Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Rugiule

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Citazione di: italicbold il 31 Mar 2017, 16:07
Stai a parlà de romanisti, che ce volevi trovà ? Er profumo de lavanda ?
Ecco, interpretazione verosimile  :D

turco

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Citazione di: alex73 il 31 Mar 2017, 15:47
consiglio di vigilare...io sto vedendo in zona dei movimenti che mi allarmano...ad esempio quasi tutte le squasre giovanili di roma nord sono affiliate roma....acquacetosa ormai c'è l'academy roma da qualche anno....acquaniene ha come soci pallotta e totti oltre al boss malagò....malagò che si sbilancia sul flaminio dicendo che è inagibile e che alla Lazio non converrebbe.....tutto ciò mi puzza....

E quindi?
Non ho capito, pensi che daranno il flaminio alla rioma?

Sir Boneddu

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Ho trovato sta news:

CitazioneDal Campidoglio arriva la frenata sul nuovo stadio della Roma: "Condizioni non soddisfatte". Bocciatura totale al progetto.

Il progetto del nuovo stadio rischia di diventare una vera e propria telenovela senza fine in casa Roma: sembrava tutto procedere per il meglio, ma dal Comune arriva l'ennesimo dietrofront con un comunicato che lascia spazio a poche interpretazioni.
Come riportato da 'Il tempo.it', il rappresentante del Comune di Roma, Fabio Pacciani ha scritto un messaggio al club giallorosso: "Si dichiara che non si possono ritenere completamente soddisfatte le condizioni per superare il dissenso di cui al Parere Unico".

Progetto da riformulare dunque: a questo punto sembra difficile che la Conferenza dei servizi resti aperta, perchè il Campidoglio non sembra intenzionato ad approvare l'attuale programma, il rischio è quello di dover attendere una nuova conferenza per procedere nei lavori.

E anche quest'anno lo fanno nel 2020

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Il grande mediatore dell'affare stadio alla guida di Acea (La Repubblica - ed. romana)

Lanzalone, consulente del M5S nella partita sull'impianto ricompensato con il vertice della società

DANIELE AUTIERI
SARÀ Luca Lanzalone, l'avvocato prestato alla causa dei 5Stelle, il prossimo presidente di Acea. Il suo nome è stato inserito nella lista dei candidati al nuovo cda della società che dovrà essere depositata entro lunedì alla Consob.
L'ultimo nodo rimasto per la definizione dei vertici della controllata più importante di Roma Capitale è stato sciolto con un compromesso al ribasso, che ha convinto l'assessore alle Partecipate Massimo Colomban a candidare sulla poltrona di presidente di Acea l'avvocato Lanzalone, noto non tanto per l'esperienza nel settore energetico quanto per le sue capacità di mediatore che hanno permesso alla sindaca di mettere in sicurezza l'accordo sullo stadio della Roma.
Le ultime schermaglie politiche si sono consumate nel corso di una lunga riunione tenuta giovedì sera al termine della quale la giunta 5Stelle ha dato il suo via libera ai due nomi che ieri sono entrati nelle liste: il già indicato Stefano Donnarumma, direttore di reti di A2A, e la new entry per la presidenza, l'avvocato Lanzalone.
Quest'ultimo si presenta sul palcoscenico romano per la prima volta nell'agosto scorso quando consegna alla sindaca la lista dei candidati indicati da Casaleggio per la poltrona di direttore generale dell'Ama. Negli ultimi mesi la stessa sindaca è dovuta intervenire più volte per difendere il suo fedelissimo di fronte alle critiche, lanciate soprattutto dal Pd capitolino, che chiedeva quale fosse il ruolo di Lanzalone, al servizio del Comune senza un incarico ufficiale. All'inizio di marzo, in risposta all'interrogazione della capogruppo Pd Michela Di Biase, la Raggi dichiarò: «L'avvocato Luca Lanzalone il 10 febbraio ha depositato una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende in particolare quella della società Eurnova e quindi dello stadio», aggiungendo che "presto" avrebbe ottenuto un incarico. Quel "presto" è arrivato e il premio per il lavoro fatto pro bono sullo stadio si materializza adesso sotto forma di una delle poltrone più pesanti della capitale, quella di presidente di Acea (240mila euro di emolumento annuale), la multiutility controllata al 51% dal Campidoglio e partecipata dal colosso francese Gdf Suez.
I nuovi vertici che sostituiranno la presidente, Catia Tomasetti, e l'ad uscente, Alberto Irace, saranno votati in via definitiva dall'assemblea di Acea che si riunirà in sede ordinaria il 27 aprile prossimo e in seconda convocazione il 4 maggio, quando sarà approvato il bilancio di esercizio 2016. L'indicazione dell'avvocato, che prima di arrivare a Roma si è fatto le ossa con il sindaco 5Stelle di Livorno, Filippo Nogarin, è stata sostenuta dall'assessore al Bilancio, Andrea Mazzillo, dopo un testa a testa con Ugo Mattei, il professore torinese che si è battuto in prima persona nel referendum per l'acqua libera e ha appoggiato il movimento No Tav in Val di Susa, ed è considerato dalla base una delle fonti di ispirazione per il Movimento. E proprio il prestigio e il ruolo di Mattei promettono oggi di scatenare le proteste della base.


