Sbattuti su tutte le pagine dei giornali! Mò basta!

Aperto da Paris jr., 23 Ott 2017, 18:40

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tallondachille

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Tiro su il topic perché oggi mi sono imbattuto in questo.
Il nostro simbolo usato da una agenzia di investigazioni e sicurezza per aziende e privati.
Non mi pare si possa fare.
Se qualcuno qui ha la possibilità  trasmetta l'immagine alla Società tramite canali social.
Grazie




Pomata

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Citazione di: tallondachille il 07 Nov 2017, 18:58
Tiro su il topic perché oggi mi sono imbattuto in questo.
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Non mi pare si possa fare.
Se qualcuno qui ha la possibilità  trasmetta l'immagine alla Società tramite canali social.
Grazie




anterprise

Nico

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Citazione di: tallondachille il 07 Nov 2017, 18:58
Tiro su il topic perché oggi mi sono imbattuto in questo.
Il nostro simbolo usato da una agenzia di investigazioni e sicurezza per aziende e privati.
Non mi pare si possa fare.
Se qualcuno qui ha la possibilità  trasmetta l'immagine alla Società tramite canali social.
Grazie



Fanno pure portierato.... mesà che ce lavora Vargic.... 8)

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Buckley

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Hicks

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Bel simbolo, gli mando il curriculum, hai visto mai

bizio67

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Oggi hanno arrestato 5 rapinatori di banca ed evidenziano che alcuni sono ultrà della Lazio...poi dici che non devi pensare male...

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MisterFaro

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Citazione di: bizio67 il 08 Nov 2017, 20:48
Oggi hanno arrestato 5 rapinatori di banca ed evidenziano che alcuni sono ultrà della Lazio...poi dici che non devi pensare male...

Lo fanno per dimostrare che non è vero che i Laziali sono pochi...

E evidentemente quando lo dicono è perché  se sa che un po' tutti so' daa maggica

gentlemen

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La Home page di stamattina del corriere dello sport rappresenta la massima esaltazione della propaganda, un titolone da estasi:

Di Francesco esclusivo: «È una Roma da amare»

Di Francesco esclusivo: «È una Roma da amare»
© Bartoletti
L'allenatore ha passato due ore nella nostra redazione a dieci giorni dal derby, svelando gli obiettivi del club: «I tifosi possono essere fieri della nostra mentalità: uniti possiamo restare in corsa su tutti i fronti»

D'Ubaldo-Maida-Splendore
giovedì 9 novembre 2017 08:08
ROMA - Alla fine, mentre visitava uno degli spazi del giornale, non ha resistito: «Avete il biliardino? Allora giochiamo, forza». E' stato bello, è stato uno spasso. Eusebio Di Francesco ha lanciato la sfida del calcio balilla alla redazione del Corriere dello Sport-Stadio con la stessa naturalezza attraverso la quale ha convinto un gruppo di calciatori affermati a seguire l'allenatore che viene dalla gavetta. In due ore nel nostro quartier generale, rinunciando a metà del suo ultimo giorno libero, Di Francesco ha risposto a tutte le domande, anche le più scivolose, ma ha cercato anche di imparare le dinamiche editoriali, tecnologiche e logistiche del giornale e dell'area digitale a testimonianza di una curiosità non comune.
Nel corso del forum si è parlato del derby imminente, come era giusto, ma anche di rapporti societari, di passione popolare, di mercato, tra aneddoti divertenti e retroscena interessanti. Essendo partito da lontano, Di Francesco è il primo a sapere di essere all'inizio di un percorso affascinante e complicato. Ma con la forza delle idee, che sono state mutuate da altri allenatori per poi assumere un'identità autonoma, non dubita di poter guidare la Roma verso grandi traguardi tanto in Italia quanto in Europa. Perché se giochi sempre con la giusta mentalità, pur rispettando ogni avversario, i frutti del lavoro prima o dopo arrivano.
Di Francesco, quando ha capito che sarebbe diventato l'allenatore della Roma?
«I primi contatti risalgono all'inizio di maggio. E i miei dirigenti lo sapevano, perché li ho sempre tenuti al corrente della trattativa. L'ufficializzazione è arrivata...a casa di Sacchi».
A casa di Sacchi?
«Sì, nel senso che ero in un ristorante di Fusignano con tutta la squadra. Dovevamo giocare lì un'amichevole. Mi arriva una telefonata e un dirigente della Roma mi dice che è fatta. Io ero così contento da rispondere solo: ok, ci vediamo»
[...]
Schick a che punto è come testa? La sua intervista ha fatto discutere.
«Non ho ancora avuto modo di parlargli direttamente ma ho saputo che è stato male interpretato. Purtroppo non è stato bene fisicamente e l'ho potuto allenare poco ma vi assicuro che ha dei mezzi tecnici impressionanti. E poi è molto agile pur avendo un gran fisico. Ora vuole e deve dimostrare di essere da Roma».
Quando lo conosceranno i tifosi?
«Spero di convocarlo già per il derby. Convocarlo eh, mi raccomando, non scrivete che giocherà subito. La settimana prossima proveremo a rimetterlo in gruppo».

