Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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BomberMax

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malimortacci  ma chi ha scritto sta perla???    :puke: :puke:


tra l'altro  'sta chicca v'e' sfuggita?   
Citazione......nell'uso del suolo e che invece è al giro di boia dei 10 anni

GiPoda

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Tra l altro il magliaro dice che non c è più fame di case ma se per questo neanche di uffici, basta farsi un giro per vedere quanti palazzi uso ufficio stanno sfitti da anni (certi poi li affittano per le emergenze abitative...vero cappetà?)

novantatreesimo

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il mondo non è più lo stesso: la fame di case non c'è più c'è invece quella di lavoro che ha messo in ginocchio il settore delle costruzioni producendo migliaia di disoccupati e mandando all'aria decine di aziende. Oltre lo sport, lo Stadio della Roma avrebbe rimesso in moto un'economia devastata, dando alla città un grande progetto intorno al quale realizzare servizi e lavoro.

Qua s'è fatto prendere la mano, un ultras al servizio dei palazzinari dio bon.
Comunque, fermo restando che lascio ancora lo spumante in freezer, parrebbe una buona giornata.

vagabond

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ma solo io vedo a Roma edifici abbandonati da anni? Ma chi gestisce la città non li vede? A me cascano le braccia quando sento dire di costruire nuovi quartieri...

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COLDILANA61

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Citazione di: MasterMind il 30 Gen 2017, 11:44
Lunedì, 30 gennaio 2017 - 09:41:00
Addio Stadio della Roma, vince il No. Raggi è troppo debole per la sfida

Nel Movimento Cinque Stelle vince la linea dell'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini

Il nuovo Stadio della Roma fa la fine delle Olimpiadi. Il Movimento Cinque Stelle e Virginia Raggi preparano il secondo "gran rifiuto". Vince l'assessore Paolo Berdini, vince il fronte del no della base che ha da sempre considerato il progetto una follia urbanistica che nasconde una gigantesca speculazione e non un'opportunità per la città.




L'idea di mollare tutto covava sino a quando non è arrivata all'assessore alle Partecipate, Massimo Colomban al quale manca solo la presa d'atto dell'ingovernabilità del Movimento dopo il ridimensionamento delle capacità decisiorie del sindaco Virginia Raggi, sotto scacco dell'inchiesta per abuso d'ufficio e falso.

Il calcolo è presto fatto. Sotto la spinta della base che chiede il ritiro della delibera di pubblica utilità o in alternativa una delibera che ridimensioni il progetto in modo tale da renderlo finanziariamente insostenibile, il No allo stadio avrebbe come obiettivo quello di ricompattare la base romana del Movimento nel rispetto dei principi oltranzisti di consumo del suolo e di lotta a ogni tipo di cementificazione dell'area romana. Anche se questo dovesse costare al Comune di Roma una causa milionaria da parte del proponente Eurnova che viene considerata dall'Avvocatura Capitolina giuridicamente sostenibile. E poi sulla bilancia penderebbe due macigni: quello di Eurnova in caso di No allo Stadio e quello della serie di ricorsi amministrativi a civili che starebbero preparando singoli esponenti del Movimento in caso di sì. In ogni caso, dunque, si finirebbe in tribunale con un solo vantaggio per chi è alla guida del Campidoglio, legato ai tempi dei giudizi: abbastanza per lasciarlo in eredità a chi governerà il Campidogli dopo Virginia Raggi e mettendo così al riparo l'attuale maggioranza da un'implosione causa stadio.

I rumors del Movimento
Secondo i bene informati del Movimento, dietro il No ci sarebbe la regia dell'assessore Paolo Berdini, vera spina nel fianco di Euronova con la sua strategia fatta di silenzi e di continui richiami al rispetto del Piano regolatore, lo stesso Piano che il Movimento aveva promesso di modificare, introducendo severità nell'uso del suolo e che invece è al giro di boia dei 10 anni. Da quando fu licenziato dal Veltroni il mondo non è più lo stesso: la fame di case non c'è più c'è invece quella di lavoro che ha messo in ginocchio il settore delle costruzioni producendo migliaia di disoccupati e mandando all'aria decine di aziende. Oltre lo sport, lo Stadio della Roma avrebbe rimesso in moto un'economia devastata, dando alla città un grande progetto intorno al quale realizzare servizi e lavoro.

