Lo stadio della Roma ritrova il ponte di Traiano (Corriere della Sera ed. Roma, 25 Novembre 2017)
Lotti e Delrio sbloccano la situazione: si farà con i soldi dello Stato
Gianluca Piacentini
Parlando a Sport Illustrated, il presidente James Pallotta aveva dichiarato di aspettarsi come regalo di Natale l'approvazione del progetto del nuovo stadio di Tor di Valle da parte della Conferenza dei Servizi. Il regalo ieri è arrivato, anche se per scartarlo dovrà aspettare martedì, quando la Conferenza si concluderà definitivamente. Sul biglietto d'auguri ci sono i nomi del Ministro dello Sport, Luca Lotti, e di quello dei Trasporti, Graziano Delrio, che hanno sbloccato una situazione che sembrava un ostacolo insormontabile: la costruzione del Ponte di Traiano, fondamentale per la viabilità intorno allo stadio, il cui costo (93 milioni di euro) sarà a carico dei ministeri, con il Governo che dirotterà sull'opera i fondi per il Ponte dei Congressi (145 milioni) stanziati nella Legge di Stabilità.
La giornata si era aperta con i quattro pareri unici da parte di Comune, Regione, Stato e Città Metropolitana, tutti favorevoli alla realizzazione dell'impianto, ma con tante prescrizioni, alcune anche in contraddizione tra i vari enti. Il nodo più grande riguardava la viabilità e il Ponte di Traiano: visto l'impasse a cui si era arrivati, Lotti, che si trovava sul treno del Pd insieme a Matteo Renzi, ha alzato il telefono e sbloccato la situazione.
«Il clima - le parole dell'Assessore alla Mobilità della Regione Lazio, Michele Civita - è molto costruttivo. Tutti i pareri sono positivi, si sta facendo un lavoro nell'interesse della città, della Roma e dei tifosi della Roma». Gli fa eco Luca Montuori, assessore all'Urbanistica del Comune: «Siamo soddisfatti del lavoro fatto in Campidoglio sul nuovo progetto: ringrazio gli uffici e i Dipartimenti interessati». Restano sul tavolo oltre 300 prescrizioni, che dovranno essere armonizzate dai tecnici degli enti coinvolti. Superato lo scoglio del ponte, però, nessuna sembra insormontabile. Martedì saranno votate prima di dare il via libera definitivo. E a Boston potranno brindare.
Tor di Valle si fa ma il ponte conteso lo paga il governo (La Repubblica ed. Roma, 25 Novembre 2017)
LORENZO D'ALBERGO E FRANCESCA FERRAZZA
Il nuovo Stadio della Roma è a un passo dal via libera definitivo. Anche perché il ponte di Traiano non s più un problema: a realizzarlo sarà il governo. Ieri, nel corso di una conferenza dei servizi più che mai accesa, la soluzione s arrivata con una telefonata. Il ministro dello Sport, Luca Lotti, ha preso il cellulare e dal treno del Pd, accanto a Matteo Renzi, ha chiamato Graziano Delrio, collega titolare dei Trasporti: « A quel ponte ci pensiamo noi » . Probabilmente l'attraversamento, sparito con il taglio delle cubature e il ridimensionamento delle opere pubbliche deciso dalla giunta Raggi, ma considerato fondamentale dal Mit, finirà nella legge di stabilità. L'opera che alla fine dovrebbe collegare l'area dell'impianto e del business park alla Roma- Fiumicino sarà interamente finanziata con fondi statali. Proprio come il ponte dei Congressi, l'altro viadotto sul Tevere a poco più di un chilometro da Tor di Valle per c's già uno stanziamento del Cipe.
Al netto delle potenziali polemiche, l'intervento tecnico- politico di Lotti ha risolto lo stallo in cui rischiava di piombare il tavolo. Le parti si riaggiorneranno martedì per affrontare tutte le prescrizioni ancora in piedi: i parcheggi, il potenziamento della Roma- Lido ( qui si s acceso lo scontro Campidoglio- Regione sui 180 milioni che serviranno a rimettere in sesto la linea) e il raddoppio della via del Mare con l'unione di via Ostiense che per questioni di viabilità e sicurezza ancora non convince i tecnici della Città Metropolitana. Si tratta di criticità che dovrebbero essere risolte senza intaccare il progetto.
Una volta chiusa positivamente la conferenza dei servizi, si passerà alla convenzione urbanistica e a un nuovo passaggio in consiglio comunale per la ratifica della variante urbanistica. Il voto contrario della grillina " dissidente" Cristina Grancio pare assicurato: « Le problematiche sono tante e c's bisogno di un aggiornamento. Comunque come la penso politicamente si sa, ora attendiamo» A Trigoria, al contrario, si sorride. Anche per questioni sportive: Schick corre verso una convocazione per Genova. Il giovane attaccante ceco anche ieri si s allenato con il resto del gruppo e oggi dovrebbe partire con i compagni verso la sua prima trasferta in maglia giallorossa. La Roma vuole gettarsi subito alle spalle la sconfitta di Madrid in Champions League e ha bisogno di recuperare il talento su cui ha investito tanto.
