Citazione di: fabichan il 28 Nov 2016, 12:49
Come al solito mi tocca sopravvolare su tutte le imprecisioni (volute o no) che galleggiano nei tuoi posts, ma vabbe', facciamo finta di niente...
A parte una: che i morti ammazzati come oppositori politici siano stati 9000, 15000 o 30000 (come altri storici sostengono), cambia davvero qualcosa? Personalmente credo proprio di noi (non ho preso il "Libro nero" come fonte, e' un mio numero "medio" relativamente attendibile tra le varie fonti che conosco), anche perche' ti ricordo che stiamo parlando di un paese di 11milioni di abitanti. In altre parole, basandosi su stime, 1 essere umano su mille, piu' o meno, e' stato vittima del regime. Aggiungiamo i torturati, gli internati, gli "psichiatrizzati"? Gli esuli (ahno, quelli so' criminali...)?
Stiamo parlando COMUNQUE di numeri impressionanti IN RAPPORTO ALLA POPOLAZIONE.
Ed e' anche IN RAPPORTO ALLA POPOLAZIONE che la "bilancia pende da una parte"; saprai (visto che sei informatissimo) che in 30 anni sono stati circa 500 mila i militari cubani impiegati in aiuto dei peggiori regimi del pianeta (gia' citati sopra) per "difendere la rivoluzione" (che poi erano in difesa dei loro interessi...). In pratica, e' come se gli USA avessero impiegato NELLO STESSO PERIODO 12 milioni di militari. Ti rendi conto?
Ed e' questo approccio "totalitario" (tutti i numeri cubani del periodo 60-90 fanno paura, guarda...) ad aver portato lentamente ma inesorabilmente al crollo di un sistema che, finche' il rublodotto andava, "in qualche modo funzionava"; dal 92 e' inevitabilmente collassato, SIA come sistema socio-economico (le famose istruzione, sanita', ecc.: non funziona piu' un cazzo [Sharp, non ho dubbi a credere alla tua testimonianza che PROBABILMENTE risale agli anni '80], il turismo "bordellaro" che ha ormai divorato tutta l'economia cubana fino alla distorsione del doppio mercato) SIA come macchina dell'oppressione...
E arriviamo all'ultimo punto del discorso (che e' quello che mi interessa di piu'): davvero credi che le nuove generazioni cubane sono "semplicemente" inebetite dal fantoccio del consumismo?
La realta', caro mio, e' che fino ai primi anni '90 come detto il sistema "in qualche modo" funzionava; e per una certa fetta della popolazione la repressione era il prezzo da pagare (poi ci sarebbe da fare un discorso su "fantoccio comunista VS fantoccio consumista) per avere i benefici di cui sopra, sempre con la prospettiva in mente che un giorno (questo e' l'aspetto piu' importante di tutti, tu quoque ne parlasti personalmente con mia moglie, se non ricordo male...) il VERO COMUNISMO sarebbe arrivato e persino il Diavolo USA sarebbe stato sconfitto: senza guerra, solo con la realizzazione dell'ideale.
Le cose, alla lunga, non sono andate cosi': il rublodotto (quando parliamo dei paragani con altri paesi dell'America LAtina, ricordiamo che nessun paese dell'area ha usufruito di DECINE DI MILIARDI di investimenti e aiuti...) si e' rotto; il sistema e' imploso, l'economia e'collassata, la sanita' e l'istruzione non funzionano piu'; la criminalita' e' aumentata a dismisura (hai letto per caso Pedro Juan Gutierrez? Pure lui al soldo della CIA?...), prospettive non ce ne sono piu'; neanche la macchina repressiva funziona piu' tanto bene, ma a questo punto cosa importa...
Sai la verita'? Oggi, nel 2016, l'unica prospettiva che ha un giovane cubano e' quella di andarsene da un paese allo sfascio: che sia Miami (molti hanno parenti...), New York, il Canada, il Messico (200mila cubani residenti), la Rep.Dominicana, la Spagna o l'Italia.
Questo e' il risultato del sogno castrista; peggiore persino delle atrocita' commesse nei 30 anni di repressione "vera" (oddio, insomma...).
Vi leggo e vi saluto (ero entrato ieri per commenti e impressioni pre-derby, e sono finito qua)
PS: basta con la storia dell'embargo. please. L'embargo subito su una precisa scelta politica "spregiudicata" del regime (e mi collego a entrambi le parti del mio post). Fino al "solito 91", l'embargo non ha fatto mezzo danno, guarda caso...
continuo a registrare da parte tua l'assenza di qualsiasi riferimento puntuale, dato statistico, elemento concreto se non il dato dei cubani all'estero (che si spiega con l'embargo e le condizioni di vita a cui ha costretto i cubani, scandaloso dire non abbia avuto effetti prima del 91. Semplicemente scandaloso. Ci sono fior fior di dati socioeconomici a dimostrare l'esatto contrario).
