as rioma merda

Aperto da PicchioMontesacro, 24 Mag 2015, 17:26

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bak

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happyeagle

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Citazione di: GiPoda il 25 Ott 2016, 09:39
Non hanno scomodato però l'articolo 21 della Costituzione come fece Bruno Tucci Presidente pro tempore dell'ordine dei giornalisti in una memorabile lettera.
Cmq è già qualcosa e ne sono lieto.
p.s.
concordo che il pelato me lo ricordavo più equilibrato prima della sua parentesi russa.. :)

Il pelato è talmente sacco di merda che il tempo passato in Russia non gli è bastato a far percolare la coattagine accumulata nella precedente esperienza a Trifogna, col ritorno s'è pure aggravato perché ha trovato un ambiente decisamente peggiorato.

NEMICOn.1

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Il pelato è vendicativo , se non ricordo male andò via tra le pernacchie facendo una grande figura di m. ,perché i cani stavano sculando lo scudetto dopo la sua partenza , e nel loro ambiente passare da fenomeno a collione è un attimo  :)

Maremma Laziale

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Citazione di: bak il 25 Ott 2016, 10:09
Sarebbe da creare una nuova rubrica intitolata masti cazzi. Comunque famosene na ragione.

http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Roma/24-10-2016/roma-famiglia-ibrahimovic-tifa-giallorossi-170571533002.shtml

Ma è sempre quella tizia svedese che due anni fa dava per fatto il passaggio di Ibra alle merde, tranne poi rimangiarsi tutto quanto dopo qualche giorno. Giornalismo d'alto livello   :sisisi:

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PabloHoney

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Vabbe', l'importante e' scrivere ogni tanto su sto topic perché il "riomammerda" deve stare sempre in alto e ben in vista

StylishKid

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Nel frattempo ruttiger vale 40m.

biancocelestedentro

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40 metri, di più non ce la fa?

:asrm

Bambino

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AS ROMA MERDA è stato già detto?

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biancocelestedentro

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Mai abbastanza
Riommammerda!

turco

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Citazione di: StylishKid il 25 Ott 2016, 16:32
Nel frattempo ruttiger vale 40m.

Ma il Chelsea ne offre almeno 50 per sbaragliare la concorrenza...

ES

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Citazione di: turco il 25 Ott 2016, 19:29
Ma il Chelsea ne offre almeno 50 per sbaragliare la concorrenza...
Io offro 60, che lo scriva il corriere, il giocatore vale un centone almeno, ma c'è la crisi.
Qualcuno offre di più?

Rugiule

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Su raisport1 a zona 11 hanno parlato mezz'ora de stipezzidemmerda e alla fine hanno detto che hanno analizzato anche la vigilia di Sassuolo merde, il Sassuolo neanche nominato, ma annateammoriammazzati!

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COLDILANA61

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Ma bertolacci che fine ha fatto ?

bak

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Finezze:

Momento super-trash al Grande Fratello Vip quando nella casa ha fatto la sua comparsa ***************, marito della conduttrice, Ilary Blasi. Il ****** viene sottoposto a una cultura generale, e all'ultima domanda Ilary gli chiede quanto tempo ci mette a partorire un elefante. "Ventuno-ventidue settimane", risponde correttamente *****. Peccato però che poco prima di uscire dal confessionale, ***** aggiunga: "Ilary ti dico una cosa che conoscendoti potrebbe farti piacere. Gli elefanti hanno tutto grande. Anche il pene che è lungo 150 centimetri. Il loro pene è lungo quasi come me". Imbarazzo in studio e nella casa, dove per sdrammatizzare i concorrenti scoppiano a ridere. Molto meno divertita, al contrario, la Blasi.

http://www.liberoquotidiano.it/gallery/sfoglio/12001948/gf-vip-francesco-totti-ilary-blasi-pisello-elefanti.html

Paris jr.