Il rinvio

Prevarrà il no, stando alle indiscrezioni e così il 31 gennaio, giorno della scadenza fissata dalla Conferenza dei Servizi, arriverà alla Regione Lazio l'attesa richiesta di proroga di 30 giorni, propedeutica al No di inizio marzo. Giusto un tatticismo per prendere tempo e attendere che si calmino le acque dell'inchiesta sul sindaco. Poi di tatticismo in tatticismo i Cinque Stelle dovrebbero riuscire a formalizzare l'addio al progetto.
Salvo ritrovare in un mese lucidità e ripensamenti.

Traduzione .

A portare la Raggi dalla nostra parte ci eravamo riusciti .
Quel cacacatsi di Berdini e della base M5S invece continuano imperterriti nella loro battaglia di legalita' , (con la voce di Aldo ..... IIINNNNCREDDIBBBBILLLEE).

Se fanno fuori la Raggi potrebbe , per qualcuno , essere molto peggio .

Potrebbe ...

Citazione di: vagabond il 30 Gen 2017, 16:19
ma solo io vedo a Roma edifici abbandonati da anni? Ma chi gestisce la città non li vede? A me cascano le braccia quando sento dire di costruire nuovi quartieri...

E' cosi' dappertutto .

Dove abito , il CS vinceva da 20 anni con percentuali bulgari , finche' NON hanno esagerato con le concessioni edilizie , a fronte di una domanda in picchiata .
Risultato : ha vinto il M5S .
Ah ... bulgare e' dire poco . 





gentlemen

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Lo stadio non si sarebbe mai fatto anche con la delibera Marino, che cmq vincolava tutto, anche l'intero complesso, alla realizzazione delle opere pubbliche e viarie, elemento necessario per la pubblica utilità; faranno ricadere la colpa sui 5 stelle ma penso che non avrebbero mai trovato i soldi, centinaia di milioni di euro, per le opere di pubblica utilità, per non parlare del fatto che prima di realizzare lo stadio andavano terminate queste ultime....ci sarebbero voluti, conoscendo i tempi italiani, altri 20 anni.

Rugiule

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Citazione di: COLDILANA61 il 30 Gen 2017, 16:25
Dove abito , il CS vinceva da 20 anni con percentuali bulgari , finche' NON hanno esagerato con le concessioni edilizie , a fronte di una domanda in picchiata .
Risultato : ha vinto il M5S .
Ah ... bulgare e' dire poco .
OT
Non credo che la ragione della crisi del centrosinistra sia dovuta alle concessioni edilizie. I grillini l'hanno cavalcata insieme a molte altre situazioni che toccano la pancia dei cittadini, come la lega cavalca l'immigrazione, come la destra cavalca il giustizialismo, ma il centrosinistra deve guardarsi dentro e riparare i suoi molteplici errori senza cadere nell'errore di toccare a sua volta la pancia, ma il compito è arduo, la crisi riguarda i valori ed è strutturale, e i grillini non sono la soluzione.
EOT

gentlemen

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Il Codacons ha inviato un'istanza urgente alla Regione Lazio e al Comune di Roma chiedendo di partecipare alla Conferenza dei Servizi. Ecco le parole del Presidente Carlo Rienzi a riguardo:

"Nessuna decisione potrà essere adottata senza la dovuta partecipazione dei cittadini. Si tratta infatti di provvedimenti che avranno un impatto enorme sulla città e su tutti i romani e non è possibile non tenere in considerazione l'opinione degli utenti fruitori dello stadio e delle opere che saranno realizzate in città. Così come ci siamo attivati per la riqualificazione dello Stadio Flaminio, il Codacons intende intervenire nel procedimento sul nuovo stadio della Roma, e in tal senso abbiamo inviato oggi istanza urgente di partecipazione alla Conferenza dei servizi. In caso di mancato accoglimento delle nostre richieste, sarà inevitabile un ricorso al Tar per sospendere l'iter avviato", riporta calciomercato.it.


