Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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BomberMax

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ot
perché  mi corregge  n arione   in  Marione?

Rugiule

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Citazione di: BomberMax il 12 Ott 2016, 19:06
ot
perché  mi corregge  n arione   in  Marione?
La domanda è perché dovresti scrivere n arione... 

eaglefly1978

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Citazione di: Rugiule il 12 Ott 2016, 19:53
La domanda è perché dovresti scrivere n arione...

Infatti dovrebbe scrivere NAR-ione

ian

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Citazione di: novantatreesimo il 09 Ott 2016, 14:57
CONFERENZA STAMPA

Mercoledì 12 ottobre ore 11
presso la sede del CESV - Centro Servizi Volontariato Lazio
via Liberiana, 17 – Roma

IL COMITATO 'DIFENDIAMO TOR DI VALLE DAL CEMENTO'
d'intesa con le associazioni di tutela del territorio, di impegno per la funzionalità dei servizi e con i cittadini residenti illustrerà alla stampa criticità e insidie relative al progetto di realizzazione dello stadio di mister Pallotta, erroneamente denominato stadio dell'A.S. Roma. Intento della conferenza, oltre a evidenziare gli aspetti negativi del progetto, è indicare le possibili alternative, al fine di scongiurare la privatizzazione, di fatto, di un'ansa del fiume Tevere di grande valore naturalistico-ambientale e per sostenere la creazione di un parco fluviale pubblico.
Intervengono:
Bruno Ceccarelli (Comitato "Difendiamo Tor di Valle dal Cemento"),
Oreste Rutigliano (Italia Nostra),
Roberto Scacchi (Lega Ambiente),
Raniero Maggini (WWF)
Maurizio Messina (Comitato pendolari Roma – Ostia)

Nel corso della conferenza sarà distribuito materiale informativo con documenti inediti e ipotesi alternative.

Roma, 8 ottobre 2016

Per info: ufficio stampa
Cell. 3336954536
Ufficiostampa66@gmail.com

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novantatreesimo

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Comitato "Difendiamo Tor di Valle dal Cemento"

Comunicato Stampa 17 ottobre 2016

Il giorno 12 ottobre 2016 il Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento ha incontrato la Commissione Urbanistica del IX Municipio. Abbiamo esposto ai consiglieri il percorso del progetto del Business Park dal 2011 (primi contatti tra Unicredit e la A.S. Roma) fino a oggi. Abbiamo dimostrato che l'intera operazione si configura come una speculazione edilizia utile a far fare profitti a un costruttore romano e a un finanziere americano, ma dalla quale non verrà beneficio alcuno ai cittadini romani.
In particolare abbiamo rilevato come la dichiarata (da parte di ATAC) non realizzabilità del "tronchetto" di metropolitana a binario unico (sic!) da Magliana a Tor di Valle e la manifesta inutilità di un altro ponte sul Tevere - dopo che Roma Capitale ha definitivamente finanziato e avviato la costruzione del nuovo "Ponte dei congressi" -, fanno cadere i presupposti per il riconoscimento del "pubblico interesse" che i proponenti avevano ottenuto dalla precedente Giunta Capitolina.
I consiglieri della Commissione Urbanistica del IX Municipio si sono impegnati a presentare in Consiglio una Risoluzione per la revisione del riconoscimento del pubblico interesse al progetto del Business Park e a chiedere alla Giunta Capitolina, al Sindaco e all'Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale il riesame dell'intero progetto alla luce di quanto esposto.

