Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Precisione

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CALCIO: STADIO ROMA, MARTEDÌ INCONTRO CAMPIDOGLIO-CLUB

E' fissato per martedi' prossimo, 7 febbraio, un incontro tra Roma Capitale e A.S. Roma per discutere del progetto definitivo dello stadio della Roma. Lo rende noto il Campidoglio. "Nel periodo di sospensione della Conferenza dei servizi - si legge nella nota - si approfondiranno i temi illustrati nel parere. Come gia' ribadito ieri, ci sono tutti i margini per concludere positivamente la procedura".
























mazzok

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Citazione di: kelly slater il 03 Feb 2017, 19:26
Giornalisti che la sanno lunga : Giovanna Vitale
Pare che gli abbia anche raccomandato di evitare luoghi isolati e poco illuminati ...

ES

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Comunqe, fra, io un cosa del genere non solo non l'ho mai vista, ma nemmeno studiata.

Il tripolo riomma - Partito Demoniaco  - cartelli economici - ci rende uno spettacolo talmente puro da rimanerne drogati.

Venissi da Marte, applaudirei, veramente.

Ci rendiamo conto che si sono comprati tutti i media ad eccezione del merdaggero e del fatto? Tutti, giornalisti un esercito, tutte le tv, tutti i giornali.
Una dimostrazione di forza che i Corleone erano bimbetti a cui rubare le caramelle.

Questi se eravamo nel 1940 la guerra la vincevano in un soffio , uno spettacolo, veramente, ad essere disinteressati.

E cmq Berdini uno di noi.
Tieni duro, no pasaran. 8)

NEMICOn.1

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Citazione di: Precisione il 03 Feb 2017, 19:31
CALCIO: STADIO ROMA, MARTEDÌ INCONTRO CAMPIDOGLIO-CLUB

E' fissato per martedi' prossimo, 7 febbraio, un incontro tra Roma Capitale e A.S. Roma per discutere del progetto definitivo dello stadio della Roma. Lo rende noto il Campidoglio. "Nel periodo di sospensione della Conferenza dei servizi - si legge nella nota - si approfondiranno i temi illustrati nel parere. Come gia' ribadito ieri, ci sono tutti i margini per concludere positivamente la procedura".

Praticamente il Comune ha messo i cani con le spalle al muro , dicendogli noi siamo disponibili a farvi fare lo stadio , ora decidete voi .

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ES

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Citazione di: NEMICOn.1 il 03 Feb 2017, 21:09
Praticamente il Comune ha messo i cani con le spalle al muro , dicendogli noi siamo disponibili a farvi fare lo stadio , ora decidete voi .

Dunque, la situazione è questa.

I 5stelle, in larghissima maggioranza, le torri non le vogliono.
Esiste questo pericolo, reale, di una richiesta risarcimento, in caso di diniego alla variante prg ( molto piccolo).

Quello che provano a fare è dare loro un mese di tempo per sistemare tutte le lacune, minuziosamente cercate al capello.
Metodo onesto, perfettamente nella norma.
Sanno che è praticamente impossibile riescano a risolvere, integrare, il tutto, in questo lasso di tempo.
In questa maniera si evita di andare in aula a votare ( no) alla variante prg.
Il dissenso al progetto è tecnico, non politico, e dal punto di vista tecnico sono già molto chiari, le integrazioni sono da ritenersi utili entro il prg vigente.
Dal punto di vista politico è tutto più complesso, e loro cercano di arrivare a non essere costretti a dire no alla variante.

A me sembra tutto molto chiaro.

migdan

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CitazioneDunque, la situazione è questa.

I 5stelle, in larghissima maggioranza, le torri non le vogliono.
Esiste questo pericolo, reale, di una richiesta risarcimento, in caso di diniego alla variante prg ( molto piccolo).

