Citazione di: NEMICOn.1 il 26 Giu 2016, 12:35
Sicuri,perché mi sembrava che erano molto pro-Marino .
Ma esattamente chi c'è dietro questa paginetta?
Parliamo di fatti, soltanto fatti.
Romafaschifo, il celebre blog dedicato agli orrori della Capitale, è un fatto. Come è un fatto che Massimiliano Tonelli sia il fondatore di Romafaschifo. Alle polemiche con chi lo accusa di mostrare un volto inesatto della città risponde animato da una vis polemica: "Feccia", "Pezzenti", "Gentaccia". Chi lo contraddice viene investito da una serie di epiteti che sembrano più consoni al vocabolario dei "vandali" contro cui si scaglia abitualmente. Quindi adesso parliamo di fatti. Soltanto di fatti.
Massimiliano Tonelli è il direttore editoriale di Art Tribune, rivista di proprietà del signor Paolo Cuccia, che siede nel Consiglio di Amministrazione del gruppo Astaldi.
Massimiliano Tonelli è il responsabile dei contenuti digitali del Gambero Rosso, società di proprietà del signor Paolo Cuccia che siede nel nel Consiglio di Amministrazione del gruppo Astaldi.
Massimiliano Tonelli è il titolare del sito
Romafaschifo.com, che però "non ha una redazione, non c'è un responsabile, non c'è un controllo sui contenuti pubblicati: Roma fa schifo è un semplice blog, un diario, non una testata giornalistica".
Con un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro, Astaldi è il secondo gruppo italiano nel settore delle costruzioni con particolare interesse nelle infrastrutture di trasporto, negli impianti energetici, nell'edilizia civile e industriale. Tra le opere di prestigio in cui Astaldi è coinvolta in Italia figurano il Mose di Venezia, il ponte sullo Stretto di Messina e diverse tratte della Tav. Tutte oggetto di un qualche interesse da parte della magistratura.
La Astaldi è inoltre attualmente general contractor di una delle più costose opere pubbliche della storia italiana: la linea C della Metropolitana di Roma. Ci si aspetterebbe che il più agguerrito blog di denuncia della città eterna abbia a cuore le vicende legate all'opera.
Invece, scorrendo le pagine del sito, non c'è un cenno ai ritardi di sull'apertura, al lievitare dei costi (da 2,7 a 3,7 miliardi di euro), alle infiltrazioni mafiose nei subappalti. Nemmeno una parola, nemmeno quando, nella seconda metà del 2013, scoppia la guerra tra assessorati con lo stop ai pagamenti voluto dall'Assessore Daniela Morgante, lo stop ai lavori da parte del Consorzio guidato da Astaldi e le richieste della Corte dei Conti della documentazione relativa ai pareri tecnici e al sistema di appalti (su questa vicenda peraltro la magistratura ha recentemente aperto un'indagine).
Nel mezzo di questo caos, appena i pagamenti vengono sbloccati per tutelare gli stipendi dei lavoratori, Romafaschifo ci tiene invece a tranquillizzare i lettori: "La Metro C si fermerà a San Giovanni. Tutte fandonie di cialtroni distruttivi ed egoisti, in realtà i cantieri vanno avanti".
Quando il primo troncone della Linea C di Astaldi viene finalmente inaugurata le cose non vanno tanto bene. Il sindaco Ignazio Marino rimane bloccato in un vagone per problemi tecnici con le nuove porte. Su Romafaschifo nemmeno un accenno a questo difetto dell'opera. Quel giorno si preferisce segnalare il problema dei vandali: "Metro C inaugurata oggi e già devastata dall'acido dei vandali".
