Keita Balde Diao (Topic ufficiale)

Aperto da Biancolazio, 19 Set 2013, 23:32

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italicbold

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Citazione di: carib il 12 Ott 2016, 09:00
Vaz è il flavio briatore di Lazionet, fa folklore  :=))

Vaz é brizzolato dentro.

Rugiule

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Se piglia pure tanti vaffanculo  :=))

Andrewblu

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Per me Keita magari rinnova e resta con noi. Che ci porti in alto o no vedo critiche esagerate. E' un giocatore fortissimo ed è nostro, segna e fa assist per noi il resto è fuffa. Fuffa di prima qualità.
Quello che si augura Vaz è semplicemente da idiota. Nessuno dice nienye perchè evidentemente tanto è più grande l'idiozia tanto più va ignorata.

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Citazione di: Andrewblu il 12 Ott 2016, 09:31
Per me Keita magari rinnova e resta con noi. Che ci porti in alto o no vedo critiche esagerate. E' un giocatore fortissimo ed è nostro, segna e fa assist per noi il resto è fuffa. Fuffa di prima qualità.
Quello che si augura Vaz è semplicemente da idiota. Nessuno dice nienye perchè evidentemente tanto è più grande l'idiozia tanto più va ignorata.

la tocca piano...

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erlaziale

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Tutti noi sappiamo che se ne andrà. Perché lo abbiamo capito.

Quindi non affezionatevi troppo. Incassare il più possibile e adios!

Drake

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vaz

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Pdv, per me è da idioti affezionarsi ai giocatori e ergerli a totem, pure se sputano sulla maglia più bella del mondo, come il bimbominchia del topic.
C'è una squadra che vive di totem, non è la Lazio.
Ma evidentemente non la pensano così tutti, e quindi daje keita, manda affanculo la Lazio.

carib

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caro Flavio, finché KBD indossa la maglia bianco celeste forse non è il caso di augurarne la zoppia in questo sito. E cmq tra il totem e la zoppia IMHO c'è una via de mezzo: l'ignore (cit.)

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vaz

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Dal momento che ha insultato Lazio e tifosi per quanto mi riguarda ha perso lo status di difendibile. Come Antonio da tor de cenci

naoko

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Citazione di: vaz il 12 Ott 2016, 10:22
Dal momento che ha insultato Lazio e tifosi per quanto mi riguarda ha perso lo status di difendibile. Come Antonio da tor de cenci

Ma sì, sono d'accordo, io non l'avrei mai fatto giocare e messo in tribuna fino alla fine del contratto. Però sai che c'è, ultimamente mi pare mooooooooooooolto utile alla causa, quindi stiqazzi, usiamolo finché c'è e poi saluti.

robylele

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é tanto tempo che non mi mandano affanculo, quasi quasi quoto vaz.   :)

Citazione di: naoko il 12 Ott 2016, 10:28
Ma sì, sono d'accordo, io non l'avrei mai fatto giocare e messo in tribuna fino alla fine del contratto. Però sai che c'è, ultimamente mi pare mooooooooooooolto utile alla causa, quindi stiqazzi, usiamolo finché c'è e poi saluti.

quoto!


voltaire

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i giocatori vanno e vengono,la Lazio è per sempre,ormai credo che possiamo averlo capito in questo mondo pallonaro e non vale solo per noi,a parte le merde  .
però ci sono casi particolari,a noi per un paio di anni un Keita cosi serve,non siamo ciechi.
la società faccia il massimo sforzo e Keita dia tutto,allora  ci sarebbe un vantaggio per tutti.

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happyeagle

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Ancora non sappiamo come andrà a finire la storia di Keita, però, come per tanti altri giocatori, spesso ci dimentichiamo che oltre alla società nei rapporti tra le parti intervengono sfumature esterne nella sigla dei contratti.
Un rapporto conflittuale con un allenatore può incidere molto di più della promessa di un aumento d'ingaggio o di un prolungamento del contratto e lo stesso può accadere se c'è qualche screzio con un dirigente. Questi fattori possono diventare molto incisivi quanto più è immaturo il giocatore e possono addirittura complicare scenari altrimenti ben delineati se intorno al giocatore si aggirano persone che mettono l'aspetto economico davanti a quello professionale.
Il caso Keita è proprio emblematico di come sia difficile mantenere i giusti equilibri tra le esigenze della squadra, l'ambizione dei giocatori e la necessità della società di programmare la costruzione di una rosa il più forte possibile.  In quello che accade alla Lazio poi c'è in genere una distorsione dei fatti e di conseguenza il rincorrersi di voci incontrollabili che anche se non complicano le mosse societarie sovente creano eccessivo allarmismo tra i tifosi.
Basterebbe non dare adito a tutte le cazzate che scrivono e si scrivono e cercare di svolgere il ruolo assegnato ad ognuno per ridurre di molto il caos intorno ad ogni alzata di polvere dentro Formello, impresa non impossibile se solo si tornasse a considerare come fondamentale quello che accade sul campo, l'unico luogo che conta ai fini dei risultati e dove le chiacchiere diventano inutili. 