Quello che provano a fare è dare loro un mese di tempo per sistemare tutte le lacune, minuziosamente cercate al capello.
Metodo onesto, perfettamente nella norma.
Sanno che è praticamente impossibile riescano a risolvere, integrare, il tutto, in questo lasso di tempo.
In questa maniera si evita di andare in aula a votare ( no) alla variante prg.
Il dissenso al progetto è tecnico, non politico, e dal punto di vista tecnico sono già molto chiari, le integrazioni sono da ritenersi utili entro il prg vigente.
Dal punto di vista politico è tutto più complesso, e loro cercano di arrivare a non essere costretti a dire no alla variante.
A me sembra tutto molto chiaro.

Accidenti quanto scrivi bene, complimenti. Ragionamento conciso e inappuntabile.

ES

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Citazione di: migdan il 03 Feb 2017, 21:24
Accidenti quanto scrivi bene, complimenti. Ragionamento conciso e inappuntabile.

Può darsi pure non c'ho capito un caxxo, eh! Ma quel pdf a questo mi fa pensare  :beer:

migdan

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Devo fare i complimenti a Berdini &c. per come si sono mossi in un ginepraio senza precedenti nella mia memoria: hanno fatto parlare e straparlare i Magliaro di turno, e piazzato la stoccata nel modo e nel momento giusti.

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Precisione

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Stadio Roma: Berdini, martedì confronto collaborativo

"Martedì ci sarà l'incontro con l'As Roma, sarà un'occasione per confrontarsi in un clima sereno e collaborativo per il progetto definitivo dello Stadio di Tor di Valle". E' quanto afferma Paolo Berdini, assessore all'Urbanistica di Roma.

Stadio Roma: proponenti, fiduciosi in incontro Comune

"Partecipiamo con fiducia a questo nuovo incontro con il Comune, nella convinzione di una rapida approvazione del progetto Stadio della Roma - Tor Di Valle entro i termini di legge e nell'ambito della procedura legata alla Conferenza dei Servizi che si sta avviando a conclusione". Così in una nota i proponenti la nuova struttura sportiva.

NEMICOn.1

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Citazione di: ES il 03 Feb 2017, 21:20

A me sembra tutto molto chiaro.

Ma anche per me ormai è tutto chiaro e lo sono ancora di piu queste ultime dichiarazioni .
Con "mettere i cani con le spalle al muro" , intendevo che visto che i Magliaro e company vogliono far passare i 5stelle come quelli non vogliono fargli costruire lo stadio , invece ,loro specificano che il parere negativo può trasformarsi in parere positivo se ci saranno le modifiche richieste ; in poche parole il povero Pallotta adesso deve scoprire le sue vere intenzioni se costruire lo stadio o altro con lo stadio come contorno .
Nel primo caso non ci saranno problemi , se invece come penso , Pallotta preferisce altro se la  prende in quel posto ma a questo punto sarà sgamato  dai suoi stessi tifosi (vabbè che so cerebrolesi ) .

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Stadio Roma Berdini: "L'hanno presa sui denti" L'ira di Zingaretti (La Repubblica, Cronaca di Roma, 4 febbraio 2017)
Il governatore: "Non si può chiedere la proroga e poi dare parere negativo"
LORENZO D'ALBERGO MATTEO PINCI

