Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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La Roma e la città meritano rispetto basta acrobazie (Corriere dello Sport)

> di stefano barigelli <

Roma ha una grande pazienza, ma non infinita. In questi mesi di vuoto amministrativo gli unici segnali di una qualche vita politica sono stati prima il no secco alle Olimpiadi, dato senza neanche guardare il dossier. E poi sullo stadio della Roma c'è stata una girandola tale di opinioni, pareri, diktat, mediazioni, da ricavare spesso l'impressione che l'inesauribile campionario fosse il frutto di improvvisazione condita da una buona dose di dilettantismo. La delibera voluta da Marino assicura non solo un impianto ultramoderno alla Roma. Ma assicura anche alla città un numero rilevante di infrastrutture e concede importanti cubature edificabili, il che ha generato non poche polemiche. La delibera è stata votata a fine dicembre 2014. Ci sarebbe stato dunque tempo a sufficienza perché la Sindaca, Berdini, Frongia e i pentastellati tutti, si facessero un'idea precisa sull'argomento e soprattutto trovassero una sintesi politica. Invece no. Invece la giunta è spaccata da mesi tra possibilisti (Raggi e l'assessore allo sport ed ex vicesindaco Frongia) e contrari (l'assessore all'urbanistica Berdini) con pirotecniche annesse dichiarazioni agli antipodi. Ora basta.

Lo stadio è un'opera complessa che muove miliardi di euro. Merita rispetto e competenza. È accettabile, ovviamente, il dissenso motivato, ma non questo grottesco spettacolo. Ieri in poche ore è arrivato dal Comune un documento in cui si dava parere contrario all'opera e qualche ora dopo, sempre dal Comune, c'è stata una sostanziale correzione di rotta. Non si amministra così la Capitale. Roma è una cosa seria. L'As Roma è una cosa seria. Lo stadio è una cosa seria. Può generare posti di lavoro, ridare fiato a migliaia di famiglie piegate dalla crisi. Tutto è troppo serio, drammaticamente serio, per essere trattato con superficialità e approssimazione. Ma d'altronde la capacità di governo non è la qualità in cui è più versata questa giunta. Salvatore Romeo, il potentissimo capo della segreteria di Virginia Raggi, all'inaugurazione della Nuvola di Fuksas ha ammesso: «Noi non l'avremmo mai fatta». Non c'erano dubbi. Tuttavia a chiarire del tutto su quale attività sia più vocato Romeo è arrivata ieri la rivelazione dell'Espresso: ha infatti intestato una polizza vita da 30mila euro a Virginia Raggi, poco prima di essere promosso e ricevere dalla Raggi medesima un cospicuo aumento. Gli affari buoni per la città, no. Gli affari loro, sì.


DajeLazioMia

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Il primo paragrafo dell'articolo della colonna di destra è stato ritoccato 2-3 volte secondo me.
Ce lo potevano mettere un "quasi".

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Stadio Roma che bufera (Corriere dello Sport)

di Guido D'Ubaldo e Roberto Maida

ROMA

E' stata una giornata frenetica per il nuovo stadio della Roma, ricco di colpi di scena fino a tarda sera. Il pomeriggio si è aperto con la nota del Comune (che la Regione Lazio ha reso pubblica) che ha dato un parere «non favorevole» al progetto di Tor di Valle. Un no netto, chiarissimo, al quale al termine del documento vengono aggiunte quattro «condizioni per addivenire ad un parere favorevole». In sostanza la maggioranza del Campidoglio, in ansia in queste ore per le disavventure giudiziarie della sindaca Raggi (ieri interrogata per ore dai magistrati), è ancora disponibile a dare il via libera allo stadio della Roma, ma alle condizioni dettate dal Comune. 
Il parere unico di Roma Capitale in Conferenza dei Servizi può essere considerato un atto amministrativo e non politico. Il Comune ha posto condizioni rigidissime per procedere. E i proponenti hanno trenta giorni di tempo per rimodulare il progetto. Per fare questo è imminente un nuovo incontro dei proponenti con i vertici del Campidoglio. Potrebbe svolgersi già oggi - dipende dalla fittissima agenda della Raggi - che ha altri pensieri in queste ore. In sostanza, se non si troverà il punto d'incontro sulle cubature, con la conseguente variante del piano regolatore, lo stadio (almeno come è stato concepito in questo iter) non si farà. Se i proponenti non convinceranno la sindaca e l'assessore Berdini, sarà superato anche il documento di ieri. 