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Tor di Valle, alt degli uffici alla giunta "Resta il no del Comune al progetto" (La Repubblica - ed. romana)

LA LETTERA/ LA COMUNICAZIONE DEL RAPPRESENTANTE CAPITOLINO ALLA REGIONE

MAURO FAVALE GIOVANNA VITALE
«NON si possono ritenere completamente soddisfatte le condizioni per superare il dissenso». «No» aveva detto il Campidoglio due mesi fa e «no» ribadisce anche oggi. Almeno sul vecchio progetto, l'unico disegno attualmente esistente e sottoposto al vaglio di uffici e conferenza dei servizi.
La strada verso il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle continua a essere in salita. E questo nonostante la delibera approvata due giorni fa dalla giunta M5S che inizia a ridefinire il pubblico interesse sull'impianto che in futuro dovrebbe ospitare le partite casalinghe della squadra giallorossa.
Proprio l'altro ieri, mentre i 5 Stelle in Comune davano il via libera al primo atto del "nuovo" progetto (quello senza le tre torri e con un taglio drastico alle cubature e opere pubbliche), il rappresentante unico del Campidoglio in conferenza dei servizi, l'ingegnere Fabio Pacciani, inviava alla Regione Lazio la lettera per ribadire l'ennesimo «no» all'opera. Un parere negativo inviato all'insaputa della giunta e proprio mentre due assessori, Luca Bergamo e Luca Montuori (rispettivamente vicesindaco e titolare dell'Urbanistica) erano a colloquio con la Regione per provare a strappare una proroga alla conferenza dei servizi. Una mediazione, quella tentata da Bergamo e Montuori, che potrebbe ora bloccarsi davanti al «dissenso» espresso da Pacciani.
Non è la prima volta, tra l'altro, che il rappresentante del Comune si mette contro la giunta. L'aveva già fatto un mese fa quando, nell'ultima seduta della conferenza dei servizi, dette parere negativo alla sospensione richiesta dalla Roma, nonostante le indicazioni dei Virginia Raggi fossero diverse. Un mese dopo, un'altra zeppa nel percorso indicato dalla sindaca e dalla sua squadra.
E così, in presenza del parere negativo già espresso dalla Città metropolitana e dell'apertura dell'iter per l'apposizione di un vincolo sulle tribune dell'Ippodromo di Tor di Valle, sembrano tramontare le speranze di tenere in vita l'attuale conferenza dei servizi aperta lo scorso novembre.
La prossima scadenza è fissata per il 5 aprile. In quella data bisognerà capire se a quel tavolo verrà giudicata sufficiente la nuova delibera di indirizzo approvata dai 5 Stelle due giorni fa. Oppure se sarà necessario chiudere questa conferenza dei servizi e riaprirne una nuova. Con un doppio effetto: da una parte, un ovvio slittamento dei tempi e, dall'altra, la possibilità che si riaprano le fibrillazioni all'interno della pattuglia a 5 Stelle alla luce delle opere pubbliche che verranno tagliate nel nuovo disegno.
Nella road map della Roma, se la Regione acconsentisse a prorogare questa conferenza, la posa della prima pietra potrebbe arrivare entro la fine del 2017. In caso contrario, con la necessità di far ripartire tutto da zero, le previsioni più ottimistiche parlano dell'inizio dei lavori tra un anno, per il primo trimestre del 2018.