happyeagle

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Citazione di: vaz il 12 Ott 2016, 10:02
Pdv, per me è da idioti affezionarsi ai giocatori e ergerli a totem, pure se sputano sulla maglia più bella del mondo, come il bimbominchia del topic.
C'è una squadra che vive di totem, non è la Lazio.
Ma evidentemente non la pensano così tutti, e quindi daje keita, manda affanculo la Lazio.
Estate 1975, Chinaglia vuol lasciare la Lazio  Nell'estate del 1975 Giorgio Chinaglia aveva raggiunto la moglie Connie nel New Jersey, dove si era trasferita definitivamente con i figli, stufa della vita a Roma, dove anche fare la spesa era diventato difficile per le continue angherie di alcuni facinorosi. Chinaglia aveva condiviso l'idea e anche lui meditava di stabilirsi dopo la carriera negli States. Il calcio negli Stati Uniti era a livello dilettantistico, ma alcuni club avevano provato ad alzare il tono e l'interesse, allora scarso, per il Soccer. Tra questi club c'è il Cosmos New York che ha ingaggiato addirittura Pelè e sta creando una squadra di vecchie e nuove glorie ancora in grado di giocare divinamente. Una mattina Chinaglia viene raggiunto da una telefonata di Peppe Pinton, consulente della squadra dell'Hartford, che gli propone di giocare un'amichevole con la maglia di quella squadra contro una selezione polacca. Chinaglia accetta e la Lazio dà l'autorizzazione previa assicurazione contro gli infortuni di ben 2 milioni di dollari. Per Giorgione giocare quella gara è un successo mediatico. Infatti stampa e Tv si erano occupati di lui con servizi e trasmissioni inusuali per un calciatore di soccer. Intanto per l'esordio di Pelè nei Cosmos, Chinaglia, desideroso di assistervi, si era rivolto al Presidente della squadra Clive Toye per ottenere un biglietto. Questi lo invitò ad assistere alla partita assieme a lui. Durante la gara i due si parlano e Chinaglia esprime inaspettatamente il desiderio di giocare con i Cosmos, anticipando così il rientro definitivo negli Usa e potendo quindi stare di più con la famiglia di cui sentiva molto la mancanza. Fissato un appuntamento per l'indomani nella sede della Warner Bross, Chinaglia apprende della volontà di Toye di trovare un accordo. All'indomani i due si recano dal presidente della Warner, Steve Ross, anch'egli entusiasta della faccenda. L'unico ostacolo è rappresentato dalla Lazio e sopratutto da Lenzini che va su tutte le furie e nega ogni possibilità di accordo. Chinaglia arriverà ad acquistare un'intera pagina del Corriere dello Sport per spiegare ai tifosi il suo desiderio di tornare dalla famiglia, ma anche questo servirà a poco. Il 1° luglio partono per gli Stati Uniti il vicepresidente Aldo Lenzini, il General Manager Lovati ed il dirigente Agostino D'Angelo per convincere Chinaglia a tornare. Ma sarà una missione inutile. La querelle va avanti tutta l'estate, per la gioia dei giornalisti e dei giornali che hanno ottime tirature per il periodo. Il Direttore del Corriere dello Sport Mario Gismondi riceveva, nel pomeriggio del 23 agosto, una davvero inattesa telefonata intercontinentale: dall'altro capo del filo, in prima mattinata laggiù nel nuovo mondo, dopo l'ennesima notte insonne, con inusuale tono di voce flebile, timido e contrito, accentuato dalle difficoltà tecniche del collegamento, c'era Chinaglia che lo pregava, affinché intercedesse di persona, con un appello rivolto a società ed ambiente biancocelesti, perorando la causa di un suo pronto, integrale rientro nell'ovile. Il 29 agosto Giorgio deve fare ritorno in Italia per non incorrere in sanzioni e nelle squalifiche che il Presidente della Lazio aveva minacciato di effettuare, in caso il centravanti non si fosse presentato. Il club lo accolse, è ovvio, freddamente, mentre i compagni lo riabbracciarono contenti. Fra i tifosi, invece, fu il delirio: a migliaia, il giorno del suo arrivo, presidiarono dall'alba Fiumicino, causando un caos mai visto in aeroporto. Una fiumana umana, commossa, imbandierata e variegata, attendeva felice lo sbarco del suo alfiere, già bello e perdonato, alla faccia del fresco, tentato tradimento. Era tornato il loro paladino, l'eroe incontaminato ed invincibile, l'immenso condottiero di ogni sfida. Giorgio Chinaglia, almeno entro il rettangolo di gioco, significava, per il popolo aquilino, il trascinatore intrepido, il cavaliere senza macchia e impavido, regalato alla Lazio dal destino. Insaziabile di gloria e di successi, perseguiva ogni volta rabbioso la vittoria, trasformandosi in belva famelica la domenica quando, ingobbito e sgraziato ma furente, caracollava inarrestabile sul campo, avendo issato, sulle spalle possenti, la squadra tutta intera più lo stadio. Long John equivaleva, per i cuori biancocelesti, a riscatto, orgoglio, fede incrollabile, alla luce più vivida dopo il buio tetro. Il suo nome, gridato in coro a squarciagola dalla gente, echeggiava nell'aria acre adottato quale fiero, ossessivo, grido di battaglia. Il ritorno non risulta però felice: molti dei suoi compagni non ci sono più, la squadra del 1974 è stata smembrata. Lui vorrebbe scendere subito in campo in Coppa Italia ma il nuovo mister Corsini non glielo permette. Inizia così una guerra fra i due che porterà solo guai per i biancazzurri.
http://www.laziowiki.org/wiki/Estate_1975,_Chinaglia_vuol_lasciare_la_Lazio

