Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Stadio Roma, Montuori: Entro 15 maggio memoria giunta per nuova delibera. Entro il 30 giugno uffici elaboreranno documento da portare in Assemblea capitolina

"I proponenti hanno presentato la proposta di variazione del precedente progetto sullo stadio di Tor di Valle rispetto agli indirizzi che abbiamo dato come Amministrazione: dalla riduzione delle cubature all'eliminazione delle tre torri fino alla realizzazione di edifici con alti standard energetici e basso impatto ambientale, e tra le opere pubbliche il potenziamento della ferrovia Roma-Lido, l'unificazione della Via Ostiense-Via del Mare dal Grande Raccordo Anulare a viale Marconi e l'intervento sul Fosso di Vallerano per superare il rischio idrogeologico. Entro il 15 maggio approveremo in Giunta una memoria che servirà per costruire la nuova delibera integrativa da sottoporre all'Assemblea capitolina".  Così in una nota l'Assessore all'Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale Luca Montuori. "La memoria conterrà il perimetro delle opere di interesse pubblico, i volumi e le tipologie costruttive. Sempre nel provvedimento sarà esplicitato il termine entro cui gli uffici dovranno elaborare la nuova delibera. La deadline è fissata al 30 giugno", conclude.

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Stadio Roma: c'è nuovo progetto, ok giunta entro 15 maggio. Taglio cubature, potenziamento Roma-Lido. Raggi: Sarà fatto bene

Il nuovo progetto per lo stadio della Roma è arrivato in Campidoglio. A dare l'annuncio oggi è stato l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori, aprendo di fatto il nuovo iter che dovrebbe portare alla memoria di giunta in vista dell'approvazione da parte dell'Assemblea capitolina. Il tutto, promette l'assessore, "entro il 15 maggio". Un passo avanti importante per il nuovo impianto della società giallorossa e che arriva a 24 ore dalla visita della sindaca Virginia Raggi nell'area di Tor di Valle, dove dovrebbe sorgere lo stadio. Ieri la prima cittadina ha varcato i cancelli dell'ex ippodromo e ha avuto modo di visionare le nuove planimetrie. "Uno stadio fatto bene - ha poi scritto su Twitter -. A Tor di Valle dove sorgerà il nuovo stadio della As Roma. Progetto work in progress". Il nuovo progetto presentato dai proponenti segue gli indirizzi forniti dal Campidoglio al termine della travagliatissima conferenza dei Servizi, conclusasi "con esito negativo" lo scorso 5 aprile.

"Dalla riduzione delle cubature all'eliminazione delle tre torri fino alla realizzazione di edifici con alti standard energetici e basso impatto ambientale - ha annunciato Montuori -. E tra le opere pubbliche il potenziamento della ferrovia Roma-Lido, l'unificazione della Via Ostiense-Via del Mare dal Grande Raccordo Anulare a viale Marconi e l'intervento sul Fosso di Vallerano per superare il rischio idrogeologico". Nella nuova memoria della giunta Raggi ci saranno "il perimetro delle opere di interesse pubblico, i volumi e le varie tipologie costruttive". "Sempre nel provvedimento - ha sottolineato l'assessore - sarà esplicitato il termine entro cui gli uffici dovranno elaborare la nuova delibera. La deadline è fissata al 30 giugno".

Una volta arrivata l'approvazione definitiva potrà riaprirsi una nuova Conferenza dei Servizi, che - è l'auspicio della Regione Lazio - "possa far tesoro dell'esperienza già fatta". La speranza della società giallorossa è quella di porre la prima pietra il prima possibile, forse già nel 2018, come ha annunciato meno di un mese fa il capogruppo M5S in Campidoglio, Paolo Ferrara. Nel frattempo, però, bisognerà attendere il 15 giugno, deadline entro la quale dovrà esprimersi il Ministero dei Beni Culturali sull'eventuale vincolo sulle tribune dell' ippodromo di Tor di Valle, opera dell'architetto Julio Lafuente sulla quale è tuttora aperta una procedura di dichiarazione di interesse culturale firmata dalla Sovrintendenza all' Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Roma.

nestorburma

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http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_04/segreto-stato-lo-stadio-0ab0b63a-303b-11e7-a298-52518e2719d0.shtml



il caso
Tor di Valle, il nuovo stadio
della Roma: c'è segreto di Stato
Impossibile visionare l'atto dell'Avvocatura che dà ok al nuovo impianto a Tor di Valle. Il difensore civico: no alla richiesta dei documenti per la norma col timbro «top secret»

