A me fa parecchio sorridere questa cosa per cui la vittoria della Clinton getterebbe gli Stati Uniti in mano ai "perfidi giudei" della finanza sionista.
Stiamo a parla' degli States ahò, mica della Bulgaria di Dimitrov, l'idea stessa di capitalismo americano è fondata sul mito di Wall Street, sul primato del mercato sulla politica, sulla deregolamentazione.
I dem, caro happyeagle, possono essere definiti "fascisti" o "socialisti" (con l'accezione negativa che questo termine ha in USA), solo dalla destra neocon più becera, quella che guarda con terrore ad ogni intervento dello Stato nella vita pubblica e che ritiene il governo federale un potenziale pericolo per la libertà dei cittadini*.
Quindi delle due l'una, non puoi cavalcare due cavalli contemporaneamente. O la Clinton è per la deregolamentazione selvaggia e per il turbo capitalismo oppure è la "pericolosa socialista" che vuole imporre uno stato semi totalitario e limitare l'iniziativa privata degli americani.
Capitolo Trump: è un clown, ma ha dei punti di riferimento tutt'altro che inediti: per prima cosa Reagan, dal quale ha preso lo slogan elettorale, e poi chiaramente la retorica del self made man.
Di certo da presidente non sarebbe così isolato a Wall Street. L'unico motivo per cui non è così simpatico ora all'establishment finanziario, almeno secondo me, è che proverebbe ad avvantaggiare le sue aziende (vi ricorda niente?), ma alla fine sempre meglio lui che Sanders per i broker di NYC. Certo, non è la Clinton e non è Rubio o Jeb Bush, ma comunque scenderebbe tranquillamente a patti.
*E questo è anche uno dei motivi principali per cui riforme come quelle della sanità vengono avversate da molti americani