Quando il presidente della Regione definisce il parere negativo del Comune sullo Stadio della Roma "uno sgarbo", non sa ancora che non resterà l'unico. Soltanto qualche ora più tardi l'assessore Berdini approfitta dell'assemblea per presentare la proposta di legge M5S sull'auto recupero di immobili abbandonati per rincarare la dose: «Il "no" del Campidoglio al progetto stadio? Non faremo sconti a nessuno, l'hanno presa sui denti, questa città va rispettata ». A "prenderla sui denti", per l'urbanista della giunta Raggi, sono la Roma e Parnasi, i proponenti del progetto su Tor di Valle: a loro l'uscita avrà mandato di traverso la soddisfazione per l'annuncio di un nuovo incontro con il Campidoglio fissato per martedì. Quasi una nuova chiusura, proprio nel giorno in cui Parigi, Budapest e Los Angeles spedivano al Cio il nuovo dossier per la candidatura olimpica al 2024, aumentando i rimpianti romani per il "no" dei Cinquestelle.
L'altalena di umori, passata dal parere "non favorevole" al comunicato invece possibilista, fino allo schiaffo di ieri, sembra piacere decisamente poco al presidente Zingaretti, che s'è detto «colpito e purtroppo anche preoccupato da quello che si può anche raccontare come uno sgarbo, non istituzionale ma al sistema. Contano gli atti amministrativi, non le conferenze stampa: ma se si chiede la proroga di 30 giorni della conferenza dei servizi e la mattina dopo si dà parere negativo al progetto, mi riesce difficile comprendere ciò che sta avvenendo».
Anche a Trigoria faticano a capire quale sia l'orientamento del comune, visto che a parole la giunta s'è sempre mostrata favorevole alla discussione del progetto, ma che il documento inviato in Regione giovedì seguiva le note sul "rischio inondazione", poi smentite dall'Autorità di bacino. Tra il presidente giallorosso Pallotta e il tandem Raggi-Berdini è aperto un tavolo di trattativa per ridurre le cubature in funzione di una revisione al ribasso delle opere pubbliche necessarie, per venire incontro alle esigenze avanzate dalla giunta. Il club e Parnasi durante l'ultimo colloquio in Campidoglio avevano formulato una proposta scritta di revisione del progetto e dei metri cubi di uffici previsti dal progetto originario (circa il 20 percento in meno). Proposta a cui però non ha ancora fatto seguito una risposta: non esattamente un atteggiamento collaborativo, per la società di Trigoria. Magari il meeting di martedì in Campidoglio tra i proponenti e la sindaca può essere l'occasione giusta per una controproposta ai Cinquestelle.

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E i tifosi si mobilitano "Pronti a manifestare contro quel no" (La Repubblica, Cronaca di Roma, 4 febbraio 2017)

Quando cittadino fa rima con tifoso, l'indignazione per un "no" fa ancora più rumore. E la giunta Raggi – contraria all o stadio a Tor di Valle – è diventata davvero impopolare agli occhi dei romanisti.
«Mi sono pentito di aver votato M5S» una delle voci colorate di giallorosso che hanno ieri sommerso di commenti le dirette radiofoniche di palinsesti dedicati alla Roma. «Cosa succederà se non faranno realizzare lo stadio a Pallotta? Gli americani andranno via?» si interrogano a Teleradiostereo, per una preoccupazione latente, che avvolge anche parecchi commenti su Retesport. Della serie "Non è possibile che il futuro della società americana sia strettamente legato solo al progetto stadio". E ancora, su Centrosuonosport, c'è chi chiama per domandare «ma la Raggi sa solamente bocciare tutte le iniziative legate allo sport?», con un evidente riferimento al "no" emesso anche per la candidatura della capitale alle Olimpiadi. «A nome di oltre 85mila tesserati, sollecitiamo la realizzazione dello stadio – fa sapere in un comunicato l'Utr (Unione tifosi romanisti) – appoggiando tutte le iniziative finalizzate a tale obiettivo ». Pronti a mobilitarsi, quindi, per trasformare in realtà l'impianto della discordia.
(francesca ferrazza)

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«Modifiche, non c'è più tempo» Tor di Valle, dubbi dei tecnici (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 4 Febbraio 2017)
IL CASO

