Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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turco

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Citazione di: Rugiule il 02 Nov 2016, 17:40
A Parnasi se gli dai du fusaje t'impacchetta pure la madre.

Parnasi, se non sbaglio, ha circa 500 milioni di euro di buffi, di cui 400 verso unicredit...

Rugiule

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Citazione di: turco il 02 Nov 2016, 17:47
Parnasi, se non sbaglio, ha circa 500 milioni di euro di buffi, di cui 400 verso unicredit...
Sì, sta a regime controllato.

galafro

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Citazione di: joe il corvo il 02 Nov 2016, 14:25
Non ci sono motivi per essere ottimisti: sullo stadio m5s e asrm stanno collaborando per la riduzione delle cubature e degli oneri
Se togli un grattacielo ma non devi più fare la metro a Pallotta va benissimo. idem per il ponte.
Veramente il discorso è inverso, siccome per andare allo stadio servono le strutture viarie che io  comune non intendo accollarmi a compensazione ti faccio fare le torri.
Ora però se la nuova amministrazione si rifiuta di far fare le torri perché fuori piano regolatore non è che le strutture viarie non servono più. Infatti due sono i paletti che ha messo Bertini: niente varianti al piano regolatore (quindi mezza torre e non più) e niente diramazione metro, ma riammodernamento Roma lido e stazione sulla Fiumicino aeroporto. Ora sicuramente queste opzioni sono più onerose e teoricamente richiederebbero delle compensazioni in più e non in meno.
In ogni caso se levando 240 mila metri quadri di uffici il progetto risulta ancora fattibile dal punto di vista economico finanziario allora veramente c'è d'andare a acchiapà Marino e tutta la giunta, buttalli in galera e buttar via la chiave, che cazzo di conti avevano fatto questi? Quelli in tasca!

AquilaCalva

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Mò, però, pare ce se sia messo pure Zingaretti...

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joe il corvo

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Citazione di: galafro il 02 Nov 2016, 18:30
Veramente il discorso è inverso, siccome per andare allo stadio servono le strutture viarie che io  comune non intendo accollarmi a compensazione ti faccio fare le torri.
Ora però se la nuova amministrazione si rifiuta di far fare le torri perché fuori piano regolatore non è che le strutture viarie non servono più. Infatti due sono i paletti che ha messo Bertini: niente varianti al piano regolatore (quindi mezza torre e non più) e niente diramazione metro, ma riammodernamento Roma lido e stazione sulla Fiumicino aeroporto. Ora sicuramente queste opzioni sono più onerose e teoricamente richiederebbero delle compensazioni in più e non in meno.
In ogni caso se levando 240 mila metri quadri di uffici il progetto risulta ancora fattibile dal punto di vista economico finanziario allora veramente c'è d'andare a acchiapà Marino e tutta la giunta, buttalli in galera e buttar via la chiave, che cazzo di conti avevano fatto questi? Quelli in tasca!

E infatti i grattacieli erano a copertura delle opere pubbliche e senza la compensazione non c'è la fattibilità economica. Ripeto: il rafforzamento della Roma - Lido lo farà qualcun altro, il Comune sta collaborando con Pallotta.

Il M5S aveva un modo semplice semplice per fermare il tutto: non passare il progetto alla conferenza. Non lo hanno fatto. La scusa del risarcimento è, appunto, una scusa: se l'iter prevede che il Comune giudichi questo ha tutto il diritto di farlo: "grazie ma nun ce serve gente".

Invece hanno scelto l'assurda manovra di passare le carte senza il giudizio politico. In sostanza se ne lavano le mani: le speranza che fossero loro a fermare il progetto sono state malriposte. Berdini, come segnalato in numerose interviste, è fuori dai processi decisionali.


NEMICOn.1

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Io so che i 5stelle con la documentazione hanno inviato anche un giudizio negativo sulla fattibilità del progetto e comunque l'utilità pubblica non l'hanno confermata , come voleva la Regione  e alla conferenza dei Servizi , discuteranno su tutte le difficoltà di realizzazione , in piu Berdini è stato chiaro , se passerà sarà solo per la costruzione dello stadio , la speculazione se la fanno in America .

joe il corvo

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Citazione di: NEMICOn.1 il 02 Nov 2016, 20:15
Io so che i 5stelle con la documentazione hanno inviato anche un giudizio negativo sulla fattibilità del progetto e comunque l'utilità pubblica non l'hanno confermata , come voleva la Regione  e alla conferenza dei Servizi , discuteranno su tutte le difficoltà di realizzazione , in piu Berdini è stato chiaro , se passerà sarà solo per la costruzione dello stadio , la speculazione se la fanno in America .

