Citazione di: anderz il 02 Ott 2017, 12:43
Sì, è minoritaria. Come è stata minoritaria nel 2014, e li nessuno ha mandato la polizia.
la consultazione del 2014 non era un vero e proprio referendum, non aveva valore legale ma era, per l'appunto, una consultazione. Credo sia rilevante rispetto alla partecipazione.
Così come credo sia rilevante anche il precipitare degli eventi delle ultime settimane, cosa che sicuramente ha mobilitato in termini incomparabili col 2014.
{Riuscire a capire questo "dettaglio", per altro, è esattamente quel che permette nel caso della rivoluzione russa di parlare di rivoluzione e non di colpo di stato in merito alla scelta dei bolscevichi di non riconoscere il risultato dell'Assemblea Costituente perché superato dagli eventi.
Chi considera la storia dall'angusto punto di vista burocratico-legale potrebbe dire che i bolscevichi hanno rotto le regole condivise e che la votazione si era tenuta e avevano vinto i socialisti rivoluzionari. Peccato che in quei due mesi i bolscevichi avessero preso la maggioranza di gran parte dei soviet e dunque sarebbe stato antidemocratico tenere l'Assemblea Costituente con proporzioni ormai non rispondenti alla realtà e non il contrario.
Tutto sta a come si vede la storia e il diritto: come un complesso di norme e leggi statiche, segnate da un tempo lineare in cui 1 vale sempre 1, o come una dinamica sociale da interpretare politicamente, i cui tempi accelerano o frenano improvvisamente, in cui 1 giorno può valere 10 anni di un'altra fase e dunque anche un'elezione fatta 3 mesi prima - altro che 3 anni - può essere disconosciuta.
Altra supercazzola, ca va sans dire, ma sti marxisti so' così, fanno come je pare signò.}
Non mi soffermo nemmeno su come una consultazione con 800 feriti e svariati seggi compromessi possa essere considerata prova di minoritarismo, perché chi vorrebbe provare il minoritarismo della rivendicazione sulla base di quel 42% con le scene che tutti credo abbiamo visto, con vecchi ottantenni presi a calci e pugni, sanguinanti, gente pestata a sangue e gettata dalle scale, beh si commenta da solo, non serve che io aggiunga altro.
Pablo:
1) Sui Catalani decidono I CATALANI. Questo afferma tutta la sinistra spagnola oggi (e non solo oggi io aggiungerei).
Se parti dal presupposto che lo stato spagnolo è una comunità inviolabile è chiaro che vedrai sempre la necessità di consultare l'intera comunità. Ma così non è.
Lo stato spagnolo è l'istituzione specifica, storica, di una classe per gestire al meglio i propri interessi di parte. Da questo punto di vista se un'altra classe mette in discussione tale autorità, in una regione o nell'intero stato, io QUANTOMENO vedo come si sviluppa il processo invece di prendere di base le parti di uno Stato di parte.
Io nella vulgata sui "cittadini" genericamente intesi, tutti con diritti e doveri, non ho mai creduto, ma perché dovrei iniziare oggi? Per me è alla stregua di una favoletta e credo lo sia anche per la sinistra, almeno quella a cui io faccio riferimento.
E se invece dovessi considerare, come dici tu, chi ci rimette in termini generali allora domani dovremmo istituire, come dice Kelly, il maxigoverno mondiale in cui redistribuiamo ricchezze anzitutto ai paesi dell'africa e del latino america. Rajoy ha intenzione di fare questo? Non credo.
Ecco allora evitiamo di raccontarci cazzate sulle regioni povere e i vincoli rotti di solidarietà.
Cazzate, cazzate, cazzate. Propaganda, propaganda, propaganda.
E pasolini non era né fascista né altro. Ha semplicemente detto una grossa baggianata come il seguito della storia ha dimostrato. Capita. Il fatto che fosse il solo a dirlo con la sinistra a dire altro poteva essere un segnale che si trattava, quella si, di supercazzola.
Io mi altero con chi pensa già di sapere come finirà il processo segnandolo come fosse un percorso nazionalista di metà '800, non su chi si interroga. Anche io mi interrogo e mi interesso di un processo aperto come quello catalano. Ma qui invece vedo pochi interrogativi e molte affermazioni.
Nonostante dopodomani sia chiamato lo SCIOPERO GENERALE e non le serrate delle fabbriche.
Sempre per capirci su chi siano i soggetti che guidano il processo.
Ma queste so' quisquilie, inezie. Anzi no, supercazzole.
Te la chiudo così:
lo stato borghese si abbatte, non si cambia. Questo lo ha detto Carlo Marx, non le BR.
E credo non intendesse attraverso le leggi, ma attraverso la loro violazione. Credo.
La catalogna non sarà il socialismo realizzato, ma questo scandalo per le leggi violate proprio non lo capisco.