Cassato dal Comune di Roma nel parere spedito due giorni fa alla Regione, per il progetto del nuovo stadio a Tor di Valle è scattato il countdown che porta alla seduta finale della conferenza dei servizi: il 3 marzo l'organismo convocato dalla Pisana dovrà decidere se bocciare o approvare l'operazione immobiliare sognata da James Pallotta e dal costruttore Luca Parnasi. E il fattore tempo, a questo punto, diventa decisivo. Perché sia il Campidoglio che la Città metropolitana hanno depositato due documenti che stroncano in modo molto netto il progetto, indicando una sfilza di correzioni che dovrebbero essere apportate in meno di un mese dai privati, per riuscire a tramutare la bocciatura in un via libera.
TEMPI STRETTI
Ma il tempo a disposizione dei proponenti, come detto, è agli sgoccioli: il Campidoglio, il 31 gennaio, ha già strappato una proroga di 30 giorni della conferenza e la legge non consente altri rinvii. Agli atti poi vanno consegnati i progetti definitivi di tutte le modifiche - non basta un semplice studio di fattibilità. Ecco perché, nonostante l'ottimismo che trapelava giovedì da ambienti vicini a Pallotta, oggi la strada per far sopravvivere il progetto Tor di Valle sembra strettissima, come conferma anche l'Ordine degli ingegneri di Roma. «Le problematiche evidenziate dal Comune di Roma sono rilevanti e da approfondire», sottolinea la presidente dell'ordine, Carla Cappiello. «Si tratta di aspetti tecnicamente affrontabili - aggiunge - Nell'arco di trenta giorni si potrebbero presentare proposte adeguate, soprattutto in tema di trasporti e viabilità. Ma un tempo molto più lungo, trovata la soluzione, sarebbe poi da dedicare alla progettazione, che non potrebbe esaurirsi da qui alla Conferenza dei Servizi del 3 marzo».
Insomma, ammesso che i progettisti ingaggiati dai privati riescano a colmare tutte le lacune indicate da Comune e Città metropolitana, secondo gli esperti dell'Ordine degli ingegneri sarebbe impossibile riuscire a consegnare in tempo gli elaborati definitivi, che pretendono un livello di dettagli estremamente sviluppato. E le modifiche da apportare sono tante. Come hanno scritto i tecnici del Comune, il progetto ad oggi non garantisce «le condizioni di sicurezza stradale», ci sono «parcheggi in curva» e «un'eccessiva concentrazione di varchi sulle rotatorie»; insomma tutta la viabilità sarebbe da ridisegnare per evitare che la circolazione sul Raccordo vada in tilt. Una sequela di «carenze funzionali» è stata individuata nel piano trasporti, considerato «non adeguato» dal dipartimento Mobilità, a partire dal capolinea della Roma-Lido che è troppo piccolo. Poi c'è il pericolo di inondazioni considerato che l'area di Tor di Valle è stata classificata al massimo rischio idrogeologico, tanto che lo stesso Campidoglio ha imposto ai privati di «ridefinirla» se vogliono sperare che la procedura vada avanti. Resta poi il tema delle cubature spropositate, che superano di due terzi i limiti del Piano regolatore e che verrebbero destinate per l'86% a opere che con lo sport non c'entrano nulla: alberghi, uffici, negozi e ristoranti. Proprio attorno alle cubature record ruota la discussione i tra i Cinquestelle romani.
IL GOVERNATORE
Contro il Comune ieri ha parlato il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, prendendosela con il parere non favorevole espresso da Roma Capitale solo 24 ore dopo avere chiesto una proroga alla conferenza dei servizi. «Sono rimasto colpito, questo gesto si può anche raccontare come uno sgarbo, non istituzionale, ma al sistema. Quando si protocollano giudizi di questo tipo, e in maniera del tutto inaspettata data la richiesta di sospensione - ha aggiunto Zingaretti - è evidente che siamo in un campo in cui mi riesce difficile comprendere ciò che sta avvenendo». Secondo Zingaretti, la Conferenza ora «deve acquisire tutti i pareri, ma non sulla base delle intenzioni e degli auspici, ma sulla base degli atti amministrativi».
Lorenzo De Cicco

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Berdini: «Lo stadio? L'hanno presa sui denti» (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 4 febbraio 2017)
LA TRATTATIVA

