A me non interessa se rimani o se parti. Cazzi tuoi, trova la squadra e la cifra richiesta e puoi pure andare, come fanno tutti gli altri giocatori del mondo.
Ma se c'è uno che non se ne deve andare dentro gli spogliatoi senza salutare sei proprio tu.
La Lazio ti ha dato tanto, ci hai messo del tuo sicuramente ma anche grazie alla Lazio hai certificato la tua rinascita ed il tuo rilancio come calciatore di livello.
La società ha assecondato tutte le tue richieste economiche, ti ha riscattato con notevole sacrificio e ha fatto di te uno dei suoi testimonial. Sulle gigantografie di Sky che hanno tappezzato le strade della città eterna c'era cocco di nonna e c'eri tu, tanto per dire.
Questo non puoi e non devi dimenticarlo.
I tifosi, pochi, alcuni, forse gli stessi che c'erano ieri sera, mentre appena sei arrivato la massa ti ciancicava per le tue simpatie propromerde e perché eri una pipparsugo per default, ti hanno sempre sostenuto.
E per la verità, nonostante la strada in salita, hai dimostrato invece di essere un calciatore coi fiocchi.
Io t'avevo preso subito preso al fantacalcio a sfregio come Bisevac ques'anno. Sposo le cause che sembrano perse in partenza. Come se questa cosa potesse in qualche modo darvi un minimo di fiducia. È una cazzata e non serve a niente, lo so, ma mi piace pensarla cosi. Così come mi piace pensare che tifo per la squadra più bella del mondo.
Proprio perche' coi fatti hai superato la prova del calvario iniziale, non sei mai stato messo più in discussione e sei entrato a pieno titolo nel cuore dei tuoi tifosi. Oggi però stai dentro la centrifuga della frustrazione da mancati risultati ne più ne meno degli altri.
Perche' sei un giocatore della squadra, non sei la squadra.
Ieri sera, appena entrato, hai avuto la tua dose di applausi e l'ovazione. Quindi sai che il tuo pubblico, anche se incazzato, è con te.
E ieri, come poche volte quest'anno, tu e i tuoi compagni di squadra ci avete regalato uno dei pochi momenti di grande soddisfazione in questa stagione dal retrogusto finora così amaro.
Soprattutto ai quindicimila orsacchiotti che, nonostante tutto, non vi fanno mai mancare la loro presenza e che pure ieri sera stavano li a incitarvi. A tutta la squadra, te compreso.
E allora, fammi la cazzo di cortesia, la prossima volta saluta come fanno tutti i tuoi compagni in un momento di festa e i cazzi tuoi tienili per te.
Dopodiché, al di la di quello che deciderai di fare, dai tutto quello che hai fino al termine della stagione, perché un professionista, o un capitano, che abbia la medaglia o meno sul petto (o sul braccio), questo fa.
Se la fascia è stato un espediente per convincere un tuo compagno a rimanere e tu fai parte di questa società e sei riconoscente con chi ti ha trattato coi guanti, è una cosa su cui puoi passare sopra.
Se invece non ti è stata data dai tuoi compagni perché non ti hanno riconosciuto una leadership, fatti una domanda se ne sei capace.
In qualsiasi caso non fare più una cosa come quella di ieri sera.
Perché, anche se per poco tempo ancora, i tuoi tifosi li perderai tutti.
Parlo per me, puoi pure giocare di merda e lo capisco, succede, non siete dei robot. Ma non mi girare mai le spalle. Che poi può essere che gli altri le girino a te, improvvisamente.
Ieri, in un momento di gioia, ci hai regalato l'unica immagine triste perché, probabilmente, stavi pensando solo a te e ai tuoi rodimenti di culo. Mentre vi applaudivano con gioia ed entusiasmo ci hai girato le spalle e te ne sei andato.
E questo, ti potrebbe squalificare ai nostri occhi più di qualsiasi altra cosa.
Perché, detto con stima ed ammirazione, una cosa del genere, quand'anche fossi il giocatore piu' forte del mondo, non te lo puoi proprio permettere.