Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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WhiteBluesBrother

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Godo.
Penso alla faccia di tutti quelli che ho incontrato, baldanzosi con il loro "si fa, si fa, fra 2 anni, massimo 2 e mezzo ti invito all'inaugurazione!!"
Nel caso più recente sono passati 6 mesi, ma la stessa cantilena la sento dal famoso 2014.

BalkanLaziale

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Figliol_prodigo

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ES

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" ennesimo vincolo.."
"Il ministero si piega"..
Cattivoni...
Ma lmcv e di chi vi paga, io vi manderei in Nicaragua a raccogliere banane.

cry

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 23 Lug 2017, 14:39
Godo.
Penso alla faccia di tutti quelli che ho incontrato, baldanzosi con il loro "si fa, si fa, fra 2 anni, massimo 2 e mezzo ti invito all'inaugurazione!!"
Nel caso più recente sono passati 6 mesi, ma la stessa cantilena la sento dal famoso 2014.
vero, ci giocherà anche titti

ian

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A me alla fine della fiera quasi dispiace, nel senso che levarseli dalle balle e vederli giocare e sguazzare nel loro stadio demmerda non solo non è idea che mi disturba ma quasi me piace.

Non mi dispiace per niente invece anzi ho le nacchere pronte per quanto la fine della storia doooossadio significherà (potrebbe significare) circa il disimpegno di Pallocca

above us only sky

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Citazione di: ian il 24 Lug 2017, 11:19
A me alla fine della fiera quasi dispiace, nel senso che levarseli dalle balle e vederli giocare e sguazzare nel loro stadio demmerda non solo non è idea che mi disturba ma quasi me piace.

Non mi dispiace per niente invece anzi ho le nacchere pronte per quanto la fine della storia doooossadio significherà (potrebbe significare) circa il disimpegno di Pallocca
Pare che Pallocca disimpegni come marquinos...  8)

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zorba

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Citazione di: ES il 23 Lug 2017, 15:36
" ennesimo vincolo.."
"Il ministero si piega"..
Cattivoni...
Ma lmcv e di chi vi paga, io vi manderei in Nicaragua a raccogliere banane.

... e senza usare le mani ma un pò di fantasia!!!

:=)) :=)) :=))

:asrm

Redazione Lazio.net

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M5S: non è in lista, vada via Fuori la dissidente anti-stadio (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 25 Luglio 2017)
IL CASO

«Festa privata, ci dispiace, non può entrare». «Ma come no? Gli altri sono tutti dentro, controlli meglio». «No, mi dispiace. Non è in lista». Non siamo davanti al Qube o al Piper; e lo scambio di battute, per quanto più che verosimile in quel contesto, non è tra un buttafuori e un discotecaro in cerca di accesso alla pista da ballo. Ad essere vittima dell'anomalo rimbalzo (nel gergo dei club: essere respinti all'entrata) è Cristina Grancio, consigliera dissidente del M5S, sospesa dal Movimento (ma non dal gruppo consiliare) dopo avere difeso il «no alla speculazione» per il progetto Tor di Valle, mentre gli altri colleghi grillini votavano a favore dello stadio sempre bocciato in campagna elettorale.
«È UN EVENTO PRIVATO»
A sbarrarle la strada verso l'ingresso del Teatro Flaiano - dove ieri Grillo e Casaleggio jr, insieme alla sindaca Virginia Raggi, hanno riunito i rappresentanti romani del Movimento, dal Comune ai municipi - è stato il capo della comunicazione nazionale dei Cinquestelle, Rocco Casalino. Subito avvertito da un addetto stampa, alle prime proteste della consigliera. Inutili le lamentele - «Ma io sono un'eletta del M5S! Faccio parte del gruppo consiliare» - la dissidente ha dovuto tornarsene a casa. «Non è nella lista, questo è un evento privato, gli inviti sono partiti per mail», la replica gelida che si è sentita ripetere per diversi minuti, prima della resa, la consigliera rimbalzata.
Va registrato che dopo la sospensione, decisa ormai un mese e mezzo fa, il Movimento non ha più preso altre decisioni. La Grancio invece sì. Prima si è rivolta al Tribunale per contestare il provvedimento che hanno emesso nei suoi confronti i probiviri del M5S, difesa da Lorenzo Borrè, l'avvocato civilista che con le sue battaglie è diventato l'incubo di Grillo, il difensore di tutti i cacciati pentastellati. Ora ha messo a segno un'altra azione legale. La settimana scorsa infatti al capogruppo grillino in Assemblea capitolina, Paolo Ferrara, è arrivata una diffida da parte della consigliera. «Cristina - svela un collega del M5S - si sente esclusa dal gruppo, anche se non è mai stata formalmente espulsa. Per questo ha deciso di diffidare il capogruppo».
L. De Cic.