le rassicurazioni. In serata, quando erano già arrivate sul tavolo della Raggi le prime reazioni, il Comune con una nota ha corretto il tiro: «Sul progetto definitivo dello stadio della Roma c'è la volontà di andare avanti per analizzare il dossier. E' stata chiesta proprio per questo motivo la proroga di trenta giorni della Conferenza dei Servizi. Riserve sono state espresse sulla sicurezza stradale, veicolare e pedonale nella consapevolezza che ci sono trenta giorni per intervenire. C'è una lista di temi da affrontare nel periodo di sospensione; ci sono tutti i margini per concludere positivamente la procedura». Se i proponenti accetteranno tutte le condizioni il no può diventare sì, anche se i tempi sembrano obiettivamente molto stretti. Le rassicurazioni giunte dal Comune hanno tranquillizzato almeno in parte i proponenti: «Siamo fiduciosi, nessuno vuole rinunciare a un investimento da 1,6 miliardi di euro» filtra da Trigoria.

le criticità. L'accelerazione del Campidoglio, nonostante la rassicurazioni giunte in serata e le possibili dimissioni della Raggi (ipotesi circolata insistentemente a tarda sera), sembrano complicare l'iter di Tor di Valle. Anche perchè al parere non favorevole del Comune si è aggiunto anche il no della Città metropolitana, anch'essa guidata dall'esponente pentastellata. In un documento di 76 pagine si legge tra l'altro: «Il progetto definitivo risulta non idoneo per gli aspetti generali di seguito illustrati. Sono state rilevate numerose situazioni in cui non possono ritenersi garantite le condizioni di sicurezza della circolazione: tronchi di scambio troppo corti, parcheggi da cui si esce in curva, o con rischi di intasamento». Il parere riprende anche il rischio inondazioni, che il dipartimento dell'assessore Paolo Berdini aveva inviato due giorni fa all'Autorità di Bacino, prescrivendo «la ridefinizione del perimetro delle zone». Ma non è tutto. C'è un macrocapitolo su «carenza di funzionalità», con il quale il Campidoglio denuncia tra l'altro un capolinea troppo piccolo e la sottostima dei flussi di traffico. Infine mancherebbe troppa documentazione su viabilità, parcheggi e trasporti; nella parte commerciale mancano percorsi per i disabili; dal punto di vista ambientale servono approfondimenti «sull'impatto odorigeno passivo» di un vicino depuratore Acea. E resta il nodo delle cubature, ritenute troppo elevate rispetto alla pianificazione urbanistica. 
Insomma, secondo il Comune per «addivenire a un parere favorevole» bisognerebbe assicurare «adeguati livelli di sicurezza stradale, veicolare e pedonale e adeguati livelli di servizio delle infrastrutture stradali come rotonde, svincoli, rampe, uscite dei parcheggi». E per finire il Comune chiede di «completare la documentazione progettuale con le elaborazioni mancanti e colmare le carenze di contenuti, oltre che «ridefinire il perimetro delle zone soggette a rischi idraulici». Basterà un mese per rivedere tutto questo?


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Alti e bassi di una vicenda lunga cinque anni (Corriere dello Sport)

roma - La presidenza americana della Roma arriva con un progetto: la costruzione di un nuovo stadio. Ecco le tappe principali.

2012. A febbraio vengono completate le relazioni relative alle analisi dei siti da parte di Cushman&Wakefield. Gli specialisti consultati scelgono la zona di Tor di Valle tra ottanta possibili location, non solo perché il costruttore Luca Parnasi sta acquistando quel terreno, ma anche per varie ragioni logistiche.

2013. A gennaio il compito di disegnare l'impianto viene assegnato all'architetto statunitense Dan Meis, specializzato in opere sportive. Viene fuori una sorta di Colosseo destrutturato che non piace a tutti, ma mette comunque in moto le aspettative dei tifosi. A giugno diventa sindaco Ignazio Marino. Nel suo programma c'è proprio il rilancio del quadrante di Tor di Valle. La trattativa sulle infrastrutture da realizzare è lunga e dura, si rischia più volte di rompere, ma alla fine l'accordo è raggiunto.

2014. A marzo il plastico dello stadio viene svelato al Comune di Roma, mentre a dicembre l'Assemblea Capitolina delibera la dichiarazione di pubblico interesse per la Città di Roma.
2015. Cominciano le analisi geotecniche sul sito e andando avanti di ritardo in ritardo, viene presentato un piano definitivo che presenta però alcune lacune.