Sono giorni che il corriere dello sport ha intrapreso questa linea di esaltazione del club giallorosso....ecco come preparano la vigilia del derby....spero che ogni Laziale tragga le semplici conclusioni.
Noi quelli antisemiti, loro la squadra da AMARE.....

Il nostro Giorgione

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Citazione di: gentlemen il 09 Nov 2017, 10:56
La Home page di stamattina del corriere dello sport rappresenta la massima esaltazione della propaganda, un titolone da estasi:

Di Francesco esclusivo: «È una Roma da amare»

Di Francesco esclusivo: «È una Roma da amare»
© Bartoletti
L'allenatore ha passato due ore nella nostra redazione a dieci giorni dal derby, svelando gli obiettivi del club: «I tifosi possono essere fieri della nostra mentalità: uniti possiamo restare in corsa su tutti i fronti»

D'Ubaldo-Maida-Splendore
giovedì 9 novembre 2017 08:08
ROMA - Alla fine, mentre visitava uno degli spazi del giornale, non ha resistito: «Avete il biliardino? Allora giochiamo, forza». E' stato bello, è stato uno spasso. Eusebio Di Francesco ha lanciato la sfida del calcio balilla alla redazione del Corriere dello Sport-Stadio con la stessa naturalezza attraverso la quale ha convinto un gruppo di calciatori affermati a seguire l'allenatore che viene dalla gavetta. In due ore nel nostro quartier generale, rinunciando a metà del suo ultimo giorno libero, Di Francesco ha risposto a tutte le domande, anche le più scivolose, ma ha cercato anche di imparare le dinamiche editoriali, tecnologiche e logistiche del giornale e dell'area digitale a testimonianza di una curiosità non comune.
Nel corso del forum si è parlato del derby imminente, come era giusto, ma anche di rapporti societari, di passione popolare, di mercato, tra aneddoti divertenti e retroscena interessanti. Essendo partito da lontano, Di Francesco è il primo a sapere di essere all'inizio di un percorso affascinante e complicato. Ma con la forza delle idee, che sono state mutuate da altri allenatori per poi assumere un'identità autonoma, non dubita di poter guidare la Roma verso grandi traguardi tanto in Italia quanto in Europa. Perché se giochi sempre con la giusta mentalità, pur rispettando ogni avversario, i frutti del lavoro prima o dopo arrivano.
Di Francesco, quando ha capito che sarebbe diventato l'allenatore della Roma?
«I primi contatti risalgono all'inizio di maggio. E i miei dirigenti lo sapevano, perché li ho sempre tenuti al corrente della trattativa. L'ufficializzazione è arrivata...a casa di Sacchi».
A casa di Sacchi?
«Sì, nel senso che ero in un ristorante di Fusignano con tutta la squadra. Dovevamo giocare lì un'amichevole. Mi arriva una telefonata e un dirigente della Roma mi dice che è fatta. Io ero così contento da rispondere solo: ok, ci vediamo»
[...]
Schick a che punto è come testa? La sua intervista ha fatto discutere.
«Non ho ancora avuto modo di parlargli direttamente ma ho saputo che è stato male interpretato. Purtroppo non è stato bene fisicamente e l'ho potuto allenare poco ma vi assicuro che ha dei mezzi tecnici impressionanti. E poi è molto agile pur avendo un gran fisico. Ora vuole e deve dimostrare di essere da Roma».
Quando lo conosceranno i tifosi?
«Spero di convocarlo già per il derby. Convocarlo eh, mi raccomando, non scrivete che giocherà subito. La settimana prossima proveremo a rimetterlo in gruppo».

