Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Se qualcuno pratico estrae il pezzo e ci fa una gif farebbe cosa gradita

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Totti, ultima speranza di Virginia

LA REPUBBLICA (L. D'ALBERGO) - «Caro Francesco Totti ci stiamo lavorando. #FamoStoStadio nel rispetto delle regole. Ti aspettiamo in Campidoglio per parlarne». Il primo «sì» di Virginia Raggi all'impianto che la Roma vorrebbe realizzare a Tor di Valle, periferia Sud della capitale, arriva su Twitter ed è a suo modo un piccolo capolavoro di comunicazione. Il cinguettio della sindaca apre per la prima volta al progetto del nuovo Colosseo, partita su cui la giunta M5S si gioca il cuore giallorosso della città. Risponde al pressing social di Francesco Totti, dio pagano del calcio che cinguettando aveva richiesto «una struttura all'avanguardia» e che la stessa platea romanista, tra il serio e il faceto, vedrebbe bene proprio come primo cittadino. Riprende l'hashtag lanciato da mister Luciano Spalletti e ripreso dai calciatori sui loro profili 2.0 e, allo stesso tempo, riesce a tenere compatta la base M5S con un esplicito richiamo al rispetto delle norme. Perché – a Palazzo Senatorio lo hanno capito bene – il futuro dell'amministrazione Raggi passa anche per la gestione del dossier stadio. Da una parte c'è la possibilità di mettere le mani su un potenziale investimento da 1,6 miliardi, tasto su cui il presidente americano della Roma James Pallotta e il costruttore Luca Parnasi continuano a spingere con forza. Dall'altra c'è in ballo la tenuta della giunta. È chiara la posizione di Paolo Berdini, assessore all'Urbanistica finito nel mirino dei tifosi per una frase che il Comune ha tentato di smentire («Il "no" allo stadio? L'hanno presa sui denti»). Secondo il "prof" del team Raggi, il catino che a Tor di Valle dovrebbe raccogliere l'eredità dell'Olimpico può diventare realtà soltanto rispettando i vincoli del piano regolatore. Questione di numeri: il progetto della Roma copre 345 mila metri quadrati con le tre torri di Liebeskind e 15 edifici per negozi e ristoranti. Il prg, invece, ne consente 112 mila. Meno di un terzo.

Così, all'interno della squadra di governo M5S, si è aperta una frattura ancora da ricomporre: la frangia pro stadio guidata dall'assessore allo Sport Daniele Frongia contro i berdiniani – ora dati in minoranza – che spingono per la realizzazione del solo impianto sportivo, evitando la «speculazione». Guardando di nuovo ai numeri, lo stadio occupa il 14 per cento delle cubature previste. Il resto? Negozi, uffici e alberghi. Quelli che l'assessore all'Urbanistica vorrebbe tagliare e per cui ha dato vita a una vera crociata. Tra rinvii e pareri discordanti, l'ultima novità sul Colosseo bis è arrivata il primo febbraio. Quel giorno il dipartimento Urbanistica del Comune ha inviato il proprio «niet» in conferenza dei servizi. Notificato alla Regione e all'assessorato di Berdini, il documento non è passato sulla scrivania della sindaca Virginia Raggi. Per averne una copia, l'inquilina del Campidoglio ha dovuto chiederne copia agli uffici del governatore Nicola Zingaretti. Un cortocircuito che i proponenti (Roma e costruttori) hanno letto come ulteriore indizio della confusione che regna in Comune. A quel punto è partito il forcing giallorosso. Che ieri è diventato a tutto campo con l'intervento dell'ex premier Matteo Renzi («E famolo! Non dire "no" a tutto») e il tweet del ministro dello Sport Luca Lotti: «Il governo non c'entra niente, ma io sto con mister Spalletti». Pragmatico Zingaretti: «Vedo che il Comune sta cambiando idea. Se è così, entro il 3 marzo produca atti ufficiali». Altrimenti non è esclusa la forzatura: la Regione potrebbe considerare "non vincolante" il parere del Comune e dare il via libera al progetto che vale il consenso romanista.

