Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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zorba

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13 giorni...

Guarda caso in corrispondenza con la fatidica data.

Che stiano preparandoci la "sorpresona" generale con noi nel ruolo di "vittima sacrificale"?!?

Ocio...

:asrm :asrm :asrm

nestorburma

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Qualcuno con calma mi può spiegare dove è la pubblica utilità quando le opere da costruire sono pressochè unicamente mirate alla fruibilità di quanto costruito dal privato?

arturo

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E pure tu, che pignolo.
Allora so mejo le mignotte e la monezza? :asrm

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italicbold

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Citazione di: arturo il 22 Mar 2017, 09:38
[...]le mignotte e la monezza? :asrm


Il romanismo spiegato in due parole.

porga

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Citazione di: zorba il 22 Mar 2017, 08:04
Che stiano preparandoci la "sorpresona" generale con noi nel ruolo di "vittima sacrificale"?!?

mah, io la vedo in maniera più ottimista
si gioca il 4: come fai ad impedire trigoriainfiamme il 5?

kelly slater

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Citazione di: porga il 22 Mar 2017, 12:11
mah, io la vedo in maniera più ottimista
si gioca il 4: come fai ad impedire trigoriainfiamme il 5?

si però a dirla tutta potrebbe accadere anche l'esatto contrario

ES

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Comunque il comune ha 13 giorni di tempo.
Se sbrigassero o so caxxi loro.
Questo l'avvertimento nemmeno tanto tra le righe del magliaro.
Un bravo picciotto.

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Tor di Valle, M5S va alla conta in aula L'assessore: «Ci sono altre 11 priorità» (Il Messaggero)

IN AULA

Il M5S va alla (prima) conta su Tor di Valle. Oggi in Assemblea Capitolina verrà messo ai voti un ordine del giorno con cui la maggioranza pentastellata avallerà il progetto del nuovo stadio della Roma, dopo l'accordo con i privati per sforbiciare le cubature dell'«Ecomostro» di negozi e uffici. Pallottoliere alla mano, è il primo banco di prova per la tenuta del gruppo pentastellato, per vedere se i dissidenti (tre-quattro consiglieri) faranno emergere anche all'esterno il proprio malcontento. Proprio per evitare spaccature, il capogruppo Paolo Ferrara, che eri ha incontrato diversi esponenti nazionali grillini, ha lavorato fino all'ultimo per redigere un documento condiviso e, di conseguenza, piuttosto generico. In pressing sui consiglieri anche Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, i due parlamentari tutor della Raggi.
Il testo dell'ordine del giorno è rimasto top-secret fino all'ultimo. Sulla pagina dell'Assemblea capitolina, dove vengono sempre riportate in anticipo le sintesi di mozioni e odg, ieri compariva solo il titolo dell'argomento trattato: «Realizzazione impianto calcistico su proposta A.S. Roma a Tor di Valle». Nessun documento allegato. Anche il presidente dell'Assemblea capitolina, Marcello De Vito, non si è sbilanciato. Limitandosi a spiegare che «probabilmente domani in Aula la maggioranza presenterà un ordine del giorno e confermerà la volontà già espressa dalla sindaca. Il gruppo ha una visione unanime e compatta, chiaramente sull'accordo che prevede una forte riduzione delle cubature».
In Aula, per partecipare alla discussione straordinaria su Tor di Valle, ci sarà anche il neo-assessore all'Urbanistica, Luca Montuori, che ieri in commissione ha fatto intuire che il nuovo stadio, nell'immediato, non è una priorità per la giunta Raggi: «Abbiamo una serie di emergenze e di scadenze amministrative da affrontare. Mi è stato consegnato come elenco di urgenze in 13 punti e lo stadio è il dodicesimo».
NUOVE SCHEDE TECNICHE
L'iter della nuova delibera di interesse pubblico, al momento, è in stand by. Ieri i privati hanno spedito nuove schede tecniche, ma manca ancora il rendering senza i tre grattacieli, necessario per modificare il provvedimento varato da Marino nel 2014. Ancora Montuori: «Si sta facendo molta confusione, si parla di numeri e di rendering, ma io finora della cosa ne ho sentito parlare solo attraverso tabelle di Excel. Quando approveremo la delibera di giunta? Ci sono procedure in atto, noi stiamo facendo di tutto perché possano andare a buon fine».
Del progetto Tor di Valle ha parlato anche il numero uno del Coni, Giovanni Malagò, a margine della presentazione del bilancio di impatto della Roma all'università Luiss. «Noi con Virginia Raggi non abbiamo nemmeno potuto trattare. Questa è la differenza fra le Olimpiadi del 2024 e lo stadio della Roma. Credo sia stato un grande errore».

