Citazione di: James M. McGill il 19 Dic 2017, 21:53
a dire la verità Lotti ha fatto l'esatto contrario: ha portato dal 40 al 50% la quota di diritti distribuita in modo paritario tra grandi e piccole. AsRm e Juve PERDONO soldi con l'emendamento.
Dove ti sei informato? Sul Fatto scommetto...
si' e sono molto dettagliati sul fatto che con un emendamento di straforo fatto da una sua fedelissima fa recuperare tanti soldi a juve merde ecc. perche' pesera' molto di piu' l'audience. Che di facciata dicano una cosa e poi facciano lobby tramite gli emendamenti mi sembra una situazione molto comune. Poi io non ero li' quindi mi devo fidare:" per le big la perdita sarebbe stata milionaria, e la Juventus avrebbe potuto rimetterci fino a 40 milioni di euro l'anno, ai piani alti è scattato l'allarme. Sono iniziate le dichiarazioni dei vertici bianconeri:
"Si premi il merito, no all'assistenzialismo", ha tuonato l'ad Giuseppe Marotta. Soprattutto, sono iniziate le pressioni sotto traccia, per smontare la riforma o quantomeno depotenziarla. Anche così si spiega lo stallo in Lega calcio, con una cordata di grandi società capeggiata da Agnelli che ha fatto ostruzionismo all'elezione del nuovo presidente, strizzando l'occhio a Lotti e a Giovanni Malagò sul possibile commissariamento del Coni, sperando magari di ottenere un trattamento di favore sui diritti tv, l'unica cosa che sta davvero a cuore ai presidenti della Serie A."
L'emendamento approvato dalla Commissione col parere favorevole del governo cambia le carte in tavole: il miliardo di euro dei diritti tv continuerà ad essere diviso per il 50% in parti uguali, per il 30% sui risultati e per il 20% sul radicamento sociale. Ma quest'ultima quota sarà calcolata per "il numero di spettatori paganti che hanno assistito dal vivo alle gare casalinghe" e – questa è la novità – per "lo share televisivo certificato".
io so solo che lo share televisivo certificato (cioe' truccato) e' il cancro del calcio italiano ed e' il motivo per cui gli arbitri possono fare carne da porco di chi dicono loro protetti dalle televisioni