2016. Il responsabile Mark Pannes viene sostituito da David Ginsberg. Il 29 aprile avviene la presentazione dei disegni tecnici presso il Coni. A metà anno il progetto completo arriva finalmente in Comune, dove, nel frattempo, si è insediato un nuovo sindaco: Virginia Raggi. E' la terza amministrazione ad occuparsi della faccenda, dopo quelle di Alemanno e Marino. Purtroppo è anche quella che vede meno di buon occhio tutta la questione.


2017. Iniziano i lavori, ma ieri il Campidoglio ha inviato alla Regione Lazio il suo "parere unico" sul maxi-progetto di Tor di Valle: sembra un netto no, nero su bianco. In serata arrivano però altri messaggi: «C'è la volontà di andare avanti, per questo abbiamo chiesto una proroga di 30 giorni. Ma esiste una lista di temi da affrontare». Il Comune, insomma, pone delle condizioni per trasformare il no in un sì. La Roma dimostra ancora ottimismo: «Il progetto non è stato bocciato, c'è la volontà di andare avanti». 


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«La roma ha fiducia» (Corriere dello Sport)

Pallotta: «Il Comune non ha detto no al progetto» Ma la società giallorossa comincia a spazientirsi

di Guido D'Ubaldo e Roberto Maida

ROMA

«Cosa è successo? Non hanno mica detto no». James Pallotta minimizza, dall'altra parte dell'oceano. In questo momento di confusione politica e di attese spasmodiche il presidente della Roma resta lucido, forte delle proprie posizioni. Non perde il controllo in sede istituzionale e ancora meno in ambito mediatico. In costante contatto con i referenti di Trigoria, Pallotta ha accolto con serenità gli sviluppi documentati dalla Regione Lazio sull'avanzamento del dossier stadio. «Il Comune ha soltanto chiesto i 30 giorni di sospensione della conferenza dei servizi, come era legittimo che facesse» spiega Pallotta, che evidentemente non ha perso le speranze di aprire il cantiere di Tor di Valle nei tempi previsti, cioè entro l'estate. Non sarebbe cambiato nulla, secondo lui, rispetto a tre giorni fa, quando lo stop aveva frenato ma non annullato l'iter.
SILENZIO. Bocche chiuse, o quasi, anche negli uffici di Trigoria, dove nessuno ha dato seguito alle minacce di causa risarcitoria manifestate mesi fa. Adesso è il tempo della realpolitik, di una diplomazia che mira al raggiungimento dell'obiettivo più che alla rivendicazione di un diritto. Mentre il 15 giugno scorso Mauro Baldissoni, da avvocato prima che da dirigente della Roma, ricordava pubblicamente alla giunta Raggi che «se fermano il progetto dello stadio, si assumono il rischio di una causa per centinaia di milioni di euro», ieri la società ha preferito muoversi attraverso i canali riservati, ottenendo la precisazione arrivata in serata dal Campidoglio. Un'iniezione di fiducia, almeno sul piano formale, per il piano Pallotta, che dal primo giorno ha indicato la realizzazione dello stadio come il core business, la condizione necessaria alla crescita internazionale del club.

IL COSTRUTTORE.E così in serata da fonti vicine ai proponenti, quindi la Roma e il proprietario del terreno di Tor di Valle Luca Parnasi, è stata espressa una posizione ottimistica: «C'è fiducia verso le istituzioni coinvolte nel processo decisionale», quindi sostanzialmente il Comune, dal momento che la Regione in questa vicenda è semplicemente garante di trasparenza e regolarità procedurali. Le istituzioni stesse «non vorranno lasciarsi sfuggire un'opportunità che prevede un investimento destinato alla città che ammonta a oltre 1,6 miliardi di euro. Il parere unico sul progetto, inviato oggi da Roma Capitale alla Regione Lazio è un documento di natura amministrativa e non costituisce posizione politica». Questo, secondo Pallotta, è il nodo fondamentale. «Tale atto - osservano ancora le fonti - sebbene sia scritto in maniera che ingenera dubbi, riporta solo minime richieste di modifica che i proponenti potranno adempiere facilmente, in modo da ottenere un parere favorevole e quindi procedere con l'approvazione del progetto».

UMORI. Ma al di là delle comunicazioni che filtrano, la Roma è spazientita per un unico vero motivo: la mancanza di continuità nei rapporti con gli interlocutori del Comune. A Trigoria vorrebbero più facilità di accesso al confronto e al dibattito, per accelerare i tempi e ridurre i rischi di incomprensione. Invece l'atteggiamento del sindaco, Virginia Raggi, e l'instabilità politica del Movimento 5Stelle, in tante faccende affaccendato, hanno reso problematici i rapporti. Con ricadute negative sulla fattibilità dello stadio da sogno che i tifosi della Roma aspettano da decenni.