Lorenzo De Cicco


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Il nuovo stadio - Campidoglio, siamo alla prova finale (Corriere dello Sport)

Dibattito in assemblea, sul progetto sarà battaglia

di Marco Evangelisti

Roma

Bisogna pure capirli. Ogni volta che mostrano il mento in pubblico si sentono chiedere dello stadio della Roma. E così ieri l'assessore all'urbanistica Luca Montuori ha detto quanto pensava parlando alla commissione competente (dove peraltro le perplessità sulla questione abbondano): «Abbiamo tredici urgenze da affrontare e lo stadio è al dodicesimo posto. Io finora ho conosciuto lo stadio solo attraverso fogli di calcolo».

Senza fiato. Ma guarda. E' proprio quello di cui si lamentano le opposizioni, che infatti hanno ottenuto la convocazione di una riunione del consiglio comunale per oggi, a partire dalle 9.30. Oltre che dell'iniziativa della Roma bisogna discutere della complessa situazione amministrativa dell'impiantistica comunale nel suo complesso. Partecipa pure Montuori, il quale comunque a margine dell'audizione di ieri ha tenuto a precisare che non sta remando contro lo stadio: «Sarò in aula, certo. La delibera di giunta va avanti, seguiamo le procedure, stiamo facendo di tutto perché possano andare a buon fine». Con la tempistica soffocante di cui si sa: entro la fine del mese devono arrivare in Regione Lazio un testo ufficiale da parte della giunta messa su dal Movimento 5 Stelle e un progetto decentemente completo da parte della Roma e del costruttore Luca Parnasi. Ovviamente con i pareri favorevoli del Campidoglio e della Città Metropolitana. Solo così diventerà possibile, non certa, la chiusura positiva della conferenza dei servizi. E quindi l'avvio delle ultime fasi del processo burocratico che dovrebbe portare all'apertura dei cantieri per l'inizio del 2018 e all'inaugurazione dello stadio in tempo per la stagione 2020-21.
Altrimenti bisognerà aprire una nuova conferenza dei servizi e tutto l'iter scivolerà in avanti di almeno sei mesi. Bene tenere a mente questo e insieme la faccenda tuttora irrisolta del vincolo imposto dalla sovrintendenza sul vecchio ippodromo di Tor di Valle. Che nel giro di tre mesi potrebbe diventare definitivo oppure saltare oppure ancora essere superato dal parere unico favorevole del governo. Con tutti gli impicci giuridici, ricorsi, esposti che tale soluzione innescherebbe.
Comunque il vincolo è l'ultimo dei pensieri di tutti. In questo momento si gioca il gioco politico delle opere pubbliche. Il Comune qualora voglia davvero spingere il progetto deve non soltanto sbrigarsi ma persino essere molto convincente nella stesura delle modifiche alla delibera originale, approvata dall'amministrazione Marino: superarsi quando tenterà di giustificare la rinuncia ad alcune opere pubbliche e soprattutto la diluizione nel tempo di quelle - parecchie - rimaste. 

Ordine del giorno. Il presidente del consiglio comunale, Marcello De Vito, sui tempi non si sente di concedere garanzie: «Vedremo se si riuscirà a chiudere nei termini della conferenza dei servizi, altrimenti ne partirà una nuova. In ogni caso la maggioranza è compatta sulle linee espresse dal sindaco Virginia Raggi quando è stato annunciato l'accordo con i proponenti. Probabilmente oggi porteremo un ordine del giorno in aula». Va più deciso il vicesindaco Luca Bergamo: «C'è un accordo, non vedo perché lo stadio non si debba fare». Plausibile però che la rapidità e la decisione dei passi successivi dipendano dalla compattezza di cui parla De Vito e che oggi misuriamo. Sia i consiglieri Pd sia quelli del centrodestra fanno notare come al momento la versione modificata del progetto non sia stata resa pubblica e come quindi si stia discutendo su riccioli di fumo. Il gioco politico si mescola alla corsa contro il tempo in un micidiale groviglio.