Non ti piace fuffa, meglio favola?
È una fuffa/favola perché senza dati o riferimenti puntuali si può dire tutto e il suo contrario.
Anche le generalissime "imprecisioni" a cui fai riferimento fanno parte della favola. Facessi io lo stesso con gli Usa ci vorrebbe un secondo ad arrivare al grande satana.
Il giudizio storico è altra cosa dalla narrazione propagandistica.
Il grande satana è narrazione propagandistica, la politica estera americana del secondo dopoguerra, purtroppo, è qual cosa di ben più concreto e drammatico.
Ti invito a produrre numeri, dati, riferimenti a supporto della tua narrazione. Esistono organi internazionali indipendenti che forniscono le statistiche, vediamo cosa dicono su sanita, scuola, condizione dei poveri.
Vediamo cosa dice l'Onu e le sue agenzie. O anche loro sono radical chic occidentali?
Senza dati il tuo discorso è coincidente con quello di un Trump qualsiasi.
Fuffa. Non come offesa, ma come dato di fatto. Hai raccontato la storiella made in usa. Storiella e storia sono due cose diverse.
C'è poco da fare: dal punto di vista dei POVERI (l'unico che a me interessi) l'esperienza cubana è tra le migliori che l'America abbia vissuto, USA compresi ovviamente. Stacce (o dimostra il contrario, ma non con le storielle).
E andiamo alle altre questioni.
Perché specificare il numero dei morti? Perché, come tu stesso dici (per poi smentirti mezza riga dopo) le proporzioni sono importanti quando si tratta di propaganda e io ti ho voluto rispondere pan per focaccia.
Se è un fatto di proporzioni, dare numeri sballati conta eccome.
Inoltre specifico ulteriormente.
Se parliamo di dissidenti in seno al popolo io mi rammarico anche se il loro numero fosse pari a 1, e purtroppo è stato ben più alto a Cuba il prezzo pagato da costoro.
Ingiustificabile, PERÒ. Contestualizzabile si.
OT
Ti faccio notare che se si parla di israele e delle limitazioni a cui sottopone l'intero popolo palestinese anzitutto da parte TUA è un fioccare di contestualizzazioni, a prescindere da numeri e proporzioni. Quando si parla di cuba, guarda caso, lo stesso discorso non vale. Chissà come mai...
EOT
Se invece ci riferiamo a latifondisti, speculatori vicini a batista, investitori americani e solidali vari per me castro poteva anche appenderli per le strade tipo banderuole, io avrei accolto la notizia con gaudio. E con questo rispondo anche a giovanni: non è questione di destra/sinistra o di dover stabilire quel che è eticamente sbagliato attraverso una linea che chiunque oltrepassa sbaglia.
Io non sto parlando di etica, ma di politica. Non è una denuncia etica dell'omicidio, che è altro argomento. Per questo ritengo corretto il paragone di Carib con la resistenza.
Io assumo consapevolmente un punto di vista di parte, quello dei poveri. Non è che i morti di sinistra sono legittimi e quelli di destra sono uno scandalo.
Più semplicemente dal mio punto di vista particolare i morti fatti per rompere il giogo tirannico del profitto e a favore del potere popolare sono legittimi perché inevitabili, gli altri no.
Inevitabili perché quel potere avrebbe altrimenti reagito con la violenza esattamente come ha fatto altrove (dalla comune di Parigi al Cile passando per il Sud America e la grande russia).
È assolutamente scontato che chi non condivide questa parzialità non sarà d'accordo.
Come chi non condivide la resistenza non riterrà legittimi i morti fatti dai partigiani.
Come chi condivide la politica Usa magari riterrà necessaria l'operazione condor.
Sono tutte posizioni lecite, che esprimono un giudizio prima ancora che sull'evento su chi esprime quella posizione.
Io non ho alcun problema ad esprimere e difendere una posizione per cui è lecita anche la violenza per rompere il dominio del profitto e difendere le conquiste di popolo.
E sono pronto a farlo sul piano storico dalla rivoluzione francese in avanti (in punta di ghigliottina) così come su Cuba o i soviet.
Che cambia allora col fascismo? Gli interessi e i valori che vuoi difendere o che vuoi abbattere. Solo e unicamente quelli. E per come la vedo io non è affatto poco.