Sono giorni che il corriere dello sport ha intrapreso questa linea di esaltazione del club giallorosso....ecco come preparano la vigilia del derby....spero che ogni Laziale tragga le semplici conclusioni.
Noi quelli antisemiti, loro la squadra da AMARE.....

E anche noi la ameremo, proprio come amavano gli Spartani: lucidandogli i deretani......  :beer: :beer: :beer: :beer: :beer:

LuloFr

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mio figlio è diventato laziale e con lui il suo miglior amico.
la mamma di quest'ultimo mi ha detto che sarebbe meglio tifare le merde perché la Lazio è fascista.
quando le ho detto che anche nelle merde, ed in molte altre squadre, ci sono [...] che usano la foto di Anne Frank e scrivono cose antisemite non ha saputo rispondere.
anche una amichetta a scuola ha detto a mio figlio che la Lazio è fascista, come se sapesse che significa.
è tutta colpa dei genitori che parlano senza sapere cosa dire e di questi maledetti giornalai che hanno intrapreso una lotta contro la Lazio.

io sono di destra, non sono fascista, nazista, razzista o altro.
ho sempre tifato Lazio perché mi sono innamorato della squadra e dei colori.
la politica l'ho sempre lasciata fuori.

quindi sempre FORZA LAZIO a testa alta!

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UnDodicesimo

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Il motivo principale per cui mi sono ri-inscritto su LN, che comunque ho sempre continuato a leggere con alti e bassi di piacere, e' che mi interessava parlare di un'idea che mi e' venuta recentemente.

Da oramai motlo tempo ritengo la Curva Nord piu' un problema che una risorsa del tifo Laziale, perche' chi gestisce questa curva nord a mio avviso non rappresenta il tifo Laziale, aka Lazialita'.

Un gruppo di persone che ha bisogno della Lazio piu' di quanto la Lazio abbia bisogno di loro, che se parlano posso essere ascoltati solo perche' esiste la Lazio, sulla quale poggiano la loro popolarita' di capetti con non altro molto altro di cui andare fieri che essere 'regazzi' ad un'eta' in cui normalmente si e' uomini.

Sono sempre piu' convinto che prima il tifoso Laziale si dissocia e revoca a questi gestori la presunta rappresentanza del proprio tifo e' meglio e', senza attendere l'ennesima offerta del fianco con azioni al dir poco discutibili e sempre facilmente soggetti a strumentalizzazioni da chi non aspetta altro per ricominciare con le discussioni.

E quale migliore forma di protesta se non quella di riprendersi quel numero di maglia ritirato dalla Lazio nel 2003 per darlo a chi in realta' non se lo merita, o ne fa un uso inappropriato?

Perche' invece di mettersi numeri di giocatori,che comunque passano, sulle spalle, non cominciamo a metterci il nostro numero di tifoso della Lazio che resta?





PS: non potendo aprire un topic ad hoc, ho pensato che questo potesse essere il piu' adatto. se cosi non e', spostatelo dove meglio. thanks.

zorba

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Citazione di: UnDodicesimo il 12 Nov 2017, 17:43
Il motivo principale per cui mi sono ri-inscritto su LN, che comunque ho sempre continuato a leggere con alti e bassi di piacere, e' che mi interessava parlare di un'idea che mi e' venuta recentemente.

Da oramai motlo tempo ritengo la Curva Nord piu' un problema che una risorsa del tifo Laziale, perche' chi gestisce questa curva nord a mio avviso non rappresenta il tifo Laziale, aka Lazialita'.

Un gruppo di persone che ha bisogno della Lazio piu' di quanto la Lazio abbia bisogno di loro, che se parlano posso essere ascoltati solo perche' esiste la Lazio, sulla quale poggiano la loro popolarita' di capetti con non altro molto altro di cui andare fieri che essere 'regazzi' ad un'eta' in cui normalmente si e' uomini.

Sono sempre piu' convinto che prima il tifoso Laziale si dissocia e revoca a questi gestori la presunta rappresentanza del proprio tifo e' meglio e', senza attendere l'ennesima offerta del fianco con azioni al dir poco discutibili e sempre facilmente soggetti a strumentalizzazioni da chi non aspetta altro per ricominciare con le discussioni.

E quale migliore forma di protesta se non quella di riprendersi quel numero di maglia ritirato dalla Lazio nel 2003 per darlo a chi in realta' non se lo merita, o ne fa un uso inappropriato?