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Soldi pubblici per le opere l'ultima beffa sullo stadio (Il Messaggero)

IL CASO

Il nuovo progetto dello stadio di Tor di Valle non c'è, la delibera di giunta nemmeno, in compenso in consiglio comunale il M5S è riuscito ad approvare compatto - sebben con quattro assenze per «motivi personali» come si affretta a dire il capogruppo Paolo Ferrara - un ordine del giorno. Che impegna giunta e sindaca Virginia Raggi (assente ieri) «alla riduzione di oltre il 50% delle cubature per quanto attiene al business park eliminando le tre torri inserite nel precedente progetto».
GLI INTERVENTI
In quattro ore di dibattito, con quattro diversi documenti presentati dai vari gruppi, tutto ruota intorno alle opere pubbliche che dovranno accompagnare il nuovo progetto, mondato dei tre grattacieli e sostituito da 18 palazzine «che non supereranno - come ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori - l'altezza dell'impianto sportivo». Non è passato, e ne è nato subito un caso, l'odg del gruppo di consiglieri dem, primo firmatario Giulio Pelonzi. L'ordine del giorno chiedeva di «escludere in modo categorico che possano essere destinate risorse economiche pubbliche, di qualsiasi origine e fonte (quindi compreso il contributo costo di costruzione), per sostenere i costi delle opere e delle infrastrutture previste dal progetto dello Stadio dell'As Roma a Tor di Valle». Altrimenti si tratterebbe di finanziare con risorse pubbliche un intervento tutto privato e i cui profitti «restano in capo al privato alterando la lettera della legge 147/2013 lì dove impone al proponente l'equilibrio economico del progetto». Un paradosso che ha il sapore della beffae che la giunta pentastellata ha provato a fugare con Montuori. L'assessore infatti ha rilanciato: «L'interesse pubblico sarà mantenuto e ampliato, e sicuramente imporremo di fare le opere prima del calcio di inizio, tutte le opere pubbliche che noi riteniamo necessarie perché questo progetto». A proposito di opere: il Pd accusa che con il nuovo progetto, che supera quello dell'amministrazione Marino, la quota di interventi pubblici a carico dei proponenti scenderà «dal 40 al 6%». Il tema rimane sempre lo stesso: come arrivare a Tor di Valle e a spese di chi. Rimane, per esempio, il nodo del ponte: l'auspicio dei proponenti è che passi quello dei congressi voluto dal Governo, ma ritornato indietro alla progettazione, altrimenti toccherebbe ai privati farne un altro sul Tevere a proprie spese. La discussione è scivolata via senza «aver potuto vedere il progetto», ha sottolineato Stefano Fassina dall'ala sinistra. Dai banchi della giunta, a parole e senza carta, è stato promesso che sui trasporti, per esempio, sarà garantito il miglioramento del servizio, con un minimo di 16 treni all'ora su tutta la tratta della Roma-Lido, fino a Ostia. È che la via Ostiense sarà «messa in sicurezza e venga ri-ampliata non solo nel pezzo che va dal Gra allo stadio, ma lungo tutto il trattoche va dal Raccordo a viale Marconi». Al momento del voto sono stati bocciati gli odg di FdI, Si, e Pd. E' passato con 25 voti favorevoli (assenti Andrea Coia, Gemma, Guerrini, Fabio Tranchina e Alisia Mariani) 8 contrari e 1 astenuto. Nessuna spaccatura, nonostante i boatos di un possibile odg alternativo che avrebbero voluto presentare il tandem grillino Grancio-Montella. Tutto naufragato. Adesso la palla ripassa alla giunta: entro il 5 aprile dovrà esserci la nuova delibera sulla pubblica utilità dell'opera, da portare in conferenza dei servizi. L'iter è destinato a iniziare daccapo: «Ci vorranno 5 anni».