L'accesso negato per «motivi di riservatezza», il parere non disponibile perché «in unica copia in mano alla sindaca», la possibilità di dare una sbirciata ma solo senza smartphone in tasca e ora l'atto coperto dal «segreto di Stato». La storia del documento chiave dello stadio della Roma, cioè il parere dell'Avvocatura capitolina che ha indotto Raggi alla virata verso il sì all'opera onde schivare le cause multimilionarie dei proponenti, ha un inizio comico e un'ultima puntata davvero inquietante. Perché l'ennesimo tentativo di esaminare l'atto da parte del consigliere FdI, Andrea De Priamo, è andato a scontrarsi contro un muro. Di gomma, verrebbe da dire. Anche se è esagerato rispolverare per lo stadio un'espressione che la memoria lega d'istinto ai tanti misteri italiani ancora senza soluzione.

Scrive il difensore civico della Città metropolitana, Alessandro Licheri, il 27 aprile scorso in risposta all'ultimo ricorso del consigliere cui da mesi è negato l'accesso all'atto «omissato» dall'Avvocatura: «Siamo spiacenti doverle comunicare di non poter accogliere il suo ricorso per il quale il diritto di accesso è escluso per i documenti coperti da segreto di Stato, nonché nei casi di segreto o di divieto di divulgazione altrimenti previsti». Niente da fare, così, dice no anche l'ex provincia, ora in mano a Raggi: è segreto di Stadio.

L'iter su Tor di Valle va avanti tra accelerate mediatiche e frenate burocratiche, ma il documento che, a metà febbraio, convinse la sindaca a dare l'assenso politico all'opera non è accessibile ai consiglieri comunali in quanto segnato dal timbro «top secret». E' scomparso, ammesso che esista. Forse la decisione di dire sì allo stadio è arrivata direttamente da Milano e non è stata ponderata in base all'analisi del rischio da parte degli Uffici del Campidoglio? Non è dato sapere. E questo nonostante una precisa legge sulla trasparenza che impone agli enti pubblici di rendere tracciabili tutti gli atti. E un'amministrazione, quella a Cinque Stelle, che della trasparenza ha fatto un ariete per riuscire a sfondare il portone del Campidoglio, evidentemente palazzo di cristallo solo prima e durante la corsa elettorale. Perché ora andare avanti non si può, nella lettera c'è pure un richiamo al «segreto professionale» che vincola al silenzio l'Avvocatura. De Priamo sta valutando con i legali l'ipotesi-esposto.

Del resto è l'ultima opzione rimasta nel carnet dopo un'Odissea iniziata ormai due mesi fa con una banale richiesta di accesso. Al quale l'Avvocatura rispose candidamente di no, perché il documento è «di natura estremamente riservata», «redatto in unico originale, protocollato ma non scansionato» e perché «consegnato a mani in busta chiusa direttamente alla sindaca». Si mobilitò la Commissione trasparenza e seguì un'altra lettera di De Priamo. E lì il vicesindaco Luca Bergamo si mostrò possibilista a concedere qualche minuto per la visione, ma a patto che De Priamo lasciasse lo smartphone. Ora l'atto è ufficialmente secretato.



La mafia vera, stemmerde.

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CALCIO: STADIO ROMA, CODACONS DENUNCIA DIFENSORE CIVICO CAPITALE

Il rifiuto del Difensore civico di Roma, Alessandro Licheri, di fornire al consigliere FdI De Priamo il parere dell'Avvocatura capitolina sullo STADIO della Roma, finisce alla Procura della Repubblica. Il Codacons ha infatti deciso di denunciare Licheri alla magistratura per abuso e omissione di atti d'ufficio. ''Il rifiuto del Difensore civico è un gesto abnorme e ingiustificato che viola la legge 241/90, in quanto il documento dell'Avvocatura non può essere coperto da segreto di Stato se non con apposito decreto della Presidenza del Consiglio - spiega il presidente Carlo Rienzi - La Procura dovrà ora accertare il comportamento del Difensore civico di Roma, e riteniamo che da subito debba essere revocato l'incarico a Licheri''. ''Se il parere dell'Avvocatura non sarà reso pubblico entro pochi giorni, il Codacons sarà costretto ad impugnare il progetto sullo STADIO della Roma al Tar del Lazio, perché solo così sarà possibile acquisire il documento - prosegue Rienzi - Un ricorso che rallenterà ulteriormente la realizzazione dell'opera, ma che rappresenta un passo indispensabile di fronte alle gravi omissioni a danno della trasparenza registrate sul caso Tor di Valle''.

