Un allenatore si giudica in base al tipo di percorso (a lungo termine) che caratterizza la sua carriera.
Prandelli è in piena parabola discendente. 10 anni fa, è vero, sembrava un allenatore interessante (tanto che fui abbastanza entusiasta quando sostituì il disastroso Lippi del 2010).
Eppure da quando si alzò l'asticella e cominciò a lavorare in ambienti più spessi di Parma e Firenze fallì completamente:
- l'Europeo 2012 fu brutto, è impossibile negarlo. Eravamo l'Italia, non stiamo parlando di un outsider che "beh dai, sono arrivati in finale". La finale puoi perderla, si, ma non 4 a 0. E in finale ci arrivammo quasi casualmente, dopo aver rischiato di non passare neppure il girone (salvati dal risultato di Spagna-Croazia), e dopo un bruttissimo pareggio con gli inglesi ai quarti.
- Il mondiale 2014 fu un disastro totale, risse nello spogliatoio (di una nazionale, ma stiamo scherzando!!!) e cambi da diagnosi mentale (contro la Costa Rica giocavamo con un Cassano in condizioni atletiche spaventose unica punta). Fuori ai gironi e fallimento su tutti i fronti.
- Dopo il mondiale una parentesi turca, col Galatasaray: forse disastro ancora peggiore. Allenava una squadra di due categorie superiore rispetto alle avversarie, esonerato dopo pochi mesi con più sconfitte che vittorie.
Ecco, di fronte a questo "finale" di carriera da incubo, non capisco la gioia per uno come Prandelli.
Se un giocatore negli ultimi 6 anni è un flop, inutile starsi a ricordare che 10 anni fa aveva fatto vedere belle cose. Stessa cosa per l'allenatore. Bisogna considerare il percorso nell'insieme, non aggrapparsi agli anni passati, e tale percorso dice inequivocabilmente che Prandelli è in piena parabola discendente.
I motivi non li so e non mi interessano.
Forse non ha retto palcoscenici più importanti? Forse.
Il FATTO (e qui parliamo di fatti), è che negli ultimi 5 anni Prandelli ha fatto ridere. Poi, possiamo anche dirci che prima del 2011 aveva fatto buone cose e se ora fossimo nel 2011 sarei felicissimo di vederlo con Noi, ma siamo nel 2016.
Dobbiamo prendere gente (allenatori e giocatori) che sono in piena parabola ascendente. Voglio persone che non hanno ancora fallito da nessuna parte, persone di cui ancora non conosco i limiti.
Sampaoli, ma anche Inzaghi mi intrigano molto ma molto di più di Prandelli.