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Patato

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Citazione di: gentlemen il 30 Gen 2017, 18:46
Il Codacons ha inviato un'istanza urgente alla Regione Lazio e al Comune di Roma chiedendo di partecipare alla Conferenza dei Servizi. Ecco le parole del Presidente Carlo Rienzi a riguardo:

"Nessuna decisione potrà essere adottata senza la dovuta partecipazione dei cittadini. Si tratta infatti di provvedimenti che avranno un impatto enorme sulla città e su tutti i romani e non è possibile non tenere in considerazione l'opinione degli utenti fruitori dello stadio e delle opere che saranno realizzate in città. Così come ci siamo attivati per la riqualificazione dello Stadio Flaminio, il Codacons intende intervenire nel procedimento sul nuovo stadio della Roma, e in tal senso abbiamo inviato oggi istanza urgente di partecipazione alla Conferenza dei servizi. In caso di mancato accoglimento delle nostre richieste, sarà inevitabile un ricorso al Tar per sospendere l'iter avviato", riporta calciomercato.it.


Non ho capito.... ma questi so' a favore o contro? E poi quali cittadini vorrebbero rappresentare? Qui mi sembra che la maggior parte sia contro la costruzione dello stadio delle mmerde, hanno fatto un sondaggio, una votazione, delle primarie etc.. ? Quale posizione vorrebbero rappresentare?



turco

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Citazione di: Patato il 30 Gen 2017, 19:10
Non ho capito.... ma questi so' a favore o contro? E poi quali cittadini vorrebbero rappresentare? Qui mi sembra che la maggior parte sia contro la costruzione dello stadio delle mmerde, hanno fatto un sondaggio, una votazione, delle primarie etc.. ? Quale posizione vorrebbero rappresentare?

Quella dei riomisti

gentlemen

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Ripeto, il vero problema non è tanto, x quanto importante e fondamentale, la delibera del Comune, ma la questione opere di pubblica utilità, che costano 5 volte, se non di più, lo stesso stadio e grattacieli, che i costruttori privati dovrebbero accollarsi....una utopia....per tempi e soldi.

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ES

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Citazione di: gentlemen il 30 Gen 2017, 19:21
Ripeto, il vero problema non è tanto, x quanto importante e fondamentale, la delibera del Comune, ma la questione opere di pubblica utilità, che costano 5 volte, se non di più, lo stesso stadio e grattacieli, che i costruttori privati dovrebbero accollarsi....una utopia....per tempi e soldi.

Le opere pubbliche vincolano, scripta manent, solo lo stadio, non tutto il resto.

Questo, nelle fondamenta, il regalo lasciato da marino e la sua giunta a pallotta e parnasi.

Si riuscisse a bloccare sto scempio bisognerebbe, e io lo farei, applaudire alla coerenza di buona parte della base dei 5 stelle, senza ulteriori considerazioni politiche, quí ot.

E a Berdini, ovviamente, uno di noi.

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Citazione di: Rugiule il 30 Gen 2017, 18:41
OT
Non credo che la ragione della crisi del centrosinistra sia dovuta alle concessioni edilizie. I grillini l'hanno cavalcata insieme a molte altre situazioni che toccano la pancia dei cittadini, come la lega cavalca l'immigrazione, come la destra cavalca il giustizialismo, ma il centrosinistra deve guardarsi dentro e riparare i suoi molteplici errori senza cadere nell'errore di toccare a sua volta la pancia, ma il compito è arduo, la crisi riguarda i valori ed è strutturale, e i grillini non sono la soluzione.
EOT

Lo stadio delle merde e' materia locale .
La speculazione edilizia e' materia locale.

Certo che se decide il governo nazionale , all'elettore di milano , della speculazione dei padroni delle merde , gliene frega meno di niente .

Il vero problema , e la raggi (non il movimento M5S) ne e' la dimostrazione , e' che i palazzinari di tutto il mondo , comandano a piu' non posso , in tutto il famoso arco costituzionale .

Senza che quoti solo questa parte , QUI , la campagna elettorale e' stata centrata sulla destinazione d'uso di enormi (per la zona) aree industriali dismesse. Una in pieno centro . GNAM GNAM .

Vediamo se il nuovo sindaco tiene .

Se succede lo votero' alle prossime elezioni , altrimenti CIAO . 

Citazione di: ES il 30 Gen 2017, 20:12
Le opere pubbliche vincolano, scripta manent, solo lo stadio, non tutto il resto.

Questo, nelle fondamenta, il regalo lasciato da marino e la sua giunta a pallotta e parnasi.

