Keita può anche essere il più forte che abbiamo, ma se deve cercare la gloria personale invece di giocare "con e per" la squadra è meglio che si accomodi di nuovo in panchina.
Spero che con l'Empoli sia stata una parentesi isolata perché non vorrei rivedere le scene dello scorso anno, se abbiamo una possibilità di andare oltre le nostre possibilità, che sono già elevate, c'è bisogno che tutti si impegnino per il collettivo, magari esaltando ognuno le proprie caratteristiche ma lasciando da parte gli egoismi che, al pari degli errori individuali, spesso determinano i risultati del campo.
Domenica con l'Empoli in due occasioni Keita ha preferito andare al tiro invece di passarla a chi era ben piazzato per concludere, al secondo minuto ed al sessantaquattresimo, un minuto prima di essere sostituito, passi per la prima che forse non avrebbe messo lo stesso in discesa la partita ma la seconda poteva certamente cambiare il corso dell'ultimo quarto di gara e far apparire la vittoria molto meno sofferta di quanto è stata.