Perche' invece di mettersi numeri di giocatori,che comunque passano, sulle spalle, non cominciamo a metterci il nostro numero di tifoso della Lazio che resta?





PS: non potendo aprire un topic ad hoc, ho pensato che questo potesse essere il piu' adatto. se cosi non e', spostatelo dove meglio. thanks.

Mettiti in contatto diretto con CN12...

;)

bellodecasa

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Anna Frank sorridente che indossa la maglia della Roma con sopra scritto "A pippe". Anna Frank allegra che esibisce un taglio di capelli alla Radja Nainggolan. Anna Frank che imita felice Francesco Totti presentandosi in divisa giallorossa con la fatidica scritta "vi ho purgato ancora".
Non c'è tifoso laziale che non abbia ricevuto da sabato sera ad oggi queste immagini sul proprio telefonino inviategli da qualche amico romanista. E non c'è tifoso romanista che abbia resistito alla tentazione di usare le stesse immagini per applicare un proprio ironico e irridente "guai ai vinti" nei confronti dei laziali in ambasce per la sconfitta nel derby.
C'è un uso strumentale di Anna Frank simile a quello degli adesivi appiccicati in Curva Sud da un gruppetto di tifosi laziali nelle settimane scorse? Pare di no. Perché nessuno si è indignato per il ritorno della vittima dell'Olocausto nelle vicende calcistiche della Capitale. Un conto, si dice, era la goliardata [...] del messaggio antisemita contenuto nei 26 adesivi appiccicati da un manipolo di tifosi oltranzisti. Un altro conto è la sana irrisione con cui l'intero popolo giallorosso si compiace per la vittoria nel derby e prende per i fondelli gli sconfitti.
I laziali incassano, magari bofonchiando contro i due pesi e le due misure. E non si indignano o protestano per l'uso comunque strumentale del ricordo della ragazza simbolo dello sterminio degli ebrei. Eppure una ragione di preoccupazione ci sarebbe. Perché l'ondata di "sana irrisione" rivolta ai tanti contrapposta alla "[...] goliardata" compiuta da pochi, rischia di alimentare il pregiudizio cavalcato e ripetuto ossessivamente da molti giornali e reti televisive secondo cui lo sberleffo compiuto a mezzo Anna Frank è sacrosanto visto che l'intera tifoseria della Lazio è composta da razzisti e antisemiti irredimibili.
La "sana irrisione", in sostanza, è sotto sotto una forma subliminale di razzismo alla rovescia. I laziali? Tutti neo-nazisti! E i tifosi biancocelesti di religione ebraica (ce ne sono, ce ne sono)? Sono evidentemente dei kapò.
Naturalmente non si deve esagerare. Anzi, è bene stemperare. Con una risata che però ha comunque una punta di amarezza. La "sana irrisione" può diventare una sorta di polvere sottile che si deposita sulle coscienze. E le avvelena".

Arturo Diaconale

Il nostro Giorgione

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Citazione di: bellodecasa il 21 Nov 2017, 14:05
Anna Frank sorridente che indossa la maglia della Roma con sopra scritto "A pippe". Anna Frank allegra che esibisce un taglio di capelli alla Radja Nainggolan. Anna Frank che imita felice Francesco Totti presentandosi in divisa giallorossa con la fatidica scritta "vi ho purgato ancora".
Non c'è tifoso laziale che non abbia ricevuto da sabato sera ad oggi queste immagini sul proprio telefonino inviategli da qualche amico romanista. E non c'è tifoso romanista che abbia resistito alla tentazione di usare le stesse immagini per applicare un proprio ironico e irridente "guai ai vinti" nei confronti dei laziali in ambasce per la sconfitta nel derby.
C'è un uso strumentale di Anna Frank simile a quello degli adesivi appiccicati in Curva Sud da un gruppetto di tifosi laziali nelle settimane scorse? Pare di no. Perché nessuno si è indignato per il ritorno della vittima dell'Olocausto nelle vicende calcistiche della Capitale. Un conto, si dice, era la goliardata [...] del messaggio antisemita contenuto nei 26 adesivi appiccicati da un manipolo di tifosi oltranzisti. Un altro conto è la sana irrisione con cui l'intero popolo giallorosso si compiace per la vittoria nel derby e prende per i fondelli gli sconfitti.
I laziali incassano, magari bofonchiando contro i due pesi e le due misure. E non si indignano o protestano per l'uso comunque strumentale del ricordo della ragazza simbolo dello sterminio degli ebrei. Eppure una ragione di preoccupazione ci sarebbe. Perché l'ondata di "sana irrisione" rivolta ai tanti contrapposta alla "[...] goliardata" compiuta da pochi, rischia di alimentare il pregiudizio cavalcato e ripetuto ossessivamente da molti giornali e reti televisive secondo cui lo sberleffo compiuto a mezzo Anna Frank è sacrosanto visto che l'intera tifoseria della Lazio è composta da razzisti e antisemiti irredimibili.
La "sana irrisione", in sostanza, è sotto sotto una forma subliminale di razzismo alla rovescia. I laziali? Tutti neo-nazisti! E i tifosi biancocelesti di religione ebraica (ce ne sono, ce ne sono)? Sono evidentemente dei kapò.
Naturalmente non si deve esagerare. Anzi, è bene stemperare. Con una risata che però ha comunque una punta di amarezza. La "sana irrisione" può diventare una sorta di polvere sottile che si deposita sulle coscienze. E le avvelena".