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Citazione di: bak il 26 Ott 2016, 08:10
Finezze:

Momento super-trash al Grande Fratello Vip quando nella casa ha fatto la sua comparsa ***************, marito della conduttrice, Ilary Blasi. Il ****** viene sottoposto a una cultura generale, e all'ultima domanda Ilary gli chiede quanto tempo ci mette a partorire un elefante. "Ventuno-ventidue settimane", risponde correttamente *****. Peccato però che poco prima di uscire dal confessionale, ***** aggiunga: "Ilary ti dico una cosa che conoscendoti potrebbe farti piacere. Gli elefanti hanno tutto grande. Anche il pene che è lungo 150 centimetri. Il loro pene è lungo quasi come me". Imbarazzo in studio e nella casa, dove per sdrammatizzare i concorrenti scoppiano a ridere. Molto meno divertita, al contrario, la Blasi.

http://www.liberoquotidiano.it/gallery/sfoglio/12001948/gf-vip-francesco-totti-ilary-blasi-pisello-elefanti.html

Si son dimenticati di dire della figura colossale che ha fatto er pupone.
Entra nella casa del grande fratello e uno dei concorrenti gli fa: "Tu sei famoso? E chi sei?"
Lui gli risponde "Aò, so totti!"
E il tipo gli dice "Ah tu sei totti?" e comincia a ridè.

E che fa quer coattone? Non lo imbruttisce facendo il duro dicendogli " Mo ce lo sai chi è Totti"

ES

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65 milioni per rudiger, ha offerto uno da vigna clara, sto rudiger a sti prezzi è un affarone.
Io non posso rialzare, ma non ci possiamo far parlare dietro pe du spicci.

PabloHoney

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Roma-Gornik Zabrze: l'atroce beffa ai tempi della tv in bianco e nero...

Pubblicato il gennaio 9, 2013

di Fabio Belli

Uno dei luoghi comuni che gravitano attorno al calcio, è ripetersi quanto la televisione abbia ucciso quella visione romantica del football di una volta. Le partite raccontate dalla radio gracchiante, giocate solo immaginate ma per questo pervase ancor di più da un alone mitico, il bianco e nero, l'attesa della domenica sera per qualche fugace minuto di immagini. Ora, tra telecamere ad alta definizione e piazzate praticamente dappertutto, spogliatoi compresi, la fruizione casalinga del calcio è un'esperienza a 360 gradi, che ha perso però il fascino d'un tempo, finendo per giunta in alcuni casi (l'Italia ne è uno degli esempi più lampanti) per svuotare gli stadi.

6970romagornik_DSC07741Ma ogni medaglia ha sempre due facce, ed oltre alla comodità dell'HD e del calcio 24 ore su 24, la tv ha anche regalato una percezione più reale di quanto accade sul campo; soprattutto, ha evitato equivoci del passato destinati addirittura ad entrare nella leggenda. Ne sanno qualcosa i tifosi della Roma, che nella primavera del 1970 subirono una singolare beffa a scoppio ritardato. Lo scenario è quello europeo: la squadra giallorossa di allora non è trascendentale, e paga soprattutto la mancanza di un vero bomber, con lo spagnolo Peirò che chiuderà il campionato da centravanti titolare con sole cinque marcature all'attivo. In Italia le delusioni saranno molte, e la squadra allora allenata da Helenio Herrera chiuderà mestamente decima, dopo diverse stagioni anche alle spalle degli eterni rivali della Lazio.

In Europa però la Roma suona un'altra musica: disputando la Coppa delle Coppe grazie al successo nella Coppa Italia del 1969, i giallorossi arrivano in semifinale eliminando in serie i nordirlandesi dell'Ards, gli olandesi del PSV Eindhoven ed i turchi del Goztepe. Il sorteggio tra le prime quattro sembra sorridere alla formazione del "mago" Herrera. Due delle grandi favorite per la vittoria finale, il Manchester City e lo Schalke 04, si scontrano fra di loro. Alla Roma toccano in sorte i polacchi del Gornik Zabrze, temibili ma meno quotati di tedeschi ed inglesi. All'andata all'"Olimpico", però, il primo aprile del 1970, i giallorossi non riescono a passare: si chiude sull'uno a uno (Banas sorprende Ginulfi nel primo tempo, la Roma risponde nella ripresa con Salvori), ed il match di quindici giorni dopo in Polonia, a Katowice, assume contorni insidiosi. La Roma, con davanti la prospettiva della possibile prima finale europea della propria storia, sfodera però una prestazione di carattere, imponendo il pari al Gornik ai supplementari, grazie ad una rete siglata ad un minuto dalla fine da Scaratti. Si chiude sul 2-2, e all'epoca i calci di rigore non sono previsti.