Si riuscisse a bloccare sto scempio bisognerebbe, e io lo farei, applaudire alla coerenza di buona parte della base dei 5 stelle, senza ulteriori considerazioni politiche, quí ot.

E a Berdini, ovviamente, uno di noi.

Appunto .

Era questa la similitudine .

Non e' difficile .

E' veramente impossibile che parte (quanta) dei romani (non romanisti) abbia votato contro la speculazione delle olimpiadi ed in seconda battuta dello stadio ?




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Berdini scommette "Meno cemento o lo stadio non si farà" (La Repubblica - ed. romana)

L'assessore chiede 30 giorni di pausa per decidere ma i suoi uffici scrivono: "Impossibile a Tor di Valle"

LORENZO D'ALBERGO GIOVANNA VITALE
«STANTE quanto sopra, si ritiene che la conferenza dei servizi non possa concludersi con esito favorevole ». Pesa come un macigno la lettera arrivata ieri in Regione e all'Autorità di bacino del Tevere. Pesa al punto da mettere in fortissimo dubbio l'intero progetto dello Stadio della Roma. Non solo le torri di Liebeskind: anche il Colosseo bis nei sogni del presidente James Pallotta e del costruttore Luca Parnasi rischia di naufragare. Letteralmente: la missiva firmata da Anna Maria Graziano e da Fabio Pacciani, rispettivamente dirigente e ingegnere del dipartimento Urbanistica del Comune, parte con un dettagliato sunto della storia di Tor di Valle, area a rischio idrogeologico. La conclusione del ragionamento gela il club giallorosso: «È evidente che in tale condizione nessuna variante urbanistica comportante aumento del carico antropico sulle aree a rischio per fenomeni idraulici (tipo R3 e R4) potrà essere adottata da Roma Capitale ».
La traduzione è immediata: per i tecnici del Comune, l'area tra l'Eur e il Grande raccordo anulare è a rischio esondazione. Ed è escluso, allora, che il Campidoglio possa approvare qualsivoglia variante e consentire alla Roma di realizzare il suo nuovo tempio. Il ragionamento, ristretto in poche righe datate "30/01/2017", è stato consegnato anche all'assessorato all'Urbanistica, all'avvocatura capitolina e al segretariato generale. Non alla sindaca Virginia Raggi. Nemmeno al suo vice Luca Bergamo.
A informarli potrebbe essere stato l'assessore Paolo Berdini, capofila degli ortodossi anti-stadio e ieri sera in visita al Campidoglio: «Domani (oggi, ndr) in conferenza dei servizi chiederemo un rinvio, altri 30 giorni per chiudere questa storia. Non ce lo negheranno, siamo nel perimetro della legge».
Una frase ripetuta a più riprese anche ai consiglieri e al resto della giunta, ormai divisi in tre fazioni sulle sorti di Tor di Valle. Il primo team, composto dagli ortodossi del M5S, è pronto a bocciare una volta per tutto il progetto. Nessuna delibera, nessun impianto sportivo in una zona tanto delicata. Il secondo tifa per l'eliminazione delle tre torri disegnate da Daniel Liebeskind e per la realizzazione del solo stadio. Il terzo fronte, il più morbido, sarebbe invece disposto a venire incontro ai desiderata della coppia Pallotta-Parnasi, accettando un taglio del 20 per cento sulle cubature: via libera al nuovo catino dei romanisti solo a fronte di 200mila metri cubi di cemento in meno. «Se dovessi scommettere 10 euro? Punterei sulla prima o sulla seconda opzione. Lo stop totale? Non è escluso», spiegava ieri Berdini in aula Giulio Cesare, con tutta probabilità già al corrente della lettera inviata dagli uffici al suo assessorato e pronto a chiedere oggi la sospensione della conferenza dei servizi. Motivazione? Un nuovo controllo sugli atti che riguardano l'area di Tor di Valle.
Davanti allo stallo e a quel «no» che il Comune, dopo le Olimpiadi, sembra voler apporre anche sul dossier stadio al club e a Parnasi resterebbero poche alternative. Ricorso al Tar per chiedere la nomina di un commissario ad acta. Oppure l'appello ai poteri sostitutivi della presidenza del Consiglio per salvare il maxi-investimento a tinte giallorosse.