Scusa ma sei cascato nell'imbroglio: loro potevano benissimo dire che il progetto non andava bene e respingerlo. Non lo hanno voluto fare, punto. Il resto sono scuse patetiche.

turco

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Citazione di: joe il corvo il 02 Nov 2016, 21:48
Scusa ma sei cascato nell'imbroglio: loro potevano benissimo dire che il progetto non andava bene e respingerlo. Non lo hanno voluto fare, punto. Il resto sono scuse patetiche.

Il terreno è di proprietà di Parnasi (non del comune).
Il PRG dice che si possono fare tot metri cubi.
Le legge sugli stadi consente la costruzione dello stadio con una leggera compensazione.
Il comune non può respingere il progetto dello stadio, ma può non confermare la pubblica utilità.
Ergo fai lo stadio e quello che ti è consentito per legge, ma la speculazione (come il movimento 5 stelle ha sempre sostenuto) no.
La domanda è:
Conviene ancora a palletta e soci fare solo lo stadio senza la megaspeculazione che garantiva la giunta Marino?

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Citazione di: turco il 02 Nov 2016, 22:16
Il terreno è di proprietà di Parnasi (non del comune).
Il PRG dice che si possono fare tot metri cubi.
Le legge sugli stadi consente la costruzione dello stadio con una leggera compensazione.
Il comune non può respingere il progetto dello stadio, ma può non confermare la pubblica utilità.
Ergo fai lo stadio e quello che ti è consentito per legge, ma la speculazione (come il movimento 5 stelle ha sempre sostenuto) no.
La domanda è:
Conviene ancora a palletta e soci fare solo lo stadio senza la megaspeculazione che garantiva la giunta Marino?

Citazione di: joe il corvo il 02 Nov 2016, 21:48
Scusa ma sei cascato nell'imbroglio: loro potevano benissimo dire che il progetto non andava bene e respingerlo. Non lo hanno voluto fare, punto. Il resto sono scuse patetiche.

Mi pare che JC sia più vicini alla verità. Questa notizia Ansa, mi spinge in quella direzione....


(ANSA) - ROMA, 2 NOV - Un sito Internet dedicato al futuro stadio della Roma. A presentarlo il governatore del Lazio Nicola Zingaretti con l'assessore all'Urbanistica Michele Civita. Sul sito www.regione.lazio.it/trasparenzastadio sarà possibile consultare tutte le informazioni pubbliche sul progetto del nuovo impianto elaborato dalla società 'Eurnova Srl'. Il sito è diviso in tre parti: relazione generale, opere private e opere pubbliche. Le sezioni contengono materiali specifici sul progetto e le opere connesse. In questo modo sarà possibile per cittadini, associazioni, comitati di quartiere e enti pubblici e privati accedere a tutte le informazioni. "La Conferenza dei servizi (al via domani, ndr) si fa perché l'approvazione della delibera da parte del Comune di Roma 'chiede' l'avvio di un processo. Qualora ci fossero dei ripensamenti, o sono accompagnati da atti formali o l'iter va avanti. I giochi sono finiti, ora contano gli atti", ha detto Zingaretti.


joe il corvo

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Citazione di: turco il 02 Nov 2016, 22:16
Il comune non può respingere il progetto dello stadio, ma può non confermare la pubblica utilità.

Il comune poteva fare entrambe le cose: prima di giugno, infatti, non aveva ancora ricevuto il progetto definitivo. Visto il progetto, sulla base di come era stato realizzato, il comune DOVEVA dare una valutazione. Ma non l'ha data, adducendo motivazioni assurde. Mai successa una cosa del genere eppure l'hanno fatto: hanno passato il progetto SENZA dare la valutazione di merito sulla sua congruità alla pubblica utilità.

Sui giornali, poi, hanno detto tutto e il contrario di tutto ma quello che dicono sui giornali vale ZERO. Valeva il giudizio di MERITO sul progetto presentato a giugno. E su quello si sono ASTENUTI.

