L'andazzo pessimo era evidente già dal primo tempo a chiunque non fosse obnubilato da un genere di tifo che francamente non capisco e che sono abituato ad attribuire ai dirimpettai, non a noi che normalmente siamo anche troppo critici. Sicuramente più obiettivi.
Esprimendo le mie perplessità e paure nell'intervallo mi sono sentito rispondere "ma che partita hai visto?", "cambia canale che stiamo controllando benissimo". Ma vabbe'.
Fatti: la Lazio normalmente, a seconda delle fasi della partita
- contolla e regge l'urto molto bene sulla sua 3/4 con praticamente tutti gli uomini e
- riparte con contropiedi veloci e pericolosi; oppure
- manovra benissimo a centrocampo con i suoi giocatori più tecnici e
- chiude l'altra squadra nella sua area giostrando sulla 3/4 avversaria.
Oggi non si è visto nulla degli ultimi 2 punti. Abbiamo faticato nel primo e attuato poco e male il secondo, soprattutto fino al rigore per noi.
Lentissimi sulle seconde palle, senza alcuna convinzione nei punti di incontro, lenti in tutti i tentativi di manovra, una quantità immonda di passaggi sbagliati, nel panico ogni volta che eravamo pressati vicino alla nostra area.
Insomma, tutto troppo male per essere vero. Salvo solo Lukaku e Nani. E se non fosse stato per una cappellata disumana di Manolas su una palla quasi innocua che ci ha rimessi in gioco non avremmo probabilmente nemmeno provato a riprenderla. E avremmo rischiato l'imbarcata.
Saperiamo che le cause siano contingenti e che il momento passi senza ripercussioni.
Ma gli zozzi stavolta ce l'hanno incartata e soprattutto, purtroppo, Di Francesco non è quello sprovveduto che speravamo fosse.