S. Can.


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Lo stadio supera il test della politica (Corriere dello Sport)

M5s compatto in assemblea, ora gli atti

di Marco Evangelisti

Roma

Più o meno, sono arrivati dove volevano e appena in tempo. Se il Movimento 5 Stelle si fosse diviso in consiglio comunale anche su un semplice ordine del giorno allora per il nuovo stadio della Roma sarebbe stato un altro momento di passione e peggio ancora per la stabilità politica della giunta, già piuttosto vacillante e non aiutata dalla scelta del sindaco Virginia Raggi di prendersi una vacanza proprio in questi giorni di decisioni e ricorrenze storiche.
Invece nella riunione dell'assemblea capitolina appositamente convocata, su richiesta delle opposizioni, 25 consiglieri del Movimento hanno fatto passare tutti insieme il documento presentato dalla giunta. Mentre in precedenza erano stati bocciati tre ordini del giorno dell'opposizione, con vari distinguo e varie prescrizioni. Era il primo esame politico autentico per il progetto modificato frutto degli accordi del mese scorso tra la Roma e il Comune. Superato.
Non era l'ultimo, naturalmente, e neppure il più difficile. Secondo quanto illustrato dall'assessore all'urbanistica Luca Montuori adesso il Campidoglio si sbrigherà a presentare entro fine mese un atto ufficiale alla Regione Lazio, in maniera che il 5 aprile la conferenza dei servizi possa decidere positivamente (o, con maggiore realismo, concedere la proroga di trenta giorni negata in precedenza). Su quella base la Roma completerà il progetto modificato, la delibera di pubblico interesse rinnovata passerà in assemblea capitolina (dove, con i numeri di ieri, verrebbe approvata) e tutti felici e contenti potrebbero assistere nel 2020 all'inaugurazione dello stadio.

L'iter. Perché questo scenario sorridente si realizzi, Montuori deve convincere la Regione a guida Pd di quanto ha sostenuto ieri: «L'interesse pubblico resterà e anzi sarà ampliato a coloro che abitano a Tor di Valle e a Ostia, imporremo di fare tutte le opere necessarie prima del calcio d'inizio, avremo un minimo di 16 treni all'ora sulla Roma Lido, la Via Ostiense sarà messa in sicurezza e ampliata da Marconi al raccordo». E convincere i Democratici sarà dura. Giulio Pelonzi pare si diverta a far fremere quelli che hanno a cuore lo stadio: «Se tutto va bene ci vorranno cinque anni per realizzarlo, visto che il progetto non c'è e l'iter amministrativo ricomincerà e durerà almeno altri due anni». Così va il Paese, quelli che prima appoggiavano lo stadio adesso nei fatti lo osteggiano e nessuno può giurare che gli alleati di oggi non diventino gli avversari di domani. Ma la Roma tiene duro e va avanti.



Palo

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 24 Mar 2017, 06:35
Soldi pubblici per le opere l'ultima beffa sullo stadio (Il Messaggero)