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Tor di Valle, sul progetto è scontro con la Regione: il Comune decida che fare (Il Messaggero)

IL VERTICE

«Adesso i giochi sono finiti», ha detto ieri il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Come a dire: ora i nodi vengono al pettine. «Basta chiacchiere». Stamattina infatti si riunirà per la prima volta in Regione la Conferenza dei servizi sul progetto Tor di Valle, l'operazione calcistico-immobiliare finita nel mirino delle principali organizzazioni ambientaliste e dell'Istituto nazionale di Urbanistica. È in questa sede che la Pisana punta a stanare il Campidoglio a trazione M5S, che votò contro al progetto quando era all'opposizione di Ignazio Marino e che ora invece annovera nella sua giunta alcuni tra i più convinti sostenitori dell'intervento voluto da James Pallotta e dal costruttore Luca Parnasi, a partire dall'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini.
Dopo mesi di schermaglie a distanza tra Pisana e Campidoglio, la Conferenza che si apre oggi dovrà decidere se approvare o mettere la parola fine al progetto. Con tempi contingentati: la dead line per prendere una decisione, secondo la legge, è il 6 febbraio 2017.

L A MOSSA
Giocando d'anticipo, ieri Zingaretti ha presentato il portale web dove verrà riversato tutto il materiale sullo stadio e sul gigantesco complesso di alberghi, uffici e negozi che dovrebbe nascerci accanto (oltre l'86% delle cubature). Il governatore si è rivolto al Comune senza giri di parole: «Adesso ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. In queste settimane abbiamo sentito tante opinioni, ma se Roma Capitale vuole cambiare il progetto presenti atti amministrativi». Anche perché, ha spiegato l'assessore regionale all'Urbanistica Michele Civita, per avallare eventualmente il progetto «il Comune dovrà votare una variante urbanistica, prima che la Regione dichiari conclusa la conferenza». E oltre alla variante «Roma Capitale dovrà votare anche una convenzione con il soggetto proponente».
Passaggi delicati, su cui il M5S finora ha espresso posizioni contrastanti: dal No all'«Ecomostro» al via libera dello «stadista» Berdini, magari passando da una riduzione delle cubature (e quindi delle opere di pubblica utilità connesse, come la metro B). Anche in Regione si sono accorti degli atteggiamenti ondivaghi dei pentastellati. Tanto da incalzare: «Il Comune ha la possibilità di fermare l'iter in qualunque momento, ma lo deve fare con atti ufficiali» .

LE CRITICHE
Per il momento i pentastellati provano a tergiversare sui tempi. E a rinviare il momento della decisione. «Entro dicembre dovremo riesprimerci in Consiglio per confermare o meno l'interesse pubblico», ha detto ieri la presidente della Commissione urbanistica Donatella Iorio. Il progetto, in ogni caso, «va rivisto con meno cubature».
Berdini invece ha provato a spostare ancora più in là l'asticella delle scadenze per il Comune. Formulando un cronoprogramma che non sembra trovare riscontri nella legge sugli stadi: «Dalla prossima settimana - ha detto l'assessore - partiranno i 90 giorni entro cui il Comune ha il dovere di esprimersi. Non si capisce dunque l'impazienza della Regione. Il Comune si esprimerà entro il 7 febbraio». La Conferenza dei servizi, in realtà, scade il giorno prima.

Lorenzo De Cicco


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Stadio della Roma, Zingaretti sfida Raggi (Corriere della Sera - ed. romana)

Il progetto di Pallotta salterà se il Campidoglio boccerà la variante al piano regolatore

di Gianluca Piacentini

Si preannuncia scoppiettante la prima riunione della Conferenza dei Servizi decisiva sul progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle. Per la prima volta saranno seduti tutti intorno allo stesso tavolo i proponenti e i rappresentanti delle istituzioni. Botta e risposta Regione-Comune. Civita: se il Campidoglio boccia la variante al Piano regolatore il progetto salta. Berdini: abbiamo 90 giorni per confermare.

Una prima resa dei conti dopo le polemiche che hanno accompagnato in questi mesi il progetto, con il Comune e la Regione su posizioni spesso opposte.

Ieri Nicola Zingaretti ha giocato d'anticipo, convocando una conferenza stampa per la presentazione del sito internet dedicato, che già nel nome (www.regione.lazio.it/rl/trasparenzastadio) sembra una provocazione per la giunta capitolina, che proprio della trasparenza ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. «C'è un grande progetto - le parole del presidente Zingaretti - e noi faremo la nostra parte. Ci auguriamo che tutti, a questo punto, si assumano le proprie responsabilità, oltre che con prese di posizione assolutamente legittime. Alla politica è richiesta serietà nel fare le cose».