Roma, 17 ottobre 2016

sharp

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Citazione di: novantatreesimo il 17 Ott 2016, 12:44
Comitato "Difendiamo Tor di Valle dal Cemento"

Comunicato Stampa 17 ottobre 2016

Il giorno 12 ottobre 2016 il Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento ha incontrato la Commissione Urbanistica del IX Municipio. Abbiamo esposto ai consiglieri il percorso del progetto del Business Park dal 2011 (primi contatti tra Unicredit e la A.S. Roma) fino a oggi. Abbiamo dimostrato che l'intera operazione si configura come una speculazione edilizia utile a far fare profitti a un costruttore romano e a un finanziere americano, ma dalla quale non verrà beneficio alcuno ai cittadini romani.
In particolare abbiamo rilevato come la dichiarata (da parte di ATAC) non realizzabilità del "tronchetto" di metropolitana a binario unico (sic!) da Magliana a Tor di Valle e la manifesta inutilità di un altro ponte sul Tevere - dopo che Roma Capitale ha definitivamente finanziato e avviato la costruzione del nuovo "Ponte dei congressi" -, fanno cadere i presupposti per il riconoscimento del "pubblico interesse" che i proponenti avevano ottenuto dalla precedente Giunta Capitolina.
I consiglieri della Commissione Urbanistica del IX Municipio si sono impegnati a presentare in Consiglio una Risoluzione per la revisione del riconoscimento del pubblico interesse al progetto del Business Park e a chiedere alla Giunta Capitolina, al Sindaco e all'Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale il riesame dell'intero progetto alla luce di quanto esposto.

Roma, 17 ottobre 2016

manica de Laziosi

bak

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ROMA - Intervista a Mago Magò a Radio 24.

LO STADIO DELLA **** - "Viste le motivazioni date in tema di Olimpiadi, credo onestamente che sullo stadio della **** qualche contraddizione ci potrà essere". È il pensiero del presidente del Coni. "Io - aggiunge - sono un fautore di ogni realizzazione di infrastrutture sportive. Di discorsi legati a cubature non mi voglio occupare. Ogni società deve avere un suo stadio".

http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/roma/2016/10/18-16476872/malag_stadio_della_roma_ci_saranno_contraddizioni_/

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Nuovo stadio, Berdini: non c'è il riconoscimento di interesse pubblico (Corriere della Sera - ed. romana)

Mentre l'Olimpico si prepara ad ospitare domani (fischio d'inizio alle 21.05) la sfida tra Roma e Austria Vienna di Europa League - attesi 15 mila spettatori, di cui 2 mila austriaci, allerta alta, vietata la vendita di alcolici in strada in centro e massima tutela dei monumenti, in attesa del tavolo tecnico previsto per oggi - l'assessore comunale all'Urbanistica, Paolo Berdini, è tornato a parlare del nuovo stadio della Roma che dovrà nascere nell'area di Tor di Valle. Berdini ha replicato, all'agenzia AdnKronos, alle dichiarazioni di alcuni urbanisti, architetti e storici dell'arte, che accusavano l'amministrazione Raggi di aver aderito alla conferenza dei servizi convocata dalla Regione Lazio, «invece di revocare, come ci si aspettava, la deliberazione di pubblico interesse».

Berdini ha tenuto a chiarire che da parte dell'amministrazione di Roma Capitale sullo stadio della Roma «non c'è nessun riconoscimento dell'interesse pubblico», precisando che «stiamo lavorando per attuare l'indirizzo programmatico del Movimento cinque stelle». Secondo Berdini «partecipare alla conferenza dei servizi in Regione è un atto doveroso», attribuendo la responsabilità politica del riconoscimento della pubblica utilità dell'opera alla giunta Marino, che l'ha votata in aula. «È dovere dell'amministrazione - ha concluso senza entrare nel merito di quello che accadrà in Conferenza dei Servizi - prendere parte ai provvedimenti che sono stati incardinati dalle amministrazioni precedenti».