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arturo

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sta avvelenato sto stercoraro de Rienzi.
che gli avranno fatto per farlo incattivire così? :beer:

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Stadio Roma: Montuori, siamo nei tempi, pronti per 15 giugno

"Sullo Stadio di Tor di Valle stiamo procedendo secondo i tempi che ci siamo dati. I proponenti hanno presentato la nuova ipotesi che sembra rispondere alle indicazioni date dall'Amministrazione". Lo annuncia su Facebook l'assessore all'Urbanistica di Roma Luca Montuori. "Ne stiamo prendendo visione con gli uffici e al più presto - spiega - speriamo di ridefinire l'interesse pubblico dell'intervento attraverso la memoria di Giunta - che approveremo entro il 15 maggio - con cui diamo mandato agli uffici di preparare la delibera che andrà in Assemblea capitolina e ovviamente aprire tavoli di confronto con i Municipi e le Commissioni competenti. La memoria conterrà la riperimetrazione delle opere di interesse pubblico che risponderanno agli indirizzi dell'amministrazione. La deadline è fissata al 30 giugno ma stiamo lavorando per essere pronti già per il 15 giugno quando si riapre la discussione".

"Già in questa settimana abbiamo calendarizzato degli incontri interni con i Dipartimenti preposti - scrive l'assessore -. Intanto ieri in Commissione Lavori Pubblici si e' parlato del Ponte dei Congressi, un'infrastruttura strategica per due motivi. Il primo, il piu' importante, riguarda la possibilità grazie a questa opera di ridistribuire i flussi di traffico in entrata e in uscita in un quadrante fondamentale per la citta'. Il secondo motivo e' piu' 'simbolico': si tratta di un'opera che nasce da un concorso di progettazione che ha permesso quindi un confronto tra le migliori intelligenze e un lavoro di concertazione con tutte le realtà competenti. Durante la Commissione e' stato illustrato il progetto e l'iter di una infrastruttura particolarmente complessa. Un grande sistema rotatorio a quattro corsie che fa da collegamento sull'autostrada Roma-Fiumicino a monte del viadotto Magliana, attraversa il fiume Tevere e crea il collegamento per l'immissione su via Cristoforo Colombo, su Tre fontane e verso il quartiere Eur Torrino. Quando sarà realizzato si entrerà a Roma dal Ponte dei Congressi e si uscirà dal viadotto della Magliana", conclude.

GoodbyeStranger

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scadenze... tempi... ultimatum, ma che senso hanno in Italia?

ES

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Queste informazioni che rilasciano puzzano molto di rendiconto per qualcuno.

"Mamma, ho fatto i problemi, analisi logica la inizio ora e tra un'oretta ho finito. Poi dopo mi compri il gelato?"

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ian

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Comunque i compagni di Report (fino ad ora) stanno parlando di tutto meno che del debituccio di 1MLD di euro circa che sono in ballo tra unicredit parnasi e le merde

ian

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Ah no, lo hanno nominato, di sfuggita, dicendo che la famiglia Parnasi ha 450mln di € di buffo, e tuttapposto.
(Ma non erano 700?)

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CALCIO: BERDINI, STADIO ROMA? MOLTO DIFFICILE CHE SI FACCIA. PIU' FACILE FARE LEGGE ELETTORALE

