Citazione di: Splash21 il 30 Lug 2016, 11:07
Ibrahimovic, non sapendo tirare, è sempre arrivato in doppia cifra da quando gioca nei professionisti.
- "Capello mi ha insegnato il rispetto in Italia".
Ibra prosegue il suo racconto: "Quando Capello ha lavorato con me, mi ha insegnato ad esercitarmi costantemente a tirare in porta per fare gol: da ogni angolo, su ogni palla, in ogni situazione', 'Bam, bam, bam, bam - tiro in porta".
Significativo un aneddoto sul mister dell'ultima Juve pre-calciopoli: 'Un giorno mi chiese: "Per te chi ha la migliore tecnica nel calciare qui alla Juve?". Ho risposto che forse era Del Piero o Nedved e lui rispose: "L'allenatore dei portieri, perché colpisce la palla forse 1.000 volte al giorno, ogni giorno".
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-fin dai tempi del Milan, Capello ha un assistente più che fidato, Italo Galbiati, preparatore tecnico, che Ibra chiama "il vecchio". Ad Italo, Don Fabio chiede espressamente di andarci giù duro con Ibra. Detto fatto. Fin dal primo giorno, ad intervalli irregolari, quando tutti vanno a fare la doccia, Ibra rimane sul campo a calciare, agli ordini di Galbiati. 70-80 tiri alla volta, da posizioni e in condizioni diverse. L'obiettivo del lavoro extra lo chiarisce Capello: "Ti tirerò fuori l'Ajax dal corpo a legnate. Non ho bisogno di quello stile olandese. Tic-tac, tic-tac, cercare sempre il numero, dribblare tutta la squadra, non me ne frega niente di questa roba. Ho bisogno di gol. Lo capisci? Devo farti entrare in testa il modo di pensare italiano. Devi acquisire il killer-instinct". In realtà, Ibra sta già cambiando, sotto la guida di Capello si trasforma comunque in maniera irreversibile, diventando pian piano il fuoriclasse che tutti conosciamo, un atleta capace di fare reparto da solo.