Nelle stesse ore in cui l'assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, raccontava ai militanti M5S che i privati «stavolta l'hanno presa sui denti», dopo il parere negativo sfornato dal Campidoglio su Tor di Valle, da Palazzo Senatorio diffondevano una nota stampa per annunciare che «martedì prossimo, il 7 febbraio, si terrà un incontro tra Roma Capitale e A.S. Roma per discutere del progetto stadio». Con tanto di chiosa possibilista: «Ci sono tutti i margini per concludere positivamente la procedura».
«NIENTE SCONTI»
Decisamente poco possibilista sulla riuscita dell'operazione è Berdini. Che a un incontro con gli attivisti grillini alla Garbatella è stato molto netto: «Questa vicenda l'hanno presa sui denti. Non faremo sconti a nessuno, questa città va rispettata». Il responsabile dell'Urbanistica ha fatto capire che il Comune non è disposto a varare «nessuna variante» per autorizzare l'operazione. Confermando la linea «stadista» di una parte dei Cinquestelle romani, quelli disposti ad avallare il progetto solo in presenza di una corposa sforbiciata alle cubature: un taglio di oltre il 60% che salverebbe solo lo stadio e poco altro e che rispetterebbe i vincoli del Piano regolatore generale, senza bisogno di varianti. Ma è una cordata che ancora non ha trovato un accordo con le altre frange del gruppo pentastellato in Aula Giulio Cesare. Cioè con i «turbo-stadisti», un contingente piuttosto esiguo che vorrebbe fare lo stadio senza modificare più di tanto i metri cubi per le opere private, e soprattutto con gli ortodossi del M5S, contrari senza se e senza ma a Tor di Valle, per rispettare la linea del «No alla speculazione» sbandierata prima sui banchi dell'opposizione, durante la consiliatura Marino, e poi per tutta la campagna elettorale.
LE CONTRADDIZIONI
Il contrasto tra le parole di Berdini e il comunicato del Campidoglio svela proprio le contraddizioni della maggioranza pentastellata, che non ha ancora trovato la quadra al suo interno. Anche se il tempo per cercare un accordo «politico» con i proponenti è quasi scaduto.
L. De Cic.

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Nuovo stadio Roma. I giorni della verità (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 4 Febbraio 2017)
Un altro confronto caldo tra Regione, Comune e società. Berdini: «Non c'è nessuna variante». Zingaretti preoccupato
Chiara Zucchelli
ROMA

Regione, Comune e stadio della Roma, altra giornata calda. Che tra Regione e il Campidoglio, in merito al progetto di Tor di Valle, i rapporti non fossero distesi era cosa nota, ma dopo le parole del presidente Zingaretti è ancora più evidente: «Sono colpito e preoccupato da quello che si può raccontare come uno sgarbo, non istituzionale, ma al sistema: chiedere la proroga di 30 giorni della Conferenza dei servizi e la mattina dopo dare parere negativo al progetto». Il giorno dopo il parere negativo da parte del Campidoglio, la risposta che arriva dal Governatore del Lazio è dura ma evidenzia come la Regione rimandi al Comune: «Quando si protocollano giudizi di quel tipo, in maniera inaspettata data la richiesta di sospensione, è evidente che siamo in un campo in cui mi riesce difficile capire ciò che sta avvenendo».

BERDINI E LA VARIANTE Zingaretti parla nel primo pomeriggio, risposte dal Campidoglio non arrivano, ma in serata ecco poche parole, ma fondamentali, dell'Assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini. «Non c'è nessuna variante », dice. Una frase che ribadisce il pensiero di Berdini su tutto il progetto e dovrebbe preoccupare i proponenti, visto che la modifica al Piano Regolatore è una condizione essenziale per accettare il progetto così come presentato.

MALAGÒ E LE FIRME In attesa di vedere cosa succederà entro il 3 marzo, quando si chiuderà la Conferenza dei Servizi, chi si augura che l'iter vada in porto è il presidente del Coni, Malagò: «Tifiamo affinché si possa fare lo stadio della Roma, così come quello della Lazio. Sembrava che la cosa fosse tramontata, ma mi pare che ci sia ancora una partita da giocare. Ogni persona è in grado di giudicare gli aspetti della telenovela. Similitudini con i Giochi Olimpici? Speriamo di no». Lo sperano i tifosi della Roma, meno Fabio Fucci, vice sindaco pentastellato della Città metropolitana di Roma, che lancia la soluzione: «Abbiamo individuato 5 aree sulle quali è possibile lavorare per superare queste criticità». Non saranno d'accordo gli abitanti di Tor di Valle, che oggi si riuniranno alle 11.30 al Roma Club Testaccio per il lancio della raccolta firme in favore del progetto, per ora con più di 1200 sostenitori. Chissà se servirà viste anche le parole del consigliere comunale del Pd Michela Di Biase: «È probabile che a queste condizioni lo stadio non si farà». Intanto è fissato per martedì 7 un incontro in Campidoglio tra Roma Capitale e A.S. Roma.«Partecipiamo con fiducia a questo nuovo incontro nella convinzione di una rapida approvazione del progetto Stadio entro i termini di legge e nell'ambito della procedura legata alla Conferenza dei Servizi che si sta avviando a conclusione», dicono i proponenti.