"Se lo Stadio della Roma non si fara' mai? E' molto difficile. Quella e' una zona di grande delicatezza idrogeologica, e' un'ansa del Tevere, sta sollevata in periodo di magra di 80cm rispetto al corso del fiume, quindi quando il fiume sale la zona puo' esser allagata. Tanto che io trovai delle pompe per sollevare l'acqua piovana quando piove, perche' la zona diventa una grande vasca". Cosi' l'ex assessore all'urbanistica del Comune di Roma Paolo Berdini, che oggi e' stato ospite del programma di Rai Radio1 'Un Giorno da Pecora', condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Il progetto approvato e' molto diverso da quello pensato da lei? "E' molto distante, e' il doppio della cubatura". Pero' non ci sono i tanto contestati grattacieli. "Io ho fatto una battaglia per il rispetto delle regole. A Tor di Valle si possono costruire 100mila metri quadrati aperti, adesso gliene regalano 200mila". A chi vengono regalati? "Il Comune di Roma, se accetta la transazione sui cui stanno lavorando, che e' il doppio di quanto era previsto dalle regole per quella zona, li regala alla Roma". Lo stadio si doveva pensare altrove? "Lo stadio - ha detto Berdini a Rai Radio1 - si poteva costruire in zone gia' edificate, dove magari i bambini scendono da casa e vanno alla scuola della Roma, come fanno a Torino". Dove si sarebbe potuto costruire? "Per esempio a Romanina, in zona Roma Est". Lei e' tifoso? "Si, della Roma". Eppure da molti romanisti e' stato definito laziale per il suo veto contro lo stadio... "E' la cosa piu' infamante - ha scherzato Berdini a Un Giorno da pecora -, ma capisco il tifoso che vede solo un pezzetto del ragionamento". Se fosse per lei lo stadio lo intitolerebbe a Totti? "Perche' no? Ma di solito si intitola a persone defunte, quindi lasciamolo tranquillo". E' piu' facile che si faccia la legge elettorale o lo stadio? "Secondo me la legge elettorale".

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CALCIO: GIACHETTI "STADIO ROMA? NON LO VEDREMO MAI..."

"Lo stadio della Roma non lo vedremo mai, ci risentiamo fra un paio d'anni e vedremo se avro' avuto ragione. Si parlava di prima pietra in estate, invece in estate probabilmente non avremo neanche il progetto definitivo dello stadio. Sapendo quanto questa citta' sia complessa, la mia scelta di annunciare l'intera giunta due mesi prima del secondo turno, che era stata anche criticata dal mio partito, non era campata per aria. Era fatta sapendo che non appena ti insedi devi subito iniziare a lavorare". Lo ha detto Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, intervenuto ai microfoni della trasmissione "Ho scelto Cusano", su Radio Cusano Campus.

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arturo

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Se fa , Se fa  Giachè , fidate.

By Ninja  :beer:

seagull

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Tor di Valle, niente ponte e metro B (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 13 Maggio 2017)
IL PROVVEDIMENTO

La data ora c'è: il 13 giugno. Tra un mese esatto il Consiglio comunale discuterà la delibera sul progetto bis di Tor di Valle. Il provvedimento è stato appena calendarizzato tra i lavori dell'Aula Giulio Cesare e proprio ieri la giunta M5S ha varato una memoria che ne avvia l'iter di approvazione, dando mandato agli uffici comunali, compresa l'Avvocatura, di elaborare un atto che contenga la sforbiciata alle cubature dell'«Ecomostro» di negozi e uffici privati, con conseguente riduzione delle opere pubbliche.
IL CRONO-PROGRAMMA
Nel crono-programma che tracciano a Palazzo Senatorio, invece, la variante urbanistica dovrebbe slittare. Anche se la manovrina approvata ad aprile dal governo permette di bypassare alcuni passaggi, trasformando il via libera della conferenza dei servizi in una sorta di una variante al Piano regolatore, l'amministrazione M5S sembra intenzionata ad effettuare comunque un altro passaggio in Assemblea capitolina. Ma non subito. Soltanto dopo l'apertura della nuova conferenza (quella attuale, che si è conclusa con un esito negativo, scadrà il 15 giugno).
Per il resto la memoria votata ieri conferma nel nuovo progetto la «riduzione di oltre il 50% delle cubature del Business Park con l'eliminazione delle tre torri», e il taglio delle infrastrutture a carico dei privati.
I TAGLI
Salta definitivamente il ponte carrabile e il prolungamento della metro B, resta «l'unificazione della Via del Mare e della Via Ostiense, nel tratto tra il Gra e il nodo Marconi», «il ponte ciclopedonale di collegamento tra la stazione di Tor di Valle e l'area dello stadio», un altro collegamento per bici e pedoni tra la ferrovia FL1 e l'impianto sportivo, oltre alla realizzazione di un bike park, del parco fluviale e agli interventi per superare il rischio inondazioni intorno al Fosso di Vallerano.
Sul fronte dei trasporti la giunta si impegna a «garantire il potenziamento dell'offerta sull'intera tratta della Roma Lido». «La memoria approvata - spiega l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori - contiene l'indicazione delle opere di interesse pubblico, le superfici e i principi generali per la realizzazione dell'intervento e servirà a costruire entro i termini previsti la nuova delibera da sottoporre all'Assemblea capitolina».
L. De Cic.