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La Raggi ora "convoca" Totti

IL TEMPO (F. MAGLIARO) - Per i 5 Stelle, abituati a vivere sui social network, il tormentone #Famostostadio, lanciato prima dal mister, Luciano Spalletti, e poi amplificato al massimo dalla voce di Francesco Totti, sta diventando un problema e il progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle ha finito, quindi, per uscire dalle segrete stanze della Conferenza di Servizi per scendere nella piazza virtuale, così cara ai pentastellati. E che vede scendere in campo anche l'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che si schiera a favore della costruzione della nuova casa giallorossa. Andiamo per ordine. Dopo l'irruzione di Spalletti, domenica pomeriggio, davanti alle telecamere di Sky per rilanciare la necessità di costruire l'impianto di Tor di Valle, amplificata da un tweet di Francesco Totti e di Alessandro Florenzi, ieri, sia il sindaco, Virginia Raggi, che il presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, si sono sentiti in dovere di cinguettare una risposta al Capitano. La prima, all'ora di pranzo, che scrive: «Caro Francesco @Totti ci stiamo lavorando. #Famostostadio nel rispetto delle regole. Ti aspettiamo in Campidoglio per parlarne», come se Totti fosse un progettista parte della delegazione giallorossa. E, nemmeno 10 minuti dopo la Raggi, anche De Vito dà fiato alle trombe: «@Totti non te preoccupà Capitano: #famostostadio e #famolobene. Con #AsRoma lavoriamo a progetto innovativo». Insomma, la solita manfrina che, da settembre scorso, la Giunta Raggi sta riproponendo con costante ciclicità: un pezzo di sì, un pezzo di no. E oggi, alle 14.30, si vedrà cosa accadrà in Campidoglio fra il vertice del Comune e i proponenti.

Fino a oggi, tanti incontri senza che si sia giunti a una decisione concreta. Tanto che, nella mattinata, anche il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, aveva twittato: «Vedo che sullo Stadio il Comune sta cambiando idea. Se è così entro il 3 marzo produca atti ufficiali». A testimonianza di quanto, parole a parte, gli atti formali della Giunta capitolina siano contraddittori. A partire dalla trasmissione del dossier in Regione per l'apertura dei lavori della Conferenza di Servizi cui non è mai voluta seguire una presa di posizione chiara e ufficiale sulla pubblica utilità dell'opera, a seguire con la Memoria di Giunta predisposta dall'assessore Berdini e approvata dalla Giunta per compiere tutti gli atti necessari all'approvazione del progetto e poi completamente disattesa dallo stesso Berdini e dai suoi uffici. Per proseguire con la richiesta di sospensione della Conferenza di Servizi presentata il 30 gennaio con la motivazione di predisporre la Convenzione urbanistica (il contratto) con i proponenti e cui ha fatto seguito, il giorno dopo, il deposito di un parere «non favorevole» al progetto. Il Campidoglio in tutta questa vicenda ha mantenuto una costante. Un colpo al cerchio e uno alla botte. Preda delle lacerazioni interne del Movimento, con una quota minoritaria di duri e puri contrari al progetto, capitanati da Berdini; e una quota di disposti alla trattativa. Con la Raggi che, per due mesi, si è defilata dalla contesa lasciando che i suoi se le dessero mediaticamente di santa ragione: basta ricordare il profluvio di dichiarazioni di Berdini e dell'allora vicesindaco, Daniele Frongia. E con il Sindaco che, non appena ha preso in mano il dossier dopo il via libera del livello nazionale del Movimento, è stata travolta dagli scandali (Muraro, Marra, Romeo, polizze, nomine), vedendo i suoi fedelissimi (Frongia, in primis) emarginati e messi nella incapacità di agire e finendo lei stessa per essere privata di qualunque possibilità di imporre alla sua riottosa minoranza anti-stadio una linea conciliante.