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Il Comune chiede un mese di stop: ma lavora al «no» (Gazzetta dello Sport - ed. romana)

Alessandro Catapano
ROMA
Un rinvio e un segnale chiaro d'indirizzo. Sul fronte nuovo stadio della Roma, il Comune si muove e lo fa in due modi diversi. Il primo atteso (la richiesta di proroga alla Conferenza dei Servizi che si riunirà oggi), il secondo non proprio, visto che l'assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, ieri ha fatto recapitare all'Autorità di Bacino per il Tevere (e per conoscenza anche alla Regione) una richiesta di rivedere il placet concesso per il nuovo impianto perché, secondo l'amministrazione, i parametri di valutazione adesso sono cambiati e i rischi di esondazione ci sono.

SPALLE AL MURO
Come si vede, una linea assai meno trattativista rispetto al recente passato, che come primo passo avrà il mese di stop chiesto e che la Regione concederà. Con l'auspicio, si augurano a via della Pisana, che poi il progetto stadio possa tagliare il traguardo. Non è per una questione di fiducia, però, che la Regione oggi darà il via libera alla richiesta del Comune. È più per una questione di responsabilità. Se la Giunta Raggi ha bisogno di altri trenta giorni per trovare una quadra sul dossier Tor di Valle, non sarà Zingaretti a mettersi di traverso. Il Governatore non vuole fornire alibi, se realmente i prossimi giorni serviranno a stabilire dove intervenire per ridurre le cubature del progetto, lasciandone inalterata la struttura portante. Tra un mese, la Regione si aspetta di trovare sul tavolo della Conferenza, non pareri legali o amministrativi, ma solo l'approvazione dell'assemblea capitolina alla variante urbanistica e il testo che prepari il patto di convenzione urbanistica, le due condizioni perché arrivi il via libera.

SCENARI
In pochi, però, sono pronti a scommetterci. Negli ultimi giorni, Virginia Raggi ha perso quella forza che le aveva consentito, prima di Natale, di dettare una linea più morbida ai suoi, impostata su un taglio di circa il 20% del business park. Ora, i rapporti di forza sembrano nuovamente cambiati, Berdini è tornato a ripetere che «lo stadio si farà solo entro i confini del piano regolatore », ben sapendo che a queste condizioni per Eurnova e Roma, non può esserci trattativa, ma solo uno sbocco possibile: rivolgersi al Governo e invocare un commissario «ad acta», poi procedere ad azioni legali contro il Comune. Uno scenario ancora difficile, ma non impossibile. Titoli di coda sul Codacons, che ha fatto richiesta urgente di partecipare alla Conferenza, pena richiesta al Tar di sospendere tutto l'iter.

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Stadio, di nuovo caos oggi si rischia l'addio (Corriere dello Sport)

Prima il Comune dice no, poi chiede lo slittamento della decisione

di Marco Evangelisti

Roma

A questo punto la proroga sarebbe il danno minore, anzi, una mezza manna. Perché, se vale qualcosa un atto ufficiale, un documento stilato e firmato negli uffici di un assessorato, la seduta della conferenza dei servizi in programma oggi può diventare in quattro e quattr'otto il tramonto del progetto del nuovo stadio della Roma. Una chiusura pura e semplice senza alcuna emissione dei permessi di costruzione, un no pronunciato in italiano che avrebbe conseguenze pesantissime sulle prospettive di sviluppo del club giallorosso. Senza essere apocalittici: la Roma parderebbe la migliore e più solida fonte di introito a cui affidare le prospettive future.