Slasher89

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ES

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Che schifo.
Tra parentesi, un colpo al cerchio uno alla botte, ora bisogna capire cosa deciderà il governo.
Se far saltare questo ultimo vincolo, o tenere il punto per sputtanare definitivamente sta banda de cialtroni.

Perché il ricorso ambientalista, i vincoli della soprintendenza, la rapa con la fava, sono solo mezzi per arrivare allo scopo.

Salvare i crediti della banca, o appunto sputtanare in vista delle elezioni la piccola fiammiferaia?

Io credo sia questo.

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happyeagle

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Gene Gnocchi‏
@GnocchiGene

Pallotta fiducioso:" se continua la siccità faremo lo stadio nel lago di Bracciano #Pallotta #Skycalciomercato #calciomercatopremium #news

Bonnerone

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Le merde sentono il loro odore... noto un minimo di preoccupazione dall'intervista del Pallocca

MisterFaro

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Citazione di: Bonnerone il 28 Lug 2017, 17:31
Le merde sentono il loro odore... noto un minimo di preoccupazione dall'intervista del Pallocca

Certo, ora c'è un'altra grande cordata di creditori (banchieri, finanzieri,...) che ha interesse che un'altra squadra vada costantemente in CL.
Va bene che i posti sono 4, va bene che tra cani non si mozzicano*, ma considerando la forza di juventus e napoli non è scontato che le due sotto botta, asroma e milan, riescano sempre a rientrarci.


(*) insomma, io di cani che si mozzicano ne ho visti

Omar65

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Citazione di: happyeagle il 28 Lug 2017, 16:18
Gene Gnocchi‏
@GnocchiGene

Pallotta fiducioso:" se continua la siccità faremo lo stadio nel lago di Bracciano #Pallotta #Skycalciomercato #calciomercatopremium #news

Ot
Nel complesso non mi fa impazzire, ma ogni tanto Gene Gnocchi tira fuori battute geniali (come quella, subito dopo la vendita del Milan ai cinesi, che Berlusconi avrebbe comunque potuto continuare a vedere il piccolo Pellegatti una volta ogni due settimane)

Monteverde74

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ennesima dimostrazione di come il calcio moderno sia oramai in balia di altri "enti decisionistici".
a questo punto, ha ragione SARRI a chiedere chi sarà a capo del VAR o chi pena che avere un Lazio-Intr nelle ultime 5 da ben 10 anni sia strano....
speriamo che il campop sia giudice supremo, ma ad occhio e croce, tra no stadio, n'intervista e un rigoretto la storia è sempre quella...

alasinistra

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Stadio Roma, attivista M5S impugna la delibera di interesse pubblico davanti alla Corte dei Conti


La delibera capitolina che approva l'interesse pubblico per lo stadio dell'As Roma finisce all'attenzione della magistratura contabile. Francesco Sanvitto, architetto urbanista e militante "non pentito" del M5S, ha presentato in Corte dei Conti un dettagliato esposto contro la realizzazione dell'impianto sportivo di Tor di Valle e del progetto proposto dalla società Eurnova. Un ricorso che arriva proprio alla vigilia di importanti passaggi propedeutici all'approdo del secondo progetto – quello modificato dall'attuale amministrazione capitolina – nella seconda conferenza dei servizi in programma presso la Regione Lazio.