Oggi Berdini, a torto o ragione, ha costruito attorno a sé, anche con l'uscita dei giorni scorsi sullo stadio «sui denti», poi maldestramente smentita ma di cui ci sono gli audio, l'immagine del difensore della città contro i cattivi palazzinari. La debolezza politica della Raggi non le consente, oggi, né di allontanare il suo riottoso Assessore all'Urbanistica (aldilà del fatto che non avrebbe un nome per sostituirlo) né di ridimensionarne il peso politico e mediatico: qualunque uscita in tal senso finirebbe per trasformare agli occhi dei duri e puri della base pentastellata Berdini in un martire e la stessa Raggi, già sotto i j'accuse degli stessi giacobini a 5 Stelle, in un'amica degli speculatori. In tutto questo panorama, le numerosissime uscite degli esponenti nazionali e locali del Pd non aiutano certo la realizzazione dell'impianto perché vanno come macigni sulle spalle dello stesso Sindaco e dell'ala «trattativista». Anche perché i Democrats, a parte qualche sporadico accenno, sembrano essersi svegliati solo al traino di Spalletti, Totti e compagni. Una cosa, questa del muoversi a rimorchio, che non si può dire di Matteo Renzi, tanto che in molti ricordano la partecipazione del presidente giallorosso, James Pallotta, a una cena con l'ex premier. Dice Renzi: «Lo stadio? E famolo. Lo sport ha bisogno di essere accompagnato e aiutato. E per questo mi hanno colpitole parole di un grande allenatore come Luciano Spalletti che ha lanciato un appello alla realizzazione degli stadi di proprietà, proprio nella settimana in cui la Roma vede incomprensibilmente allontanarsi il proprio progetto urbanistico. Se si dice no a tutto, come accade in qualche città, si blocca il futuro. Si bloccano gli investimenti. E ci si condanna a vivere di rimpianti».



E meno male che c'è il magliaro a ricordarci come sono andate le cose, e come va il mondo... :=))

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Citazione di: Emfio il 07 Feb 2017, 11:07
Comunque pure la Raggi...

prima rifiuta la maglia di Immobile regalata dalla Lazio per motivi di opportunità
poi invita Totti in Campidoglio per parlare dello stadio...
Totti...

ci vedo un po' di incoerenza...

noooo che dici mai.. e perché l'altro affettuoso tweet di De vito a frangiesco?
ma sarà la nuova rivoluzione.

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I tifosi romanisti sul web contro Berdini

IL TEMPO (F. MAGLIARO) - Bugiardo seriale, astioso, invece di lavorare va a 5 convegni al giorno, cacciarlo: questi sono solo alcuni dei pensieri che molti tifosi della Roma rivolgono all'indirizzo dell'assessore all'Urbanistica della Giunta Raggi, Paolo Berdini. Quasi tutti si concentrano sulla pessima figura fatta dall'Assessore che, a un incontro pubblico dei 5 Stelle e alla presenza di giornalisti, se n'è uscito dicendo che «sullo Stadio l'hanno presa sui denti». Salvo, dopo gli articoli di stampa che ne riportavano fedelmente il pensiero, diffondere una nota ufficiale del Campidoglio in cui smentiva anche solo di aver parlato dello Stadio, figurarsi di aver pronunciato la frase in questione. Per poi beccarsi sui siti la pubblicazione dell'audio che contraddice la smentita. Nessuno perdona non le posizioni contrarie al progetto, sempre coerentemente espresse da Berdini, quanto lo scivolone odontoiatrico: pregiudizio ideologico, ha mentito ai romani, applicare il codice etico.