Sul 2-0 rimediato in Spagna, ieri s tornato Radja Nainggolan: «Non dobbiamo fare drammi — ha spiegato il centrocampista belga a Sky — perché siamo ancora in corsa e all'inizio non ci avrebbe scommesso nessuno. Adesso pensiamo solo al Genoa » . E ancora: « Mi chiamano supereroe? Ho un ottimo rapporto con tutti e cerco di dare il massimo per loro. Dopo l'Atletico si s parlato troppo, andremo a giocarcela in campionato come abbiamo sempre fatto » . Una battuta anche sullo Stadio della Roma: «Mi auguro che si possa fare, posso solo aspettare e augurarmi che vada tutto per il meglio » . Ottimista, il ninja. Proprio come gli assessori all'Urbanistica di Comune e Regione. Mentre i comitati dei residenti e le associazioni ambientaliste sono pronte a dare a battaglia contro il Colosseo bis di Tor di Valle.
QUEL PONTE PER LO STADIO SI MUOVE IL GOVERNO: SOLDI PER L'OPERA E LA ROMA SORRIDE (Gazzetta dello Sport, 25 Novembre 2017)
Una telefonata del ministro Lotti al collega Delrio sblocca la situazione: finanziamenti per il collegamento indispensabile alla viabilità dell'area
MASSIMO CECCHINI ,ALESSANDRO CATAPANO
ROMA
Lo stadio della Roma si farà. Va detto ancora a bassa voce, perché i tanti, troppi dietrofront del passato insegnano. Ma questa sembrerebbe la volta buona. In soccorso del progetto di James Pallotta e Luca Parnasi, scende in campo il governo, che si impegna a sostenere la realizzazione del Ponte di Traiano, l'anello che mancava per la quadratura del cerchio. La svolta viene decisa all'ora di pranzo. Il ministro per lo Sport Luca Lotti è a bordo del treno del PD nei pressi di Firenze. Da Roma, gli segnalano che il progetto Tor di Valle, in pista da ormai 5 anni per consegnare un nuovo stadio al club giallorosso, ancora una volta sta per arenarsi, sommerso da migliaia di pagine di prescrizioni. Molte denunciano difetti di viabilità. Il nodo, l'unico scoglio che potrebbe rivelarsi davvero insuperabile, è la necessità di reinserire nel progetto il Ponte di Traiano. Un'opera da circa 90 milioni che dovrà collegare l'area del nuovo stadio alla Roma-Fiumicino. Ancor più vitale dopo che i proponenti hanno rivisto al ribasso gli investimenti sul potenziamento del treno Roma-Lido, collegato alla metro B.
LA TELEFONATA Previsto nella prima versione del progetto deliberata dall'amministrazione Marino, il ponte è stato di fatto cancellato in quella successiva approvata dalla Raggi, per compensare il taglio di cubature ai costruttori. Tanto, si disse, c'è il progetto del vicino Ponte dei Congressi già finanziato dal Cipe. In realtà, quell'opera è tutta da rivedere: bocciata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, nella migliore delle ipotesi ha tempi di realizzazione indefiniti. Da qui, l'importanza di tornare al Ponte di Traiano. Ma la situazione è molto delicata, con la Regione che nicchia e il Comune che ufficialmente fa il tifo per lo stadio ma poi spedisce in Conferenza di servizi trecento pagine di prescrizioni, il progetto stavolta potrebbe arrendersi. È a questo punto che il ministro Lotti, dal suo insediamento tra i più convinti sostenitori della necessità di rilanciare l'impiantistica sportiva italiana – recentemente ha contribuito in modo decisivo anche al completamento del progetto Atalanta-Credito Sportivo –, decide di sbloccare la situazione. Telefona al suo collega Graziano Delrio, e al titolare di Infrastrutture e Trasporti strappa l'o.k. a mettere a disposizione del progetto Tor di Valle un contributo governativo da inserire in tempi stretti nella prossima legge finanziaria. Contributo che le amministrazioni locali, convergendo, indicherebbero proprio per la realizzazione del Ponte di Traiano.
TUTTI FAVOREVOLI La partita non è ancora finita, ma è come stare in vantaggio di un paio di reti a pochi minuti dalla fine. A questo punto, tutto farebbe pensare ad un esito positivo, anche in tempi rapidi. Lo dice perfino l'assessore regionale Michele Civita, solitamente assai prudente. «Siamo ottimisti, potremmo chiudere nei prossimi giorni». La Conferenza di servizi regionale si è aggiornata a lunedì, tali e tante erano le prescrizioni da discutere, ma a questo punto già si pensa che a inzio 2018 i lavori potrebbero cominciare, ipotizzando l'inaugurazione per la stagione 2020-21. Comunque, ancor prima dell'intervento risolutivo di Lotti, gli Enti partecipanti alla Conferenza – Comune di Roma, Città metropolitana, Regione, Stato – avevano dato tutti parere favorevole, seppure con prescrizioni, alcune in contraddizione tra loro. Per un Mibact che chiede il rispetto del contesto architettonico esistente, ad esempio, c'è un'Autorità di bacino che reclama barriere sugli argini del Tevere. Si discuterà, e molto, sull'uso di soldi pubblici per un'opera privata. Fino ad un paio di mesi fa, lo negavano tutti. O sul peso elettorale che questa mossa contiene, calata in una città così sensibile alle vicende calcistiche, a pochi mesi dal ritorno alle urne. La scelta di Lotti, però, è solo una delle tante di un governo che si è posto l'obiettivo di sostenere lo sport italiano, rivalutandone innanzitutto le infrastrutture, e a tutti i livelli, dal più basso (con i cento milioni del bando «Sport e periferie») al più alto. Senza fare il tifo per nessuno, ma valutando i progetti. Chi sarà il prossimo?