galafro

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Citazione di: ES il 03 Feb 2017, 21:20
Dunque, la situazione è questa.

I 5stelle, in larghissima maggioranza, le torri non le vogliono.
Esiste questo pericolo, reale, di una richiesta risarcimento, in caso di diniego alla variante prg ( molto piccolo).

Quello che provano a fare è dare loro un mese di tempo per sistemare tutte le lacune, minuziosamente cercate al capello.
Metodo onesto, perfettamente nella norma.
Sanno che è praticamente impossibile riescano a risolvere, integrare, il tutto, in questo lasso di tempo.
In questa maniera si evita di andare in aula a votare ( no) alla variante prg.
Il dissenso al progetto è tecnico, non politico, e dal punto di vista tecnico sono già molto chiari, le integrazioni sono da ritenersi utili entro il prg vigente.
Dal punto di vista politico è tutto più complesso, e loro cercano di arrivare a non essere costretti a dire no alla variante.

A me sembra tutto molto chiaro.
Secondo me il tutto si gioca sulle opere infrastrutturali.
Lo sfiocco della metro è già saltato per il parere contrario del gestore
Il ponte sul Tevere e gli svincoli gli hanno chiesto tante di quelle modifiche e costi aggiuntivi conseguenti da costringerli ad utilizzare il ponte che si sta facendo lì vicino
L'up grading della Roma lido diventa cruciale ma questa è della regione e potrebbe intervenire con mezzi propri visto che è già previsto.
A questo punto non c'è bisogno di compensare nulla e quindi niente opere fuori da piano regolatore che è il limite invalicabile dei grillini che vogliono dimostrare che le cose si possono fare senza infrangere la legge

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Uva: Lo stadio è decisivo ora chiarezza (Corriere dello Sport, 4 Febbraio 2017)

«Basta con i ritardi e le indecisioni: servono risposte precise dal Comune»

di Roberto Maida

ROMA

Michele Uva, sta seguendo il caos dello stadio della Roma?

«Ovviamente. La materia mi interessa, soprattutto per il mio ruolo di direttore generale della Figc ma anche con gli occhi di chi ha un passato da esperto Uefa di infrastrutture».

Che idea si è fatto del progetto Tor di Valle?

«Io ritengo che non possa diventare un campo di scontro politico: gli amministratori devono pensare al bene dello sport e anche della collettività. Questo è un investimento privato che porta benefici a tutta la comunità sul piano occupazionale e sociale. Perciò è imbarazzante che venga bloccato dalle beghe politiche. Si smetta di litigare, si apra un confronto aperto e si pensi alla gente».

Perché Juventus, Udinese e Sassuolo non hanno avuto problemi nei rispettivi viaggi verso lo stadio di proprietà?

«E' semplicissimo: hanno trovato le istituzioni, Comune e Regione, sulla stessa linea. Il loro progetto è stato condiviso. Non hanno neppure avuto bisogno di sfruttare la legge sugli stadi, che impone 14 mesi al massimo per espletare le pratiche burocratiche».

Con la Roma siamo andati molto oltre.

«Appunto. E' incomprensibile, o meglio inaccettabile, che i giochi politici frenino un progetto già presentato. Non esiste il "Si può fare però...". Se l'amministrazione comunale ritiene che siano necessari degli aggiustamenti, fornisca le prescrizioni che servono ai proponenti per adeguarsi. Altrimenti il calcio italiano, che è indietro di 20 anni rispetto al resto d'Europa, non recupererà mai il gap, a danno dei tifosi e della cittadinanza».