trax_2400

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Ma a Roma non c'è un grosso problema riguardante l'individuazione di aree da utilizzare come discariche?
Ecco ....
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giggio

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Torna a parlare Paolo Berdini, ex assessore all'urbanistica di Roma, in merito al progetto del nuovo stadio. Queste le sue parole rilasciate a Centro Suono Sport:

Come aveva promesso in Campagna elettorale, la Raggi ha mai paventato l'ipotesi di ritirare la delibera di pubblica utilità una volta entrata in Campidoglio?
"C'è stata una discussione profonda su questo atto che a me sembrava assolutamente non rimandabile, lì bisognava rimandare l'interesse pubblico. Questo perché la definizione di interesse pubblico, per me, ha una valenza giuridica fondamentale. Non era interesse pubblico quello che c'era dietro alle opere che la Roma voleva fare e, la conferma di questa mia posizione, è venuta dal problema del ponte sul Tevere. La Roma fa una proposta di ponte che è congeniale al suo intervento; a un chilometro di distanza, però, c'era già un progetto di massima che è diventato poi definitivo, il famoso ponte dei congressi. Io ho posto questa questione, una città che sta andando a rotoli non può fare due ponti a distanza di un chilometro. E quindi come aveva fatto la giunta Marino a concedere l'interesse pubblico per un'opera che era la fotocopia di una che stava lì vicino? Tutta finanziata dal pubblico poi (140 milioni), questo mi sembrava uno scandalo. C'erano tutti gli elementi per ritirarla, a partire dal ponte sul Tevere".

Poi però?
"Non è mai stata portata avanti questa idea. Consulenti giuridici, evidentemente molto più bravi di me, hanno iniziato a dire che c'era il rischio di una causa. Dunque lo spettro della paura è stato più forte del rispetto della legge. Oggi c'è ancora la cultura che vuole che lo Stadio della Roma abbia un interesse pubblico. Anche con il nuovo progetto vogliono continuare a riconoscere il pubblico interesse. Il pubblico interesse a Roma sarebbe quello di chiudere la partita delle periferie. Dobbiamo chiudere il problema della mancanza dei trasporti pubblici su ferro, dobbiamo recuperare le periferie, ma questo è un altro discorso".

Il Movimento 5 stelle quando era all'opposizione parlava di progetto come 'favore ai soliti noti' e gli emendamenti proposti venivano paragonati a dei 'lifting ad un cadavere'. Grillo, disse 'Stadio a Tor di Valle? Ne facciamo due, uno anche sott'acqua' alludendo al rischio idrogeologico. Secondo lei perché si è cambiata idea: è bastato eliminare le torri a favore di alcune palazzine per eliminare questo rischio?
"Il rischio idrogeologico è stato, per me, un elemento di grave scoperta. Cioè io scopro, come ho detto in alcune dichiarazioni, che nel progetto della costruzione dello stadio ci sono anche delle pompe idrovore. In poche parole lo stadio sorgerà su un'ansa del Tevere quindi c'è l'argine che crea una sorta di 'vascone', la dico così per capirci, e allora nel progetto di sviluppo di quel comprensorio ci sono delle pompe idrovore che, in periodi di violente piogge, avrebbero tolto l'acqua dal bacino. Anche lì io ho detto che quello non era un interesse pubblico, quello è un interesse dell'operatore e dunque quei soldi, che erano milioni di euro, doveva metterli la Roma e non il Comune. Sono stato accusato di aver detto un'eresia e si montò un caso assurdo, poi dopo un po' mi hanno dato ragione. Cioè quella è una zona dal punto di vista idrogeologico molto delicata, qualsiasi città intelligente avrebbe vietato l'edificazione in quella zona. Invece Roma sta continuando a giocare: un po' sì un po' no, un metro quadro in più tre torri in meno ma alcune palazzine in più. Io credo che così non si fanno le città, così si fa un compromesso a ribasso che questa città conosce bene, perché sono 60 anni che vive di compromessi e le conseguenze le paghiamo tutti in termini di vivibilità".