SCENARIO. L'impressione è che per il momento da Trigoria non sfodereranno le armi, mantenendo pacatezza. Ma per quanto si può mantenere la calma in una situazione di stallo? In una storia di soldi, più che ideologica, ogni soluzione è aperta.


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La presunta marcia indietro su una delibera pubblicata ancora non l'avevo mai sentita. Er Magliaro sta col cappello in mano me sa

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surg

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 03 Feb 2017, 07:23
«La roma ha fiducia» (Corriere dello Sport)

Pallotta: «Il Comune non ha detto no al progetto» Ma la società giallorossa comincia a spazientirsi

di Guido D'Ubaldo e Roberto Maida


Si sono spazientiti.
Mo so' cavoli amari

FatDanny

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Citazione di: pan il 02 Feb 2017, 19:36
io ero una di quelle deluse da Paolo Berdini, non ne ricordo molti altri qui. quindi IO dovrei fare mea culpa.
certo. io.
non quelli che per mesi e mesi hanno esaltato o sono stati possibilisti con il 5s e poi, improvvisamente, un giorno, triplo salto carpiato, memoria breve imbarazzante, criticano in maniera netta la loro politica a Roma e nazionale, così.. d'emblée.
non mi pare che gli altri abbiano chiesto mea culpa ai sopracitati soggetti.

io non mi riferivo principalmente a te.
E no, io non ho fatto nessun salto carpiato.

La politica è terra di possibilità per chi la fa. Anche perchè per anni si è proposto di verificare tale possibilità con alleanze ridicole di centrosinistra (ulivi e altre piante tossiche di vario tipo), figuriamoci se non era ammissibile sfidare i 5stelle a mettere in campo un'alternativa.
Quelli dei ds-pd so' più meritevoli per lignaggio?

Si sondano possibilità, si verificano e si esprime un giudizio. L'imporante è che poi quel giudizio sia franco e sincero, non si nasconda dietro ad un dito.
Questa è politica. Altrimenti è solo affermazione di identità, cosa che mi interessa ben poco.

Per altro proprio questa dello stadio di tor di valle è la prova provata di come chi criticava lo facesse a prescindere e non perché ci vedesse davvero lungo o avesse capito qualcosa. Tanto da aver sbagliato in questo caso. Da qui il mea culpa necessario da parte di chi si diceva CERTO fosse solo propaganda quella di Berdini.

Scommetti che se mi metto a guardare Federer e ad ogni colpo dico "tanto sbaglia, tanto sbaglia, tanto sbaglia" almeno 2 volte su 10 ci azzecco?
Questo non fa di me un acuto e competente commentatore di tennis.
E per giunta federer è un campione, i 5stelle sicuramente no, quindi il giochino era ancora più facile.

Di conseguenza, fly down, che il giochino dei mesi scorsi non fa di orologi rotti fini analisti politici.

SSL

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Comunque l'Italia sta diventando un paese sempre più di norme e divieti da un lato e di ricerca ossessiva della speculazione dall'altro. Questo porterà ad un immobilismo fatale.
Io credo che di riffa o di raffa riusciranno comunque nell'intento, magari speculando molto meno.
Lo stadio di proprietà è diventata una cosa imprescindibile.
A Londra sono inseriti tra un palazzo e l'altro, senza torri e grattacieli di contorno.
Ne vorrei uno anche per la Lazio, per questo non sarei così contrario alla costruzione della fogna per le merde.

vaz

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devono morire male, insieme a roma città.

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novantatreesimo

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QUANDO sulle scrivanie del dipartimento urbanistica e mobilità della Regione Lazio sono arrivate ieri le sei pagine con cui il Comune esprimeva parere "non favorevole" allo stadio della Roma a tanti s'è gelato il sangue. Il presidente Pallotta sapeva bene che quel parere non rappresenta altro che un passo nella trattativa in corso tra il club giallorosso e la giunta Raggi, ma il terrore che ha colto la città racconta bene la centralità del progetto stadio nei piani futuri della Roma americana

a matteo pinci della repubblica di rigoria te posso toccà?

colosseo2000

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La cosa paradossale, ascoltando di striscio una radio merdica (anzi di sgommata parlando di loro), ė stato ascoltare  la pretesa che il comune dovrebbe modificare il piano regolatore al progetto e non viceversa

BomberMax

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sentiteve marione, sta attaccando il carrozzone pro-stadio

arturo

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BomberMax

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Citazione di: arturo il 03 Feb 2017, 10:38
:o


giuro, argomentando con i temi  che piu' o meno stiamo trattando noi, commentando come noi l'appecoronamento  dei giornali per il trionfo finale e la costruzione dello stadio del padrone delle mmerde

bak

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Semplice, in vista elettorale la saldatura 5S-FdI-Salvini lo fa pendere da quella parte.
E magari gli stanno sul cazzo pure Parnasi e Pallotta.