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Lazio a Reggio con Milinkovic e 1500 tifosi Inzaghi ai suoi "Sfida decisiva" (La Repubblica - ed. romana)

Ultima chiamata Champions "Pensiamo solo al Sassuolo" Bilancio: utile di 9,5 milioni

GIULIO CARDONE
FAREBBE volentieri a meno, Simone Inzaghi, di questo antipasto di derby a pochi giorni dalla partitissima. Invece gli tocca affrontare il Sassuolo dei 7 ex romanisti, compreso l'allenatore Di Francesco, una colonia giallorossa che farà di tutto per tornare a vincere dopo 4 ko consecutivi in casa. Il tecnico lo sa e allora presenta la Lazio migliore, a parte l'indisponibile Marchetti, forse de Vrij da gestire (probabile panchina per l'olandese) e Basta per turnover (a destra Patric): «Non voglio sentir parlare di derby, conta solo il Sassuolo: dobbiamo vincere, in allenamento ho visto le facce giuste, abbiamo lavorato bene, sono fiducioso », dice Inzaghi. Che vuole riscattare il passo falso di Cagliari e presentarsi alla sfida di martedì con il morale a mille: «Per il terzo posto è tutto aperto, mancano tante gare e la classifica è corta, per questo la partita di Reggio è importantissima».
La sorpresa potrebbe essere Djordjevic al posto di Immobile, che verrebbe così risparmiato per il derby: Inzaghi ci sta pensando, è una possibilità. Keita non è al massimo per un affaticamento agli adduttori, andrà in panchina, nel tridente vedremo Felipe Anderson a destra e Lulic a sinistra. Nonostante la sfida "definitiva" di martedì sera, anche i tifosi laziali non sottovalutano la partita di oggi e in oltre 1500 saranno al Mapei Stadium per sostenere la squadra. «Di sicuro gli ex della Roma – sottolinea Inzaghi – vorranno giocare una grande partita, ma la mia squadra è consapevole delle proprie potenzialità e sa che, dopo tanti sacrifici, questi sono i due mesi decisivi della stagione: chi scenderà in campo dovrà dare il 120 per cento». Pungola i suoi, Inzaghi, per evitare che ripetano la scialba prestazione pre-derby d'andata, contro l'Udinese: «Ho avvertito i ragazzi che serve il massimo, anche perché è meglio presentarsi alla partita di Coppa con una risultato positivo alle spalle». Di sicuro è positivo il bilancio: semestrale (al 31 dicembre 2016) chiusa con un utile di 9,5 milioni. Decisive le plusvalenze, circa 23 milioni grazie alle cessioni di Candreva (18,9) e Onazi (3,5). Il fatturato medio è intorno ai 90 milioni e arriverà a 115-120. Nel mercato della scorsa estate di milioni ne sono stati spesi 34 per gli acquisti di Immobile, pagato 9,45 milioni, Wallace ( 8 ), Bastos (5), Lukaku (4) e Luis Alberto (4). A parte lo spagnolo, finora tutti hanno dimostrato un valore superiore a quanto investito per comprarli.


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Spoils system Cinque Stelle: per l'Acea spunta il nome dell'avvocato Lanzalone (Corriere della Sera - ed. romana)

di Andrea Arzilli

C'è un nome che lega gli affari più importanti del Campidoglio M5S di Virginia Raggi. L'avvocato Luca Lanzalone (foto) è stato l'uomo chiave della sindaca perché ha sciolto il nodo, almeno dal punto di vista politico, sullo stadio della Roma. E adesso potrebbe diventare protagonista dello spoils system Cinque Stelle visto che ha dato la sua disponibilità a ricoprire l'incarico di presidente di Acea, la gallina dalle uova d'oro del Comune che, da lunedì, comincia l'iter per cambiare i vertici. Lanzalone è infatti sulla lista di nove nomi elaborata dal M5S che sarà presentata nel cda della multiutility del Campidoglio, l'unica che può vantare conti in attivo e che, nonostante questo, ha appena giubilato la presidente Catia Tomasetti e l'ad Alberto Irace.

IN PRIMA

Stadio, è scontro tra giunta e Uffici (Corriere della Sera - ed. romana)

Raggi approva la memoria. Ma gli amministrativi: il progetto così non va, è da rifare

SEGUE DALLA PRIMA

Per il genovese Lanzalone la strada per il vertice dell'azienda sembra spianata. Massimo Colomban, assessore alle Partecipate, mercoledì ha avvertito l'ad uscente, Alberto Irace, che il suo successore sarà Stefano Donnarumma, già ex direttore della multiutility lombarda A2A. E, considerato il problema quote rosa che i Cinque Stelle hanno dovuto aggirare per la composizione del nuovo Cda, si può provare a ricostruire il nuovo organigramma studiato dalla giunta Raggi per l'azienda: tre donne nel Consiglio e i due uomini di fiducia del M5S al comando: Lanzalone e Donnarumma