Lei ha mai fatto una controproposta alla Roma cercando di diminuire le cubature?
"Sì, ho cercato di fare due funzioni con molta determinazione: la prima è quella di cambiare luogo, ovviamente non indicandolo io, non era né mio diritto né mio dovere indicare quale fosse la zona migliore. C'era un elenco di 28 aree che la Roma aveva esperito, Tor di Valle era la prima, potevano scegliere sull'altro novero di 27 aree ma non l'hanno fatto. Quello che argomentavo io è che con le opere connesse allo stadio, come parcheggi e trasporti su ferro, avrei servito un numero di cittadini romani molto più importante rispetto a Tor di Valle. Quindi avrei portato maggior beneficio in periferia se avessi fatto quelle opere in un altro posto, così fanno le città del nord Europa che sanno qual è lo sviluppo urbano, a Roma non è passata questa mia idea. Allora ho ragionato in subordine, se deve essere Tor di Valle, e non capisco perché deve esser Tor di Valle, allora vanno fatte valere le regole del piano regolatore: lì ci sono centomila metri quadrati di volumetria ammissibili, punto. Trattative come queste hanno portato questa città al disastro. È ovvio che se si fanno trattative e l'amministrazione comunale è soccombente perché non ha più potere e soldi, vince l'interesse privato. Il rispetto della legge per me era fondamentale, io rispettavo il piano regolatore e volevo che si rispettasse. La risposta che mi fu data quando chiesi il rispetto del piano regolatore fu sconcertante, mi dissero 'ma così non c'è il ritorno economico'... ma non l'ho scelta io quell'area. È stata questa la triste vicenda dello stadio 'non c'è convenienza economica così' come se fosse un problema della città di Roma, io rappresentavo gli interessi dei cittadini romani, non i miei. Cioè l'interesse dei cittadini romani è far ritornare nelle casse della Roma e del costruttore legato alla Roma i soldi? E quando mai, un cittadino pensa all'equilibrio della città pensa al futuro e alla funzionalità di un'opera, non deve pensare a far guadagnare qualcuno da un'operazione. Poi comprendo bene che nel gioco della costruzione c'è chi ci guadagna, fare il costruttore è un lavoro, ma non deve essere l'amministrazione a spianare la strada, questo lo trovo sconcertante. Questa è la battaglia della mia vita, sono sempre andato contro questo modo di vedere l'urbanistica e credo che sia un errore continuarlo oggi. Soprattutto considerando che la premessa era l'inversione drastica, culturale, del modo di governare le città. Non c'è stata questa inversione, anzi, c'è la continuità più sconcertante dell'urbanistica romana. Quindi la mia persona, evidentemente, dava fastidio a questo 'nuovo' modo di intendere l'urbanistica; prova ne sia che l'assessorato all'urbanistica, non l'assessore ma l'assessorato, comincia ad esser frequentato dagli stessi personaggi che hanno portato Roma al disastro. Quindi le stesse persone che con Veltroni e Alemanno hanno contrattato, come si dice in gergo, sono i trionfatori della vittoria della lista dei 5 stelle. C'è il ritorno al vecchio sistema di potere che doveva essere cancellato".

Lei è stato chiamato dalla Raggi nonostante si conoscesse la sua posizione, favorevole, alle Olimpiadi e la sua posizione, contraria, allo stadio a Tor di Valle. A distanza di quasi un anno ci troviamo senza Olimpiadi ma, probabilmente, avremo lo stadio. Cosa è successo?
"Chi lo sa, qui ci vorrebbe uno psicanalista. La cosa che più mi ha infastidito è che di fronte a un progetto pubblico come sono le Olimpiadi, in cui è il Sindaco che fa il commissario straordinario, e che dava alla città 4 miliardi di finanziamenti, c'è stato prima un tentennamento durante la campagna elettorale perché dovevano scegliere i cittadini online, poi il referendum confermativo non è stato fatto ma è arrivato il no; dopodiché su un progetto privato, come quello dello stadio della Roma, andiamo avanti con questo balletto, io trovo questa cosa sconcertante. Sul progetto pubblico che avrebbe portato nella casse di Roma 4 miliardi abbiamo dato un secco no, su un progetto privato, invece, continuiamo questo balletto immondo. Non è questa l'urbanistica che sognavo. Con quattro miliardi potevi mettere a posto i trasporti pubblici e risolvere il problema delle buche che fa morire i ragazzi sui motorini, questo mi stava molto a cuore. Possiamo usare Milano in proporzione, Milano ha poco meno di un milione di abitanti: l'operazione expo è stata finanziata per un miliardo e mezzo di euro, quindi la proporzione è che noi dovevamo prendere circa quattro miliardi e mezzo. Lo Stato ci aveva detto che c'erano quattro miliardi nel pacchetto Olimpiadi 2024 e quindi credo che un'amministrazione sensata doveva andare a vedere questo progetto. Io non conosco i motivi che hanno spinto al no perché ad un certo punto non è stato più chiaro chi decideva chi e cosa. Improvvisamente c'è stato un disco rosso da parte dei dirigenti nazionali del M5s e noi ci troviamo senza soldi per la manutenzione ordinaria".