E' necessaria la ripetizione, una settimana dopo, sul campo neutro di Strasburgo. Ed è lì che la nostra storia assume contorni incredibili, soprattutto per chi è rimasto a Roma per seguire la partita trasmessa dalla RAI. Il match si risolve infatti con un nuovo pareggio: al gol polacco di Lubanski risponde Fabio Capello su calcio di rigore, si va di nuovo ai supplementari ma il risultato non cambia ancora. Non è prevista però un'ulteriore ripetizione, ma il lancio della monetina, consuetudine a quei tempi, seppur crudele, per decidere chi deve andare avanti in una manifestazione calcistica. L'Italia raggiunse così la finale degli Europei del 1968 eliminando l'URSS in semifinale, e proprio la Roma negli ottavi di quella edizione di Coppa delle Coppe si sbarazzò grazie al sorteggio del PSV Eindhoven.

I capitani si avvicinano al centro del campo, l'arbitro lancia la moneta, e la raccoglie. Sono attimi di tensione, in particolar modo per chi da Roma segue la diretta tv e vede arrivare dalla Francia immagini sfocate e poco chiare del sorteggio. Ma ad esultare, dopo che l'arbitro mostra la fatidica monetina, sono le maglie scure nel bianco e nero televisivo, ovvero quelle della Roma. Nei salotti della Capitale l'esultanza è sfrenata e dura per decine di secondi. Poi, piano piano, la voce del cronista che aveva lui stesso annunciato la festa delle maglie giallorosse, riporta tutti alla realtà: la moneta ha detto Gornik, saranno i polacchi ad affrontare il Manchester City in finale. Com'è possibile? Semplicemente, prima del sorteggio molti giocatori si erano scambiati la maglia: i calciatori con la divisa della Roma esultanti erano dunque in realtà quelli del Gornik. Una beffa atroce, e ancor di più lo è stata per i tifosi che, alla vista dei festeggiamenti giallorossi, hanno spento immediatamente il televisore per riversarsi in strada, a festeggiare il raggiungimento della finale. In un'epoca senza riscontri possibili con internet, televideo ed altri mezzi, fu il giornale del mattino a comunicare loro che la Roma, in verità, aveva perso...


POi dice, "perche so fatti cosi??!!"
PS notare la data di pubblicazione dell'articolo


:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:

StylishKid

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Se esistesse la coppa del mondo degli asini loro ne avrebbero la bacheca piena.

Sono gli esseri più idioti, cerebrolesi e imbecilli che io abbia mai conosciuto.

E non solo calcisticamente, s'intende.

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MisterFaro

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Citazione di: PabloHoney il 26 Ott 2016, 14:01
Roma-Gornik Zabrze: l'atroce beffa ai tempi della tv in bianco e nero...

Pubblicato il gennaio 9, 2013

di Fabio Belli

Uno dei luoghi comuni che gravitano attorno al calcio, è ripetersi quanto la televisione abbia ucciso quella visione romantica del football di una volta. Le partite raccontate dalla radio gracchiante, giocate solo immaginate ma per questo pervase ancor di più da un alone mitico, il bianco e nero, l'attesa della domenica sera per qualche fugace minuto di immagini. Ora, tra telecamere ad alta definizione e piazzate praticamente dappertutto, spogliatoi compresi, la fruizione casalinga del calcio è un'esperienza a 360 gradi, che ha perso però il fascino d'un tempo, finendo per giunta in alcuni casi (l'Italia ne è uno degli esempi più lampanti) per svuotare gli stadi.

Ma ogni medaglia ha sempre due facce, ed oltre alla comodità dell'HD e del calcio 24 ore su 24, la tv ha anche regalato una percezione più reale di quanto accade sul campo; soprattutto, ha evitato equivoci del passato destinati addirittura ad entrare nella leggenda. Ne sanno qualcosa i tifosi della Roma, che nella primavera del 1970 subirono una singolare beffa a scoppio ritardato. Lo scenario è quello europeo: la squadra giallorossa di allora non è trascendentale, e paga soprattutto la mancanza di un vero bomber, con lo spagnolo Peirò che chiuderà il campionato da centravanti titolare con sole cinque marcature all'attivo. In Italia le delusioni saranno molte, e la squadra allora allenata da Helenio Herrera chiuderà mestamente decima, dopo diverse stagioni anche alle spalle degli eterni rivali della Lazio.