Sfibrante. Sui pensieri di James Pallotta e sugli scenari futuri eventualmente si rifletterà. Oggi possiamo solo registrare il colpo di scena, documentato su carta intestata di Roma Capitale, e il successivo affannoso riposizionamento di tutti i personaggi in commedia. Una mano non sa che cosa faccia l'altra. Almeno, è la sensazione che si ricava da questa parte del palcoscenico. La Roma ieri era convinta di essere di fronte a un altro mese di logorante attesa e sfibranti trattative. La giunta comunale aveva deciso di chiedere il prolungamento di trenta giorni della conferenza dei servizi, come la legge prevede nel caso occorrano tempi tecnici per il completamento di qualche atto o ulteriori chiarimenti.
Diciamo meglio: una parte della giunta aveva deciso di prendere tempo. Poi c'era da capire se il mese in più servisse a concludere positivamente la trattativa con la Roma e i costruttori sulla riduzione delle cubature (circa un milione di metri nel progetto originale) o a scovare un modo di dire no senza ritrovarsi in una causa da centinaia di milioni di euro.
Invece ieri mattina dagli uffici dell'assessorato all'urbanistica, cioè dai territori di competenza dello storico oppositore del progetto Paolo Berdini (il quale peraltro figura tra i destinatari: il testo è firmato da funzionari), è partita una lettera, che pubblichiamo qui accanto, con la quale il Comune chiede lo stop. Immediato, completo. E definitivo: perché se la conferenza dei servizi si chiude, poi non si riapre in questa configurazione. Si dovrebbe ripartire da zero, con un progetto nuovo, con altri cinque anni - o tre, farebbe lo stesso - di disegni, dibattiti, polemiche, signornò. Difficile che qualcuno ne abbia voglia.
Per esprimere questo parere negativo le unità operative dell'assessorato hanno sfruttato il vecchio argomento del rischio allagamenti. Che riguarda una parte della zona di Tor di Valle e che sarebbe eliminato proprio con i lavori previsti, a spese dei costruttori: la messa in sicurezza degli argini interessati rientra nei 440 milioni di opere pubbliche in preventivo.

Lo scoglio. Bene, allora è la fine. No, non ancora, ma per evitarla bisogna essere agili e brillanti. Perché dentro la giunta a guida Movimento 5 Stelle chi va in una direzione chi in un'altra, davanti a una Virginia Raggi oggi debolissima. Al mattino arriva la comunicazione, al pomeriggio il vicesindaco Luca Bergamo chiama in Regione per annunciare la richiesta di proroga della conferenza dei servizi. Sconcerto da una parte per la contraddizione, sconcerto dall'altra nel venire a sapere dell'iniziativa del dipartimento urbanistico. Il Comune poi rende pubblica la volontà di prolungare la conferenza. Ma di fronte a un atto ufficiale come la lettera di bocciatura del progetto la conferenza dei servizi non può che prendere atto e chiudere la pratica con un no. A meno che il Comune non trovi un escamotage attraverso il quale svuotare di significato quella lettera. Ieri sera hanno provato a retrocederla a semplice richiesta di approfondimento rivolta all'autorità di bacino del Tevere (altro destinatario). Linea complicata da sostenere, visto quanto è chiaro per una volta il burocratese usato nel documento. E la Regione, sempre più sconcertata, aspetta di capire. In bocca al lupo.


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 «Prima va eliminato ogni rischio»Corriere dello Sport

Il testo dell'Urbanistica sul pericolo «idraulico»

Ecco il passaggio chiave della comunicazione inviata dal dipartimento programmazione e attuazione urbanistica alla Regione Lazio.
«(...) Stante quanto sopra, si ritiene che la Conferenza dei Servizi non possa concludersi con esito favorevole, in considerazione del fatto che il provvedimento regionale di approvazione degli esiti della CdS, ai sensi dela L. 147/2013, art. 1, c. 304, lett. b), «... sostituisce ogni autorizzazione o permesso comunque denominato necessario alla realizzazione dell'opera...», quindi ha valore anche di permesso di costruire, autorizzazione commerciale ecc. Non potendo evidentemente tali titoli essere rilasciati fino alla dichiarazione di non pericolosità idraulica delle aree interessate che, come si ribadisce, non potrà intervenire prima della realizzazione delle opere di difesa e del relativo collaudo ed a seguito di specifica richiesta, da avanzarsi a cura della Regione Lazio, secondo la procedura ordinaria (non in deroga) prevista dall'art. 46, c. 5 delle NTA del PAI (norme di attuazione del piano per l'assetto idrogeologico, ndr).
«E' altresì evidente che, in tale condizione (carenza di dichiarazione di non pericolosità idraulica), nessuna variante urbanistica comportante aumento del carico antropico sulle aree a rischio per fenomeni idraulici di tipo R3 ed R4 (rischio elevato e grave, ndr) potrà essere adottata da Roma Capitale,
«Ciò ad ulteriore conferma, per la Regione Lazio, che l'adozione della variante urbanistica non può che conseguire al rilascio di tutti i pareri degli Uffici/Enti partecipanti alla Conferenza dei Servizi».
Firmato dal dirigente dell'unità operativa piano regolatore e dal direttore del dipartimento programmazione e attuazione urbanistica.





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