Il dossier su Roma 2024: previsti 15 nuovi impianti (Il Messaggero)
IL PROGETTO
Cambiare il volto a Roma non solo per ospitare i giochi olimpici tra otto anni ma per lasciare poi a disposizione dei cittadini un bagaglio di spazi e infrastrutture di cui usufruire nel futuro. Senza dover chiedere ai romani un solo euro. Punta su questo il Comitato promotore Roma 2024 che ieri ha presentato, ai piedi dello stadio Flaminio, uno studio dettagliato - e mai realizzato prima - su quello che la Capitale già offre, in termini di impianti sportivi, su cosa si potrebbe migliorare e creare se riuscisse a strappare la candidatura e battere città come Parigi, Los Angeles e Budapest. Analisi dettagliate per riqualificare a 360 gradi l'intera città e soprattutto quartieri e borgate periferiche. Numeri e studi - dalle ricadute occupazionali alle previsioni di crescita del Pil - prodotti con dovizia di particolari per dare il sapore di realtà a quelli che molti etichettano solo come un'ambizione velleitaria. Si parte così dal censimento di Roma «il primo completo e analitico che c'è in Italia», ha spiegato il numero uno del Coni, Giovanni Malagò, punto di partenza senza il quale «non si potranno fare tutti gli interventi individuati».
GLI STUDENTI
Un gruppo di studenti universitari ha, dunque, passato in rassegna 2.221 impianti di cui mille pubblici (scuole incluse), 6.336 spazi di attività, producendo oltre 9.600 foto sullo stato delle strutture. Il censimento è servito anche a capire dove creare 15 nuovi impianti sportivi, per una spesa di 100 milioni di euro prevista nel budget della candidatura, e riqualificare almeno 20 strutture sportive scolastiche da lasciare in eredità a Roma. Tra le zone interessate, quelle ai margini del Centro: Tor Bella Monaca, Corviale, Tor Vergata. A questo si aggiunge la forza che già Roma detiene, anche grazie all'eredità delle Olimpiadi del 1960. Dispone, infatti, del 70% degli impianti sportivi, alcuni dei quali come lo stadio Flaminio che «proprio grazie alle Olimpiadi - ha aggiunto Luca Cordero di Montezemolo - potrebbe essere riqualificato senza investimenti di denaro a carico del Campidoglio». Perché qualora Roma riuscisse davvero a ospitare i Giochi, i 5,3 miliardi di euro previsti e divisi tra costi di investimento e costi operativi sarebbero coperti per 3,2 miliardi dal finanziamento del Cio, dalle sponsorizzazioni, dal marketing e per 2,1 miliardi - riservati alla realizzazione del villaggio olimpico di Tor Vergata che sarà trasformato dopo i Giochi in Campus universitario con 6mila unità residenziali, ai centri media e agli impianti sportivi permanenti - dal contributo dello Stato e non dalla singola amministrazione comunale di Roma. In più, al netto delle ricadute occupazioni previste - almeno 177mila nuovi posti di lavoro e una crescita del Pil del 2,4% tra il 2017 e il 2023 - la Capitale potrebbe beneficiare di ulteriori migliorie. Dagli interventi ferroviari, come la realizzazione di nuove stazioni al Foro Italico, Tor di Quinto, Valle Aurelia e Pigneto, agli interventi stradali che riguarderanno il Ponte dei Congressi, quello di Dragona, il nuovo ponte tra Circonvallazione Ostiense e via Fermi, il collegamento tra il Grande Raccordo Anulare e la Flaminia. Inoltre con le Olimpiadi è prevista anche una cura del verde.
Camilla Mozzetti