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pan

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Citazione di: FatDanny il 03 Feb 2017, 08:44
io non mi riferivo principalmente a te.
E no, io non ho fatto nessun salto carpiato.

La politica è terra di possibilità per chi la fa. Anche perchè per anni si è proposto di verificare tale possibilità con alleanze ridicole di centrosinistra (ulivi e altre piante tossiche di vario tipo), figuriamoci se non era ammissibile sfidare i 5stelle a mettere in campo un'alternativa.


Si sondano possibilità, si verificano e si esprime un giudizio. L'imporante è che poi quel giudizio sia franco e sincero, non si nasconda dietro ad un dito.
Questa è politica. Altrimenti è solo affermazione di identità, cosa che mi interessa ben poco.

Per altro proprio questa dello stadio di tor di valle è la prova provata di come chi criticava lo facesse a prescindere e non perché ci vedesse davvero lungo o avesse capito qualcosa. Tanto da aver sbagliato in questo caso. Da qui il mea culpa necessario da parte di chi si diceva CERTO fosse solo propaganda quella di Berdini.

Scommetti che se mi metto a guardare Federer e ad ogni colpo dico "tanto sbaglia, tanto sbaglia, tanto sbaglia" almeno 2 volte su 10 ci azzecco?
Questo non fa di me un acuto e competente commentatore di tennis.
E per giunta federer è un campione, i 5stelle sicuramente no, quindi il giochino era ancora più facile.

Di conseguenza, fly down, che il giochino dei mesi scorsi non fa di orologi rotti fini analisti politici.

fly down? ti ricordo che sei tu che hai esordito che chi aveva preso una toppa su Berdini doveva fa mea culpa da queste pagine, NON io o altri critici dei pentastellati che, invece, non mi pare si siano permessi da queste pagine di rivolgere, dopo le imbarazzanti vicende capitoline, dopo mesi di politica squallida,  lo stesso invito a chi aveva toppato. quindi fly down a chi?

è assurdo e anche imbarazzante leggere come le tue disamine politiche siano corrette e franche, oggi scopro anche aperte al possibilismo, mentre quelle degli altri utenti, in questo caso oppositori della prima ora dei 5 stelle, sono unicamente frutto di affermazione d'identità, critiche a prescindere (quindi qualunquiste), propalatori di giochini, ah.. sì dimenticavo il pezzo forte.. tutti del pd ovviamente, anche quando non lo sono fanno finta e lo sono lo stesso, quindi le loro disamine politiche perdono valore, sono state casuali e se c'azzeccano è unicamente perché anche un orologio rotto due volte al giorno segna l'ora esatta. .
della serie, se c'azzecchi te critico lo stesso perché tanto avevi scelto federer da votare.
bene.
ora capisco perché le penne più interessanti o le menti più brillanti da argomenti, temi, ad una certa se ne vanno ( o nun ce vengono proprio). il tuo, è un giochino. tra l'altro pure pericoloso, perché magari chi legge dall'inizio un topic si fa una idea, ma chi entra in corso d'opera e legge i tuoi post ed i tuoi giudizi sulle idee degli altri utenti utenti, perché non dovrebbe crederti?

Precisione

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Malagò: Stadio Roma? Mi auguro non finisca come candidatura olimpica

"Similitudini fra la vicenda candidatura olimpica per il 2024 e quella dello Stadio della Roma? No, e mi auguro che non ci sia lo stesso risultato finale". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando a margine della presentazione del Planning 2017 della Scuola dello Sport. "Sapete perfettamente che noi non abbiamo mai potuto spiegare il nostro dossier nel dettaglio perché non c'è mai stato un incontro - dice ancora - con noi da parte del Campidoglio c'è sempre stato un rifiuto netto qui c'è dialogo e confronto poi gli aspetti tecnici non posso certo valutarli io". Riguardo la posizione del Comitato Olimpico, il numero uno dello sport italiano spiega. "Siamo tifosi che si possa fare lo Stadio della Roma come della Lazio. Ieri sera sembrava che la cosa fosse tramontata poi mi sembra di capire che ci sia ancora una partita da giocare. Ogni persona è in grado di giudicare gli aspetti di questa telenovela".

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