Il riferimento è alle parole dell'assessore all'Urbanistica del Comune, Paolo Berdini, che nei giorni scorsi ha ribadito che vorrebbe far costruire solamente lo stadio e di non voler autorizzare «un metro cubo in più del massimo previsto per quella zona dal piano regolatore, e cioè circa 350 mila metri cubi».

Un punto cruciale perché senza l'approvazione dell'assemblea capitolina della variante urbanistica, si bloccherà tutto, come ribadito dall'assessore alle politiche del territorio della Regione, Michele Civita. «Se qualcuno ritiene che l'iter vada fermato mettesse in campo gli atti formali, perché la pubblica amministrazione ragiona su quelli. Se il Comune voterà negativamente la variante del piano regolatore, il progetto si fermerà». Con tutte le conseguenze del caso, e le cause milionarie già minacciate dai proponenti.

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 03 Nov 2016, 06:23
Stadio della Roma, Zingaretti sfida Raggi (Corriere della Sera - ed. romana)

Il progetto di Pallotta salterà se il Campidoglio boccerà la variante al piano regolatore

di Gianluca Piacentini

Si preannuncia scoppiettante la prima riunione della Conferenza dei Servizi decisiva sul progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle. Per la prima volta saranno seduti tutti intorno allo stesso tavolo i proponenti e i rappresentanti delle istituzioni. Botta e risposta Regione-Comune. Civita: se il Campidoglio boccia la variante al Piano regolatore il progetto salta. Berdini: abbiamo 90 giorni per confermare.

Una prima resa dei conti dopo le polemiche che hanno accompagnato in questi mesi il progetto, con il Comune e la Regione su posizioni spesso opposte.

Ieri Nicola Zingaretti ha giocato d'anticipo, convocando una conferenza stampa per la presentazione del sito internet dedicato, che già nel nome (www.regione.lazio.it/rl/trasparenzastadio) sembra una provocazione per la giunta capitolina, che proprio della trasparenza ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. «C'è un grande progetto - le parole del presidente Zingaretti - e noi faremo la nostra parte. Ci auguriamo che tutti, a questo punto, si assumano le proprie responsabilità, oltre che con prese di posizione assolutamente legittime. Alla politica è richiesta serietà nel fare le cose».

Il riferimento è alle parole dell'assessore all'Urbanistica del Comune, Paolo Berdini, che nei giorni scorsi ha ribadito che vorrebbe far costruire solamente lo stadio e di non voler autorizzare «un metro cubo in più del massimo previsto per quella zona dal piano regolatore, e cioè circa 350 mila metri cubi».

Un punto cruciale perché senza l'approvazione dell'assemblea capitolina della variante urbanistica, si bloccherà tutto, come ribadito dall'assessore alle politiche del territorio della Regione, Michele Civita. «Se qualcuno ritiene che l'iter vada fermato mettesse in campo gli atti formali, perché la pubblica amministrazione ragiona su quelli. Se il Comune voterà negativamente la variante del piano regolatore, il progetto si fermerà». zzzCon tutte le conseguenze del caso, e le cause milionarie già minacciate dai proponentiz.
Ripartono gli avvertimenti mafiosi. Ma io dico comportamenti del genere da parte dei media fatti a Palermo avrebbero già fatto scattare la procura con almeno un'accusa di concorso esterno ad associazione mafiosa.
A Roma invece si minaccia apertamente un'amministrazione pubblica affinché non rispetti la legge senza che si sollevi dico una voce. Mi viene voglia di rifondare le br e mettermi a gambizzare un po' di gente

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Comune e Regione stadio nella morsa (Corriere dello Sport)

Via alla Conferenza dei Servizi, ma è battaglia politica

di Marco Evangelisti

Roma

Adesso che il giorno è arrivato sembra di entrare in una vasca d'acqua fredda. Stai lì sul bordo, immergi un alluce, ti ritrai di scatto. Torni ad avvicinarti. La Conferenza dei Servizi, perdonate le maiuscole, è perigliosa e senza uscita di sicurezza. Comincia oggi, si chiude il 6 febbraio - più o meno: non stiamo a cavillare sui foglietti del calendario, ma per la legge è lì che scadono i termini - e da quel momento il nuovo stadio della Roma o comincia a prendere materialmente forma oppure evapora.