Poi finalmente a Novembre la metro apre ma si scopre che oltre che essere driverless sembra anche un po' passengerless: in pochi la prendono. L'apertura del troncone Pantano-Centocelle non collegato al resto della rete metropolitana ha evidentemente ragioni più politiche che di mobilità. Romafaschifo invece difende l'apertura e con tanto di mappa spiega "I 5 motivi per cui la Metro C gira mezza deserta. E il perché metterla in discussione adesso è una vera pazzia". "Non stiamo criticando il progetto della C. La linea sta lì proprio dove doveva stare" il problema per il blog del Tonelli sono le linee degli autobus in superficie che dovrebbero essere eliminate perché doppiano il percorso della metro.
Insomma fino a dicembre non c'è mai una critica ai lavori della Metro o al sistema di appalti. In quei giorni cambia qualcosa e Romafaschifo inizia criticare i lavori:
3 dicembre 2014: "Ma quanto sono brutte le stazioni della Metro C? Riflessioni a margine di alcune foto della fermata Pigneto".
7 dicembre 2014: "Il problema della Metro C è in superficie, non sottoterra. Lo schifo dell'arredo urbano fuori dalle stazioni: il caos resterà intatto, come se la metro non ci fosse mai stata".
10 dicembre: "Disastro Metro C. La fermata Lodi è orrenda, progettata da cani e già vandalizzata pur dovendo aprire tra un anno".
15 febbraio 2015: "Metro C. Il vero scandalo sono le sistemazioni in superficie" .
Le critiche dimostrano un certo livello di competenza tecnica: "i marciapiedi sono fatti in catrame invece che in basaltina", "gli esterni della stazione di Piazza Roberto Malatesta sono tutti errati, le sezioni stradali sono assurde" oppure "a proposito del verde è certamente cosa nota che laddove sussistono strutture come quelle della metro C costruenda, è difficile fare in modo che vengano piantati alberi ad alto fusto. Le strutture di stazione occupano tutta la sede stradale fino a circa 3-4 metri dai palazzi. Quindi tutti i sottoservizi vengono collocati in queste fasce laterali dove di conseguenza non si ha la possibilità materiale di potervi inserire alcun tipo di alberatura".
Il problema non è mai sottoterra. Tutte le notazioni di Romafaschifo sono rivolte alla carente riqualificazione delle stazioni di superficie. Colpa del consorzio guidato da Astaldi o parte della trattativa tra costruttori e Comune?
Il 30 gennaio Paolo Astaldi, presidente della Astaldi, intervistato da Radio24 dimostra una inattesa comunità di vedute con il blog di Tonelli: "Il problema sono le stazioni. Io trovo delittuoso che a Roma non si possano fare delle belle stazioni della metropolitana che valorizzano il patrimonio archeologico. La colpa è delle amministrazioni che non recepiscono questo suggerimento. È chiaro che il bello ha un costo".
Parole analoghe a quelle di Romafaschifo: "Diteci se vi risulta una sola delle tante stazioni della C che ha determinato una reale e fattiva riqualificazione della strada o della piazza dove è collocata. A noi non ne risulta nessuna. E il pensiero va a Napoli dove ogni stazione della metropolitana ha letteralmente cambiato in meglio un pezzo di città".
Napoli?
A Romafaschifo piace molto la metropolitana di Napoli, tanto da dedicargli diversi post su Facebook (uno, due e tre), molti commenti e un bell'articolo di comparazione con Roma: "Quello straniante senso di vergogna che provi aggirandoti nella metropolitana di Napoli".
Viene da chiedersi chi stia realizzando la metropolitana di Napoli riqualificando le stazioni di superficie. Per coincidenza la costruzione è stata affidata proprio alla Astaldi.
Ma a onore del vero Romafaschifo quando deve fare dei confronti sullo stato delle metropolitane romane non ha timore a portare anche esempi internazionali. Londra? Parigi? New York? Neanche a parlarne. Sono molto più interessanti altri esempi.
Così, facendo una passeggiata per Varsavia come non notare il cantiere della seconda linea della metropolitana aperto anche di notte e scoprire dal cartello che i lavori sono realizzati dalla Astaldi.