Il Razzismo , i BUU a Muntari e la discriminazione inversa o positiva ( da Facebook )
Io 'sta cosa non la capisco. Lo stadio è becero e lo si sa, chi fa il calciatore immagino lo sappia sin dai pulcini. Quello che stona è che se danno del "figlio di troia" o del maiale, cornuto o anche merda ( come ad ogni rilancio del portiere) ad un giocatore x di qualsivoglia colore sia, va bene, della serie "so' ragazzi..." . Se però i tifosi, fanno bu bu ad un uomo di colore , che è offensivo, ma al pari dei precedenti, scoppia il finimondo. Non pensi nessuno, ve ne prego, che io lo possa ritenere civile, giusto o tantomeno elegante. Dico solo che fa il paio con gli insulti alla moglie di Totti o a quella dell'arbitro ( da sempre impegnata con altri quando il marito da' i rigori agli avversari), dico che dare della scimmia ( se è questo il significato dei Buuu) a Muntari perchè africano non è più grave che dare del maiale a Gascoigne perchè roseo e rubizzo. Andrebbe forse valutato il fine e non il senso stretto delle parole, ed il fine è quello legato ad ogni intemperanza da stadio, ovvero fare incazzare l'avversario.
Quelle che invece regolarmente succede è quello che la Psicologia sociale tecnicamente è chiama discriminazione positiva, ed è quella strana moda nostrana che pur di mostrarci privi di qualsivoglia ipotesi di razzismo, tendiamo alla protezione quasi eccessiva ed alla persecuzione senza quartiere di qualsivoglia forma di discriminazione, sino a dare alle potenziali vittime della stessa, diritti che ad altri non riconosciamo, perchè magari li recludiamo in un lager che chiamiamo centro di accoglienza... ma sia mai che qualcuno gli dia della scimmia...
Non credo sia l'idea di eguaglianza che ho in testa. Se siamo uguali, lo siamo sempre e non solo nei doveri, ma anche nei diritti. Se mi possono dare del porco allora in egual maniera è legittimo ( ed inelegante ) dare della scimmia a Muntari.
Altrimenti il contrario ( che è meglio ) ma non vedo il senso di una tutela estensiva nei confronti di un uomo di colore che IO non vedo diverso ed in quanto tale non devo diversamente proteggere, perchè esattamente eguale a me, in doveri diritti, obblighi e "sensibilità" agli insulti.
La la Cassazione ha dottamente espresso che "dare dell'animale ad un uomo" ha "una valenza denigratoria in quanto, assimilando un essere umano ad un animale, si nega qualunque dignità in un processo di reificazione e di assimilazione ad una 'res' comunemente ritenuta disgustosa o comunque di disumanizzazione".
Se così è trovo che di razzista nel caso agli onori della cronaca vi sia solo il senso di colpa degli italioti e la paura di Muntari che per via della sua razza ( che non esiste è chiaro ma che cito solo ai fini di provenienza del termine ) è convinto di non avere eguali diritti e che quindi ritiene di avere più diritti di Buffon, cui si può dare dell'escremento ad ogni rilancio senza che per questo abbia diritto a scandalizzarsi o ad uscire dal campo.
Più danni fa la paura di non essere civili che l'inciviltà in se, e se è vero che insultare il prossimo è reato ( quasi mai punito per la cronaca ) questo non legittima nessuno a sentirsi vittima diversa in un mondo di uguali.
L'unica regola realmente violata domenica, è stata quella che ha convinto Muntari di poter abbandonare il campo senza autorizzazione, cosa che non hanno potuto e voluto fare le altre "merde" gli altri "cornuti", "gobbi", "froci" o "[...]" che erano in campo.
Potremmo poi valutare il tifo da stadio... ma questo è tutto un altro paio di maniche...