Arturo Diaconale

Mi aspetto che questo comunicato riceva una vastissma eco. Intanto, me magno una cicoria ripassata....


ssl_1900

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Citazione di: bellodecasa il 21 Nov 2017, 14:05
Anna Frank sorridente che indossa la maglia della Roma con sopra scritto "A pippe". Anna Frank allegra che esibisce un taglio di capelli alla Radja Nainggolan. Anna Frank che imita felice Francesco Totti presentandosi in divisa giallorossa con la fatidica scritta "vi ho purgato ancora".
Non c'è tifoso laziale che non abbia ricevuto da sabato sera ad oggi queste immagini sul proprio telefonino inviategli da qualche amico romanista. E non c'è tifoso romanista che abbia resistito alla tentazione di usare le stesse immagini per applicare un proprio ironico e irridente "guai ai vinti" nei confronti dei laziali in ambasce per la sconfitta nel derby.
C'è un uso strumentale di Anna Frank simile a quello degli adesivi appiccicati in Curva Sud da un gruppetto di tifosi laziali nelle settimane scorse? Pare di no. Perché nessuno si è indignato per il ritorno della vittima dell'Olocausto nelle vicende calcistiche della Capitale. Un conto, si dice, era la goliardata [...] del messaggio antisemita contenuto nei 26 adesivi appiccicati da un manipolo di tifosi oltranzisti. Un altro conto è la sana irrisione con cui l'intero popolo giallorosso si compiace per la vittoria nel derby e prende per i fondelli gli sconfitti.
I laziali incassano, magari bofonchiando contro i due pesi e le due misure. E non si indignano o protestano per l'uso comunque strumentale del ricordo della ragazza simbolo dello sterminio degli ebrei. Eppure una ragione di preoccupazione ci sarebbe. Perché l'ondata di "sana irrisione" rivolta ai tanti contrapposta alla "[...] goliardata" compiuta da pochi, rischia di alimentare il pregiudizio cavalcato e ripetuto ossessivamente da molti giornali e reti televisive secondo cui lo sberleffo compiuto a mezzo Anna Frank è sacrosanto visto che l'intera tifoseria della Lazio è composta da razzisti e antisemiti irredimibili.
La "sana irrisione", in sostanza, è sotto sotto una forma subliminale di razzismo alla rovescia. I laziali? Tutti neo-nazisti! E i tifosi biancocelesti di religione ebraica (ce ne sono, ce ne sono)? Sono evidentemente dei kapò.
Naturalmente non si deve esagerare. Anzi, è bene stemperare. Con una risata che però ha comunque una punta di amarezza. La "sana irrisione" può diventare una sorta di polvere sottile che si deposita sulle coscienze. E le avvelena".

Arturo Diaconale


inopportuno, imho.


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Splash

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Un editoriale senza capo ne` coda, pieno di luoghi comuni e generalizzazioni che lo fanno sembrare piu` ad uno status di facebook.

RubinCarter

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 21 Nov 2017, 14:58
Mi aspetto che questo comunicato riceva una vastissma eco. Intanto, me magno una cicoria ripassata....

Qui sopra, due carcinculo.

Ma do cazzo annamo. Sempre a piagne. Sempre e comunque.

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