Poi c'è, come sempre, qualcuno che si spinge oltre, valicando il limite della critica politica per scendere nel bieco insulto. Magari usando una foto di Strootman e scrivendo: «Te cerca 'st'amico». E, ancora, c'è chi scrive «continua cosí Berdí, sai quanti voti fai perdere al M5S? Stai preparando il movimento a "prendere sui denti" le prossime elezioni.... », e chi si dice elettore pentito del M5S «non voterò mai più per il movimento 5 stelle, ridicoli». Non mancano gli insulti: da «verme» a «[...]», da «zecca» a «sei la vergogna di questa città» parole pesanti contro l'assessore si susseguono su Facebook. Ma c'è anche chi interviene in sua difesa. «Grazie allo stadio vi siete addormentati. Insultare per uno stadio quando ci sono cose più importanti, e dai!!!», scrive un utente. «Purtroppo, l'arrivo di persone serie e capaci al comune di Roma ha bloccato un'ignobile presa in giro» si legge in uno dei commenti fuori dal coro.

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Stadio. E la Roma prepara il ricorso

IL TEMPO (F. MAGLIARO) - Il parere «non favorevole» al progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle potrebbe trasformarsi in un enorme boomerang sia tecnico che politico per l'assessore grillino all'Urbanistica della Capitale, Paolo Berdini. Al di là dei possibili accordi politici da trovare in Campidoglio nella riunione di oggi – e ai quali i tifosi credono sempre meno vista la doppia faccia dello stesso Berdini testimoniata dalle sue ormai reiterate e incontenibili sortite mediatiche – la questione potrebbe anche approdare rapidamente in un'aula di tribunale. Per l'esattezza al Tar. Andiamo per ordine. Il problema è sottile e giuridicamente complesso. In primo luogo, la norma che regola il funzionamento della conferenza di servizi (legge 241/90 modificata con la riforma Madia del luglio 2016) prevede che esistano solo due tipi di parere: di assenso o di dissenso. E già la semplice indicazione di «non idoneo» e «non favorevole» viola la legge. In seconda battuta, la legge stabilisce che le determinazioni delle Amministrazioni siano «congruamente motivate», vale a dire «espresse in modo chiaro e analitico» e con la specifica se il vincolo deriva «da una disposizione normativa o da un atto amministrativo generale ovvero discrezionalmente apposte per la migliore tutela dell'interesse pubblico». E il parere unico espresso dal Campidoglio di fatto non riporta nessuna di queste specifiche. Anzi: si tratta di un parere espresso in forma vaga e generica e, in alcuni casi, come quello della valorizzazione della tribuna dell'Ippodromo, anche in violazione della stessa delibera di Pubblico interesse che esclude l'ippodromo dalle opere da tutelare.

Va, poi, aggiunto che il rilievo di maggior peso contenuto nel parere unico del Comune, quello relativo alla tenuta idraulica dell'area, potrebbe (e dovrebbe, secondo quanto trapela) essere superato proprio dalla lettera dell'Autorità di Bacino che, di fatto, smonta pezzo per pezzo questa opposizione indicando nell'intero progetto dello Stadio con tutte le sue opere di mitigazione idraulica un elemento risolutivo del problema in modo definitivo. Insomma, lo Stadio e le sue opere risolverebbero definitivamente qualunque rischio idraulico della zona, compreso il Fosso del Vallerano, tutte opere che il Comune avrebbe dovuto fare da decenni, che non ha mai fatto e che invece si completerebbero con la costruzione della casa giallorossa. Tanto che, nei giorni scorsi, secondo quanto trapelato, il Comune avrebbe indirizzato una lettera all'Autorità di Bacino proprio per chiedere di rivedere questo parere positivo e trasformarlo in negativo al fine di poter procedere alla bocciatura dell'opera. Inattesa, quindi, che l'Autorità depositi formalmente il suo parere, rimarrebbero aperte due strade. La prima, che prende le mosse proprio dalla legge sulla Conferenza di Servizi. La seconda, che porta dritti al Tar. Per semplificare: la Conferenza potrebbe sia correggere d'ufficio il parere comunale ritenendolo di assenso con prescrizioni (come in realtà è nei fatti) e, quindi, con una definizione sbagliata frutto di un errore materiale, oppure potrebbe addirittura arrivare a considerarlo formato contro la legge e quindi, trasformarlo in assenso incondizionato.