Prudenza. Nicola Zingaretti, il presidente della Regione Lazio, ieri ha varato l'ultima parte dell'iter annunciando un'operazione di trasparenza: i 4.800 documenti, per complessivi 30 gigabyte, le relazioni della Conferenza dei Servizi nel giro di 48 ore dalle riunioni, tutte le informazioni pubbliche disponibili vanno sul sito www.regione.lazio.it/trasparenzastadio in una veste grafica facilmente navigabile. Zingaretti ci mette l'entusiasmo concesso a un amministratore pubblico chiamato oltretutto a fare da arbitro: «Secondo noi è un'opportunità. Vogliamo che il progetto venga realizzato». Badando a tenersi lontano dall'acqua fredda: «La Regione ha fatto e farà la sua parte, sorveglieremo sulla legalità e sui tempi. Il resto dipende da chi ha proposto lo stadio. Noi non siamo stati».
Il codice di Zingaretti in questo caso è politico. Chi ha proposto lo stadio in ultima analisi è il Comune di Roma. Che adesso con la maggioranza Cinque Stelle e l'assessore Paolo Berdini deve decidere che cosa fare di questa scomoda eredità ricevuta dall'amministrazione di Ignazio Marino. Per adesso continuano a giocare di melina, cominciando da Berdini che ancora ieri ha avvertito: «Vedo molta impazienza da parte della Regione. Dorma tranquilla. Alla chiusura della conferenza dei Servizi il Campidoglio avrà 90 giorni di tempo per valutare l'interesse pubblico del progetto, a quel punto daremo il nostro parere sullo stadio».
Dalla Regione ribattono che non è così, che i 90 giorni di cui parla Berdini non esistono o meglio decorrono da quando la Roma ha consegnato il progetto al Comune e quindi sono sfumati insieme con l'estate. Aggiungendo che non ha alcun senso aprire la Conferenza dei Servizi per poi sentirsi dire magari a gennaio (la maggioranza si è presa tempo sino a fine anno) che non se ne fa più niente. Michele Civita in Regione ha la responsabilità delle politiche territoriali ed è tra quelli che non ne può più: «Se il Comune votasse contro la variante urbanistica si bloccherebbe tutto l'iter. D'altra parte, noi dobbiamo sorvegliare affinché si realizzino opere strutturali che giovino a tutta la città». Civita fa poi notare come le opere private che sfondano il tetto del piano regolatore, compresi i famigerati grattacieli aborriti dall'amministrazione comunale, facciano parte di un piano finanziario posto alla base dell'intero progetto.

Punto di non ritorno. L'acqua, insomma, è fredda davvero. Così la Conferenza dei Servizi, a cui partecipa anche il governo, diventa un frullatore in cui si cercherà di amalgamare ingredienti in partenza incompatibili tra loro. E interessi politici contrapposti, anche. Zingaretti in materia non è esplicito ma quasi: «I giochi sono finiti, ciascuno si prenda le proprie responsabilità. Se il Comune intende ripensarci e bloccare il progetto può farlo, ma con atti amministrativi e non attraverso dichiarazioni alla stampa». Una marcia indietro spingerebbe la Roma a una richiesta di risarcimento.
Viceversa, la delibera che in teoria chiuderà la Conferenza dei Servizi sarebbe il punto di non ritorno. Seguirebbe un mese per la stesura della convenzione urbanistica, poi via ai cantieri. In realtà tenendo conto dei probabili incidenti di percorso burocratici è saggio prevedere l'inizio dei lavori tra estate e autunno 2017. La procedura avviata dalla Roma ha aperto la via ad altri. Claudio Lotito all'inaugurazione della Nuvola ha incontrato il sindaco Virginia Raggi e ha parlato dello stadio della Lazio. Altri contatti a breve.



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La conferenza - Un tour de force fino al 6 febbraio (Corriere dello Sport)

Roma - (m.e.) La Conferenza dei Servizi che si apre in sostanza oggi con una riunione organizzativa si svolgerà per la prima volta con la formula prevista dalla legge Madia. Partecipazione snellita, procedure velocizzate, tempi (abbastanza) certi. Parteciperà un solo rappresentante per ciascuno degli enti pubblici e privati che hanno voce in capitolo, una ventina in tutto. La presiede l'architetto Manuela Manetti, direttore del dipartimento territorio, urbanistica, mobilità e rifiuti.
Si vedono presso l'assessorato competente in Via del Giorgione, alle 10.30. Questo primo incontro servirà essenzialmente a stabilire un regolamento e un calendario. L'idea della Regione è fissare una riunione a settimana, così da completare la discussione e varare la delibera conclusiva nel giro di una quindicina di incontri. Prima della scadenza dei termini, che per legge è fissata in questo caso al 6 febbraio 2017. Prevista anche la possibilità di un'interruzione del procedimento per approfondimenti tecnici.

