Citazione di: Nico il 04 Ott 2017, 19:00
Non è un problema di polizia privata..... in uno stadio di dimensioni plausibili e con attrezzature adeguate la società avrebbe la possibilità di verificare che ogni tifoso occupi il posto assegnato semplificando l'identificazione di ognuno e il rilevamento di eventuali condotte in contrasto con i regolamenti e gli accordi previsti con la stipula dell'abbonamento o l'acquisto del biglietto, sospendendone la validità o impedendo l'accesso a successivi eventi.... è evidente che laddove qualcuno commetta dei reati o causi turbative dell'ordine pubblico sono le FF.PP. competenti a procedere..... ma ti ribadisco che 100 idioti ululanti non rientrano nelle competenze dei responsabili dell'O.P. che, laddove intervenissero potrebbero causare problematiche ben più gravi di quelle da risolvere....
Allo stato, un intervento sinergico e misurato di Società e responsabili della curva possono essere una soluzione.... e lascerei alla Polizia i compiti che gli competono....
Guarda che non è il numero degli spettatori ad impedire l'identificazione di chi fa i cori, tra tornelli e telecamere chi sta nella sala di controllo allo stadio può intervenire in modo mirato senza mettere sotto sopra un settore, hanno speso milioni in attrezzature e infiniti articoli in propaganda per decantarne l'efficacia, quello che manca è la volontà di farlo.
...............................................................................
Razzisti scovati dalle telecamere cinque anni fuori dagli stadiMILANO - Cinque anni senza entrare in uno stadio, non solo in Italia ma anche all' estero. Questo l' esemplare provvedimento preso dal questore di Messina nei confronti di chi ha insultato con cori razzisti Marc Andrè Zoro durante la partita tra Messina e Inter il 27 novembre scorso. La protesta del giovane difensore africano non è caduta nel vuoto. Mentre il mondo del calcio dopo la clamorosa ribellione del difensore, che aveva chiesto di interrompere la gara, dissuaso da Adriano ed altri giocatori dell' Inter che avevano solidarizzato con lui, ha dovuto prendere atto di una realtà che affligge i nostri stadi impegnandosi ufficialmente e in modo deciso contro ogni manifestazione razzista, la polizia ha dato un volto ed un nome agli autori di quella vile aggressione verbale. Gli investigatori della questura di Messina, esaminando i filmati registrati dalle telecamere puntate sulla curva dove erano raggruppati i sostenitori della squadra milanese, e le riprese fatte dalla polizia scientifica oltre ai controlli sui biglietti nominativi, hanno identificato quattro tifosi che avevano raggiunto lo stadio San Filippo partendo da Milano. Non si trattava dunque di supporter occasionali e locali, ma di appartenenti ad uno dei gruppi che si definiscono ultras, che compongono la galassia denominata Curva Nord, certo non estranea a manifestazioni di questo tipo. Nei confronti dei quattro tifosi identificati dalla polizia è già scatta la denuncia, mentre il questore ha disposto il divieto di accesso per cinque anni, con obbligo della doppia firma per tutti. Si tratta di Domenico Perlino, 29 anni, conosciuto in curva come «l' avvocato Mirko», laureato in giurisprudenza da qualche mese, di Pioltello, un comune dell' hinterland milanese. Con lui, che guidava i cori con un megafono, non potranno entrare in un impianto sportivo per 5 anni, Riccardo De Cofano, 28 anni, di Viuttone, Simone Clotilde, 24 anni e Ivan Giuseppe Fagone di 23 anni. Per due di loro il gip ha già convalidato il provvedimento.( g.pi.)
31 dicembre 2005