Sacrosanto quanto scrivete, e aggiungo che loro non ci arrivano proprio. Non lo capiscono manco sillabando, il fatto che non glielo invidiamo manco per il caxxo.
I nostri idoli sono diversi, non sono coccolati e viziati da stampa e regime. I nostri idoli fanno un tratto di strada assieme a noi, ma la Lazio è più importante e quindi non ce ne può fregare di meno del fatto che possano vestire nella loro carriera di professionisti pagati bene altre maglie. I nostri idoli conoscono la vittoria e la sconfitta e nessuno di noi se ne vergogna, anzi.
Ogni tanto qualche piccolo, minuscolo, benpensantino di loro, se ne esce con la storia del "calcio pulito", non capendo che è proprio questo, che mi fa sentire, come Laziale, anni luce superiore a loro.
Sì, i miei idoli, Giorgio Chinaglia, Bruno Giordano, Beppe Signori, Stefano Mauri, Paul Gascoigne, sono dei giganti di titanio, in confronto a quel microbo, che, vive, a sua volta, di personaggi microbi addirittura in confronto a lui, che ne fanno da ammorbante codazzo 24 ore su 24 da ormai 20 anni.