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Lo studio - Progetto che vale due Expo e mezzo (Corriere dello Sport)

ROMA - La costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle avrà un impatto economico sulla Capitale pari a circa due volte e mezzo quello di Expo 2015 su Milano. Lo dice uno studio dell'Università Sapienza di Roma. Il documento verrà illustrato lunedì 14 novembre dal preside della facoltà, Giuseppe Ciccarone, e dagli autori. L'investimento di circa 1,6 miliardi, finanziato interamente dai privati in sei anni, rilancerà in modo consistente numerosi comparti industriali come edilizia, entertainment e servizi. Il tasso di disoccupazione nell'area romana secondo lo studio diminuirà dello 0,8%. Gli occupati aumenteranno di circa 5.500 unità. Nel periodo di costruzione, i lavoratori impiegati nel comparto edilizio ammonteranno a circa 1.500. Una volta a regime, i nuovi occupati nelle varie aree previste dal progetto saranno 4.000, con oltre 15-20.000 lavoratori che svolgeranno la propria professione nel business park. L'area dello stadio accoglierà quotidianamente decine di migliaia di persone e sarà arricchita da oltre 10.000 alberi.

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 03 Nov 2016, 06:51
Lo studio - Progetto che vale due Expo e mezzo (Corriere dello Sport)

ROMA - La costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle avrà un impatto economico sulla Capitale pari a circa due volte e mezzo quello di Expo 2015 su Milano. Lo dice uno studio dell'Università Sapienza di Roma. Il documento verrà illustrato lunedì 14 novembre dal preside della facoltà, Giuseppe Ciccarone, e dagli autori. L'investimento di circa 1,6 miliardi, finanziato interamente dai privati in sei anni, rilancerà in modo consistente numerosi comparti industriali come edilizia, entertainment e servizi. Il tasso di disoccupazione nell'area romana secondo lo studio diminuirà dello 0,8%. Gli occupati aumenteranno di circa 5.500 unità. Nel periodo di costruzione, i lavoratori impiegati nel comparto edilizio ammonteranno a circa 1.500. Una volta a regime, i nuovi occupati nelle varie aree previste dal progetto saranno 4.000, con oltre 15-20.000 lavoratori che svolgeranno la propria professione nel business park. L'area dello stadio accoglierà quotidianamente decine di migliaia di persone e sarà arricchita da oltre 10.000 alberi.
BOOM!!!

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paolo71

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Lo studio - Progetto che vale due Expo e mezzo (Corriere dello Sport)

ROMA - La costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle avrà un impatto economico sulla Capitale pari a circa due volte e mezzo quello di Expo 2015 su Milano. Lo dice uno studio dell'Università Sapienza di Roma. Il documento verrà illustrato lunedì 14 novembre dal preside della facoltà, Giuseppe Ciccarone, e dagli autori. L'investimento di circa 1,6 miliardi, finanziato interamente dai privati in sei anni, rilancerà in modo consistente numerosi comparti industriali come edilizia, entertainment e servizi. Il tasso di disoccupazione nell'area romana secondo lo studio diminuirà dello 0,8%. Gli occupati aumenteranno di circa 5.500 unità. Nel periodo di costruzione, i lavoratori impiegati nel comparto edilizio ammonteranno a circa 1.500. Una volta a regime, i nuovi occupati nelle varie aree previste dal progetto saranno 4.000, con oltre 15-20.000 lavoratori che svolgeranno la propria professione nel business park. L'area dello stadio accoglierà quotidianamente decine di migliaia di persone e sarà arricchita da oltre 10.000 alberi.

il traffico a Roma scomparirà e l' aria tornerà pulita
ogni casa avrà un sistema di riclaggio dei rifiuti che trasformeranno i residui in plastica
nel tevere scorreranno latte e miele

pan

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uhhh ieri nelle radio romaniste era tutto un parlare de sto studio della Sapienza..

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