G. P.



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Berdini fa catenaccio su Tor di Valle (Gazzetta dello Sport - ed. romana)

Davide Stoppini
ROMA
Prendete posto, perché sarà un circo che più spettacolare non si può. Nell'attesa, può davvero valere tutto. La prima seduta della conferenza dei servizi su Tor di Valle è fissata per il 3 novembre. Prima di quel giovedì, può capitare di leggere ipotesi di scambio del tipo «io tolgo un po' di metri cubi a te e tu togli un po' di opere pubbliche a me». Oppure anche che alcuni urbanisti e architetti, sostenitori del Movimento 5 Stelle, scrivano delusi alla sindaca Virginia Raggi sul (presunto) cambio di rotta a proposito del nuovo stadio della Roma. E così, in fila a un argomento che fa rumore, ecco Paolo Berdini, assessore all'urbanistica, prendere le distanze dal passaggio del progetto dal Comune alla Regione, perché non sia mai metterci la firma pubblicamente, meglio dire urbi et orbi che «non c'è nessun riconoscimento dell'interesse pubblico. Stiamo lavorando per attuare l'indirizzo programmatico del Movimento 5 Stelle. Partecipare alla conferenza dei servizi è un atto doveroso. È dovere dell'amministrazione partecipare ai provvedimenti che sono stati incardinati dalle amministrazioni precedenti». Della serie: non sono mica io che ho detto sì. Poi sarà quel che sarà. E se sarà, non sarà per colpa mia.

QUI MALAGÒ
Qualche dubbio pare esser venuto pure al presidente del Coni Giovanni Malagò, che a Mix24 ha parlato così: «Penso che ogni squadra dovrebbe avere un suo stadio, ma con le motivazioni che hanno portato al no per Roma2024, ovvero il no al cemento e alle speculazioni... No, non sto dicendo che l'impianto non si farà, credo che qualche contraddizione in questo senso ci potrà essere». Siamo pronti, il 3 novembre in fondo è dietro l'angolo.

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«Sullo stadio il M5S non cambia idea» (Corriere dello Sport)

Berdini: Mai riconosciuto il pubblico interesse

di Roberto Maida

ROMA

Nascosto sotto le scartoffie di una complessa discussione politica, per qualche giorno il progetto di stadio della Roma era finito lontano dalla percezione dell'opinione pubblica. Ma il dibattito interno al Movimento 5Stelle ha riaperto la polemica: come si comporterà l'assemblea capitolina a proposito del pubblico interesse già deliberato nell'èra Marino? Ieri sul tema è tornato l'assessore all'urbanistica della giunta Raggi, Paolo Berdini. «Non c'è alcun riconoscimento dell'interesse pubblico - ha detto all'Adnkronos -, stiamo lavorando per attuare l'indirizzo programmativo del nostro movimento».

L'ORIGINE. Berdini ha risposto all'appello pubblicato ieri da "Repubblica"a firma di urbanisti, architetti e storici d'arte che colpevolizzano la giunta comunale per aver aderito alla conferenza dei servizi della Regione Lazio («Lo stadio è una mastodontica speculazione edilizia che in campagna elettorale il M5S aveva decisamente contrastato»). Ma partecipare alla conferenza, secondo Berdini, «è un atto doveroso. E' dovere dell'amministrazione partecipare ai provvedimenti che sono stati incardinati dalle amministrazioni precedenti». La suddetta conferenza si concluderà il 6 marzo. Ma nel frattempo il Comune si sarà pronunciato sulla conformità del progetto-stadio al pubblico interesse o chiedere ulteriori modifiche: si parla da settimane di una possibile riduzione delle cubature, in particolare nell'area delle torri, a fronte di uno snellimento dei lavori pubblici, quelli legati al prolungamento della Metro B.

IL COMMENTO. Ad ogni modo ogni frenata implica un'attesa maggiore per l'apertura del cantiere di Tor di Valle. A questo proposito il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha manifestato qualche perplessità sul comportamento del Comune. «Viste le motivazioni date in tema di Olimpiadi - ha spiegato a Radio24 - credo che sullo stadio della Roma qualche contraddizione ci potrà essere. Io sono un fautore di ogni realizzazione di infrastrutture sportive. Di discorsi legati a cubature non mi voglio occupare. Ma ogni società deve avere un suo stadio». E' quello che sostiene James Pallotta dal primo giorno in cui è stato eletto presidente. Ne è passato di tempo: all'epoca Virginia Raggi aveva appena iniziato la sua militanza politica.