Ovviamente questi sono passaggi che determinerebbero ripercussioni politiche serissime nei rapporti fra Regione e Comune ma che porterebbero Zingaretti e Civita nell'Olimpo dei tifosi giallorossi. La seconda possibilità, invece, è che la Conferenza si concluda accogliendo la negatività del parere comunale e quindi esprimendo un «no» al progetto. No che potrebbe essere impugnato al Tar dai proponenti (voci di corridoio parlano di avvocati già all'opera) che punterebbero sia sull'incongruenza logica di pareri favorevoli con prescrizioni trasformati in un «no», sulla tempistica sbagliata e sulla violazione del principio della leale collaborazione, visto il palese «sgarbo» fatto dal Comune in questa vicenda. E anche le parole di Berdini («l'hanno preso sui denti») potrebbero essere usate per dimostrare la doppia faccia del Campidoglio che di giorno, come Penelope, tesse la tela del sì e di notte la smonta. E se il Tar accogliesse il ricorso, si aprirebbe di nuovo la voragine del risarcimento danni. Oltre che le responsabilità «dell'amministrazione, nonché quelle dei singoli dipendenti».



:)

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Stadio Roma, Berdini: "Spero che lo stadio si faccia, ma si deve stare dentro le regole del piano regolatore"

RADIO RAI - L'assessore all'Urbanistica del Comune di Roma Paolo Berdini, è stato intervistato dall'emittente radiofonica e ha ribadito la sua posizione sullo stadio della Roma. Queste le sue parole.

"Spero che lo stadio si faccia, che l'associazione sportiva Roma lo voglia fare. Se stiamo dentro le regole del piano regolatore, come dico da mesi, lo stadio si può e si deve fare. Sempre che la società receda da appetiti che credo che siano un po' troppo elevati per quell'area e per questa povera città. Il tweet di Totti? Conta, però sono le regole che fanno la differenza, altrimenti è una giungla. E' il segnale che questa città è disponibile a qualsiasi tipo di investitore, se si rispettano le regole. Io mi sento parte di questa città. Rilanciando la città è la stessa amministrazione che vive".

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Citazione di: happyeagle il 07 Feb 2017, 11:29
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Se qualcuno pratico estrae il pezzo e ci fa una gif farebbe cosa gradita

Sembra di essere rimasti a quegli anni...


eaglefly1978

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Io non so se il gruppo, e Berdini in primis, reggeranno l'urto.
In ogni caso onore a quest'uomo che sta provando, fino all'ultimo e con tutte le sue forze, a far rispettare LA LEGGE e a non piegarsi davanti al sistema (cit. Zingaretti) mafioso che da sempre ha consentito ai palazzinari di fare il c@xxo che gli pareva in questa città.

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Citazione di: eaglefly1978 il 07 Feb 2017, 11:58
Io non so se il gruppo, e Berdini in primis, reggeranno l'urto.
In ogni caso onore a quest'uomo che sta provando, fino all'ultimo e con tutte le sue forze, a far rispettare LA LEGGE e a non piegarsi davanti al sistema (cit. Zingaretti) mafioso che da sempre ha consentito ai palazzinari di fare il c@xxo che gli pareva in questa città.

Tutto vero, ma a differenza del passato oggi il M5S è al potere e non all'opposizione. Quando fai opposizione chiacchieri, tweetti, posti, megafoni e via dicendo; quando sei al potere decidi. Se lo stadio lo fanno, si dimostrano dei quaquaraqua tanto quanto i predecessori; se non lo fanno si dimostrano veramente come un punto fermo della legalità.

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superaquila

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Anche l'investitura di "Rossella Sensi" al Comune di Roma di qualche anno fa è un segno tangibile di Mafia capitale.

