Citazione di: Constantine il 07 Lug 2017, 11:58
Il gemellaggio glielo darei sulle gengive.
Sulle dichiarazioni del ragazzo invece dico che questo sia di insegnamento a tutti quando sentite dichiarazioni d'amore, di tifo e sperticate lodi ai tifosi. Contano solo i fatti.
In questo caso, credo che la decisione sia tutta del papà del ragazzo. Il quale è certamente un "tifoso" (visto coi miei occhi allo stadio con biglietto normale e non free pass) ma prima ancora è (stato) un professionista.
Andare alla Rube può essere l'occasione della vita. Non critico il papà (tutti i padri vogliono il meglio per i figli) e non critico il ragazzo (innamorato di Lazio ma obbediente e attento a seguire la guida del genitore).
Dopodiché, credo che tutti dovremmo prima o poi capire la differenza profonda di approccio al mondo-calcio che corre tra chi coltiva una passione (noi tifosi), e per questo è totalmente libero, e chi svolge un lavoro (calciatori, dirigenti, giornalisti e giornalai), e dunque persegue un interesse concreto e linero non è.
Se la si comprende (per esempio, io ci ho messo mezzo secolo, piangendo quando Giorgione volò lontano lontano - e chi capiva perchè, allora? - piangendo quando Vincenzino andò al Torino, piangendo quando Bruno e Lio fecero quel che fecero, gridando e imprecando - ero più grande! - quando ci tradirono una seconda e una terza volta - passando poi per Nedved, per Nesta, per la terza caduta di Giorgione e planando alfine su L. e il sig. T.) si smette di soffrire (tanto) e si soffre poco (poco).
Forza Lazio cari fratelli, sopravviveremo anche all'addio di Portanova!