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Mi sembra di capire che l'amministrazione non stia dicendo no a prescindere ma che stia spostando la discussione sul farlo secondo la legge ( come da programma ) . In particolare sta puntando sull'interesse pubblico dimostrando che quello che si è concesso ai proponenti non è interesse pubblico ma interesse privato.

galafro

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Speriamo bene, ma si comincia già a capire come potrebbe andare a finire.
"
L'ecomostro? È passato un marziano ed ha concesso la pubblica utilità, noi non ci possiamo far niente ma da oggi in avanti le speculazioni (vedi stadio della Lazio) non si faranno più"
Insommma una versione moderna de "io so io e voi non sete un cazzo"

momi

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Malagò non dovrebbe essere imparziale e farsi i fatti suoi?
Lo stadio sarebbe di una società privata. Non vedo cosa c'entri il CONI.
Oltretutto leverebbe introiti al CONI stesso visto che le merce non giocherebbero più all'Olimpico.

happyeagle

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L'antefatto è questo appello:
Un appello. Lo stadio come cavallo di Troia 
- Eddyburg.it 
Dalla Giunta Raggi l'inaspettato avallo a una gigantesca speculazione immobiliare e devastazione urbanistica. In calce le prime firme Siamo rimasti sconcertati nell'apprendere che l'amministrazione capitolina sta partecipando alla conferenza dei servizi della Regione Lazio per l'approvazione – in località Tor di Valle, al posto del vecchio ippodromo – di una mastodontica speculazione edilizia che in campagna elettorale il M5S aveva decisamente contrastato. Il progetto va sotto il nome di Stadio della Roma e comprende una pluralità di volumi edilizi per un totale di circa un milione di metri cubi di cui solo un quinto riguarda lo stadio e altre funzioni connesse alle attività sportive. Il resto sono tre grattacieli alti più di 200 metri e altri edifici destinati ad attività direzionali, ricettive e commerciali privi di rapporto funzionale con lo stadio ma destinati a compensare il costo delle opere infrastrutturali necessarie alla fruibilità dell'impianto sportivo. Il tutto su un'area in un'ansa del Tevere che il piano regolatore destina a verde sportivo attrezzato. Con il pretesto dello stadio si aggiunge insomma alla capitale un nuovo centro direzionale, non lontano dall'Eur, per iniziativa di un privato costruttore. Tra l'altro, senza che nessuno abbia spiegato che fine fanno lo stadio Olimpico e il vecchio stadio Flaminio ormai abbandonato. Per non dire della difficoltà a negare lo stesso trattamento a un eventuale richiesta di altri costruttori apparentati alla squadra della Lazio o ad altre società sportive. All'origine dell'affare non c'è una organica "legge sugli stadi", ma un comma inserito forzosamente all'ultimo momento nella legge di stabilità del 2014 (147/213, c. 304) nell'ambito del tradizionale maxiemendamento e quindi approvato solo grazie alla decisione del governo (Letta) di imporre il voto di fiducia. Il comma prevede che il Comune, se d'accordo con il proponente, dichiara "il pubblico interesse della proposta". L'approvazione definitiva spetta alla Regione Lazio a seguito di un'apposita conferenza dei servizi. Il proponente è il presidente della Roma James Pallotta che, tre mesi dopo l'approvazione della legge di stabilità, ha presentato il progetto dello stadio. L'intervento dovrebbe essere realizzato dalla società Eurnova di proprietà dell'imprenditore Luca Parnasi proprietario anche dell'ex ippodromo. Il 22 dicembre 2014 l'assemblea capitolina, con il voto favorevole della maggioranza che sosteneva il sindaco Marino, deliberò l'interesse pubblico dell'intervento fra le proteste del M5S, del comitato Salviamo Tor di Valle dal cemento e di altri. Nel giugno scorso Pallotta ha consegnato a Comune e Regione il progetto definitivo, ma la sindaca Virginia Raggi, invece di revocare come ci si aspettava la deliberazione di pubblico interesse, ha concordato con la Regione l'avvio della conferenza dei servizi, vincolandosi a un esito pressoché scontato di approvazione. Nello sconcerto di coloro, come chi sottoscrive quest'appello, che o speravano nel radicale cambiamento promesso da Raggi o che, pur non avendo votato M5S, auspicavano che insieme alle Olimpiadi venisse accantonato, subito e per sempre, anche il nuovo stadio.   firmatari al 17 ottobre 2016: Edoardo Salzano, Paolo Baldeschi, Piero Bevilacqua, Sergio Brenna, Pierluigi Cervellati, Vezio De Lucia, Maria Pia Guermandi, Anna Marson, Carlo Melograni, Giancarlo Storto. Maria Pia Robbe, Salvatore Settis,  Tomaso Montanari, Flavio Cogo, Inviare le adesioni a presidenza@ eddyburg.it
http://www.eddyburg.it/2016/10/un-appello-lo-stadio-come-cavallo-di.html

