'inchiesta è partita in seguito ad intercettazioni telefoniche tra Lavezzi e non ricordo chi. Mi chiedo se in uno stato di diritto sia lecito intercettare telefonate di un cittadino qualsiasi. Poi mi chiedo, chi decide chi intercettare e chi no ? E per quale fine ? Il fatto che certe inchieste siano pilotate per colpire solo qualcuno ,mentre altri sono spudoratamente protetti, è la cosa che più mi fa rabbia. Non è possibile che noi che compriamo al massimo 2 giocatori e ne vendiamo altrettanti all 'anno, oltre piccole operazioni minori, ci troviamo nell 'occhio del ciclone, mentre quelli che in 5 anni sono riusciti a far girare  decine di operazioni, a decine e decine di milioni per volta,  sono sempre immacolati. Perché non esiste un magistrato che si è mai fatto venire l 'idea di controllare tutte queste operazioni e di intercettare le telefonate di certi direttori sportivi ? Ci si accanisce per pochi spicci, ma i pesci grossi rimangono sempre immacolati. E la stampa schifosa è complice di tutto ciò.  :asrm
Quelle intercettazioni erano state approvate da un indagine nata dopo una serie di rapine molto ravvicinate a giocatori del Napoli in cui si sospettava ci fosse qualche clan mafioso a organizzarle.

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