Lazio-Genoa, tenuta "da battaglia"
Genova - Davide Ballardini prova a cambiare strategia, trasformando le tante assenze di questa sera in un'opportunità. Difesa da reinventare, centrocampo senza Veloso, qualche acciacco in avanti. Così culla l'idea di puntare su Galabinov, il gigante bulgaro, per offrire un terminale alle necessarie ripartenze che il Genoa dovrà organizzare una volta resistito alle folate che la Lazio dell'implacabile Immobile produrrà in serie.
Una tenuta da battaglia, costruita con un muro da cinque difensori (a due dei quali saranno chiesti anche compiti da esterni di centrocampo) e due mezzali dalla buona capacità di corsa e dal buon fiuto per gli inserimenti: pronti a scattare e a creare ampiezza sulle palle lunghe (e alte) che dal bunker potranno andare a cercare Galabinov. I due incursori potrebbero essere Rigoni (almeno in partenza) e il neo-ritornato Hiljemark, del quale Ballardini conosce le doti nascoste. E a dare una mano: Pandev-merda.
Mai come questa sera, contro la macchina del gol laziale, serve l'antica concezione del calcio: tosti dietro e pronti a incunearsi. Battaglia e corsa, corsa e battaglia. Se fino a qui il Genoa di Ballardini ha una difesa imperforabile in trasferta (solo 6 gol da agosto; uno appena con Ballardini), è giusto continuare a mantenere la rotta. Anche l'avversario ha i suoi problemi, Milinkovic e Lulic squalificati (ma la rosa e la duttilità hanno comunque spinto Simone Inzaghi a dire: «Vincere è obbligatorio»).
http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2018/02/05/ACFskXz-battaglia_genoa_tenuta.shtml