Perché la giunta Raggi non si esprime in maniera chiara?

«Bisognerebbe chiederlo a loro. Ma è arrivato il momento di stabilire le prescrizioni di cui sopra e di renderle pubbliche, in modo che vengano recepite. A quel punto non ci sarebbero più scuse e finirebbe lo stallo».

La Roma può fungere da traino per le altre società italiane?

«Già la Juventus lo è stato. Gli stadi nuovi portano benefici facilmente misurabili in termini di ricavi e comfort. La Roma non può essere fermata nella sua crescita da vincoli legati alla politica. Sono felice che altre squadre stiano lavorando sui propri iter, ad esempio l'Empoli e la Fiorentina».

Quanto nuoce questa situazione alla Federcalcio, con gli Europei italiani che si avvicinano?

«Stiamo dando una brutta immagine dell'Italia all'estero. La costruzione di uno stadio di proprietà è un regalo alla città oltre che un diritto dei club e dei cittadini».

Gli stadi di proprietà sono ancora una conditio sine qua non per ridurre il gap con i grandi club stranieri?

«Senza alcun dubbio. Ci sono due filoni di investimento che possono colmare lo svantaggio. Uno riguarda la valorizzazione dei settori giovanili, l'altro proprio le infrastrutture».

Cosa può fare la Figc per aiutare i club?

«Sugli stadi niente, a parte un po' di moral suasion mediatica. Sui vivai invece già molto abbiamo fatto sotto il profilo normativo. E guardando i giovani italiani in rampa di lancio, mi pare che dei risultati importanti siano stati raggiunti».

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Zingaretti duro «Dal Comune solo sgarbi» (Corriere dello Sport, 4 Febbraio 2017)

ROMA - Le parole dopo i documenti. All'indomani della bufera provocata dal parere «non favorevole» del Comune al progetto dello stadio della Roma, i principali attori politici della vicenda hanno commentato la situazione di impasse del dossier Tor di Valle. Piuttosto critica, ovviamente, è l'analisi del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che si trova ad ospitare una conferenza dei servizi che rischia di essere stata aperta invano. «Sono colpito e purtroppo anche preoccupato da quello che si può anche raccontare come uno sgarbo - ha detto il governatore - non istituzionale, ma al sistema: chiedere la proroga di 30 giorni della conferenza dei servizi e la mattina dopo dare parere negativo al progetto... Mi riesce difficile capire cosa stia succedendo. Mi aspetto di acquisire altri atti amministrativi, non interviste, perché si arrivi a una conclusione del processo».

IL COMUNE. Una replica non si è fatta attendere ed è arrivata dall'assessore comunale Paolo Berdini, il principale oppositore del progetto: «Non c'è nessuna variante...». Significherebbe che la giunta Raggi insiste sulla linea di partenza: lo stadio si potrà fare purché rispetti il piano regolatore. «Ma il confronto con la Roma rimane collaborativo, il clima è sereno». E' ciò che si aspetta il gruppo di Pallotta, che dall'incontro di martedì in Campidoglio si aspetta una svolta per una «rapida approvazione del progetto nei termini previsti dalla legge nell'ambito della conferenza dei servizi che si avvia alla conclusione».

IL CONI. Chiusura per Giovanni Malagò, presidente del Coni, che ha vissuto sulla propria pelle l'atteggiamento oltranzista del Movimento 5Stelle: «Mi auguro che la vicenda dello stadio della Roma non finisca come la nostra candidatura olimpica. Qui almeno vedo dialogo, verso di noi c'è stato un rifiuto netto del Comune».

rob.mai.

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happyeagle

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Mi sembra che solo il Messaggero se la ridacchi sotto i baffi, mentre i restanti giornali sono tutti un miscuglio di carta e lacrime.
Ammetto comunque di essere invidioso della capacità mediatica dei giallorossi: chapeau.  :chap:

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