Fra le varie criticità segnalate da colui che è ancora il coordinatore del tavolo della "libera urbanistica" messo in piedi dal M5S, ci sono tre punti in particolare su cui concentrarsi. In sostanza, secondo Sanvitto il Comune paga "con moneta urbanistica" aree che avrebbe dovuto ottenere gratuitamente, ottiene meno di quanto stabilito in termini di valore di opere pubbliche e, per giunta, quelle opere "per la città" realizzate dall'As Roma sarebbero da considerarsi indispensabili affinché lo stesso proponente possa svolgere la propria attività in sicurezza. Fra le richieste ai magistrati contabili, quella di quantificare l'eventuale danno erariale portato dalla delibera in corso, di valutare la legittimità di una possibile variazione al piano regolatore e, soprattutto, di verificare la differenza fra i costi sostenuti per la localizzazione dello stadio a Tor di Valle rispetto a un'altra zona della Capitale.

LE MOTIVAZIONI TECNICHE – Sanvitto nel suo esposto afferma che "con la delibera 132/2014 (Marino-Caudo, ndr) e la 32/2017 (Raggi-Montuori, ndr), l'Amministrazione Capitolina prevede di risarcire il proponente con la moneta urbanistica per entrare in possesso di quelle aree che, di contro, l'Amministrazione avrebbe dovuto ricevere a titolo gratuito". Molto dettagliata la spiegazione secondo cui Roma Capitale ottiene meno di quanto previsto rispetto il ritorno in opere pubbliche: "L'interesse pubblico – si legge – si avrà solo e soltanto se almeno il 50% del plus-valore finale delle opere private concesse in deroga ritorna nelle casse dell'ente pubblico sotto forma di opere"; per l'architetto, analizzati i valori Omi e i riferimenti economici "il valore che spetta a Roma Capitale per ogni metro quadrato di Sul è di 2.174 euro/mq e non gli 800 euro che si dichiarano 'congrui'".

E non è tutto. "Non solo il calcolo del valore della moneta urbanistica per l'equilibrio economico-finanziario indispensabile per stabilire l'interesse pubblico porta ad un indebito arricchimento del proponente, ma con quella piccola quota parte che resta vengono realizzate opere che il proponente avrebbe, comunque, dovuto realizzare per poter usare in sicurezza le sue strutture". Infine, "il costo di costruzione, indicato in 43,3 milioni, doveva essere un onere fiscale da corrispondere direttamente nelle casse comunali, invece esso viene utilizzato per permettere al proponente di realizzare opere a scomputo che prevedono un suo arricchimento sugli oneri finanziari".

SETTIMANA DECISIVA – Indipendentemente da quello che deciderà di fare la Corte dei Conti sull'esposto di Sanvitto, sta per iniziare una settimana decisiva per il futuro dello stadio di Tor di Valle. Entro il 5 agosto la Regione Lazio si sarebbe dovuta esprimere rispetto all'indizione di una nuova conferenza dei servizi, ma a quanto apprendere IlFattoQuotidiano.it gli uffici si prenderanno altri giorni di tempo per valutare i pareri dei soggetti coinvolti, che stanno arrivando alla spicciolata. A quel punto le soluzioni saranno tre: il via libera diretto al progetto, la bocciatura definitiva o, ipotesi più probabile, l'indizione di una nuova conferenza dei servizi che si protrarrebbe fino alla prossima primavera (oltre la data naturale delle prossime elezioni regionali).
di Vincenzo Bisbiglia | 3 agosto 2017 - Il Fatto

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Stadio, nuovo stop al progetto (Il Messaggero)

Nuovo stop al progetto di Tor di Valle da parte dei tecnici della Città metropolitana secondo i quali le cubature sforano ampiamente i limiti del Piano regolatore, nonostante il taglio alle torri dell'«Ecomostro». Non c'è certezza sugli interventi per potenziare il trasporto pubblico, i parcheggi sono insufficienti, la viabilità è inadeguata per una zona già congestionata dal traffico. Le criticità maggiori riguardano la mobilità, espresse anche nel parere del Comune di Roma, approdato ieri sera negli uffici della Regione, l'ente che presiede la conferenza dei servizi sul progetto.
Canettieri e De Cicco a pag. 39