C'è da dire che, però, il lavoro dell'avvocato spedito a Roma dalla Casaleggio per risolvere la grana stadio non è ancora concluso. Ieri, per esempio, si è verificato l'ennesimo intoppo. Perché giovedì mentre Raggi e gli assessori si stringevano la mano a suggello della memoria che impegna la giunta ad andare avanti con una delibera di pubblico interesse sul progetto «dimezzato» di Tor di Valle, gli Uffici del Campidoglio protocollavano il parere che avrebbe fatto saltare il banco. «Si dichiara che non si possono ritenere completamente soddisfatte le condizioni per superare il dissenso di cui al Parere Unico», le ultime tre righe del documento firmato dal rappresentate unico di Roma Capitale, Fabio Pacciani, con riferimento al «no» del Comune espresso il primo febbraio.

Ergo, mentre la politica diceva sì snocciolando i nuovi connotati di un progetto appena ripulito dal cemento (anche pubblico) in eccesso secondo il dogma grillino, i tecnici confermavano il loro no argomentando con rilievi «solo in parte recepiti e soddisfatti» dalla Roma. E questo significa essenzialmente due cose. La prima è la conferma di un'amministrazione che, sulla questione stadio e non solo, continua ad andare a due velocità: la giunta perfeziona accordi politici con i proponenti, la Roma e Luca Parnasi, senza prima consultare i tecnici che, apponendo le firme sui documenti, non possono concedersi delle spericolatezze. A marzo è successo due volte che giunta e tecnici si trovassero in (folle) conflitto burocratico: anche i primi del mese, quando la Regione bloccò la richiesta di proroga, la politica è stata smentita nel merito dai tecnici comunali, tanto che Raggi fu costretta a spiegare la gaffe.

Il secondo elemento che emerge riguarda direttamente l'iter del progetto che il 5 aprile dovrà passare all'esame della Conferenza dei servizi decisoria. E che dopo la raffica di «faremo» si presenterà al tavolo senza opere pubbliche strategiche, e in una condizione prossima all'imbarazzo: manca una variante urbanistica, non ci sono i «sì» di Campidoglio e Città metropolitana, e persistono le grane dei vincoli Mibact e dell'analisi di impatto ambientale della Regione; e soprattutto adesso c'è una memoria di giunta costruita strapazzando la delibera Marino, che non trova sponda nel parere degli Uffici tecnici. L'esito negativo dell'attuale Conferenza dei servizi è ormai ad un passo.

Come pure il riavvio dell'iter su un nuovo tavolo. Al quale, però sia il Campidoglio M5S, che ha una base ancora da convincere, sia la Roma, che di sicuro non potrà più contare sull'appoggio del Pd dopo l'idillio pentastellato di fine febbraio, potranno trovare nuove grane.



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Che vor di?
je fanno un buono?


Stadio della Roma, tutto da rifare. La Conferenza dei servizi dice no al progetto


ANSA
La Conferenza dei servizi sullo Stadio della Roma si è chiusa con esito negativo. A determinare l'esito dei lavori, tra l'altro, la mancata variante urbanistica da parte del Campidoglio e l'avvio del procedimento di vincolo da parte del Mibact. Ora i proponenti avranno tempo fino al 16 giugno per presentare le controdeduzioni.

Per avviare una nuova Conferenza dei servizi è necessario che nelle controdeduzioni siano mantenute le opere pubbliche e di interesse generale, e che esse siano eseguite contestualmente a quelle private.

La Direzione territorio, urbanistica e mobilità della Regione Lazio, spiega l'assessore alle politiche del territorio della Regione, Michele Civita, ha concluso con esito negativo la Conferenza dei Servizi "prendendo atto dei pareri trasmessi dalle varie amministrazioni interessate e ribaditi, alla fine di marzo, con i pareri negativi dei Rappresentanti unici di Roma Capitale e della Città Metropolitana. Gli Uffici della Regione hanno contestualmente comunicato ai proponenti l'avvio della chiusura del procedimento, come prevede la legge, sottolineando il mancato completamento della variante urbanistica da parte di Roma Capitale e l'avvio del procedimento di apposizione di vincolo relativo alla porzione dell'immobile denominato 'Ippodromo Tor di Valle' e area circostante da parte del Mibact.

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Poesia.

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Dai che ci siamo.

Un paio de spallate e viene giù tutto.

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In sintesi: prendete il progetto e appallotolatevole ntoculo

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Citazione di: amor_marde il 05 Apr 2017, 18:43
ma ... er rendering ???
Na cosa come riso, soriso... come me vie' da rendering...

Warp

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ma tu pensa che succederebbe se non arrivassero secondi.......

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