IL CASO

Il nuovo progetto dello stadio di Tor di Valle non c'è, la delibera di giunta nemmeno, in compenso in consiglio comunale il M5S è riuscito ad approvare compatto - sebben con quattro assenze per «motivi personali» come si affretta a dire il capogruppo Paolo Ferrara - un ordine del giorno. Che impegna giunta e sindaca Virginia Raggi (assente ieri) «alla riduzione di oltre il 50% delle cubature per quanto attiene al business park eliminando le tre torri inserite nel precedente progetto».
GLI INTERVENTI
In quattro ore di dibattito, con quattro diversi documenti presentati dai vari gruppi, tutto ruota intorno alle opere pubbliche che dovranno accompagnare il nuovo progetto, mondato dei tre grattacieli e sostituito da 18 palazzine «che non supereranno - come ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori - l'altezza dell'impianto sportivo». Non è passato, e ne è nato subito un caso, l'odg del gruppo di consiglieri dem, primo firmatario Giulio Pelonzi. L'ordine del giorno chiedeva di «escludere in modo categorico che possano essere destinate risorse economiche pubbliche, di qualsiasi origine e fonte (quindi compreso il contributo costo di costruzione), per sostenere i costi delle opere e delle infrastrutture previste dal progetto dello Stadio dell'As Roma a Tor di Valle». Altrimenti si tratterebbe di finanziare con risorse pubbliche un intervento tutto privato e i cui profitti «restano in capo al privato alterando la lettera della legge 147/2013 lì dove impone al proponente l'equilibrio economico del progetto». Un paradosso che ha il sapore della beffae che la giunta pentastellata ha provato a fugare con Montuori. L'assessore infatti ha rilanciato: «L'interesse pubblico sarà mantenuto e ampliato, e sicuramente imporremo di fare le opere prima del calcio di inizio, tutte le opere pubbliche che noi riteniamo necessarie perché questo progetto». A proposito di opere: il Pd accusa che con il nuovo progetto, che supera quello dell'amministrazione Marino, la quota di interventi pubblici a carico dei proponenti scenderà «dal 40 al 6%». Il tema rimane sempre lo stesso: come arrivare a Tor di Valle e a spese di chi. Rimane, per esempio, il nodo del ponte: l'auspicio dei proponenti è che passi quello dei congressi voluto dal Governo, ma ritornato indietro alla progettazione, altrimenti toccherebbe ai privati farne un altro sul Tevere a proprie spese. La discussione è scivolata via senza «aver potuto vedere il progetto», ha sottolineato Stefano Fassina dall'ala sinistra. Dai banchi della giunta, a parole e senza carta, è stato promesso che sui trasporti, per esempio, sarà garantito il miglioramento del servizio, con un minimo di 16 treni all'ora su tutta la tratta della Roma-Lido, fino a Ostia. È che la via Ostiense sarà «messa in sicurezza e venga ri-ampliata non solo nel pezzo che va dal Gra allo stadio, ma lungo tutto il trattoche va dal Raccordo a viale Marconi». Al momento del voto sono stati bocciati gli odg di FdI, Si, e Pd. E' passato con 25 voti favorevoli (assenti Andrea Coia, Gemma, Guerrini, Fabio Tranchina e Alisia Mariani) 8 contrari e 1 astenuto. Nessuna spaccatura, nonostante i boatos di un possibile odg alternativo che avrebbero voluto presentare il tandem grillino Grancio-Montella. Tutto naufragato. Adesso la palla ripassa alla giunta: entro il 5 aprile dovrà esserci la nuova delibera sulla pubblica utilità dell'opera, da portare in conferenza dei servizi. L'iter è destinato a iniziare daccapo: «Ci vorranno 5 anni».

S. Can.
Se avessi scritto (o descritto o relazionato) in questo modo ai tempi del liceo non sarei mai stato promosso in seconda. Francamente non ci si capisce una mazza.

galafro

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Allora cerchiamo di chiarire lo scenario.
A fine mese cioè domani i grillini dovrebbero emettere la nuova delibera di pubblica utilità con i famosi 550 mila metri cubi di commerciale
Spariscono la metro e il ponte sul Tevere
Il collegamento con la riva destra sarà assicurato eventualmente dal ponte dei congressi dove quando sarà fatto.
Visti i tempi e il progetto rivoltato come un pedalino non vedo come si possa pensare che passi in questa conferenza dei servizi, anche perché nessun amministratore pubblico può approvare costruzioni in un'area sub judice della sovraintrndenza.
Vedrete che la scusa ufficiale per rimandare tutto ad una prossima cds sarà proprio che termini l'iter per il vincolo o no dell'opera di Defuente.
Insomma si ritorna a presentare il nuovo progetto al comune a dopo l'estate.
Credo che a questo punto Lotito debba mettersi in azione, oramai i criteri di  costruzione di uno stadio privato a Roma, compensazioni o quant'altro, dopo essere passati sotto esame di due giunte di colore opposto si sono chiariti.