Proprio su questo, avete mai subito influenze da fuori Roma per il governo della città? Soprattutto la Raggi?
"Non rispondo delle persone, dico solo che su certe decisioni sicuramente non è stata Roma che ha deciso. Sul no alle Olimpiadi non ha deciso Roma, perché altrimenti si poteva discutere su come e quando fare la consultazione. Evidentemente qualcuno da Comuni importanti vicino a Roma, o anche un po' lontani da Roma, ha deciso che non si facessero le Olimpiadi, e questo stesso qualcuno ha deciso che era meglio fare lo stadio della Roma. Questo dice tutto sull'inversione culturale che non c'è stata. Io avevo accettato il mio posto da assessore all'urbanistica per la posizione limpida dei M5s in campagna elettorale: Le Olimpiadi si sarebbero fatte solo se i cittadini erano d'accordo e che lo stadio della Roma era la più grande speculazione, questo hanno detto. Improvvisamente arriva il no alle Olimpiadi senza il consenso popolare, e diciamo sì allo stadio della Roma anche se c'è questo giochino che ormai non incanta più nessuno"

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mi pare che sia tutto chiarissimo

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Bambino

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Citazione di: trax_2400 il 13 Mag 2017, 08:44
Ma a Roma non c'è un grosso problema riguardante l'individuazione di aree da utilizzare come discariche?
Ecco ....
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se sbrigassero a fa sto stadio, così falliscono e se li levamo dai cog.lioni, poi ce famo la discarica e piamo 2 piccioni co na fava...

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Lazionetter
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Stadio Roma: ecco progetto, cubature ridotte oltre 50%. Rendering e piano a vaglio maggioranza M5s, eliminate le 3 torri 

Un impianto moderno, ecocompatibile, all'avanguardia, che rispetterà ambiente e territorio: è il progetto dello Stadio della Roma "2.0", consegnato oggi in Campidoglio, corredato dai primi rendering. Sorgerà sempre nell'area di Tor di Valle e vedrà la riduzione delle cubature di oltre il 50% per quanto riguarda il Business Park, senza più quindi le iniziali tre torri, ma con più verde e opere infrastrutturali per i cittadini. Il progetto, che ha recepito le modifiche chieste dall'amministrazione, è stato illustrato stasera ai consiglieri di maggioranza del M5s. Il 'nuovo' Stadio della Roma è, di fatto, un altro progetto rispetto a quello originario, con il Campidoglio che rinuncia all'idea di costruire l'impianto in un'altra area e il club di James Pallotta che, dalla sua, rinuncia a gran parte delle opere che aveva in mente di realizzare. Soprattutto, spariscono le 'famigerate' torri che tanti strali hanno attirato fin dall'inizio del lunghissimo iter e che saranno rimpiazzate da edifici più bassi, a pochi piani, ed ecocompatibili. A differenza della delibera dell'epoca Marino, sono previsti più interventi per definire l'interesse pubblico, a garanzia dei cittadini: massima accessibilità dell'area con il trasporto pubblico su ferro, con il potenziamento della ferrovia Roma-Lido e l'acquisto di nuovo treni (i passeggeri della FL1 potranno accedere all'area attraverso un ponte ciclo-pedonale). Un altro intervento previsto riguarda l'unificazione della via Ostiense con la Via del Mare nel tratto che va dal Grande Raccordo Anulare a viale Marconi. Il progetto prevede inoltre la messa in sicurezza dei Fossi di Vallerano e Acquacetosa Ostiense e la realizzazione del Parco fluviale, nonchè un sistema di videosorveglianza e la costruzione di edifici a basso impatto ambientale (pochi piani) e ad alti standard energetici. Sono infine previsti interventi di accessibilità "da e al" fiume Tevere con i relativi interventi sulla viabilità. Il progetto dovrebbe avere il via libera dall'Aula capitolina a metà giugno.


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