DajeLazioMia

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"Spero che lo stadio si faccia, che l'associazione sportiva Roma lo voglia fare. Se stiamo dentro le regole del piano regolatore, come dico da mesi, lo stadio si può e si deve fare. Sempre che la società receda da appetiti che credo che siano un po' troppo elevati per quell'area e per questa povera città"
Berdini

Ma in che lingua glielo deve spiegare?

nestorburma

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Citazione di: superaquila il 07 Feb 2017, 12:05
Anche l'investitura di "Rossella Sensi" al Comune di Roma di qualche anno fa è un segno tangibile di Mafia capitale.

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/marcio-lla-roma-interessi-comune-col-marito-sensi-90285.htm

Carminati e Sensi...

MisterFaro

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Citazione di: DajeLazioMia il 07 Feb 2017, 12:11
"Spero che lo stadio si faccia, che l'associazione sportiva Roma lo voglia fare. Se stiamo dentro le regole del piano regolatore, come dico da mesi, lo stadio si può e si deve fare. Sempre che la società receda da appetiti che credo che siano un po' troppo elevati per quell'area e per questa povera città"
Berdini

Ma in che lingua glielo deve spiegare?


trova le differenze?   







PS: l'immagine si divulga facilmente e efficacemente sui social ;-)

superaquila

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Citazione di: DajeLazioMia il 07 Feb 2017, 12:11
"Spero che lo stadio si faccia
Berdini

Ma in che lingua glielo deve spiegare?

Ma come fai a parlare con i "lupi"? Onnivori e pericolosi, inutili per l'umanità.

ES

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Citazione di: pan il 07 Feb 2017, 11:36
noooo che dici mai.. e perché l'altro affettuoso tweet di De vito a frangiesco?
ma sarà la nuova rivoluzione.
scusa pan, ma che stai a dire?
Gli ha scritto " nel rispetto delle regole ", ciò che hanno sempre detto.
Chiaro che questi sono il 90%, con il partito demoniaco che spinge manco dovesse transeare un accordo con la banca europea, con unicredit, con GS, pure renzi parla.
Parlano tutti, un popolo di saltimbanchi.
E sta donna continua a parlare di rispetto delle regole.
E viene presa per il culo, indagata con cronometro, pressata, minacciata liberamente mezzo stampa.
Se pure da sinistra la lasciamo sola, che fine famo?

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pan

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Citazione di: ES il 07 Feb 2017, 12:22
scusa pan, ma che stai a dire?
Gli ha scritto " nel rispetto delle regole ", ciò che hanno sempre detto.
Chiaro che questi sono il 90%, con il partito demoniaco che spinge manco dovesse transeare un accordo con la banca europea, con unicredit, con GS, pure renzi parla.
Parlano tutti, un popolo di saltimbanchi.
E sta donna continua a parlare di rispetto delle regole.
E viene presa per il culo, indagata con cronometro, pressata, minacciata liberamente mezzo stampa.
Se pure da sinistra la lasciamo sola, che fine famo?

che a totti ironicamente nun je deve risponne, dato che la vicenda è seria. se no si rischia, come è successo, di far montare ancora di più sto teatrino. a me indispongono ANCHE per questo, sembra che recitino: se sei indignato, lo devi essere fino in fondo. una speculazione edilizia di questa portata dovrebbe fare schifo e gli attori partecipanti mi dovrebbero fare schifo uguale. quindi mostro rettitudine. se però (e lo fanno seeeeeeempre, sono ondivaghi per questo) me basta er tweet de quel coso lì, per rispondere cordialmente di fronte al mito.. cade tutto il castello della mia intransigenza.
che famo sennò.. la continuità col leccaculismo precedente..

NEMICOn.1

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Invece fanno bene a rispondergli e a specificare nel rispetto delle regole zittendoli su argomenti di cui non conoscono niente .

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