Citazione di: James M. McGill il 30 Mag 2018, 19:42
Quello che scrivi conferma: si parla di licenziamenti da ANNULLARE (*ingiustificato motivo*)
Mentre quello citato è un licenziamento per GIUSTA CAUSA. Che non c'entra nulla.
Fai finta di non capire. E allora te lo spiego io.
Siccome non sono un cialtrone ammetto che hai
ragione e torto al contempo (stracerto che nessuno avrebbe controllato avrei potuto anche limitarmi al secondo aspetto).
1) Mi sono andato a leggere la sentenza (10280/2018) e la fattispecie non può rientrare nel Jobs Act perché il licenziamento risale al 2012. E in questo
hai ragione, si tratta solo della follia a cui è arrivato il diritto sul lavoro, in cui non si può dire in pubblico che ci si è
rotti i co.gli.oni (testuale) del proprio padrone perché è diffamazione, come se gli avesse dato del mafioso. Un'espressione personale di disagio, per quanto forte e insultante, DIFFAMA il buon nome dell'azienda.
Ma non viviamo in una dittatura del capitale, nonono.
E' fatdanny che ha le travecole e non sa vedere la realtà.
2) Hai invece
torto nel dire che il Jobs Act non cambia nulla nell'accertamento della giusta causa (e io pensavo che la sentenza si riferisse a questa casistica già ampiamente presente nelle cause di lavoro).
Fino al Jobs Act infatti il reintegro era previsto anche nella fattispecie in cui
sussisteva il motivo del licenziamento,
ma non la sua proporzionalità (modifiche all'art.18 della 92/12, aka Fornero).
Dopo il Jobs Act il giudice non può più basarsi sulla proporzionalità per il reintegro e anche se il licenziamento è sproporzionato al fatto non può annullarlo e può al massimo stabilire un'indennità di due mensilità per anno di servizio fino ad un massimo di 24.
Ecco la ragione per cui avevo immaginato che rientrasse il discorso.
In poche parole OGGI l'unico modo che il lavoratore ha per essere reintegrato è dimostrare che il fatto non sia MAI avvenuto.
Se avvenuto, non può nulla, per quanto sproporzionata possa essere la misura disciplinare. Al massimo se becca due spicci, ma il licenziamento è confermato.
Il fatto che facciate finta di niente quando avete progressivamente messo in mutande i lavoratori davanti alle aziende a me fa schifo.
Che oggi un lavoratore non possa nemmeno sfogarsi del proprio lavoro di merda perché rischia la repressione dura a me fa schifo. Si chiama nazismo a casa mia una roba così.
Mo veniteme pure a fa la co.jo.nella
e allora il piddì mentre vi strappate i capelli sui cinque stelle, diteme pure che er probbblema so' i barbari alle porte e non chi ha sistematicamente distrutto un quadro di diritti a favore di un dominio dittatoriale dei padroni, che me faccio quattro risate pure io.
O veniteme a raccontà che "
aaa società è cambiata" e per questo non c'è più la sinistra e non perché sui luoghi di lavoro vige il Terrore supportato dalla Legge.
Sinistra e filantropia sono due cose diverse.
Soros tra le tante cose fa un sacco di filantropia, ma non è certo di sinistra.
Emmesà che invece la confusione c'è, ecco perché poi ce chiamano
buonisti.