L'unica cosa che la società non deve fare è innamorarsi di un giocatore che flirta con altri per andare via, perché così rimarrebbe cornuta e mazziata.
Se Keita vuole restare convinto di far bene a condizioni sopportabili per la società non c'è dubbio che vada accontentato e tenuto con il giubilo di noi tutti.
Se, invece, si sta preparando la strada per sfruttare (legittimamente) altre occasioni professionali, la società ne deve prendere atto ed esigere (altrettanto legittimamente) di monetizzare al massimo la sua voglia di tentare tali altre occasioni professionali. L'interesse soddisfatto dal trasferimento deve essere di entrambi.
Magari, sul momento, qualcuno ci rimarrà male, ma se i soldi incassati sono tanti e vengono reinvestiti adeguatamente la nostalgia passerà presto.
Lo fece la Lazio di Cragnotti con Vieri (che in quegli anni era appena stato il giocatore più determinante della squadra), lo deve fare a maggior ragione questa Lazio.