Citazione di: gesulio il 28 Ott 2016, 16:06

mi pare strano francamente.
200 metri di ponteDd'A, altri 200 metri fino alla palla bianca, poi altri 200 metri per fare il viale parallelo alla tevere... anche allargandosi all'esterno dello stadio dei marmi, non credo sarà più di un km.
comunque al di là di tutto, andare allo stadio fa parte di una liturgia correlata a un evento che si vive collettivamente. qualsiasi cosa tu faccia in uno stadio, tu sei lì, da solo o con i tuoi amici e parenti, in curva o in tribuna, per uno scopo, quello di incitare o insultare e partecipare possibilmente alla vittoria della tua squadra in una maniera che quantitativamente può non essere significativa, tranne per i soldi che porti nelle casse della società, ma lo diventa psicologicamente.
il concetto per cui in tv è meglio, è una colossale inesattezza, per non dire di peggio, e lo dimostrano le migliaia di eventi collettivi che in questi ultimi decenni si stanno moltiplicando, basti pensare ai festival musicali estivi o alle adunate religiose. non voglio scomodare principi spiccioli di psicologia delle masse, però affermare che starsene sul divano con le pantofole ad arrotolare le fettuccine mentre c'è la partita oppure mentre fanno la diretta del live degli AC/DC sia di gran lunga meglio dell'essere allo stadio, o all'autodromo di imola senza vedere o sentire nulla, qualsiasi siano le difficoltà per raggiungerlo (tranne quelle economiche), vuol dire non avere più un certo tipo di stimolo che nell'uomo è quasi innato. è vero che in ciascuno può manifestarsi in forme diverse, e quindi uno che non va più allo stadio oggi può darsi che abbia cominciato ad andare agli angelus, come farà carib tra qualche anno.
però parlando da tifosi e tra tifosi, l'eccezione "stadio scomodo" o "tv molto meglio" non regge minimamente.
sareste molto più onesti se ammetteste che questo istinto non ce l'avete più, magari tutti i vostri amici non ci vanno da tempo e vi siete rotti di andarci da soli. tutto può essere e nulla è meno legittimo di altro.
ma quello che vi manca ora è il senso dell'evento da vivere collettivamente e non un parcheggio 100 metri più vicino o un pizzettaro sotto la tribuna. altrimenti stareste ancora lì, in quella stessa fogna che avete frequentato pure quando la Lazio faceva cacare in serie B, insardinati su qualche mezzo dell'atac, in un settore senza copertura e a prendervi tutta l'acqua del mondo in almeno 6 partite su 15 o 19. altro che cesso pulito.
queste polemiche tornano ciclicamente nei momenti in cui la risposta del pubblico non è così pronta rispetto a quella della squadra e allora dagli al tifoso laziale che avrebbe perso il senso della Fede, calcistica, ovviamente, e avrebbe ormai tradito quella liturgia domenicale (che ora si aggiorna anche di mercoledì) e quindi il senso del suo essere tifoso.
In tutto questo,
se dai 30 mila si è passati a 15-20, se gli abbonati sono diminuiti (o aumentati? non si sa bene ancora, in attesa di dati ufficiali che mancano: la società non li pubblica),
se le TV sono costrette a stringere sui tifosi per evitare inquadrature ampie delle curve deserte e soprattuto figure magre alla tifosera oltre che alla società,
se insomma molti tifosi preferiscono vedersela da casa o dalla pizzeria o dal (...) che gli pare con lo smarthpone perché è molto immediato vedersela così, evitando il problema di rientrare a mezzanotte a casa (non tutti i tifosi laziali sono concentrati nella zona di Viale Angelico),
se insomma tutte queste cose vanno tenute nel dovuto conto una domanda ci sarà da fare e non vomitare bile e insulti all'indirizzo della massa dei tifosi laziali responsabile di aver tradito i precetti domenicali (o di metà settimana a seconda del palinsesto).
Del resto, non tutti abbiamo (più) 20 anni e non tutti i ventenni accorrono con il 121 all'Olimpico, anche perché il 121 non c'è più e poi esiste lo smartphone e la pay tv.
Oltre che un esame di coscienza, ogni tanto qualcuno dovrebbe prendere atto di questa situazione, dovrebbe anzi farsene una ragione e magari farsi parte attiva per recuperare il terreno perduto.