WhiteBluesBrother

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Citazione di: galafro il 24 Mar 2017, 08:54
Allora cerchiamo di chiarire lo scenario.
A fine mese cioè domani i grillini dovrebbero emettere la nuova delibera di pubblica utilità con i famosi 550 mila metri cubi di commerciale
Spariscono la metro e il ponte sul Tevere
Il collegamento con la riva destra sarà assicurato eventualmente dal ponte dei congressi dove quando sarà fatto.
Visti i tempi e il progetto rivoltato come un pedalino non vedo come si possa pensare che passi in questa conferenza dei servizi, anche perché nessun amministratore pubblico può approvare costruzioni in un'area sub judice della sovraintrndenza.
Vedrete che la scusa ufficiale per rimandare tutto ad una prossima cds sarà proprio che termini l'iter per il vincolo o no dell'opera di Defuente.
Insomma si ritorna a presentare il nuovo progetto al comune a dopo l'estate.
Credo che a questo punto Lotito debba mettersi in azione, oramai i criteri di  costruzione di uno stadio privato a Roma, compensazioni o quant'altro, dopo essere passati sotto esame di due giunte di colore opposto si sono chiariti.
Condivido al 100%.
Ma non succederà nulla e staremo a parlarne ancora per molto prima che uno straccio di progetto venga presentato in comune, parlo di noi.
Loro si fottano in quel cul de sac, altro che cinque anni... Cazzacci loro!

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Stadio, battaglia sulle opere. E i privati non pagano il ponte (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 25 Marzo 2017)

IL PIANO

Dalla stretta di mano in Campidoglio che, lo scorso 24 febbraio, sancì il patto per Tor di Valle è passato ormai un mese. Ma, sotto traccia, tra l'amministrazione di Virginia Raggi e i privati che vogliono costruire il nuovo stadio della Roma è in corso una trattativa serrata e diversi nodi devono ancora essere sciolti. Tanto che la delibera con cui la giunta dovrebbe modificare il progetto varato dall'ex sindaco Marino nel 2014 potrebbe slittare ai primi di aprile. Andando oltre la scadenza del 30 marzo fissata dalla Regione in conferenza dei servizi. L'obiettivo di Palazzo Senatorio, ormai, è quello di sfornare il provvedimento entro l'ultimo giorno utile prima dell'ultima seduta della conferenza, fissata per il 5 aprile. Il voto in giunta quindi potrebbe arrivare non prima del 3-4 aprile, secondo i ragionamenti che circolano nel M5S.
Il fatto è che l'accordo con i proponenti ha lasciato ancora diversi aspetti da limare. Non sulle cubature, che verranno dimezzate (-48% la riduzione complessiva, -59% per il cosiddetto «Ecomostro» di negozi e uffici). Ma sulle opere pubbliche. Sembra destinato a saltare il contributo da 70 milioni di euro che i privati avrebbero dovuto versare per costruire il nuovo ponte sul Tevere. Se verrà realizzato, il Campidoglio proverà a utilizzare i fondi stanziati dal Cipe per il Ponte dei Congressi, nel caso in cui quest'opera dovesse arenarsi. Uno sconto - di fatto un regalo - che farà piacere ai privati.
Forse per bilanciare, ora la trattativa si sposta su altri temi. Diversi esponenti M5S infatti considerano «utili ai privati» alcuni interventi che la vecchia delibera Marino valutava invece «di interesse pubblico». Un esempio? La messa in sicurezza del Fosso di Vallerano, fondamentale per scongiurare il rischio inondazioni. Il costo dell'operazione si aggira intorno ai 12 milioni, ma secondo pezzi della maggioranza questo intervento favorirebbe soprattutto le costruzioni private e quindi non andrebbe annoverato tra le opere pubbliche (che generano cubature).
LA STAZIONE
In Campidoglio c'è anche chi non considera essenziale la riqualificazione della stazione a Tor di Valle (altri 10 milioni di euro). E preferirebbe stornare quei fondi sul potenziamento della Roma-Lido. La giunta, come ha detto anche il neo-assessore Montuori, vorrebbe almeno 16 treni l'ora per trasportare circa 19-20mila persone allo stadio. Ecco perché i 2 convogli che i privati si sono impegnati ad acquistare dopo l'accordo (inizialmente ne erano previsti 15) sono giudicati troppo pochi. Ne dovrebbero essere acquistati di più, ragionano in Comune, oppure potrebbero esserne riammodernati 8 treni di proprietà dell'Atac (in gergo tecnico si chiama «revamping»). Finché non verrà sciolto il nodo mobilità, la delibera rimarrà nei cassetti di Palazzo Senatorio.
Lorenzo De Cicco

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(Italia Oggi, 25 Marzo 2017)




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Citazione di: Redazione Lazio.net il 25 Mar 2017, 07:05
Stadio, battaglia sulle opere. E i privati non pagano il ponte (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 25 Marzo 2017)

