Tifosi mobilitati «Dateci lo stadio» (Corriere dello Sport, 5 febbraio 2017)
Pioggia di firme online, anche i club in prima linea
di Marco Evangelisti
Roma
E insomma, dateci questo martedì da leoni. Un giorno da ultimo stadio. A parte il piano per la rimozione delle barriere che dividono e svuotano l'Olimpico, il pomeriggio del 7 febbraio dovrebbe portare anche una chiarezza sin qui mai vista nella situazione dell'impianto nuovo di Tor di Valle, per ora solo disegnato mentre la Roma spera ancora di vederlo materializzarsi entro il 2020.
Frontiera. E' vero che mille volte in questa sconfortante vicenda abbiamo parlato di ultimo appuntamento, giorno del giudizio, data della svolta e cose del genere, e abbiamo sempre finito per ritrovarci pressappoco al punto di partenza. Ma, a parte le smanie della Regione Lazio di chiudere la faccenda all'ennesima scadenza ultimativa del 3 marzo, l'incontro in Campidoglio di martedì tra la Roma e il costruttore Luca Parmani da una parte, la giunta dall'altra (supponiamo che il sindaco Virginia Raggi vorrà essere presente e ci sarà anche un esponente 5 Stelle di livello nazionale) appare davvero come una frontiera temporale. Se ci sono chance di trovare un accordo per portare avanti il progetto del nuovo stadio devono fiorire lì e in quel momento. Le modifiche ai punti deboli del progetto, che effettivamente esistono, ma soprattutto una quota di metri cubi - inferiore al milione inizialmente previsto - sopportabile per gli uni e per gli altri. Il tempo è già insufficiente, di sicuro il 3 marzo ci sarà da litigare ma intanto il Comune deve dare il suo no definitivo oppure farsi convincere che quanto la Roma dirà consente di cambiare la valutazione (giusto sottolineare come in realtà i pareri singoli incastrati nella cornice del diniego generale sono favorevoli).
C'è l'assessore all'urbanistica Paolo Berdini che ormai ha rastrellato l'intera competenza in materia ma c'è anche la giunta del Movimento 5 Stelle che ha bisogno di uno scatto in avanti, di un gesto di costruzione dopo la stasi amministrativa ulteriormente raggelata dalle note vicende giudiziarie. E poi ci sono i tifosi che dopo essersi lasciato assordare dalle (non molte ma rumorose) voci del no cominciano ad alzare la propria.
Una petizione online in favore del progetto stadio ha raccolto 1.700 firme in tre giorni. Questa mattina presso il Roma Club Testaccio è stata presentata l'iniziativa, che va avanti e coinvolge persino sostenitori della Lazio, promossa da un esponente del Pd, Emiliano Pittueo. Il quale ha fatto notare: «vogliamo che si dica o sì o no. Non esprimersi vuol dire non fare nulla, guardate in quali condizioni è finito Campo Testaccio».
Contromosse. Non è ancora debordante, però una mobilitazione sta nascendo. L'Associazione Italiana Roma Club ha diramato una nota con la quale esprime preoccupazione e meraviglia per l'atteggiamento del Campidoglio: «Oggi sembra si voglia affossare un progetto che prevede un investimento di capitali privati superiore al miliardo di euro con migliaia di nuovi posti di lavoro e danneggiare Roma, la Roma e i suoi tifosi a cui sinceramente non interessano discorsi politici ma solo ed esclusivamente quelli sportivi (...) Auspichiamo che il prima possibile venga dato l'ok per la realizzazione di uno stadio moderno e funzionale nell'interesse della città» Una posizione analoga era stata espressa venerdì dall'Unione Tifosi Romanisti.
Attraverso il suo profilo Facebook è intervenuta anche Rosella Sensi, ex presidente del club: «Quello che sto leggendo sullo stadio mi riporta al presidente Viola e poi al mio grande papà. È vero, facciamo parte della storia, ma abbiamo lavorato affinché questa nostra amata Roma, come tutte le squadre europee e non solo, avesse il suo stadio. Lo voleva il presidente Dino Viola, lo voleva fortemente Franco Sensi e lo volevo io». Il presidente di oggi, James Pallotta, aspetta a sua volta l'incontro di martedì. Se andasse male, allora ricorso al Tar (complicato) o richiesta dell'intervento del governo (lungo). Qualora le proposte fossero ragionevoli, la Roma tratterebbe.