Citazione di: blu73 il 10 Ott 2016, 09:09
Le osservazioni del prof. Fois sui possibili effetti negativi art. 55 nella nuova stesura sono condivisibili. Per il resto la riforma mi pare migliorativa rispetto all'attuale assetto. E poi sul tema dalla possibile 'svolta' autoritaria' credo che non si abbia ben presente che l'attuale combinato legge elettorale/Costituzione è anche più pericoloso di quello riformato, in presenza di un partito graniticamente compatto.
Francamente mi sfugge per quale motivo l'abbinato attuale Costituzione/legge elettorale sia piu' pericoloso per la 'svolta autoritaria', quando presente un partito di maggioranza compatto. Se male non ricordo l'attuale legge elettorale del senato e' ancora il "Consuntellum" cioe' il "Porcellum" ripulito dai punti anticostituzionali, che in pratica si traduce in un proporzionale su base regionale (ora non ricordo se restano gli sbarramenti e coalizioni). L'attuale italicum darebbe la maggioranza ad un partito alla camera, ma sarebbe poi difficile per lo stesso partito averla anche al senato, a meno ovviamente di avere un alta percentuale di voti, cosi a spanne del 40 e rotti per cento.
Citazione di: fiord il 08 Ott 2016, 00:06
Posto che forse una svolta autoritaria potrebbe essere anche benefica per questo Paese, veramente credete che sia una norma sull'elezione del Presidente della Repubblica ad impedirla?
State dipingendo uno scenario dove una forza politica blocca e impedisce ad altre forze politiche di partecipare al voto eppure riconoscete ancora importanza a tale voto?
Nel vostro scenario i media, la gente, la polizia, l'esercito, il sistema giudiziario, l'Europa, gli Usa?
Che fanno, guardano?
Tutto perché cambiamo un articolo della Costituzione?
La costituzione ovviamente non puo' proteggerci di fronte ad un colpo di stato portato con la forza bruta, per quello putroppo dovremo rispondere con la forza per difendere la costituzione e quello che rappresenta.
Pero' che succede quando il colpo di stato e' meno brutale e si instaura forzando le regole il meno possibile?
Prendiamo come si e' instaurato il regime fascista, hanno si forzato con la marcia su Roma, ma hanno poi ricevuto la legittimazione dal sistema con la nomina di Mussolini a presidente del consiglio, poi piano piano hanno modificato dall'interno il sistema fino ad instaurare una dittatura.
Cosi' piano piano, prima il presidente del repubblica, che ricordiamo nomina il presidente del consiglio, parte dei giudici costituzionali e via dicendo. Ovvio che al colpo di stato servira' anche un certo controllo delle forze di polizia e dei mass media, ma vogliamo veramente rendergli il cammino piu' semplice?
Citazione di: fiord il 08 Ott 2016, 14:11
Anche questa è a mio avviso un'argomentazione risibile a favore del NO
I Senatori anzichè essere eletti con le elezioni politiche verranno eletti al momento delle elezioni regionali.
E' vero che su questo punto la riforma è carente perchè rinvia ad una Legge ordinaria (la Legge elettorale). E' comunque specificato che i senatori dovranno essere eletti 'In conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi'.
Per cui la legittimazione popolare c'è.
La legittimazione popolare si, ma non e' diretta e quello che viene contestato.
Alle elezioni regionali si potra' esprimere chi sara' consigliere regionale, poi con elezione di secondo livello il consiglio regionale nominera' i senatori tra i suoi membri.
Quello che pero' sballa un po' tutto il processo sono i sindaci, che saranno almeno 21(uno per regione e uno ciascuno per le provincie autonome di Bolzano e Trento), sommati ai 5 nominati dal presidente gia' abbiamo un quarto dei senato i cui nomi non appariranno su nessuna scheda elettorale delle regionali.
Francamente un senato delle regioni non mi dispiace, tantomeno che sia eletto in maniera indiretta tra i consiglieri regionali, quello che non sopporto sono la presenza dei sindaci e dei senatori nominati dal presidente piu' quelli a vita. Gli ex-presidenti e eventuali nominati dal presidente avevano piu' senso come deputati, o se ne puo' fare anche a meno, e la loro presenza nel senato non fa altro che snaturare l'idea di una camera delle regioni, oltre al fatto che mancando il vincolo di mandato i nuovi senatori non porteranno in senato la voce della propria regione bensi' quella del proprio partito.