nfario

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Citazione di: vaz il 12 Ott 2016, 10:22
Dal momento che ha insultato Lazio e tifosi per quanto mi riguarda ha perso lo status di difendibile. Come Antonio da tor de cenci

quoto tutto

Sledgehammer

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L'unica possibilità che Keita ha di "ricucire" sta nello sfanculizzare il procuratore e rinnovare.
Per noi, e lo dico almeno dallo scorso anno, è un giocatore imprescindibile.

voltaire

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Citazione di: happyeagle il 12 Ott 2016, 10:56
Ancora non sappiamo come andrà a finire la storia di Keita, però, come per tanti altri giocatori, spesso ci dimentichiamo che oltre alla società nei rapporti tra le parti intervengono sfumature esterne nella sigla dei contratti.
Un rapporto conflittuale con un allenatore può incidere molto di più della promessa di un aumento d'ingaggio o di un prolungamento del contratto e lo stesso può accadere se c'è qualche screzio con un dirigente. Questi fattori possono diventare molto incisivi quanto più è immaturo il giocatore e possono addirittura complicare scenari altrimenti ben delineati se intorno al giocatore si aggirano persone che mettono l'aspetto economico davanti a quello professionale.
Il caso Keita è proprio emblematico di come sia difficile mantenere i giusti equilibri tra le esigenze della squadra, l'ambizione dei giocatori e la necessità della società di programmare la costruzione di una rosa il più forte possibile.  In quello che accade alla Lazio poi c'è in genere una distorsione dei fatti e di conseguenza il rincorrersi di voci incontrollabili che anche se non complicano le mosse societarie sovente creano eccessivo allarmismo tra i tifosi.
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verissimo e ti quoto su tutto quello che hai scritto ,però i fatti di questa estate non sembravano,comparsate ma realtà.molto credo invece che ad oggi i rapporti possano essere cambiati
aggiungo che se possibile qualcosa sia cambiato,molto meritoin questa storia lo voglio attribuire ad Inzaghi,ed in seconda battuta a Peruzzi,magari sono utopista però... 

Pergianluca

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robylele

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Citazione di: happyeagle il 12 Ott 2016, 11:10
Estate 1975, Chinaglia vuol lasciare la Lazio.
Nell'estate del 1975 Giorgio Chinaglia aveva raggiunto la moglie Connie nel New Jersey, dove si era trasferita definitivamente con i figli, stufa della vita a Roma, dove anche fare la spesa era diventato difficile per le continue angherie di alcuni facinorosi riomanisti che insozzavano la saracinesca del negozio di Connie alla Balduina.

Lativm88

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