IL PIANO

Dalla stretta di mano in Campidoglio che, lo scorso 24 febbraio, sancì il patto per Tor di Valle è passato ormai un mese. Ma, sotto traccia, tra l'amministrazione di Virginia Raggi e i privati che vogliono costruire il nuovo stadio della Roma è in corso una trattativa serrata e diversi nodi devono ancora essere sciolti. Tanto che la delibera con cui la giunta dovrebbe modificare il progetto varato dall'ex sindaco Marino nel 2014 potrebbe slittare ai primi di aprile. Andando oltre la scadenza del 30 marzo fissata dalla Regione in conferenza dei servizi. L'obiettivo di Palazzo Senatorio, ormai, è quello di sfornare il provvedimento entro l'ultimo giorno utile prima dell'ultima seduta della conferenza, fissata per il 5 aprile. Il voto in giunta quindi potrebbe arrivare non prima del 3-4 aprile, secondo i ragionamenti che circolano nel M5S.
Il fatto è che l'accordo con i proponenti ha lasciato ancora diversi aspetti da limare. Non sulle cubature, che verranno dimezzate (-48% la riduzione complessiva, -59% per il cosiddetto «Ecomostro» di negozi e uffici). Ma sulle opere pubbliche. Sembra destinato a saltare il contributo da 70 milioni di euro che i privati avrebbero dovuto versare per costruire il nuovo ponte sul Tevere. Se verrà realizzato, il Campidoglio proverà a utilizzare i fondi stanziati dal Cipe per il Ponte dei Congressi, nel caso in cui quest'opera dovesse arenarsi. Uno sconto - di fatto un regalo - che farà piacere ai privati.
Forse per bilanciare, ora la trattativa si sposta su altri temi. Diversi esponenti M5S infatti considerano «utili ai privati» alcuni interventi che la vecchia delibera Marino valutava invece «di interesse pubblico». Un esempio? La messa in sicurezza del Fosso di Vallerano, fondamentale per scongiurare il rischio inondazioni. Il costo dell'operazione si aggira intorno ai 12 milioni, ma secondo pezzi della maggioranza questo intervento favorirebbe soprattutto le costruzioni private e quindi non andrebbe annoverato tra le opere pubbliche (che generano cubature).
LA STAZIONE
In Campidoglio c'è anche chi non considera essenziale la riqualificazione della stazione a Tor di Valle (altri 10 milioni di euro). E preferirebbe stornare quei fondi sul potenziamento della Roma-Lido. La giunta, come ha detto anche il neo-assessore Montuori, vorrebbe almeno 16 treni l'ora per trasportare circa 19-20mila persone allo stadio. Ecco perché i 2 convogli che i privati si sono impegnati ad acquistare dopo l'accordo (inizialmente ne erano previsti 15) sono giudicati troppo pochi. Ne dovrebbero essere acquistati di più, ragionano in Comune, oppure potrebbero esserne riammodernati 8 treni di proprietà dell'Atac (in gergo tecnico si chiama «revamping»). Finché non verrà sciolto il nodo mobilità, la delibera rimarrà nei cassetti di Palazzo Senatorio.
Lorenzo De Cicco
Secondo me più opere riescono ad accollare al comune, meglio è. Questo perchè il comune non riuscirà mai a completarle

eaglefly1978

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Citazione di: surg il 25 Mar 2017, 08:22
Secondo me più opere riescono ad accollare al comune, meglio è. Questo perchè il comune non riuscirà mai a completarle

Il problema è che le opere vincolanti per l'apertura del merdodromo sono quelle a carico dei provati, non quelle a carico del comune.

Il paradosso è che per quanto assurdo e spropositato fosse il progetto "Marino" aveva una sua coerenza.
Grazie al M5M(erde) potremmo arrivare al paradosso dell'inaugurazione del merdodromo con un set di opere di urbanizzazione minime e totalmente inadeguate

Non che me ne freghi niente per i merdosi che la domenica devono alzarsi alle 4 di mattina per raggiungere il merdordomo, ma penso agli abitanti ed ai lavoratori di quel quadrante, che durante un turno infrasettimanale possono ritrovarsi 30.000 macchine in più su sulle vie di comunicazione attuali in attesa che arrivi Godot a realizzare l'allargamento...

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