happyeagle

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Citazione di: galafro il 19 Ott 2016, 08:04
Speriamo bene, ma si comincia già a capire come potrebbe andare a finire.
"
L'ecomostro? È passato un marziano ed ha concesso la pubblica utilità, noi non ci possiamo far niente ma da oggi in avanti le speculazioni (vedi stadio della Lazio) non si faranno più"
Insommma una versione moderna de "io so io e voi non sete un cazzo"

Può essere, ma è più probabile che la Giunta ha deciso di rispondere a degli atti amministrativi con gli stessi canali e per atti ufficiali e che per farlo deve rispettare le procedure di legge.
Da parte del comune ci si aspetta la conferma della delibera di interesse pubblico e la variante al piano regolatore e ad oggi non c'è nessuna delle due.
Quando gli uffici comunali hanno passato gli incartamenti alla Regione hanno segnalato sia le criticità che la non conformità alla delibera della Giunta Marino del progetto presentato a giugno.
Il primo tempo della partita decisiva il Comune lo giocherà nella conferenza dei servizi, il secondo in Aula Giulio Cesare.

happyeagle

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Citazione di: momi il 19 Ott 2016, 08:26
Malagò non dovrebbe essere imparziale e farsi i fatti suoi?
Lo stadio sarebbe di una società privata. Non vedo cosa c'entri il CONI.
Oltretutto leverebbe introiti al CONI stesso visto che le merce non giocherebbero più all'Olimpico.

Megalò è rimasto bruciato per le Olimpiadi ed ha solo spostato la discussione sul piano politico, nei loro progetti per Roma24 lo stadio a Tor di Valle era parte integrante dei lavori e con l'assegnazione della finale del torneo di calcio avrebbe usufruito di qualche snellimento delle procedure. Venuta meno la candidatura alle olimpiadi gli rimane Tor di Valle per attaccare la giunta Raggi e sottolineare quelle che sembrano contraddizioni, penso che se voleva fare un favore a Pallotta e ai suoi sodali ha sbagliato proprio mira.

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giovannidef

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per me il coni è contrario allo stadio, senza l'affitto di merde e Lazio l'olimpico ha solo il golden gala
vuoto per 360 giorni l'anno e manutenzione uguale a prima
se fossero svegli lo dovrebbero vendere ora

Precisione

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Stadio Roma, Civita: Parole Berdini-Comune generano confusione

"Se l'Assessore Berdini e la giunta di Roma Capitale ritengono - così come dichiarato - che non vi sia "il riconoscimento dell'interesse pubblico" sul nuovo stadio della Roma hanno nelle loro mani la possibilità, anzi il dovere, di fermare il complesso iter di verifica dei corposi progetti presentati, evitando spreco di tempo e di risorse pubbliche. Le continue e contraddittorie dichiarazioni producono solo polemiche e confusione. La Regione Lazio come è ovvio, ma in questo caso va sottolineato, opera solo sulla base degli atti formali che Roma Capitale trasmette". Lo dichiara l'Assessore regionale alle Politiche del Territorio e Mobilità, Michele Civita.

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