In Europa però la Roma suona un'altra musica: disputando la Coppa delle Coppe grazie al successo nella Coppa Italia del 1969, i giallorossi arrivano in semifinale eliminando in serie i nordirlandesi dell'Ards, gli olandesi del PSV Eindhoven ed i turchi del Goztepe. Il sorteggio tra le prime quattro sembra sorridere alla formazione del "mago" Herrera. Due delle grandi favorite per la vittoria finale, il Manchester City e lo Schalke 04, si scontrano fra di loro. Alla Roma toccano in sorte i polacchi del Gornik Zabrze, temibili ma meno quotati di tedeschi ed inglesi. All'andata all'"Olimpico", però, il primo aprile del 1970, i giallorossi non riescono a passare: si chiude sull'uno a uno (Banas sorprende Ginulfi nel primo tempo, la Roma risponde nella ripresa con Salvori), ed il match di quindici giorni dopo in Polonia, a Katowice, assume contorni insidiosi. La Roma, con davanti la prospettiva della possibile prima finale europea della propria storia, sfodera però una prestazione di carattere, imponendo il pari al Gornik ai supplementari, grazie ad una rete siglata ad un minuto dalla fine da Scaratti. Si chiude sul 2-2, e all'epoca i calci di rigore non sono previsti.

E' necessaria la ripetizione, una settimana dopo, sul campo neutro di Strasburgo. Ed è lì che la nostra storia assume contorni incredibili, soprattutto per chi è rimasto a Roma per seguire la partita trasmessa dalla RAI. Il match si risolve infatti con un nuovo pareggio: al gol polacco di Lubanski risponde Fabio Capello su calcio di rigore, si va di nuovo ai supplementari ma il risultato non cambia ancora. Non è prevista però un'ulteriore ripetizione, ma il lancio della monetina, consuetudine a quei tempi, seppur crudele, per decidere chi deve andare avanti in una manifestazione calcistica. L'Italia raggiunse così la finale degli Europei del 1968 eliminando l'URSS in semifinale, e proprio la Roma negli ottavi di quella edizione di Coppa delle Coppe si sbarazzò grazie al sorteggio del PSV Eindhoven.

I capitani si avvicinano al centro del campo, l'arbitro lancia la moneta, e la raccoglie. Sono attimi di tensione, in particolar modo per chi da Roma segue la diretta tv e vede arrivare dalla Francia immagini sfocate e poco chiare del sorteggio. Ma ad esultare, dopo che l'arbitro mostra la fatidica monetina, sono le maglie scure nel bianco e nero televisivo, ovvero quelle della Roma. Nei salotti della Capitale l'esultanza è sfrenata e dura per decine di secondi. Poi, piano piano, la voce del cronista che aveva lui stesso annunciato la festa delle maglie giallorosse, riporta tutti alla realtà: la moneta ha detto Gornik, saranno i polacchi ad affrontare il Manchester City in finale. Com'è possibile? Semplicemente, prima del sorteggio molti giocatori si erano scambiati la maglia: i calciatori con la divisa della Roma esultanti erano dunque in realtà quelli del Gornik. Una beffa atroce, e ancor di più lo è stata per i tifosi che, alla vista dei festeggiamenti giallorossi, hanno spento immediatamente il televisore per riversarsi in strada, a festeggiare il raggiungimento della finale. In un'epoca senza riscontri possibili con internet, televideo ed altri mezzi, fu il giornale del mattino a comunicare loro che la Roma, in verità, aveva perso...


PS notare la data di pubblicazione dell'articolo

:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:

:twisted:

Merita la divulgazione del link, non sia mai qualcuno volesse condividerlo su fb   :=)) :

https://controcalcio.wordpress.com/2013/01/09/roma-gornik-zabrze-latroce-beffa-ai-tempi-della-tv-in-bianco-e-nero/




Ho evidenziato tre passaggi:

1) il percorso in discesa che avrebbe potuto portarli alla finale

2) come giusto viene riportato che prima di allora non avevamo MAI partecipato a finali di coppe europee, i tornei a inviti di squadre di città che ospitano fiere e meracti ovviamente non contano

3) neanche possono appellarsi alla sfiga visto che avevano superato gli ottavi proprio grazie allo stesso meccanismo


Questo il video a supporto dell'articolo
https://youtu.be/UDRLtWbcL5U

e questa la foto  :=))




PS1: l'immancabile rigoreppariomma viene da lontano

PS2: la storia dell'equivoco a causa dello scambio delle maglie, vedendo il video, mi sembra una minchiata


carib

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Citazione di: PabloHoney il 26 Ott 2016, 14:01
Roma-Gornik Zabrze: l'atroce beffa ai tempi della tv in bianco e nero...

Pubblicato il gennaio 9, 2013


muoro  :rotfl: :rotfl: :rotfl:

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