Nuova frenata sullo stadio: bocciate viabilità e cubature
IL DOSSIER

Cubature che sforano ampiamente i limiti del Piano regolatore, nonostante il taglio alle torri dell'«Ecomostro», nessuna certezza sugli interventi per potenziare il trasporto pubblico, parcheggi insufficienti, viabilità inadeguata per una zona già congestionata dal traffico. Ecco tutte le falle del progetto bis di Tor di Valle. A metterle nero su bianco è il parere sfornato ieri dai tecnici della Città metropolitana di Roma Capitale, guidata sempre dal M5S.
Le criticità maggiori riguardano la mobilità, espresse anche nel parere del Comune di Roma, approdato ieri sera negli uffici della Regione, l'ente che presiede la conferenza dei servizi sul progetto. «Nella proposta progettuale formulata - scrivono gli esperti dell'ex Provincia - non è più esplicitata alcuna proposta progettuale riguardante la Roma-Lido, ma è previsto unicamente un contributo economico. Non si ravvisano pertanto elementi per valutare il superamento delle criticità evidenziate nel parere unico in tema di mobilità», vale a dire il documento della conferenza dei servizi che stroncò il vecchio progetto. Di più: i tecnici hanno scoperto che «non risulta agli atti alcuno schema di convenzione e/o accordo per regolare i rapporti tra gli enti che consenta di garantire l'effettivo incremento dell'offerta di trasporto pubblico». Insomma, per ora nelle carte del progetto del nuovo stadio compare solo l'importo che dovrebbero sborsare i privati, ma non c'è nessuna garanzia che i fondi siano sufficienti per rimettere in sesto la malandata Roma-Lido, la peggiore linea urbana d'Italia, come ha certificato la classifica di Pendolaria.
«PRESCRIZIONI NON SUPERATE»
Con un sistema di trasporti carente, il traffico rischierebbe di andare in tilt. Anche perché il piano viabilità non è all'altezza dei flussi di traffico previsti. Per quanto riguarda la riunificazione e la messa in sicurezza dell'Ostiense - Via del Mare, scrivono i tecnici della Città metropolitana, «le prescrizioni non si ritengono superate». I dipartimenti dell'ex Pronvincia già mesi fa avevano chiesto di «prevedere la realizzazione di un asse stradale a carreggiate separate con due corsie per senso di marciae; il predetto asse stradale dovrà risultare passante, mediante la realizzazione di specifici viadotti, rispetto alle rotatorie di accesso al comprensorio ed ai collegamenti con l'esistente viabilità comunale». Ma allo stato attuale, «le soluzioni progettuali presentate non sono del tutto coerenti con le indicazioni formulate e necessitano di ulteriori approfondimenti e non sono ancora sufficienti per il superamento delle criticità individuate».
Altra falla: le volumetrie spropositate del progetto. Nonostante il taglio delle tre torri, nella nuova versione restano quasi 600mila metri cubi di costruzioni. Un Serpentone che metterà insieme palazzi alti fino a 7 piani, in violazione del Piano regolatore generale. Si legge nel parere: «Sebbene la nuova proposta, attraverso l'eliminazione delle torri, riduca il carico urbanistico con la diminuzione di circa il 50% delle volumetrie del Business Park, non risulta agli atti ulteriore documentazione per riconsiderare il riassetto dell'intero quadrante in relazione ai nuovi obiettivi del PRG e nel rispetto delle direttive del Piano Territoriale Provinciale Generale, che consenta di valutare la compatibilità dell'intervento».
PARCHEGGI INSUFFICIENTI
Anche sul rispetto delle norme ambientali i tecnici esprimono diversi dubbi. «La sostenibilità economica e il reperimento delle risorse per la manutenzione del Parco Fluviale Ovest e la realizzazione degli interventi nelle golene non risultano ancora precisati». E manca un piano di manutenzione costante del paesaggio.
Ennesima criticità: i parcheggi, ancora insufficienti per tifosi e dipendenti di negozi, uffici e alberghi che nasceranno in quest'area in riva al Tevere. «Nel calcolo della superficie destinata a parcheggio - c'è scritto nel parere -il totale riportato risulta essere di mq 41.441, inclusa anche l'area destinata a carico e scarico delle merci di mq 5.848». Ma quest'area, «in quanto destinata ad uso esclusivo a tale attività, non può essere ricompresa nel calcolo totale dei parcheggi ad uso del centro commerciale». Ecco perché la superficie per gli stalli risulta essere «inferiore allo standard previsto» sia dal Piano regolatore che dalle leggi regionali.

Simone Canettieri
Lorenzo De Cicco



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